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novembre/dicembre 1998

 

 

 

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CASE FAMOSE

di Elisabetta Fea


Sono sempre piu' numerose le dimore storiche, appartenute, per lo più, a personaggi famosi, che si aprono al pubblico diventando veri e propri musei.
Il caso più recente, di cui si è parlato molto in questi mesi, riguarda l'abitazione di Fausto Coppi che si trova a Castellania, tra Gavi e Tortona e sarà presto ristrutturata e trasformata in un museo. L'avvenimento singolare legato a questa iniziativa, ideata dal consorzio turistico Novi-Gavi-Appennino Ligure, è che parte dei fondi per la ristrutturazione saranno ricavati dalla vendita all’asta di alcuni dei vecchi mattoni originari. Sarà possibile edificare, vicino alla casa-museo, un muretto con i mattoni venduti, ognuno dei quali porterà scritto sopra il nome del suo proprietario. Il museo si potrà visitare tra un anno almeno.
Ma il Piemonte è ricco di dimore storiche appartenute a personaggi illustri nei più diversi campi, da quello letterario a quello artistico, da quello musicale a quello storico e che sono state trasformate in musei. Ma andiamo per ordine e cominciamo dalla casa che porta il nome più poetico ed evocativo.

Si tratta del Meleto, la casa di campagna di Guido Gozzano, nell'omonima via, ad Agliè, nel Canavese (tel. 0124/330150): una casa di campagna da fiaba con i colori pastello e il tetto a capanna... dove Gozzano studiava e componeva immerso nel verde degli alberi da frutto. Fortunatamente gli attuali proprietari l'hanno mantenuta intatta, limitandosi a ristrutturarla senza alterare nulla, compresi i mobili e gli arredi dei primi del secolo. Ci sono ancora i suoi libri e i giornali dell'epoca, nonché i dagherrotipi che ritraggono componenti della famiglia. Intatto è anche il salotto di Nonna Speranza con tutte le sue "buone cose di pessimo gusto" come le definiva lo stesso Gozzano.
Altro scrittore, anche se lo stile e la personalità è profondamente diversa, lo incontriamo a Santo Stefano Belbo, dove si trova l'abitazione di Cesare Pavese, al numero 20 dell'omonima via. Da un'anno circa ha sede qui il "Club di Bacco", una vineria che prepara piatti tipici piemontesi. I cimeli e i pochi oggetti appartenuti allo scrittore sono però conservati nel Centro Studi a lui intitolato, meta dei suoi lettori e ammiratori. Il Centro si trova in viale San Maurizio presso la biblioteca civica (tel. 0141/840894).
Nonostante l'alluvione del ‘94 abbia fortemente danneggiato sia l'abitazione sia il Centro Studi, molto del materiale pavesiano è stato salvato. Nel Centro Studi è allestita una mostra permanente che documenta la sua vita e la sua produzione letteraria ed è il punto di partenza per un itinerario dei luoghi pavesiani sempre caldamente consigliato a chi voglia ritrovare lo spirito dello scrittore che, libri alla mano, si ritrova camminando sulle colline. "A piedi ... vai veramente in campagna", scriveva "Prendi i sentieri, costeggi le vigne, vedi tutto" e a piedi si possono raggiungere le colline della Gaminella e del Salto e la Casa di Nuto (quella de "La luna e i falò"), oggi tutte molto ben segnalate.

