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novembre/dicembre 1999

 

 
E' UNA QUESTIONE DI CULTURA
Millequattrocento ragazzi e ragazze hanno indossato maglietta e capellino con l'emblema dei Giovani per Torino. E' l'attività di volontariato organizzata dal Settore Gioventù del Comune in occasione di mostre, esposizioni e manifestazioni culturali: una delle tante possibilità per i giovani che desiderano dedicarsi al volontariato nel settore culturale.
 di Claudia Delpero
I "GxT" - cioè i Giovani per Torino - hanno tra i 16 e i 29 anni e sono pronti a impegnarsi per la valorizzazione culturale, artistica e ambientale della città. In passato, ad esempio, si sono occupati dell'accoglienza dei turisti arrivati per l'ostensione della Sindone, hanno guidato i visitatori nel percorso di opere della Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo, hanno svolto il servizio di accoglienza in occasione della conferenza intergovernativa dell'Unione Europea del Marzo 1996 e hanno partecipato a numerose altre manifestazioni cittadine. Il Comune provvede alla loro formazione attraverso incontri di preparazione: così ragazzi e ragazze possono approfondire la loro conoscenza della città, mietere nuovi amici ed entrare in contatto con turisti ed artisti.
Simona Pravato, 22 anni, gxt dal 1996, ricorda sorridendo i lunghi turni al freddo del Natale in piazza Carlo Felice, le visite guidate alla Cavallerizza e l'arrivo in aeroporto degli artisti della Biennale: "In quell'occasione al Lingotto venne organizzata una sfilata di moda e ci chiesero di aiutare le modelle a cambiarsi gli abiti, un episodio che per noi è stato molto divertente". Simona ha studiato prima al liceo artistico e poi ha scelto il corso di laurea in conservazione dei beni culturali: ha quindi un interesse particolare per la vita culturale della città. Ma non è così per tutti i volontari, molte persone si occupano di tutt'altro, eppure scelgono di spendere un po' del loro tempo in questo settore.
Chi ha svolto almeno due attività con i gxt può entrare nei gruppi senior: il gruppo proposte ha il compito di elaborare nuovi progetti da sottoporre ai responsabili comunali; il gruppo stampa si occupa della promozione, dell'immagine e della documentazione dei gxt; il gruppo internet riunisce gli appassionati di informatica; e il gruppo divertimenti (tra i più attivi) organizza serate in pizzeria e vari momenti di svago per i volontari.
Per entrare a far parte dei gxt è necessario compilare un modulo distribuito all'Informagiovani. Per altre informazioni: Settore Gioventù del Comune di Torino, via Assarotti 2, tel. 011.4424937,
www.comune.torino.it/gxt, email: gxt@comune.torino.it.
Come avviene per altri settori, però, anche il volontariato culturale tende a sviluppare le proprie potenzialità all'interno delle associazioni. Sono poco meno di cinquanta i gruppi che operano in questo campo. Quasi sempre essi attraggono persone adulte e spesso già esperte, ma anche i giovani poco per volta si stanno facendo avanti. Tra le attività che riscuotono maggior successo ci sono quelle legate all'ambiente e all'archeologia.
Una delle associazioni più popolate da ragazzi è infatti il
Gruppo Archeologico Torinese (via Bazzi 2, 10152 Torino, tel. 011.4366333, www.arpnet.it/gat, email: gat@arpnet.it), che raggruppa circa 150 volontari. L'attività, iniziata sedici anni fa in Val di Susa, consiste nella realizzazione di indagini archeologiche in collaborazione con le Soprintendenze e in ricognizioni per individuare reperti archeologici. I volontari svolgono ricerche sul territorio: in particolare d'estate partecipano a campi di scavo con gruppi che arrivano da ogni parte d'Italia e talvolta anche dall'estero. Si tratta di ricognizioni per la ricerca di siti archeologici o di pura rivalutazione ambientale per ripulire aree degradate. I più sedentari possono invece dedicarsi alle ricerche bibliografiche andando alla ricerca di notizie sui siti archeologici nelle biblioteche torinesi. Non è necessario essere esperti: chiunque può iscriversi e partecipare a uno scavo.
