PROFESSIONI

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/1998

novembre/dicembre 1998

 

 

ALTRI INDIRIZZI A CUI RIVOLGERSI

Istituto La Casa
Via Lattuada, 14 20135 Milano
Tel. 02/55.18.73.10

Gruppo di Volontariato “Solidarietà”
viale Dante, 104 85100 Potenza
Tel. 0971/215.17

Centro Italiano Adozione Internazionale
via B. Oltrocchi, 11 20137 Milano
Tel. 02/551.04.07

Associazione Italia-Tibet
Via Marco Aurelio 3, 20127 Milano
Tel. 02/26.14.81.01

International Adoption
per Torino e provincia C/O Walter Bellezza
Tel. 0124/34.81.79 (ore serali)

… e molte altre!

 

SOLIDARIETÀ A 360°

di Romina Petroziello


Chhedilal Majwar è un bambino indiano, è nato a Prabhas nel 1989 (circa) e il suo "nome" in codice è HV462324. "Mia moglie ed io lo abbiamo adottato a distanza tre anni fa circa decidendo di sostenere Azione Aiuto (via Paleocapa 1, 20121 Milano, tel. 02/725.77), un'organizzazione laica ed internazionale impegnata nella lotta alla povertà con progetti concreti, mirati ad aiutare i bambini, le loro famiglie e comunità - racconta Gianfranco Damiano, impiegato trentenne residente in un paese della prima cintura - Con un impegno di 40.000 lire al mese sappiamo di aiutare lui e di contribuire, nel contempo, alla costruzione di un futuro migliore per la sua comunità".
Chhedilal, che oggi è in buona salute e frequenta regolarmente la scuola, vive sereno con i genitori. Ama i colori accesi: disegna pesci, mango e fiori "Mahua". Non lo saprà mai: alcuni dei suoi capolavori, incorniciati, sono appesi nell'ingresso di una casa come tante in Europa.
Sono centinaia i minori che, come Chhedilal, vengono fotografati, schedati e poi "proposti". Associazioni, centri, enti e congregazioni sanno bene che gli occhi di un bambino arrivano dove razionalità e cifre non potrebbero mai: dritti al cuore dei potenziali "sostenitori".

Solidarietà a distanza: attenzione a non confonderla con l’adozione!
"Tanto per cominciare è indispensabile fare pulizia di termini - è chiaro Francesco Santanera, difensore dei diritti dei più deboli che tiene a sottolineare bene la differenza sostanziale che passa tra l'adottare un bambino o scegliere, invece, di aiutare qualcuno tramite bonifico periodico - Essere genitore adottivo significa diventare padre o madre di una creatura procreata da altri, allevarlo e trasmettergli il proprio cognome accettandola pienamente qualunque sia la sua origine, il suo colore, il suo volto, nella convinzione profonda che tutti i bambini sono uguali e hanno lo stesso diritto di essere amati".
"Quello che attraverso le adozioni a distanza si cerca di fare - illustra l'avvocato Daniela Bertolusso riferendosi, nello specifico, all'operato delle Missioni Don Bosco (via Maria Ausiliatrice 32, 10152 Torino, tel. 011/522.46.31) - è, invece, sensibilizzare il maggior numero di persone possibile nei confronti della realtà dei paesi in via di sviluppo. Per quanto ci riguarda, spieghiamo fin dall'inizio che la quota d'adozione non va direttamente alla famiglia del ragazzo adottato a distanza ma viene gestita dalla missione che, fedele al carisma di Don Bosco, assicura al prescelto la possibilità di proseguire negli studi e, se una parte di denaro avanza, lo impiega in opere che possano andare a beneficio di ognuno".

