|
SPECIALE | |
|
|
||
| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/1999 | ||
|
|
||
Comune di Torino, Comparto volontariato Tel. 011.442.49.37 |
RAGAZZE CORAGGIOSE Senza l'obbligo di leva, centinaia di ragazze torinesi hanno chiesto di prestare il servizio civile femminile. Vediamo perché. di Giovanni Monaco Domande a centinaia, ferrea volontà di partecipare, entusiasmo alle stelle. E non si tratta di un concorso a premi o di una vacanza in omaggio: bisogna impiegare dieci mesi della propria vita a favore degli altri, lavorando come volontari in modo del tutto gratuito (che non vuol dire disinteressato) e potendo contare soltanto su un rimborso delle spese vive. La novità del servizio civile femminile, voluta e creata dal Comune di Torino, ha sbancato. I posti a disposizione si sono rivelati una goccia nel mare delle aspiranti anti-militariste. O meglio, delle future volontarie, perché le nostre "lei" non avevano alcun obbligo di leva da barattare con i loro dieci mesi spesi per gli altri. Eppure in tantissime hanno fatto richiesta, tanto da impegnare per giorni le responsabili dell'ufficio volontariato in una difficile opera di scelta. I motivi della partecipazione? La volontà di essere utili agli altri, l'opportunità di specializzarsi in materie poi convenienti per il lavoro, la possibilità di operare per tre mesi all'estero (sette a Torino) in modo gratuito, ma spesati del viaggio e della permanenza. "Ho appena finito il liceo artistico - spiega all'Informagiovani Chitra Ponte, una delle candidate - e ho pensato che, se non avessi trovato immediatamente un lavoro, sarebbe stato bello impiegare il mio tempo in attività sociali. Del resto, ho già fatto volontariato con il Telefono Azzurro e ritengo il contatto con gli altri utile, oltre che piacevole". I sogni? "Naturalmente mi piacerebbe fare qualcosa nel campo del Teatro e dello spettacolo, materie nelle quali sono specializzata, ma non mi pongo questi limiti. L'importante è fare qualcosa di positivo". Per tutte è importantissima - spesso decisiva - l'esperienza oltreconfine. Inghilterra e Francia i Paesi più gettonati, almeno a livello di aspirazioni: "I tre mesi all'estero - chiarisce Cinzia Fasciana - sono senz'altro molto importanti. Io, ad esempio, ho anche frequentato corsi di lingue e confesso che praticare l'inglese sul campo, non mi dispiacerebbe". Cinzia, che ha frequentato un corso regionale per il restauro cartaceo, vorrebbe essere impiegata in attività presso la biblioteca civica o l'archivio storico del Comune di Torino. In ogni caso, per quasi tutte non è fondamentale l'occupazione che sarà assegnata. "Non so ancora di preciso cosa farò - confessa Marcella Occhipinti - ciò che conta è essere utili: avevamo due opportunità di scelta, un volontariato più culturale ed uno sociale; io ho optato per questa seconda via, mi ci sento portata e mi piace. I miei studi? Ho fatto il liceo classico e oggi frequento lettere moderne. Ho pensato che questi dieci mesi, malgrado l'università, possano comunque essere ben spesi anche con il servizio civile. Spero peraltro di riuscire a dare qualche esame " Tantissime buone motivazioni, hanno portato a una caterva di richieste di partecipazione, quindi. Tutte ragazze disposte a impegnarsi per 36 ore la settimana per dieci mesi. Il loro compenso non va oltre una paga diaria di 5.800 lire e in un buono pasto per le giornate di attività, nonché l'abbonamento gratuito per i mezzi pubblici cittadini. Ma, certo, la grande attrattiva del programma è stato il forte valore formativo. Sia a livello generale, nel campo del volontariato, che nell'ambito più ristretto degli specifici progetti. Sono previste ore di aula e momenti di verifica e c'è il fascino spietato della permanenza trimestrale fuori dei patri confini. Alla fine, c'è l'immancabile rilascio della certificazione, tanto più utile con il nuovo sistema dei crediti formativi. Il certificato di partecipazione, sarà addirittura sottoscritto dalla Commissione Europea e consentirà l'accesso alle "Iniziative di Valorizzazione" successive, sempre targate Ue. |
|