| Il progetto in sintesi |
- Facilitare l’accesso delle donne ai diversi servizi (socio-assistenziali, sanitari, centri di consulenza psicologica, centri di documentazione, questura, centri di formazione, etc.)
- Sostenere i percorsi di autonomia delle donne, attraverso il sostegno all’inserimento lavorativo e abitativo
- Stimolare l’educazione alla cura dei genitori con figli piccoli, offrendo opportunità di aggregazione, gioco, formazione e dialogo interculturale a genitori e famiglie, a partire dal pre-parto sino all’inserimento dei bambini nelle strutture educative per la prima infanzia;
- Favorire il confronto e lo scambio tra donne italiane e straniere attorno al tema della maternità e della cura del bambino;
- Contribuire - in rete con gli enti istituzionali preposti - a creare una rete di sostegno per le neo-mamme che possa prevenire o individuare al loro nascere situazioni di difficoltà nella cura e nella relazione con il bambino piccolo
Svolgimento del servizio
Il volontario del servizio civile verrà affiancato, all’interno dei servizi gestiti dalla cooperativa, da educatori professionali che lo seguiranno nelle diverse fasi di svolgimento delle azioni, con l’obiettivo di trasmettergli gradualmente competenze e capacità di conduzione autonoma di un intervento educativo.
Attività di accoglienza e accompagnamento educativo per donne inserite in strutture residenziali
Per quanto concerne questo ambito di attività, le principali fasi di lavoro alle quali il volontario parteciperà sono le seguenti:
Accoglienza nelle strutture residenziali
Il momento dell’accoglienza è una fase particolarmente delicata nella gestione dei casi.
Le donne sono ospiti presso le strutture gestite dalla cooperativa e condividono con le altre la vita quotidiana. La comunità è la loro unica abitazione e vivere gli spazi con le altre donne può portare a momenti di crisi e di tensione. Le donne che vivono per la strada e sono senza dimora arrivano in struttura dopo una intera giornata trascorsa sulla strada, spesso alla ricerca di soluzioni per il proprio mantenimento. Sono stanche, spesso demoralizzate. Le operatrici si adoperano per creare uno spazio accogliente e protetto che stimoli la cura e il rispetto di sé.
Gestione della quotidianità
All’interno delle strutture le ospiti devono trovare uno spazio che permetta loro il più possibile di trovare accoglienza e protezione; uno spazio di dialogo, di cura del sé, degli abiti e delle proprie cose.
Partendo dall’idea di proporre il recupero di attività spesso non usuali per donne senza dimora, viene proposto loro di partecipare alla gestione della casa, coadiuvando nelle attività di pulizia degli spazi al fianco dell’operatrice di turno. In altri momenti della giornata si propongono attività varie quali corsi di italiano, cucito, maglia e uncinetto e un piccolo corso di fotografia e pittura, attraverso il quale le donne possono dire “ciò che vedono”. Talvolta si fanno giochi di società.
Durante la bella stagione si organizzano alcune attività al di fuori della struttura: gite presso i “Punti Verdi”, piscina, concerti in e feste di quartiere.
Durante la serata, oltre alla televisione, almeno una volta alla settimana vi è la visione di un film in videocassetta, scelto dalle ospiti e su cui si propone una discussione di approfondimento. Le operatrici sono spesso affiancate da volontari, che coadiuvano sia nella gestione dell’accoglienza sia durante la notte. La permanenza presso la casa è normata da un regolamento che viene illustrato all’ospite al momento dell’ingresso ed è esposto nella sala comune.
Fase progettuale dell’intervento educativo individuale
Durante il tempo di permanenza presso la struttura si cerca di creare uno spazio per il dialogo con le ospiti, in modo da raccogliere elementi della loro biografia, il racconto del loro quotidiano e l’espressione delle loro richieste. Spesso si raccolgono richieste che possono essere accolte dall’équipe e portare al superamento di una situazione di disagio o preludere all’attivazione di un percorso di reinserimento: in questo caso si attiva una presa in carico da parte dell’équipe. Si approfondisce con la donna il bisogno e si cerca di attivare le sue risorse per la soluzione.
