logo servizio civile volontario

news

 
     

 


cos'ècome funziona
come partecipare
news
bando
Chi Siamo
esperienze
documenti

La parola ai progetti: Biblioteca Attiva e Biblioteca in Ospedale

Valentina e Lorenza sono due volontarie che hanno svolto il servizio civile per la Biblioteca Civica di Torino, nell'ambito di due diversi progetti - Biblioteca Attiva e Biblioteca in ospedale.
Nella realizzazione dei progetti hanno affiancato ed integrato il servizio svolto dai bibliotecari nelle singole sedi, si sono occupate di assistenza individuale al pubblico e hanno proposto e realizzato specifiche attività di avvicinamento al libro e di promozione della lettura rivolte a particolari fasce (bambini piccoli, classi, anziani...).
Hanno poi fatto realizzato dei punti prestito esterni presso scuole, parchi, ospedali, mercati...con l'obiettivo di rivolgersi a chi è difficilmente raggiungibile in altro modo.

Carmela è una dipendente della Biblioteca ed è la loro operatrice locale di progetto (OLP)

Il servizio civile è un'occasione, un'opportunità, per…(crescere, formarsi, sperimentarsi, imparare, aprirsi, agire, cambiare…)

Carmela:

E' molto utile, è un progetto cucito su di loro.
Per molti giovani è un'opportunità per avvicinarsi al mondo del lavoro, ma con una sorta di cura nei loro confronti, di filtro.
E’ un momento forte; un modo per riconoscere il loro impegno, tramite il rimborso che ricevono, e nel contempo consente all'ente che li accoglie di fare delle richieste precise, dettate da un contratto.
Ed è un'occasione per fare incontrare tra loro le generazioni. Lo vedo molto come un rapporto di reciprocità.
Io ho incontrato le nuove generazioni tramite questa esperienza, ho capito cosa si aspettano, il loro quadro di riferimento, rispetto a quello che la società propone, come interpretano il mondo del lavoro, cosa si aspettano, ma è anche un modo per portare alla luce cosa ci aspettiamo noi.

Valentina

E’ un'occasione per formarsi e crescere come persona, a livello di rapporti interpersonali, e dal punto di vista professionale.
Ho acquisito dimestichezza col progetto, sono stata sempre a contatto con il pubblico, con utenti di tutti i tipi e di tutte le età. Io poi mi sono occupata di lettura ad alta voce con i bambini, e tuttora lo faccio come volontaria.
E' stato un percorso formativo per il mio futuro, tant'è che attualmente sto frequentando il corso per bibliotecari e cercherò di percorrere questa strada.

Lorenza:

Il mio progetto (Biblioteca in ospedale), mi è servito per crescere umanamente, per sperimentarmi in un ambiente particolare. Mi ha insegnato ad essere più distaccata dal punto di vista emotivo. All'inizio questo è stato un pò difficile, ma è stato un grosso insegnamento a livello personale e professionale.
Alcune ore invece le passavo in biblioteca. Questa è stata un'esperienza formativa anche dal punto di vista professionale, tanto che anch’io sto attualmente partecipando ad un corso di formazione per bibliotecari.
Ho scoperto che in una biblioteca posso operare bene, che posso lavorare con i bambini piccoli, fare attività con le classi. L'esperienza ha messo in luce una possibile strada percorribile a livello professionale.

Il servizio civile è istituito come un'esperienza di cittadinanza attiva rivolta ai giovani. In relazione a questo aspetto, come pensi abbia contribuito a formare giovani cittadini, consapevoli e coinvolti nella vita della città e del territorio?

Carmela:

C'è sicuramente un beneficio in termini di cittadinanza intesa come acquisizione di conoscenza rispetto ai propri diritti e ai propri doveri, rispetto a "come si sta al mondo". Il contatto non filtrato, senza forme di tutela intermedie, con il mondo adulto mette in risalto questi aspetti, consente di venire a contatto con altre cose, anche aspetti politici che in altro modo forse non potrebbero cogliere.
E poi i volontari imparano che le cose si possono trasformare, che si può compiere un'azione che incida veramente. Impari che il tuo essere cittadino può essere portatore di cambiamento o di novità.