Si tratta, alla fin fine, di un'intelligente stratagemma volto a suscitare l'attenzione di quanti rimarrebbero, altrimenti, indifferenti.
"Le corde dell'emotività risuonano più facilmente di fronte alla fotografia di un bimbo che dinanzi a dati, numeri o rapporti internazionali - prosegue Daniela Bertolusso - Il rischio è che le persone, decidendo di devolvere una certa cifra (nel nostro caso 30.000 lire) ogni mese, considerino poi il bambino come proprio".
Il tentativo vuol essere, invece, quello di educare ragazzi ed adulti che appoggiano questo o quel progetto alla gratuità. Fondamentali, infatti, risultano la conoscenza ed il rispetto dell'orgoglio e delle tradizioni nazionali.
"Abbiamo programmato interventi mirati, attraverso l'attivazione di adozioni a distanza, come forma concreta di sostegno per bambini a rischio - illustra Riccardo, volontario del gruppo Insieme Senza Confini che, attivo dal 1987, fa riferimento ad ispirazioni sia religiose che laiche - Abbiamo programmi avviati in Salvador, Guatemala, Kurdistan, Romania, Mozambico, Myanmar ed India. L'obiettivo è quello di lanciare il classico sasso nello stagno aprendo un dialogo, in questo caso, tra una famiglia ed un bambino".
Le possibilità, per chi è disposto a "mettersi in gioco" si sprecano. Basta raccogliere poche informazioni per rendersi conto di come esistano "formule" per tutti i gusti e per ogni tasca.
"Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà nei confronti di un minore e della sua famiglia in difficoltà al fine di promuoverne lo sviluppo nel paese nel quale vivono - spiegano i volontari dell'Associazione Amici dei Bambini (via per Melegnano 10, fraz. Mezzano, 20098 San Giuliano Milanese, Milano, tel. 02/98.23.21.02), organizzazione non governativa idonea per la cooperazione internazionale, eretta ente morale nel gennaio del '91 - Di solidarietà, non di assistenza: un affiancamento alla famiglia o a chi si prende cura del minore, promosso per offrire a chi è in condizioni di maggiore necessità la possibilità di riscattarsi autonomamente, utilizzando le risorse del suo ambiente e della sua cultura". Un "bambino Ai.Bi. "chiede 100.000 lire o 50 dollari al mese, ma la cifra non deve spaventare. Gruppi di amici, squadre di calcio e persino intere scuole hanno già dato il buon esempio: alla fine i luoghi comuni sono la verità dei popoli, "tante gocce sono un mare", "un po' per uno non fa male a nessuno" e "l'unione fa la forza".

Comunque sia, non c'è scusa che regga. "Abbiamo un numero di conto corrente postale sul quale è possibile versare contributi scegliendo quota e periodicità - è infatti, per fare un esempio, la linea della fiorentina I Cinque Pani (Casa Santi Arcangeli 38, 50030 Montecarelli, Firenze, tel. 055/842.31.52), associazione non lucrativa nata come esperienza religiosa - La nostra impronta è quella cattolica, i valori evangelici. Il denaro raccolto viene inviato in Brasile e nelle Filippine, alle suore e ai missionari che lo utilizzano per costruire scuole ed ospedali".
La "voglia di solidarietà" dovrebbe aprirsi spontaneamente a 360°. Ma se si hanno, invece, "preferenze" per un paese piuttosto che un altro, si può "scegliere" nel ventaglio di possibilità quella che più fa al proprio caso.
"Abbiamo avviato progetti di sostegno a distanza con la Polonia - illustra l'avvocato Ferdinando Renzullo, presidente dell'associazione umanitaria Insieme (corso Amendola 57, 84087 Sarno, Salerno, tel. 081/96.83.54) - Ma raccogliamo anche denaro che inviamo poi alle scuole". "Il nostro raggio d'azione si limita ai paesi dell'America Latina: Guatemala e Messico in primo luogo - sottolineano le suore della Procura generale della Congregazione delle Missionarie Figlie di san Girolamo Emiliani (via Don Minzoni 6, 22053 Lecco, tel. 0341/49.32.51) - Chiediamo 30.000 lire al mese, ma apprezziamo anche i piccoli aiuti".
"Ho una bimba in Brasile che oggi ha 14 anni - è contenta Valeria del Centro Internazionale Famiglie pro Adozione (corso Francia 175, 10139 Torino, tel. 011/75.10.48) - per lei metto via 1100 lire al giorno. nell'ultima lettera che mi ha scritto, in portoghese, ha disegnato cuoricini con i colori che le avevo mandato..."


SOMMARIO DI QUESTO NUMERO


ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave