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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/1998 | ||
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CASE FAMOSE di Elisabetta Fea
Si tratta del Meleto,
la casa di campagna di Guido Gozzano, nell'omonima via, ad Agliè,
nel Canavese (tel. 0124/330150): una casa di campagna da fiaba
con i colori pastello e il tetto a capanna... dove Gozzano studiava
e componeva immerso nel verde degli alberi da frutto. Fortunatamente
gli attuali proprietari l'hanno mantenuta intatta, limitandosi
a ristrutturarla senza alterare nulla, compresi i mobili e gli
arredi dei primi del secolo. Ci sono ancora i suoi libri e i
giornali dell'epoca, nonché i dagherrotipi che ritraggono
componenti della famiglia. Intatto è anche il salotto
di Nonna Speranza con tutte le sue "buone cose di pessimo
gusto" come le definiva lo stesso Gozzano. Da Cuneo passiamo ad Asti e
rimanendo in ambito letterario, facciamo un bel salto indietro
nel tempo. Qui si trova la casa-museo di Vittorio Alfieri,
al numero 375 dell'omonimo corso (tel. 0141/590501). Ristrutturato
da Benedetto Alfieri tra il 1730 e il 1740 con evidenti intenti
scenografici, questo palazzo, di proprietà del comune
di Asti, raccoglie oggi diversi oggetti e documenti appartenuti
al poeta come autografi ed edizioni rare. Particolarmente curiosa
era la sua abitudine di raccogliere e conservare i costumi e
i bozzetti teatrali che venivano usati nelle rappresentazioni
tratte dalle sue opere. Alcuni di questi pezzi si possono ammirare
ancora oggi. Questa è meta soprattutto di studiosi che
vengono a consultare il materiale del Centro Studi Alfieriano
e della Biblioteca Astense attigui all'abitazione. Ha sede, qui,
anche l'istituto per la storia della resistenza. Ma facciamo nuovamente un salto
indietro, con il Castello di Grinzane Cavour (tel. 0173/262159)
che fu dimora del Conte Camillo Benso di Cavour. Al conte è
dedicata un'ala intera del castello dove si trovano i suoi cimeli
tra i quali importanti documenti storici firmati di suo pugno.
In un'altra ala, invece, si possono vedere due cucine: ricostruzioni
rispettivamente del sei e dell'ottocento. Il castello è
anche un'enoteca dove si possono degustare ed acquistare pregiate
bottiglie di barolo e barbera e grappe locali rigorosamente controllate
dall'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d'Alba. Al suo
interno, infine, è funzionante un ristorante che propone
piatti rigorosamente scelti tra quelli dell'antica tradizione
locale. Passiamo ora ad un altro grande
uomo che si è distinto per aver contribuito a creare pace
e solidarietà attraverso la religione cattolica: Don Bosco.
Uscendo dalla statale per Asti, in direzione Castelnuovo Don
Bosco, si trova un grande santuario sito su un piccolo colle.
Si tratta di Colle Don Bosco. Il Santuario, di notevole interesse
religioso ed architettonico, ha tuttavia una scarsa valenza storica
poiché di costruzione piuttosto recente; ciò che
ci interessa segnalare è una piccola casa di campagna
che si trova nelle sue immediate vicinanze: la casa natale
di Don Bosco con la stalla e il posto per il fieno. L'abitazione
è una testimonianza della vita nelle campagne nel secolo
scorso. Proprio per questo motivo, in uno spazio attiguo è
stato creato un museo, forse il più completo e sistematico
del Piemonte, di vita contadina. Si trovano strumenti ed attrezzi
legati ad ogni tipo di lavoro contadino o artigianale dell'800
ed ogni tipo di utensile usato in casa, nei lavori domestici
e nella vita quotidiana. Tutto il complesso museale segue un
percorso obbligato molto ben strutturato con targhette esplicative
e pieghevoli per chi vuole documentarsi. Annesso al Santuario
si trova il Museo Missionario che raccoglie diverso materiale
portato qui dai Salesiani di ritorno dal Sudamerica, America
centrale, Medio ed Estremo Oriente. Per informazioni: 011/9877111. Ma passiamo ora all'arte spostandoci nella provincia di Alessandria. Per la precisione a Volpedo, dove troviamo la casa di Giuseppe Pellizza detto appunto "da Volpedo", il noto pittore divisionista che qui ebbe i natali nel 1868 e qui visse a lungo e dipinse buona parte delle sue opere tra cui il famoso Il Quarto Stato, immagine usata sovente per rappresentare gli ideali di lotta e solidarietà dei lavoratori oppressi e sfruttati. Oltre allo studio si può visitare una biblioteca che raccoglie volumi, riviste, lettere, fotografie ed altri documenti dell'artista. |
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