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per Torino e provincia C/O Walter Bellezza
Tel. 0124/34.81.79 (ore serali)
e molte altre! |
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SOLIDARIETÀ
A 360°
di Romina Petroziello
Chhedilal Majwar è un bambino indiano,
è nato a Prabhas nel 1989 (circa) e il suo "nome"
in codice è HV462324. "Mia moglie ed io lo abbiamo
adottato a distanza tre anni fa circa decidendo di sostenere
Azione Aiuto (via Paleocapa 1, 20121 Milano, tel. 02/725.77),
un'organizzazione laica ed internazionale impegnata nella lotta
alla povertà con progetti concreti, mirati ad aiutare
i bambini, le loro famiglie e comunità - racconta Gianfranco
Damiano, impiegato trentenne residente in un paese della prima
cintura - Con un impegno di 40.000 lire al mese sappiamo di aiutare
lui e di contribuire, nel contempo, alla costruzione di un futuro
migliore per la sua comunità".
Chhedilal, che oggi è in buona salute e frequenta regolarmente
la scuola, vive sereno con i genitori. Ama i colori accesi: disegna
pesci, mango e fiori "Mahua". Non lo saprà mai:
alcuni dei suoi capolavori, incorniciati, sono appesi nell'ingresso
di una casa come tante in Europa.
Sono centinaia i minori che, come Chhedilal, vengono fotografati,
schedati e poi "proposti". Associazioni, centri, enti
e congregazioni sanno bene che gli occhi di un bambino arrivano
dove razionalità e cifre non potrebbero mai: dritti al
cuore dei potenziali "sostenitori".
Solidarietà a distanza:
attenzione a non confonderla con ladozione!
"Tanto per cominciare è indispensabile fare pulizia
di termini - è chiaro Francesco Santanera, difensore dei
diritti dei più deboli che tiene a sottolineare bene la
differenza sostanziale che passa tra l'adottare un bambino o
scegliere, invece, di aiutare qualcuno tramite bonifico periodico
- Essere genitore adottivo significa diventare padre o madre
di una creatura procreata da altri, allevarlo e trasmettergli
il proprio cognome accettandola pienamente qualunque sia la sua
origine, il suo colore, il suo volto, nella convinzione profonda
che tutti i bambini sono uguali e hanno lo stesso diritto di
essere amati".
"Quello che attraverso le adozioni a distanza si cerca di
fare - illustra l'avvocato Daniela Bertolusso riferendosi, nello
specifico, all'operato delle Missioni Don Bosco (via Maria Ausiliatrice
32, 10152 Torino, tel. 011/522.46.31) - è, invece, sensibilizzare
il maggior numero di persone possibile nei confronti della realtà
dei paesi in via di sviluppo. Per quanto ci riguarda, spieghiamo
fin dall'inizio che la quota d'adozione non va direttamente alla
famiglia del ragazzo adottato a distanza ma viene gestita dalla
missione che, fedele al carisma di Don Bosco, assicura al prescelto
la possibilità di proseguire negli studi e, se una parte
di denaro avanza, lo impiega in opere che possano andare a beneficio
di ognuno".
Si tratta, alla fin fine, di
un'intelligente stratagemma volto a suscitare l'attenzione di
quanti rimarrebbero, altrimenti, indifferenti.
"Le corde dell'emotività risuonano più facilmente
di fronte alla fotografia di un bimbo che dinanzi a dati, numeri
o rapporti internazionali - prosegue Daniela Bertolusso - Il
rischio è che le persone, decidendo di devolvere una certa
cifra (nel nostro caso 30.000 lire) ogni mese, considerino poi
il bambino come proprio".
Il tentativo vuol essere, invece, quello di educare ragazzi ed
adulti che appoggiano questo o quel progetto alla gratuità.
Fondamentali, infatti, risultano la conoscenza ed il rispetto
dell'orgoglio e delle tradizioni nazionali.