Da Cuneo passiamo ad Asti e rimanendo in ambito letterario, facciamo un bel salto indietro nel tempo. Qui si trova la casa-museo di Vittorio Alfieri, al numero 375 dell'omonimo corso (tel. 0141/590501). Ristrutturato da Benedetto Alfieri tra il 1730 e il 1740 con evidenti intenti scenografici, questo palazzo, di proprietà del comune di Asti, raccoglie oggi diversi oggetti e documenti appartenuti al poeta come autografi ed edizioni rare. Particolarmente curiosa era la sua abitudine di raccogliere e conservare i costumi e i bozzetti teatrali che venivano usati nelle rappresentazioni tratte dalle sue opere. Alcuni di questi pezzi si possono ammirare ancora oggi. Questa è meta soprattutto di studiosi che vengono a consultare il materiale del Centro Studi Alfieriano e della Biblioteca Astense attigui all'abitazione. Ha sede, qui, anche l'istituto per la storia della resistenza.
E a proposito di resistenza pochi sanno che nella nostra regione, a Cuneo, si puo' visitare la casa di un grande eroe della resistenza partigiana.
Si tratta di Tancredi Galimberti, detto Duccio. A lui è stata intitolata la più grande e antica piazza di Cuneo dove proprio in uno dei palazzi ebbe i natali: Palazzo Osasco, che si trova al numero 6 (tel. 0171/693344). Sulla facciata del palazzo, costruito dall'architetto De Bernardi nel 1873, una lapide ricorda le parole di incitamento alla lotta contro i tedeschi e contro il fascismo, pronunciate dall’eroe il 26 luglio 1943 e che fu il primo segnale forte della riscossa partigiana. Qui vissero da fine ottocento i componenti di una famiglia le cui vicende s'intrecciano con un secolo di storia cuneese e intersecano più di una volta la storia della nazione intera. La parte più interessante è la biblioteca che raccoglie i suoi documenti e i suoi scritti (tra cui un fitto carteggio con i famigliari e con esponenti della politica e della cultura dell'epoca). Divenuta da alcuni anni di proprietà del Comune, Casa Galimberti è stata trasformata in una biblioteca e in una pinacoteca pubbliche unite da un corridoio in cui è sita una vetrina che raccoglie le onorificenze attribuite all'eroe, tra le quali la medaglia d'oro al valor militare che ricevette quando ebbe la consacrazione ad eroe nazionale e della resistenza.
Così l'archivio della famiglia Galimberti fa ora parte del civico patrimonio della città di Cuneo. La pinacoteca, allestita nelle sale dell'appartamento, raccoglie ancora tutti i quadri che furono di proprietà della famiglia.

Ma facciamo nuovamente un salto indietro, con il Castello di Grinzane Cavour (tel. 0173/262159) che fu dimora del Conte Camillo Benso di Cavour. Al conte è dedicata un'ala intera del castello dove si trovano i suoi cimeli tra i quali importanti documenti storici firmati di suo pugno. In un'altra ala, invece, si possono vedere due cucine: ricostruzioni rispettivamente del sei e dell'ottocento. Il castello è anche un'enoteca dove si possono degustare ed acquistare pregiate bottiglie di barolo e barbera e grappe locali rigorosamente controllate dall'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d'Alba. Al suo interno, infine, è funzionante un ristorante che propone piatti rigorosamente scelti tra quelli dell'antica tradizione locale.
Altra residenza della famiglia Cavour è il Castello di Santena, in piazza Visconti Venosta 2 (tel. 011/9492578). Qui è allestita una mostra permanente dedicata al Conte Camillo Benso che vi risiedeva saltuariamente.

Passiamo ora ad un altro grande uomo che si è distinto per aver contribuito a creare pace e solidarietà attraverso la religione cattolica: Don Bosco. Uscendo dalla statale per Asti, in direzione Castelnuovo Don Bosco, si trova un grande santuario sito su un piccolo colle. Si tratta di Colle Don Bosco. Il Santuario, di notevole interesse religioso ed architettonico, ha tuttavia una scarsa valenza storica poiché di costruzione piuttosto recente; ciò che ci interessa segnalare è una piccola casa di campagna che si trova nelle sue immediate vicinanze: la casa natale di Don Bosco con la stalla e il posto per il fieno. L'abitazione è una testimonianza della vita nelle campagne nel secolo scorso. Proprio per questo motivo, in uno spazio attiguo è stato creato un museo, forse il più completo e sistematico del Piemonte, di vita contadina. Si trovano strumenti ed attrezzi legati ad ogni tipo di lavoro contadino o artigianale dell'800 ed ogni tipo di utensile usato in casa, nei lavori domestici e nella vita quotidiana. Tutto il complesso museale segue un percorso obbligato molto ben strutturato con targhette esplicative e pieghevoli per chi vuole documentarsi. Annesso al Santuario si trova il Museo Missionario che raccoglie diverso materiale portato qui dai Salesiani di ritorno dal Sudamerica, America centrale, Medio ed Estremo Oriente. Per informazioni: 011/9877111.

Ma passiamo ora all'arte spostandoci nella provincia di Alessandria. Per la precisione a Volpedo, dove troviamo la casa di Giuseppe Pellizza detto appunto "da Volpedo", il noto pittore divisionista che qui ebbe i natali nel 1868 e qui visse a lungo e dipinse buona parte delle sue opere tra cui il famoso “Il Quarto Stato”, immagine usata sovente per rappresentare gli ideali di lotta e solidarietà dei lavoratori oppressi e sfruttati. Oltre allo studio si può visitare una biblioteca che raccoglie volumi, riviste, lettere, fotografie ed altri documenti dell'artista.


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