| Il progetto in sintesi |
FINALITA’ GENERALI
- Favorire percorsi di reinserimento sociale: nello specifico accedere a progetti culturali, ricreativi ed occupazionali/lavorativi disponibili nel territorio cittadino
- Facilitare il processo volto a recuperare e consolidare capacità ed abilità personali in vista di una possibile autonomia abitativa.
- Favorire la circolarità delle informazioni utili sia agli operatori sia alle persone che afferiscono al Servizio Adulti in difficoltà su risorse esistenti e modalità organizzative dei servizi dedicati, all’interno del territorio cittadino.
- Prevenire e “arginare” il disagio che proviene dalla vita di strada.
- migliorare la qualità della vita degli aduti senza fissa dimora in tutti i suoi aspetti: salute, vita di relazione, espressione delle capacità e potenzialità di ciascuno.·
OBIETTIVI SPECIFICI
Servizio Adulti in difficoltà
- Sostenere e implementare percorsi di “accompagnamento” orientati alla conoscenza e all’utilizzo delle risorse cittadine
- Seguire e coadiuvare o proporre attività ricreative, artigianali, artistiche e culturali presso il centro diurno collocato in una casa di ospitalità temporanea rivolta alle persone senza dimora (Via Ghedini 6). Con particolare attenzione al raccordo e all’utilizzo dei laboratori, degli spazi ricreativi e delle iniziative già presenti nel territorio cittadino e rivolte a tutta la popolazione
- Coadiuvare in alcune funzioni gli operatori preposti nel sostenere e implementare abilità personali di organizzazione autonoma per:
- facilitare il disbrigo di semplici pratiche burocratiche
- reperire materiale (arredi, suppellettili, biancheria…), attraverso contatti con le associazioni di volontariato, per l’allestimento di una abitazione autonoma nuovamente riacquisita
- facilitare l’inserimento e l’andamento nei tirocini socializzanti
- Migliorare l’elaborazione e l’analisi dei dati relativi alla fruizione dei servizi organizzati dall’Ufficio
- Favorire la messa in rete delle informazioni utili agli operatori sociali (opportunità lavorative, organizzazioni culturali/ricreative, centri di accoglienza e di incontro presenti nel territorio cittadino) per i singoli progetti individuali anche attraverso la ricerca informatizzata e l’utilizzo del computer (internet e posta elettronica)
- Garantire e migliorare l’accoglienza del servizio mensa gratuita rivolto alle persone senza dimora (Via Ghedini 6) durante il periodo estivo
Associazione Opportunanda
- Autostima e superamento del senso del fallimento della propria vita con l’individuazione delle capacità residue di ognuno e con la restituzione di un'immagine positiva di sé.
- Cura di sé mettendo in atto un accompagnamento in un percorso di recupero dell'interesse e dell'attenzione verso la propria persona e le proprie cose.
- Ri-scoperta di abilità e capacità e possibilità concreta per misurarsi in esse con la creazione di varie possibilità di sperimentare sè stessi in contesti nuovi.
- Portare alla riflessione sulla possibilità di un cambiamento di vita con la costruzione di relazioni positive e di fiducia.
- Affrancamento o riduzione graduale dell'uso di sostanze accompagnando e sostenendo nei vari percorsi di disintossicazione o di contenimento.
- Abbandono progressivo di abitudini come consolidamento di cambiamento di mentalità favorendo e sostenendo occasioni in cui sperimentarsi e ritrovare gli aspetti più veri e positivi di sé.
- Imparare a stare bene con se stessi e con gli altri con la creazione di un ambiente positivo e di relazioni amicali in cui ognuno si possa sentire accettato e non giudicato;
- Prendere coscienza dei propri diritti e contestualmente dei propri doveri che consentono e garantiscono il bene comune di tutti con momenti di informazione e formazione sui diritti e doveri di ognuno.
- Elaborazione personale e collettiva del proprio vissuto per operarne un distacco e un affrancamento stimolando riflessioni sul background di ognuno.
- Progressiva autonomia di vita offrendo accompagnamento e sostegno in tutte le fasi personali che favoriscono questo processo.
- Con l’inserimento dei giovani in SCN, nello specifico, ci si propone di aumentare le persone con cui è possibile iniziare un percorso di reinserimento sociale, anche grazie al maggior numero di alloggi di ri-socializzazione disponibili.
