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RINCORRENDO
GUSTI E MODE
di Dario Destefanis
Come fanno le aziende a conoscere i gusti dei
giovani e dei giovanissimi?
Seguono le mode o le lanciano?
Chi decide colori e forme dei prodotti da lanciare sul mercato?
Scritte e disegni sono studiati o nascono per caso?
Per rispondere a queste domande
e per capire un po' meglio cosa significhi il business rappresentato
dai teen-agers ho sentito i direttori creativi e gli uffici comunicazione
di alcune delle marche più conosciute dai ragazzi. Eccovi
le risposte.
Invicta
Invicta, la conosciutissima azienda piemontese, risponde così
alle domande sulle tendenze e le mode giovanili.
Quali strumenti usate per
capire gusti e tendenze dei giovani?
Molti e diversi tra loro. La nostra rete di vendita è
un punto di osservazione importante, ci dà informazioni
sulle vendite e le sensazioni dei clienti. Ma non è tutto,
perché le informazioni sono filtrate dai negozianti e
comunque sono informazioni retroattive.
Usiamo quindi molto le ricerche di gruppo e singole, realizzate
da società apposite, cercando di scoprire le motivazioni
che portano all'acquisto del prodotto. Ultimamente usiamo anche
la semiologia, per sapere come i ragazzi leggono i segni, da
dove li prendono e quale sia la loro origine.
Come sono realizzate le
ricerche?
Si svolgono interviste individuali e di gruppo, con tre o quattro
ragazzi. Successivamente si fa l'analisi dei dati raccolti.
Dove li trovate i ragazzi
da intervistare?
Nei luoghi classici. Davanti alle scuole e nei loro ritrovi.
Fuori dalle palestre o dalle discoteche.
Ovviamente gli intervistati devono essere rappresentativi della
maggioranza dei ragazzi e molto spesso si analizzano gruppi omogenei
del nord, del centro e del sud.
Siete attenti al mondo giovanile
nel suo complesso?
Sì, seguiamo i gruppi musicali giovani e stiamo aumentando
le collaborazioni con MTV e con alcune radio. Siamo presenti
anche al cinema e sponsorizziamo eventi speciali.
Le riviste le seguite?
Non molto, pensiamo che i giovani non le leggano un granché.
Qual'è il vostro
target di riferimento?
Per lo zaino scuola dai 13 ai 19 anni.
Invece per l'abbigliamento, gli zaini tecnici e i guanti puntiamo
sui giovani dai 20 ai 30 anni.
A che età i ragazzi
scelgono da soli i loro prodotti?
L'età si sta abbassando notevolmente. Già i ragazzini
delle scuole medie hanno le idee molto chiare. Il dramma spesso
è che se conoscono un marchio per un certo prodotto e
associano le due cose difficilmente saranno disposti a comprare
un altro prodotto della medesima marca.
Sarebbe a dire che per molti
giovanissimi Invicta significa solo zaini scuola?
Praticamente si. E non ne siamo entusiasti.
Credete in internet?
Sì e il nostro sito è molto visitato e cerchiamo
di rinnovarlo e aggiornarlo il più possibile.
Per natale pensiamo di lanciare le prime vendite sul web.
SUPERGA
L'azienda, pur essendo in una fase di riorganizzazione interna,
mi ha confermato che i mezzi più adoperati per comprendere
il mondo giovanile sono le società di ricerche di mercato.
Ad esse si affida il compito di capire a seconda del target -
l'età dei ragazzi in riferimento al prodotto - quali siano
le forme preferite, le scritte più accattivanti, i materiali
più innovativi ecc. Le società possono essere Nielsen,
Astra o altre ancora. Per quanto riguarda la scelta dei colori,
spesso Superga si è però affidata a stilisti interni,
esperti nel settore. La comunicazione invece viene realizzata
completamente all'esterno grazie ad agenzie pubblicitarie che
studiano lo spot, gli slogan e tutto il resto.
KAPPA
In Kappa il mio interlocutore si chiama Alessandro Iorio, direttore
Creativo e responsabile del settore Ricerca e Sviluppo.
Come si organizza Kappa
per seguire ed eventualmente anticipare le mode giovanili?
