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novembre/dicembre 1999

 

 

 
DAMMI UN PO' DI CREDITO
Diamo credito al volontariato. Non è per fornire un'immagine egoistica del volontariato che se ne voglia parlare. Ma il fatto che impegnarsi in attività sociali e culturali gratuite, possa anche farci andare meglio a scuola non può passare sotto silenzio: tra le tante "benemerenze" che fanno acquistare punti per la formazione dei crediti formativi il volontariato è in primissima fila.
 di Giovanni Monaco
Cosa sono i crediti formativi? Una sorta di curriculum a denominazione di origine controllata, che va ad unirsi al ciclo di studi classico, per disegnare il profilo dell'aspirante assunto, quando deve presentarsi a un colloquio o partecipare ad un concorso. I crediti, per chiarire, costituiscono il riconoscimento di competenze già possedute dagli studenti e acquisite in seguito a:
- studi compiuti e certificati da titoli conseguiti in istituti statali o legalmente riconosciuti (crediti formali);
- esperienze maturate in ambito lavorativo o studi personali coerenti con l'indirizzo di studi (crediti non formali).
Il loro riconoscimento è automatico nella prima ipotesi, mentre nella seconda occorre una valutazione caso per caso sulla base di specifici accertamenti.
I crediti, nei casi in cui comportino la promozione anticipata in una o più discipline, determinano anche l'esonero dalla frequenza delle materie per le quali sono stati riconosciuti. Essi, pertanto, consentono accessi differenziati al percorso scolastico e possono essere accompagnati da un sistema complementare di debiti. Il Consiglio di classe è l'organo collegiale che, sulla base di criteri e modalità stabiliti dal Comitato tecnico-scientifico, delibera il riconoscimento dei crediti, l'attribuzione dei debiti e il conseguente percorso individuale. Il Comitato tecnico-scientifico dovrà altresì ratificare quanto deliberato dai singoli Consigli di classe.
Analoga delibera può essere assunta in sede di scrutinio finale: il Consiglio di classe, che decidesse la non promozione dello studente, può attribuirgli contestualmente crediti spendibili nell'anno successivo per le materie nelle quali è stata conseguita la sufficienza.
I voti sono, quindi, assegnati in relazione a "crediti" e "debiti", con la possibilità di "arrotondare" il punteggio di presentazione agli esami, facendo valere quelle conoscenze e abilità acquisite fuori dalla scuola. Purché siano esperienze "coerenti con gli obiettivi educativi e formativi del tipo di corso cui si riferisce l'esame". Così richiede il decreto ministeriale. Le esperienze che vengono prese in considerazione comprendono - citiamo sempre il decreto di istituzione del nuovo sistema di valutazione - "attività culturali, artistiche e ricreative, relative alla formazione professionale, al lavoro, all'ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport".

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