Svolgimento del servizio
Ufficio Senza Fissa Dimora
Affiancamento degli operatori che organizzano laboratori socializzanti e ricreativi all’interno della struttura di accoglienza per persone senza dimora con una funzione osservativa e di supporto (della durata di circa un mese), coinvolgimento pratico in tali attività sempre coordinati da un operatore di riferimento (valutata per un tempo medio di circa un altro mese), proposta e gestione autonoma di laboratorio laddove le competenze e le specifiche abilità del volontario possano essere espresse (fino al completamento del periodo del servizio di volontariato)
Associazione Opportunanda
Il progetto relativo a persone “senza dimora” prevede uno spazio diurno come luogo di tregua e di riparo, alternativo alla strada con alcune caratterizzazioni più specifiche che hanno l’obiettivo di aiutare le persone in un percorso di autostima, di cura di sé e di ri-acquisizioni di abilità. Si parte da una conoscenza informale, da uno stare insieme gratuito, socializzante e da una relazione creata in questi termini per prendersi cura delle singole persone, per dedicarsi a ciascuna in modo personalizzato, là dove e come è possibile. Si intende avviare un percorso verso la presa di cura di sé, il riconoscimento della propria dignità, che porta all’autostima - o ne è il frutto – per arrivare alla piena coscienza dei propri diritti e alla relativa acquisizione dei doveri inerenti al proprio essere cittadino a pieno titolo.
Si parte dunque dall’insieme, dal gruppo per soffermarsi sulla persona, per valorizzarla nella sua interezza e re-immetterla in un circuito collettivo e sociale.Per arrivare a questo si vuole iniziare dalla cura del proprio corpo dando importanza all’igiene e all’aspetto esteriore non come facciata, ma come espressione di un cammino interiore che aiuta a stare bene con se stessi e di conseguenza con gli altri. Si prosegue con l’aspetto sanitario come educazione a prendersi cura di sé e della propria salute, a valorizzare il proprio corpo, a vedere tutto come recupero di una dignità sottovalutata. In questo percorso si terrà conto anche dello specifico di “genere”. Cura di sé e delle proprie cose - si prevede uno spazio in cui queste cose possano essere depositate – diventa anche un modo di porre attenzione alle cose degli altri. Mettere ordine nelle proprie vicende per non vivere di paura, per potersi consultare su questioni legali che fa problema affrontare e di cui invece è bene conoscere tutta la portata. Si apre così lo “sportello giuridico di strada”. Elaborare il proprio vissuto, raccontare le proprie esperienze, aprirsi ad uno sguardo più ampio sulla società di cui si fa parte, di cui ci si deve sentire parte: è il momento della narrazione e del racconto che aspetta di essere fissato.
Si arriva così alla scrittura come strumento di espressione, ma anche come aiuto e sostegno, come scuola di apprendimento a scrivere in modo appropriato, fino a creare un gruppo di redazione del giornale di strada. Si prevede anche l’utilizzo di mezzi informatici e tutto può diventare scoperta di abilità sconosciute.…Anche questo riporta dal personale al collettivo, al gruppo perché anche tra pari, utilizzando le proprie capacità, ci si può sostenere e aiutare. Per questo può servire lo strumento del giornale di strada.Si ritorna all’insieme con la voglia di socializzare, con la celebrazione delle ricorrenze, con la consapevolezza di sentirsi parte di un gruppo allargato e allargabile. Si apre così la finestra delle festa e della convivialità cui anche i vicini sono invitati e il “territorio” (circoscrizione, ASL, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario, Associazioni e Cooperative che lavorano in ambito sociale e culturale): un modo per sfatare stereotipi ed aiutare le persone a vivere bene al di là delle appartenenze e delle condizioni specifiche. Si vive insieme anche la dimensione culturale che fa crescere e stimola ad interessi diversi. Insieme si parte verso altri luoghi da visitare, da conoscere per ritornare temprati nel corpo e nello spirito pronti ad affrontare un cammino di affrancamento da condizioni difficili e problematiche.
A partire da questa realtà diurna, diventata prezioso osservatorio, luogo dove è possibile stabilire relazioni che nel tempo si approfondiscono e creano conoscenza, si sono individuate – o/e si sono fatte emergere - altre esigenze. Innanzitutto si ritiene di dover contribuire a spezzare solitudini, ad abbattere barriere molto accentuate in chi vive la vita di strada, ad arrestare processi di esclusione, a ri-svegliare chi si è appiattito su un presente difficile per ri-dare la voglia e la capacità di progettare il proprio futuro.
Si vuol aiutare a vivere in modo appropriato la dimensione collettiva come aspetto imprescindibile e come preparazione ad affrontare una dimensione più ampia. Si vuol portare la persona alla cura di sé e alla scoperta delle proprie capacità e abilità per far capire che, a piccoli passi, è possibile migliorare la qualità di vita. Senza sostituirsi a nessuna figura istituzionale, ma in collaborazione con i vari servizi, si individua in questo affiancamento di percorso un compito precipuo che l’Associazione può svolgere a pieno titolo.
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