CULTURA

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novembre/dicembre 1999







 
LA BELLEZZA DEL TATUAGGIO
 di Fabrizio Cellai ed Elisa Gallenca
Venticinque anni e una passione lunga una vita: Andrea Becchi, giovane tatuatore torinese ci spiega i segreti, i significati e le tecniche di un'arte che affonda le sue radici all'alba della civiltà.
"Non è possibile stabilire con precisione l'
origine storica del tatuaggio - afferma Andrea -, ma per alcune popolazioni si tratta ancora di un ornamento legato alla propria cultura, alla storia, alle tradizioni e allo status sociale".
Una tradizione che si avvale di due tecniche: una a mano, che comprende quella "Irezumi" del Giappone e quella "Tac Tac" neozelandese e tahitiana; l'altra con macchinetta elettrica, la più diffusa in Occidente. Mentre con la tecnica manuale l'incisione della pelle avviene tramite
bastoncini dotati di aghi alle estremità, con le macchinette elettriche a bobina con movimento a percussione (rimaste identiche dalla fine dell'Ottocento) gli aghi (da tre a tredici) bucano prima la pelle per un massimo di un millimetro e mezzo e poi l'inchiostro riempie i forellini per caduta da un piccolo calamaio posto sopra gli aghi.
L'immagine del balordo tatuato, birraiolo e pianta grane che ancora oggi è forte nell'immaginario collettivo di un paese come l'Italia, è distante dal significato che per i giapponesi, i neozelandesi o i tahitiani hanno i tatuaggi sparsi su tutto il corpo. "Il tatuaggio può piacere o non piacere ma fintantoché non lo si considera come
forma d'arte sarà impossibile scrollarsi di dosso i nostri pregiudizi" ribadisce Andrea. Insomma gli aghi come il pennello del pittore e la pelle come la tela sulla quale prendono forma draghi, rose rosse, simboli arcaici e intrecci di linee ornamentali.
Ciononostante il tatuaggio si sta diffondendo anche in Occidente e solo a Torino si è passati negli ultimi da tre tatuatori ufficiali a una quindicina circa. "La professione non è riconosciuta - precisa Andrea, che nonostante la giovane età è già uno dei tatuatori più attivi a Torino - e pertanto non è regolamentata da alcuna legge".
Dunque niente licenze e nessun corso per diventare tatuatori. Tuttavia è importante sincerarsi delle
condizioni igieniche ed essere consapevoli che il tatuaggio non andrà più via, se non con una operazione chirurgica.

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