Un’operatrice si incarica di prendere i contatti con i servizi socio-sanitari di riferimento, laddove esistenti, o di attivare una nuova presa in carico da parte dei servizi (Ser.T., servizi sociali territoriali, psichiatria…). Le operatrici agiscono anche attraverso accompagnamenti diretti sul territorio. Tutte le risorse disponibili vengono attivate in questa fase: una fitta rete di collaborazione collega infatti la cooperativa ad altre realtà sia del privato sociale che del volontariato. Spesso proprio queste risorse si sono dimostrate strategiche per una possibile soluzione. Da non dimenticare l’importanza della collaborazione quotidiana con le altre strutture di accoglienza, sia di bassa soglia che di primo livello.
Percorsi di accompagnamento alla genitorialità
Per quanto riguarda l’altra tipologia di servizi offerti dalla cooperativa - accompagnamento e sostegno alla genitorialità per donne in attesa di un figlio e con bambini di età 0-3 anni - si possono individuare le seguenti azioni, alle quali il volontario parteciperà al fianco di educatori professionali e in stretta relazione con la rete territoriale di intervento (Consultori ASL 3 e 4; responsabili pedagogici di nidi e scuole d’infanzia; Servizi sociali territoriali; altri soggetti del privato sociale)
Pre-parto
Incontri di formazione e informazione di carattere psicopedagogico ed educativo. La cooperativa propone, accanto alle attività sanitarie di preparazione al parto condotte dall’ASL, incontri a tema per genitori in attesa di un figlio per affrontare insieme timori, dubbi, domande legati all’arrivo e alla cura di un bambino.
Post-partum
Incontri per piccoli gruppi composti da mamme e bambini di età 0-1 anno connotati sul “fare insieme” e incontri aperti a mamme e papà di restituzione delle esperienze svolte nei gruppi. I genitori saranno guidati, nell’interazione con il bambino piccolo sul piano fisico e relazionale, attraverso giochi (ad esempio manipolazione di materiali), massaggi, lettura di fiabe e filastrocche, attività musicali. Il gioco e l’interazione fisica tra mamme e bambini costituiranno il punto di partenza per proporre ai genitori momenti di aggregazione, confronto e discussione volti a stabilire relazioni di mutuo-aiuto, evitare isolamento e senso di solitudine ed acquisire maggiore consapevolezza sulla relazione con il proprio figlio, le tappe di crescita e le competenze del bambino piccolo, la capacità di interpretare e comprendere le esigenze del neonato, ecc.
Le azioni previste durante lo svolgimento del servizio:
Presso le strutture residenziali il volontario, in particolare, si occuperà di:
- Mantenere il contatto con i servizi, presentando la donna o il bambino;
- Accompagnare la donna nelle diverse attività che deve svolgere sul territorio e presso i diversi servizi;
- Affiancare l’operatore nella presa in carico e nei momenti di verifica periodica delle situazioni;
- Gestire un processo di accompagnamento in autonomia una volta acquisite le abilità necessarie.
- Affiancare le educatrici e gli psicologi che conducono gli incontri e le attività per mamme e per famiglie e bambini.
Per gli inserimenti lavorativi il volontario accompagnerà la donna segnalandola ai servizi (ufficio stranieri; ufficio adulti in difficoltà, etc) per l’attivazione di tirocini formativi oppure attraverso agenzie di lavoro interinale o contatto diretto con le aziende; seguirà il tutoraggio del suo inserimento lavorativo (mediazione linguistica e culturale con il datore di lavoro, monitoraggio dell’andamento..).
Per la ricerca abitativa il volontario avrà il compito di sviluppare una rete di collaborazione con l’ente pubblico (segnalazione per l’edilizia popolare, LOCARE…), con le agenzie di locazione o con i privati, accompagnando la donna nell’acquisizione, quando ve ne siano i presupposti, di una sistemazione abitativa autonoma e stabile, anche mediando la pratica burocratica. In ragione del carattere particolare dell’attività, gli orari di svolgimento del servizio si possono articolare con modalità flessibili, collocandosi nella fascia oraria pre-serale e in alcuni fine settimana.
Per il sostegno alla genitorialità, il volontario coadiuverà educatrici e psicologi nelle attività per genitori e bambini quali: incontri di gioco, rilassamento e motricità per mamme e bambini piccoli (0-1 anno); gruppi di discussione per genitori; incontri informativi e formativi di carattere psico-pedagogico ed educativo; laboratori per genitori e bambini. |