Valentina:

Abbiamo trattato molti aspetti della cittadinanza attiva in sede di formazione.
A livello di progetto io ho fatto esperienza di partecipazione perché ero in un ente pubblico, ho frequentato dalle persone del quartiere e non solo, che avevano quel luogo come punto di riferimento.
Sinceramente non è stato un aspetto che ho sentito molto presente.

Lorenza:

In ospedale ho ricevuto molti riconoscimenti, al di là dei complimenti, si vedeva che le persone erano contente, riuscivamo a spezzare la loro routine.
In ospedale è stato tangibile il risultato dell'attività. Funzionava molto.
In biblioteca era un pò più difficile. I volontari avevano comunque un ruolo diretto all'utenza, per esempio dare informazioni specifiche alla persona anziana o a persone che non erano mai entrate in biblioteca. Il volontario interveniva cercando di agevolare la fruizione del servizio. Anche per la ricerca dei testi, lì viene fatta tramite computer, e non tutti hanno un computer a casa. Il volontario in quel caso era più libero del dipendente, aveva modo di dare una mano all'utenza. Molte persone hanno manifestato di gradire di essere aiutate.
Prima del servizio civile non avevo idea che in biblioteca si svolgessero tante attività rivolte alla cittadinanza.

Il servizio civile è anche un’occasione per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, ad un contesto sociale allargato e diverso, rispetto a scuola e famiglia. Cosa pensi abbia prodotto quest’esperienza in chi l’ha vissuta, in termini di apprendimenti ed abilità sociali?

Carmela:

C'è sempre una evoluzione, per chi è accolto e per chi accoglie.
All'inizio i giovani fanno fatica a prendere le misure rispetto al nuovo contesto. La gran parte sono studenti, abituati ad un tipo di relazione con il mondo adulto che è filtrato.
Qui invece incontrano il mondo adulto e il mondo del lavoro.
Hanno appreso delle cose. A volte anche con momenti di sofferenza, può accadere che non comprendano bene il significato di fare alcune cose anziché altre.
E’ vero che imparano, ma a volte arrivano con un grande bagaglio di esperienze, di abilità, oltre alla motivazione. Bisogna essere in grado di riconoscerle e valorizzarle.
Per esempio nelle attività con i bambini o con gli anziani sono venute fuori delle capacità vere e proprie, e sono state una risorsa per l'ente, e per la cittadinanza

Valentina

E' stata un'occasione per capire il lavoro che volevo fare nella mia vita.
E dal momento che ora c'è abbastanza caos su tutto quello che riguarda noi giovani e il mondo delle professioni...
A seconda dell’attività le abilità acquisite sono state molto diverse.
Sicuramente avere contatti costanti con il pubblico, e con un gruppo di lavoro già formato, stimola ad avere pazienza, a comprendere le esigenze delle persone con cui si interagisce, cercando, nei limiti del nostro servizio, di darvi risposta.
Ricordo che alcuni ragazzi riportavano di sentirsi equiparati ai dipendenti, anche se non è questa la nostra figura. Forse è inevitabile, fa parte del fatto che ci si inserisca nel contesto. Alla fine del servizio tutti ci siamo inseriti.
Dal punto di vista tecnico poi ho acquisito competenze specifiche sulla gestione, sul servizio di referenza, di prestito. E poi grazie al laboratorio con i bambini ho avuto modo di sviluppare una certa capacità di immaginazione, ho imparato a non imbarazzarmi.
Ho potuto inventare dei laboratori manuali da proporre dopo la lettura.
Al termine dell'esperienza molti di noi hanno vissuto un momento di disorientamento, fino alla settimana precedente eravamo profondamente coinvolti in questa esperienza e poi di colpo ne eravamo totalmente fuori. E’ spiazzante: forse sarebbe servito un ulteriore momento di riflessione, di elaborazione e chiusura dell'esperienza.

