Mindi Pyrenees Gourdon 2001
Quando risposi al telefono, non mi sembrò vero: sì, proprio io ero stata scelta tra i cinque possibili partecipanti allo scambio internazionale nei Midi-Pyrenées, a Gourdon. Era qualcosa che desideravo con tutto il cuore, dal momento che non avevo mai preso parte ad un'esperienza simile e soprattutto perché ormai la mia "veneranda" età non mi avrebbe, forse, mai più permesso di accedervi.
Il giorno della riunione feci conoscenza solo con due degli altri
quattro miei compagni di viaggio a causa degli impegni universitari
degli altri due e subito mi sentii carica, pronta per partire. Il giorno
della partenza arrivò presto e così, zaino in spalla lasciai
casa insieme a tutte le cose e le persone che appartenevano alla mia
vita per iniziare un'avventura insieme a dei perfetti sconosciuti.
L'appuntamento fu fissato nella sala d'attesa della stazione di Porta
Nuova. Mi basta socchiudere solo un attimo gli occhi per riuscire ancora
a rivivere l'emozionante incontro con i miei compagni di viaggio. Con
entusiasmo ci dirigemmo verso il pendolino che ci avrebbe portato a
Lione, che decidemmo di visitare dal momento che cinque erano le ore
che ci dividevano dall'arrivo in questa città alla partenza del
secondo treno , destinazione Tolosa.
In questo frangente di tempo constatammo di sentirci un gruppo già compatto e omogeneo visto che , dal momento che non eravamo accompagnati da nessun coordinatore, riuscivamo ad accordarci in tempo breve sulle decisioni da prendere. Arrivati a Tolosa, partimmo subito per Gourdon, dove ci attendevano Tanguy e Frédéric, i due fantastici animatori del soggiorno.
Lo stesso giorno, arrivarono gli altri quindici partecipanti internazionali,
provenienti da altri dieci paesi del mondo. Entrammo in contatto con
realtà e culture molto diverse dalla nostra: Egitto, Giappone,
Bulgaria, Francia, Germania, Siria, Stati Uniti, Polonia, Québec,
ex-Yugosalvia.
L'unica cosa che apparentemente ci accomunava era la conoscenza della
lingua francese. Ma anche con i nostri nuovi amici ci fu la stessa sensazione
che provammo tra noi italiani, cioè l'impressione di conoscerli
da sempre, ma nello stesso tempo di aver voglia di scoprire i loro modi
di vivere , di condividere gioie ed emozioni. La nostra vacanza fu scandita
da un ritmo martellante di visite ,di sport (speleologia, canoa, scalata,
tiro con l'arco) e di avvenimenti caratterizzanti il dipartimento del
Lot, in cui ci trovavamo. L'organizzazione perfetta nonché il
buon cibo e il posto meraviglioso a contatto con la natura in cui soggiornavamo
han fatto di questi giorni la più bella vacanza della mia vita.
Il tempo, purtroppo, passò in fretta e il momento dell'addio
, o meglio dell'arrivederci (ebbene sì, una decina di noi è
anche riuscita ad incontrarsi a Capodanno), fu interrotto dai nostri
pianti scroscianti, consapevoli del fatto che si trattava di una vacanza
irripetibile, unica nel suo genere.
Il treno ci portò a Tolosa, bellissima città "rosa"
che avemmo il tempo di visitare e di assaporare prima di dire addio
definitivamente al nostro scambio internazionale. Ma, ahimè,
i treni per Lione e, dunque, per Torino ci attendevano intrepidi per
ritornare alla realtà di tutti i giorni, ma adesso più
ricca di quel qualcosa che chi non ha condiviso un'esperienza di questo
tipo, non potrà, forse, mai ben capire.
Gianna Lezza