CULTURA

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novembre/dicembre 1999

 

HAMMAM: IL BAGNO TURCO A TORINO
A Torino siamo fortunati, anzi fortunate, perché il bagno turco c'è, anche se per ora è solo femminile.
 di Annamaria Ferrero
L'idea di aprire un bagno turco nei locali di una ex scuola di Torino è venuta una decina di anni fa all'associazione interculturale delle
donne Alma Terra.
Il bagno turco non solo costituiva per le donne straniere un'occasione di lavoro, ma era soprattutto una risposta ai bisogni di molte immigrate di provenienza islamica (che specie allora si trovavano spesso a vivere in case con bagni in comune e tempi limitati per la doccia nei bagni pubblici) e in più un modo di fornire un approccio alla cultura maghrebina attraverso un aspetto che in essa ha grande importanza: la cura del corpo.
Quello della mediazione culturale è uno dei principali obiettivi della cooperativa La Talea, che porta avanti quest'idea di scambio attraverso aspetti immediati della vita quotidiana anche con altre iniziative, come la ristorazione, con preparazione di piatti tipici.
Le sue attività, che comprendono anche l'offerta di assistenza a malati, anziani e bambini, sono strettamente legate al Centro Interculturale delle
Donne Alma Mater, associazione per l'accoglienza delle donne straniere, da cui la cooperativa stessa è nata e nei cui spazi è stato allestito il bagno turco.

CHI VA ALL'HAMMAM?
La scommessa interculturale è da considerarsi riuscita se oggi, come racconta Mamona, una delle responsabili, le frequentatrici del bagno turco sono in prevalenza italiane. Anche se poi aggiunge ridendo che queste ultime "corrono sempre": se per una donna italiana rilassarsi significa concedersi un'ora all'hammam, la donna maghrebina si prepara già dalla vigilia, in modo da non avere niente da fare il giorno dopo in casa e potersi dedicare esclusivamente al bagno turco, dove trascorre l'intero mattino o pomeriggio. Ne abbiamo ancora da imparare!

COSA SI FA ALL'HAMMAM?
In un hammam ci si dedica alla cura del corpo (con bagni caldi e freddi, massaggi, trattamenti di bellezza per la pelle e i capelli), ci si rilassa, si chiacchiera e si fa amicizia con altre donne.
Il bagno turco di Torino è diviso in tre stanze: beit el barid (o frigidarium, il luogo più freddo), westya (o tepidarium), beithel sakhin (calidarium, una stanza dove la temperatura è di circa 40°).
Per sfruttare al massimo i vantaggi del bagno turco, mi spiega Mamona, bisogna prima di tutto lavarsi bene con l'acqua per ammorbidire la pelle, poi insaponarsi con il sapone tradizionale marocchino (che loro hanno in vendita) e lasciarlo sulla pelle almeno per una mezz'ora, durante la quale si sosta nella stanza più calda per un bagno di vapore. Nella seconda stanza ci sono dei lettini dove, dopo essersi abbondantemente risciacquate, ci si può frizionare con un guanto umido per il peeling. Nella terza stanza, piena di tappeti e cuscini, ci si siede dopo il bagno per rilassarsi e sorseggiare il tè verde alla menta che viene offerto dalla cooperativa.
Oltre a tutto questo, all'hammam dell'Alma Mater è anche possibile, su prenotazione, curare il proprio corpo con trattamenti estetici come la depilazione, che viene praticata con una ceretta naturale a base di zucchero e limone.
Insomma, se volete dedicare un po' di tempo a voi stesse e rilassarvi prendendovi cura del vostro corpo, se siete curiose di conoscere un posto nuovo, con gente nuova e vecchie tradizioni, non vi resta che provare: il bagno turco è all'Alma Mater, in Via Norberto Rosa 13, ed è aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20, la domenica dalle 10 alle 17. L'ingresso è riservato alle donne e costa 20.000 £ (7.000 £ per le bambine). Solo per i trattamenti estetici è necessaria la prenotazione, che potrete fare telefonando allo 011/201727.

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