Gli sforzi si concentrano nel nostro Design Center di Torino,
nel quale lavorano ragazzi che leggendo riviste e guardando le
televisioni via satellite cercano di capire qualche cosa in più
del mondo giovanile. Per esempio, chi si occupa di una linea
giovane guarderà MTV, chi si occupa di sport seguirà
Eurosport ecc. Girano anche il mondo, comprando campioni e prodotti
particolari e vedendo cosa succede negli altri paesi.
Il nostro reparto marketing ha anche intrapreso delle collaborazioni
con MTV e con la casa discografica Virgin U.K. per seguire i
giovani gruppi musicali.
Quindi non utilizzate istituti
di ricerca o altri sistemi simili?
No, abbiamo una serie di licenziatari nel mondo che usano il
nostro marchio e sono i nostri primi clienti, i quali a loro
volta realizzano studi e analisi per i loro territori di riferimento.
Come comunicate i vostri
prodotti?
Per le polo abbiamo utilizzato la cartellonistica stradale -
Lippi e Villeneuve - e ogni tanto usciamo anche sulle riviste
di settore o sui giornali sportivi.
Secondo voi, a che età
i piccoli consumatori sanno già quello che vogliono?
L'età si sta abbassando sempre più. Noi, per farle
capire, abbiamo diviso i nostri acquirenti in tre fasce: i ragazzi
tra i 15-16 anni che dettano il trend, i 18-20 che chiamiamo
gli opinion-makers e i 20-25, i cosiddetti follower quelli che
seguono le mode.
Quali sono i paesi che voi
seguite maggiormente e nei quali nascono le mode?
Certamente gli USA e l'Inghilterra. Ma teniamo d'occhio anche
l'Asia che sta crescendo molto e nella quale i ragazzi sono veramente
"affamati" di abbigliamento sportivo come il nostro.
COME SI COMPORTA IL GRUPPO BENETTON. IL PROGETTO FABRICA
Fabrica, ideata da Oliviero Toscani, è il futuro della
comunicazione Benetton.
Il significato di fabrica in latino è officina:
in questo senso Fabrica è un luogo di produzione, non
vi si tengono corsi, né seminari, non ci sono insegnanti
né diplomi di fine anno. I giovani artisti-ricercatori
invitati imparano, certo, ma imparano facendo. Le idee di ciascuno
di loro sono discusse e verificate concretamente. La creatività,
a Fabrica, non è un'astrazione: è un'idea che deve
realizzarsi.
Fabrica è un centro di ricerca, un laboratorio dove le
forme della comunicazione contemporanea sono messe in discussione,
mischiate e rimesse in gioco.
Il dubbio è il motore principale delle attività
di Fabrica: dubitare di ciò che si vede e di ciò
che si sente e scegliere di agire partendo da questa premessa.
Per questo gli artisti/ricercatori di Fabrica esplorano nuovi
linguaggi, nuove forme di comunicazione visive e sonore.
Fabrica comunque non vuole rinchiudersi nel circolo delle élites
culturali e artistiche convenzionali ma vuole raggiungere un
pubblico più vasto, utilizzando la potenza dei mezzi di
comunicazione di massa.
Grafica, fotografia, scrittura, suono, video, design e cinema
sono gli strumenti della comunicazione contemporanea. Sono gli
stessi che identificano le diverse sezioni di Fabrica. I progetti
si sviluppano in un gioco di squadra: la diversità multiculturale
è garantita dalla mescolanza del gruppo creativo, 20 ricercatori
provenienti da 12 Paesi. Lingue, formazioni e culture diverse
per affrontare temi come il razzismo, la paura, la fame nel mondo
(per citare solo alcuni dei progetti più recenti).
I ricercatori rimangono a Fabrica da tre mesi a un anno. Viene
loro offerta una borsa di studio, oltre alle spese di viaggio
e di permanenza per l'intera durata del loro progetto. Il processo
di selezione non prevede la presentazione diretta di domande
ma si basa su un'ampia ricerca che utilizza le indicazioni delle
migliori scuole d'arte, le proposte di un network di consulenti
e anche segnalazioni provenienti da canali meno ufficiali.