"Abbiamo programmato interventi mirati, attraverso l'attivazione
di adozioni a distanza, come forma concreta di sostegno per bambini
a rischio - illustra Riccardo, volontario del gruppo Insieme
Senza Confini che, attivo dal 1987, fa riferimento ad ispirazioni
sia religiose che laiche - Abbiamo programmi avviati in Salvador,
Guatemala, Kurdistan, Romania, Mozambico, Myanmar ed India. L'obiettivo
è quello di lanciare il classico sasso nello stagno aprendo
un dialogo, in questo caso, tra una famiglia ed un bambino".
Le possibilità, per chi è disposto a "mettersi
in gioco" si sprecano. Basta raccogliere poche informazioni
per rendersi conto di come esistano "formule" per tutti
i gusti e per ogni tasca.
"Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà
nei confronti di un minore e della sua famiglia in difficoltà
al fine di promuoverne lo sviluppo nel paese nel quale vivono
- spiegano i volontari dell'Associazione Amici dei Bambini (via
per Melegnano 10, fraz. Mezzano, 20098 San Giuliano Milanese,
Milano, tel. 02/98.23.21.02), organizzazione non governativa
idonea per la cooperazione internazionale, eretta ente morale
nel gennaio del '91 - Di solidarietà, non di assistenza:
un affiancamento alla famiglia o a chi si prende cura del minore,
promosso per offrire a chi è in condizioni di maggiore
necessità la possibilità di riscattarsi autonomamente,
utilizzando le risorse del suo ambiente e della sua cultura".
Un "bambino Ai.Bi. "chiede 100.000 lire o 50 dollari
al mese, ma la cifra non deve spaventare. Gruppi di amici, squadre
di calcio e persino intere scuole hanno già dato il buon
esempio: alla fine i luoghi comuni sono la verità dei
popoli, "tante gocce sono un mare", "un po' per
uno non fa male a nessuno" e "l'unione fa la forza".
Comunque sia, non c'è
scusa che regga. "Abbiamo un numero di conto corrente postale
sul quale è possibile versare contributi scegliendo quota
e periodicità - è infatti, per fare un esempio,
la linea della fiorentina I Cinque Pani (Casa Santi Arcangeli
38, 50030 Montecarelli, Firenze, tel. 055/842.31.52), associazione
non lucrativa nata come esperienza religiosa - La nostra impronta
è quella cattolica, i valori evangelici. Il denaro raccolto
viene inviato in Brasile e nelle Filippine, alle suore e ai missionari
che lo utilizzano per costruire scuole ed ospedali".
La "voglia di solidarietà" dovrebbe aprirsi
spontaneamente a 360°. Ma se si hanno, invece, "preferenze"
per un paese piuttosto che un altro, si può "scegliere"
nel ventaglio di possibilità quella che più fa
al proprio caso.
"Abbiamo avviato progetti di sostegno a distanza con la
Polonia - illustra l'avvocato Ferdinando Renzullo, presidente
dell'associazione umanitaria Insieme (corso Amendola 57, 84087
Sarno, Salerno, tel. 081/96.83.54) - Ma raccogliamo anche denaro
che inviamo poi alle scuole". "Il nostro raggio d'azione
si limita ai paesi dell'America Latina: Guatemala e Messico in
primo luogo - sottolineano le suore della Procura generale della
Congregazione delle Missionarie Figlie di san Girolamo Emiliani
(via Don Minzoni 6, 22053 Lecco, tel. 0341/49.32.51) - Chiediamo
30.000 lire al mese, ma apprezziamo anche i piccoli aiuti".
"Ho una bimba in Brasile che oggi ha 14 anni - è
contenta Valeria del Centro Internazionale Famiglie pro Adozione
(corso Francia 175, 10139 Torino, tel. 011/75.10.48) - per lei
metto via 1100 lire al giorno. nell'ultima lettera che mi ha
scritto, in portoghese, ha disegnato cuoricini con i colori che
le avevo mandato..." |