SPORT

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novembre/dicembre 1999
 

 

QUELLI CHE IL GHIACCIO
Si avvicina l'inverno e per molti è ora di tirare fuori gli sci e andare in montagna. Per chi cerca una possibile alternativa alle code sulle strade e agli ski-lift, ci sono altri sport invernali che si possono praticare in città: gli sport del ghiaccio.
 di Marco Stolfo
Si tratta di attività nel complesso poco conosciute, nonostante che Torino e la sua provincia siano destinate a ospitare le Olimpiadi invernali del 2006 e che anche qui da noi si stia diffondendo sempre più l'abitudine di andare a pattinare con gli amici. Tra storia e attualità, aspettative e problemi, pattinaggio della domenica, pratica agonistica e hockey su ghiaccio, il quadro si presenta come complesso e articolato. Ecco alcuni cenni, che spaziano dal livello generale a quello cittadino.

La definizione generale "sport del ghiaccio" comprende due differenti discipline: il pattinaggio, con le sue numerose specialità, e l'hockey. Alla base di entrambi ci sono i pattini, creati e usati come mezzo di locomozione individuale fin dai tempi più antichi dagli Eschimesi. Quelli che in Europa possono essere considerati a tutti gli effetti i progenitori dei pattini moderni nascono nel secolo XIV in Olanda, dove la popolazione comincia ad applicare una lamina metallica alle calzature allo scopo di muoversi con rapidità e efficacia, pattinando sui canali ghiacciati. Dalla semplice esigenza di movimento al gioco e alla pratica sportiva il passo è meno breve di quel che si pensi: soltanto quattro secoli dopo in Inghilterra si cominciano a disputare vere e proprie gare di velocità.

UN PO' DI STORIA. DAL PATTINAGGIO ALL'HOCKEY
Confuse e poco documentate sono anche le notizie riguardanti la nascita dell'hockey su ghiaccio. L'ipotizzata etimologia del vocabolo hockey, che sembra derivare dal francese hoquet, cioè bastone da pastore, suggerisce l'esistenza già in passato della pratica, per lo più su prato, di un gioco di squadra che consisteva nello spingere palle di piccole dimensioni con dei bastoni. Per quando riguarda l'hockey su ghiaccio, nel quale la palla di allora è sostituita da un disco di gomma dura, una testimonianza riguardante la sua pratica potrebbe trovarsi nelle immagini presenti in alcune stampe olandesi del Seicento, in cui figurano delle persone munite di bastoni e lame legate alle scarpe che giocano sui canali ghiacciati.
Più affidabile il riferimento agli indiani canadesi Micmac, che nell'Ottocento si divertono, spingendo un blocco di legno con dei bastoni, sui laghi gelati del loro paese. Le truppe britanniche fanno proprio quel gioco, che dal Canada si diffonde così negli Stati Uniti. Sempre in Canada si disputa la prima gara pubblica, nel 1875 a Montreal tra due compagini universitarie, e qui nasce dieci anni dopo la prima Amateur Hockey Association.
Soltanto nel 1917 prende il via negli USA la prestigiosa National Hockey League (NHL), punto di riferimento a livello mondiale per la definizione delle regole del gioco, mentre in Europa il primo torneo continentale si disputa nel 1910. E in Italia? In quale città si inizia a giocare a hockey su ghiaccio? Proprio a Torino, dove i primi incontri, sempre nel 1910, vengono disputati sul laghetto ghiacciato del Parco del Valentino. Dalla nostra città si diffonde nelle altre regioni settentrionali e soprattutto in Lombardia, Veneto e Trentino-SudTirol, dove ancora oggi si trovano gli impianti migliori, i sodalizi meglio organizzati e le formazioni più competitive.

TORINO SCIVOLA SULLE PISTE?
Città con una ricca e multidisciplinare tradizione sportiva e "culla" dell'hockey su ghiaccio italiano, come si colloca Torino nel nostrano panorama degli sport del ghiaccio? La realtà torinese presenta luci e ombre, tra una diffusa pratica del pattinaggio a livello amatoriale, il problema degli impianti disponibili che non riescono a soddisfare pienamente la "domanda di ghiaccio" dei torinesi e importanti risultati a livello italiano e internazionale.
I nomi più ricorrenti sono quelli di Maurizio Carnino e Ugo Hernoff, entrambi medaglia d'oro ai Giochi Olimpici del 1994, e dello strepitoso Fabio Carta, vicecampione del mondo in carica nella velocità, nonché plurititolato protagonista dei campionati italiani e europei degli ultimi anni, che guida una agguerrita e promettente pattuglia di giovani campioni emergenti come Marta Capurso, Gessica Martello, Luciano Roveto e Simona Avitabile.
Meno significativi i risultati dell'artistico, nonostante i molti praticanti. Delle squadre di hockey nostrane, al cui riguardo va precisato che il Pinerolese è attualmente più attrezzato del capoluogo, sono in pista Valpellice, in serie A, Torino e Pinerolo in B e Draghi Torino, Peter Pan e Giugoma in C. Draghi, Torino, Valpellice e Pinerolo hanno anche il settore giovanile, con squadre dagli under 10 agli under 17 che partecipano ai campionati federali interregionali.
Per l'hockey su ghiaccio femminile, assai praticato negli USA ma qui da noi ancora a livelli pionieristici, nonostante abbia fatto il suo ingresso ufficiale tra le discipline olimpiche l'anno scorso a Nagano, le notizie più incoraggianti, Valpellice a parte, arrivano dai Draghi: stanno preparando una rappresentativa che parteciperà a un torneo internazionale a Como tra qualche mese.

PER CHI VUOLE COMINCIARE C'E' ANCHE UNA CHAT
Artistico, velocità e hockey su ghiaccio, per la specificità della preparazione, sono discipline che non si possono improvvisare: chi vuole praticarli, soprattutto se nutre ambizioni di successo, deve cominciare da giovanissimo (cinque o sei anni). Tuttavia c'è qualche possibilità di cimentarsi e imparare anche per chi non ha più l'età. In questi anni, nell'ambito di Sportinsieme, enti di promozione sportiva come UISP, AICS e Libertas hanno organizzato corsi di avviamento al pattinaggio, anche per coloro che non avevano mai indossato un paio di pattini. La FISG, invece, d'intesa con il Provveditorato agli Studi, ha avviato il Progetto Scuola, dedicato agli studenti che possono scendere in pista, accompagnati dagli insegnanti di educazione fisica e seguiti da preparati istruttori.
Per chi vuole avvicinarsi all'hockey da qualche anno c'è un'altra possibilità: si chiama CHAT e l'acronimo significa "Corso di Hockey per Amatori a Torino". Per tutti gli aspiranti pattinatori vale anche quest'anno l'opzione fai-da-te: non c'è più la pista di Piazza Castello, tanto discussa quanto apprezzata, però ci sono sempre quelle del Rolling e di Torino Esposizioni, aperte sino a inizio marzo, che attendono novizi, principianti e esperti.

GHIACCIO EFFETTIVO E VIRTUALE
Se alla pratica degli sport del ghiaccio preferite il pattinare nel World Wide Web, la rete vi offre numerose opportunità. Potete partire da Icewire (
www.pegacity.it/sport/pattinaggio), e continuare con Draghi (www.ihcdraghi.it).

PER SAPERNE DI PIÙ
FISG, Via Sanremo 67, 10137 Torino, tel./fax 011/3175777

Società sportive
VELOCISTI GHIACCIO HELIOS
, Lungo Dora Firenze 61, 10152 Torino, tel. 011/851091

VELOCISTI GHIACCIO TORINO, c/o Peretti, Via Bardonecchia 68, 10141 Torino, tel. 011/706236

VELOCITA' FIAMMA TORINO, c/o Martinat, Via Filadelfia 142, 10137 Torino, tel. 011/356486

HOCKEY CLUB TORINO, Via Debernardi 15/d, 10137 Torino, tel./fax 011/3170161

ICE HOCKEY CLUB DRAGHI, Via Sanremo 58/g, 10137 Torino, tel./fax 011/3082222

ICE HOCKEY CLUB GIUGOMA, P.zza Giacomini 4, 10126 Torino, tel. 011/663906

ICE CLUB TORINO, c/o Masoero, Via Torino 56, 10093 Collegno (TO)

CIRC. PATTINATORI VALENTINO, c/o De Simone, Corso Vinzaglio 14, 10121 Torino

PATTINATORI ARTISTICI TORINO, c/o Vercellino, Via Avogadro 19, 10121 Torino

SPORTIVI GHIACCIO TORINO, c/o Pautasso, Corso Traiano 24, 10135 Torino

Corsi
CHAT
, c/o ASP, Via Petrarca 13, 10126 Torino, 011/6689866

Impianti
ROLLING
, Via Sanremo 67, 1037 Torino, tel. 011/3175805

TORINO ESPOSIZIONI, tel. 011/6502500

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