Lorenza:

L'esperienza ha messo in luce una possibile strada percorribile a livello professionale, prima conoscevo a fondo solo la realtà della biblioteca universitaria, ora ho idea di cosa davvero sia una biblioteca civica.
A volte mi sono sentita sfruttata: il gruppo di lavoro aveva dinamiche complesse e alcune difficoltà. Mi sono trovata a gestire situazioni che non ero in grado di gestire e ad assumermi responsabilità che non potevo assumermi. E’ una situazione però,  che per un anno ci sta!
Spesso il volontario viene visto come uno stagista… Il Servizio Civile è inteso come una sorta di gavetta che bisogna fare per poi accedere al lavoro, solo che al termine dell’anno il lavoro non c'è. E’ un'esperienza che ha un obiettivo diverso.

Il servizio civile ha la sua centralità nella realizzazione di un progetto. I progetti realizzati hanno avuto un’utilità e una ricaduta di tipo sociale, secondo le finalità che li ispirano? Come la descriveresti?

Carmela:

I volontari mi hanno permesso, in questa biblioteca, di rendere ancora più piacevole e gradevole ciò che il servizio già offre, e quindi di rinforzare e rafforzare le azioni di valore sociale che un servizio bibliotecario mette in atto.
La possibilità di avere delle persone in più che ti affiancano nelle attività, la possibilità di poter curare certi dettagli...
Noi in biblioteca siamo soliti proporre degli itinerari di lettura, in cui affianchiamo al libro una rivista, un dvd o quant'altro su un argomento, un autore, ecc.  I volontari hanno fatto degli utilissimi approfondimenti su questo, creato percorsi nuovi
Gli obiettivi sono stati ampiamente raggiunti, la realtà ha coinciso con quanto progettato.
I moduli formativi specifici rivolti ai volontari sono stati ridisegnati interamente in base alle specifiche del contesto di quell'anno, sono progetti vivi, che non possono essere cristallizzati.

Valentina

Nel mio caso le finalità sono state rispettate. Certo, se c'era carenza di personale si faceva il lavoro degli altri, ma in generale i volontari hanno la fortuna di essere una figura che permette di andare oltre il normale svolgimento di un lavoro, di proporre attività, che spesso vengono accettate, perché sono un valore aggiunto. Si ha possibilità di realizzare qualcosa di personale.
Potessi io lo rifarei!

Lorenza:

La ricaduta è senz'altro presente, è rivolta a quelle fasce che sono più in difficoltà, sia in ospedale che in biblioteca. Si tratta di dare autonomia alle persone, non sostituirsi ad esse, anche la persona anziana o il ragazzino piccolo può imparare a cercare un libro tramite computer se le viene spiegato il modo. La persona è così invogliata a ritornare, l'accesso diventa più agevole, l'ambiente spaventa meno.
Vorrei aggiungere che a mio avviso sarebbe necessario un maggior apporto dell'Operatore Locale per sostenere la motivazione, perché il volontario non avendo un ruolo definito finisce per essere adibito a qualunque mansione, questo a volte può far perdere di senso l'esperienza, se non sostenuta.
Capisco che ci sono altre priorità, però questo fa sì che il volontario si senta un peso. Alcuni subiscono questa cosa e diventano totalmente passivi. Per i ragazzi che svolgevano servizio fisso in biblioteca il rischio era che l'Operatore Locale fosse molto impegnato con il pubblico o comunque con il suo lavoro e loro fossero abbandonati a sé stessi.

 


 
 

 

 



Per informazioni
Ufficio Servizio Civile Volontario - Torino e provincia
Via delle Orfane, 22 - 10122 Torino
Tel 011.443.48.73 Fax 011.443.48.74
Orario segreteria:
tutti i giorni escluso il sabato: 09.00 - 12.30
lunedì: 14.00 - 16.30
E-mail civile.volontario@comune.torino.it
home Città di Torinohome Ufficio Nazionale Servizio Civilehome Informagiovani