Fabrizio Di Ciotti, 32 anni, ha il diploma di geometra, si è laureato in geologia e lavora come grafico: ma ciò non gli ha impedito di coltivare la sua passione per l'archeologia. "Ho iniziato per caso, nel 1984, su invito di uno dei miei professori. Da allora non ho più abbandonato l'emozione dello scavo: tirare i reperti fuori dalla terra e cercare di catalogarli è gratificante e qualificante perché ci si diverte e nello stesso tempo si fa qualcosa di utile per la collettività. Alcuni reperti provenienti dai nostri ritrovamenti sono infatti esposti al museo archeologico di Torino".
Sebbene l'attività sia meno avventurosa, molti sono anche i giovani attivi tra gli
Amici di Palazzo Reale (c/o Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte, piazza San Giovanni 2, 10122 Torino, tel. 011.546967, http://www.arpnet.it/assoc/preale/wwwhtml/welcome.htm, email: preale@arpnet.it). L'associazione è stata costituita nel 1994 da un gruppo di volontari che si sono conosciuti durante la "giornata di primavera" del Fai. Ora il gruppo si concentra nella promozione della conoscenza storica, artistica e archeologica di Palazzo reale e delle residenze sabaude, aprendo al pubblico sale di norma non visitabili.
Da segnalare è anche l'attività del
Fai - Fondo per l'ambiente italiano (via Arcivescovado 18, 10121 Torino, tel. 011.530979) che si adopera per acquisire, restaurare e conservare beni culturale e aprire al pubblico musei e palazzi di solito chiusi al pubblico. All'interno di questo ente si è costituito un gruppo di giovani che affianca all'attività culturale momenti di divertimento.
Gli appassionati di mineralogia, collezioni di insetti, animali ed erbe medica possono invece orientarsi verso gli
Amici del Museo di Storia Naturale Don Bosco (viale Thovez 37, 10131 Torino, tel. 011.6601066, email: edana@pharm.unito.it). E' l'unico museo di scienze naturali funzionante, in attesa dell'apertura di quello regionale. Vi lavorano soltanto volontari - quasi tutti giovani provenienti dalle scuole salesiane - che si prestano per garantirne l'apertura e le visite guidate: il museo è aperto la domenica pomeriggio; sono possibili visite su prenotazione nei giorni feriali. Anche in questo caso non è necessario essere esperti dell'argomento, poiché sono previsti momenti di incontro per la formazione dei volontari.
Altre possibilità per chi intende svolgere attività di volontariato culturale si possono incontrare al
Gruppo Abele (via Giolitti 21, 10123 Torino, tel. 011.8142711, email: abele@arpnet.it), dove è possibile lavorare come addetti al centro studi e ai servizi generali del gruppo.
Gli
Amici dell'Arte e dell'Antiquariato (via Accademia delle Scienze 11, 10123 Torino, tel. 011.534048), invece, hanno una tendenza al professionismo e attirano quindi persone che di arte e antiquariato se ne intendono. Ciò nonostante non disdegnano l'aiuto di giovani disposti a lavorare per tenere aperti i piccoli musei. L'associazione organizza corsi formazione, visite ai mercatini dell'antiquariato, incontri con esperti, gite di studio e di recente sta cercando di promuovere una catalogazione dei beni della provincia di Torino, raccogliendo - ad esempio - foto di chiesette e piloni votivi in stato di abbandono per far sì che non ne venga cancellata la memoria.
Infime l'
Associazione Premio Tesi di Laurea su Torino (corso Brescia 85, 10152 Torino, tel. 011.852989, www.arpnet.it/laurea, email: laurea@arpnet.it) organizza, oltre all'omonimo premio per tesi sulla città, attività di valorizzazione culturale del territorio cittadino e momenti di aggregazione per i suoi iscritti.

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