Fabrica è a Catena di Villorba (a 30 minuti da Venezia).
La ristrutturazione dell'edificio che la ospita, una villa del
XVII secolo, è ancora in corso ed è curata dall'architetto
giapponese Tadao Ando.
Dal 1993, anno in cui è stata fondata, Fabrica ha sviluppato
i seguenti progetti:
Evidence" (1994)
Film di 8' di Godfrey Reggio sul rapporto tra i bambini e la
televisione. Presentato alla 48» edizione del Festival
Internazionale del Film a Locarno (Agosto 1995).
"Film del sud del mondo"
(1993-1997)
Attraverso la collaborazione con la Fondazione Montecinemaverità
e il Ministero degli Affari Esteri Svizzero, Fabrica ha consentito
la realizzazione di 9 film di giovani registi della Turchia,
della Cina, dell'Egitto, della Tunisia, della Guinea Bissau,
dello Zaire.
"Paura" (1994-95)
Raccolta mondiale sulle paure dell'uomo contemporaneo.
In mostra a Venezia, estate 1996, e al Museo di Arte Contemporanea
Luigi Pecci di Prato, autunno 1996.
"Scratch Tv",
"Vigneti", "Moda" (1994-95)
Tre video di Angela Melitopulos e Bill Morrison presentati a
vari Festival Internazionali.
"Museum" (1996)
Progettazione architettonica e ideazione di un futuro "Museo
Benetton".
"SOS Razzismo"
(1996)
Fabrica ha ospitato e reso possibile il 1¼ Convegno Internazionale
di SOS Razzismo, con la partecipazione tra gli altri di Tahar
Ben Jelloun, Aldo Busi, David Grossman, Predrag Matvejevic, Velibor
Colic, Rawinder Randawa, Buchi Emecheta, Benedita Da Silva. 40
delegati di 16 Paesi hanno discusso, durante due giorni di incontri,
sullo stato dell'intolleranza nel mondo.
"I libri di Fabrica"
(1997)
In collaborazione con la Casa editrice Feltrinelli, una serie
di pubblicazioni documenterà il lavoro editoriale di Fabrica.
Il primo libro uscito (giugno 1997) è SOS Razzismo. Atti
del 1¼ convegno della Federazione Internazionale di SOS
Razzismo. Il secondo, uscito a maggio 1998, è Lettere
da Sarajevo di Zlatko Dizdarevic.
Fabrica è inoltre destinataria di richieste di collaborazione
da parte di Committenti prestigiosi:
Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e
l'agricoltura) (1997)
Per la Fao, Fabrica ha ideato un progetto coordinato di comunicazione
per il TeleFood internazionale sulla fame nel mondo, trasmesso
nel mese di ottobre 1997 sulle televisioni dei principali Paesi
europei.
MTV Europe (1997)
Con il canale musicale paneuropeo Fabrica ha ideato e realizzato
cinque spot antirazzisti in occasione della giornata mondiale
antirazzista indetta dall'Onu (21 marzo di ogni anno).
Arte (1995-97)
Con il canale franco-tedesco Fabrica ha realizzato collaborazioni
su temi diversi: tra questi, l'Aids, la famiglia, il cibo.
Mediaset (1997)
Per Canale 5 Fabrica ha realizzato 16 spot sugli incidenti del
sabato sera, trasmessi durante la trasmissione "Amici di
sera".
Fabrica dedica anche uno spazio importante alla "formazione",
nell'ambito del quale sono stati realizzati:
Workshop su grafica e design - con la partecipazione di David Carson,
Elliot Earles, Ed Fella e Tomato, AntiRom, Eric Saks, The Cranbrook
Academy, Alexey Tylevich.
Creatività tra produzione
e consumo
Una serie di incontri sul rapporto tra creatività e industria,
con la partecipazione di Mario Botta, William Klein, Issey Miyake,
Afra e Tobia Scarpa, Fernanda Pivano.
Per informazioni:
Benetton Group S.p.A. tel. 0422/44.94.40 Fax 0422/44.99.30
Loredana Rigato, Direzione Stampa e Comunicazione. |