Speciale - LOOK

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novembre/dicembre 1998

MA COME TI SEI CONCIATO?!

di Cristiano Casassa Mont


Zeppe, pantaloni larghi, magliette slabbrate, canottiere attillate, ombelichi scoperti... C'è chi parla di "ciclicità della storia". Ebbene, la moda non sembrerebbe proprio esserne da meno. Per strada oggi se ne vedono proprio di tutti i colori e di tutte le fogge, al punto che è difficile, se non impossibile, dire se vi sia una tendenza generale della moda tra i giovani oppure dipenda dall'estrazione sociale, dalle scuole frequentate, dalla musica ascoltata, dagli interessi o dagli sport praticati. Vero è che c'è come una rivisitazione della moda anni '50 e '60 sulla strada come negli atelier dei maggiori stilisti di tutto il mondo, con la sola differenza che, questi ultimi, producono "pezzi" a prezzi folli che, con un po' di fortuna ed un occhio allenato, sono facilmente reperibili nei mercatini dell'usato anni '50 e, appunto, '60.


Roberta B., torinese, da anni esperta del look, afferma che, oggi, la vera moda consiste nel non seguire alcuna moda. "I giovani amano i contrasti. Basta guardare come sono portati a mischiare tra loro tessuti e stili. Taftà e lana per le ragazze, scarpe da ginnastica e pantaloni con le pences per i ragazzi. La regola sembra essere quella di non seguire più un'etichetta: la comodità è importante così come lo è il sentirsi a proprio agio".
Anche la pubblicità non sembra più in grado di imporre nulla. Certo non sono poche le pagine sulle riviste patinate, ma per la maggior parte si rivolgono ad una fascia non tanto meno giovane, quanto più abbiente. Con le dovute eccezioni. Ben maggiore è infatti la forza di imitazione: "Che bello, dove l'hai comprato?".

Nel modo in cui ci si abbiglia (per alcuni leggasi "nel modo in cui ci si concia") si rispecchia il proprio stile di vita, la propria individualità: gli studi sull'importanza del vestiario nell'analisi della personalità da sempre riempiono pagine e pagine di trattati più o meno seri, ma ad un attento osservatore, meglio se "fustigatore" inveterato, è sufficiente un'occhiata per capire il genere. Basta fare un po' di esperienza.
C'è il tipo scatebording, che si ispira dall'underground statunitense, un po' street per la verità: scarpa rigorosamente da ginnastica magari uno o due numeri più grandi del dovuto, jeans extralarge lasciati sbottonati in modo da mettere in bella mostra l'elastico degli slip (rigorosamente Tommy Hilfiger) o a salopette con la parte davanti lasciata aperta, maglietta aderente Adidas o tuta da ginnastica della stessa marca, magari con cappuccio. Compagni indispensabili i pattini in linea, con i quali i nostri amici sono in grado di compiere acrobazie circensi rischiando quotidianamente, oltre che l'osso del collo, la denuncia per danneggiamento, dato che, normalmente, compiono le proprie evoluzioni sul marmo che circonda i monumenti del centro. E' un peccato perché questi ragazzi sono dei piccoli atleti che si allenano con costanza per regalarci momenti da brivido. Bene sarebbe destinar loro più spazio.

Se questo rappresenta un eccesso (di comodità e celata noncuranza della propria immagine), all'opposto troviamo gli "elegantoni", o almeno così credono loro. A variare il colore nero di camicie dai colletti bassi e larghi e di pantaloni "a sigaretta" troviamo normalmente la scarpa color cuoio chiaro, e, a volte, il calzino bianco e corto. L'abbronzatura rigorosamente e chiaramente artificiale, il capello gommato e lungo e il telefonino sempre in bella mostra completano il look. Varianti concesse: camicia bianca abbottonata fino all'ultimo bottone e/o anfibio nero.
Come si diceva le varianti tra questi due estremi sono tra le più vaste possibili.
Tra le tendenze che oggi vanno per la maggiore non si può non segnalare il minimal. Si tratta di un modo di vestire ispirato alla riservatezza: niente colori sgargianti ma solo grigio, nero o verde militare. Niente vestiti appariscenti, solo abiti informali facili da indossare e capaci di semplificare e rendere più vivibile la vita e il lavoro.
Ci sono i collinari-crocettari, "indigeni" appunto della collina e della Crocetta: d'estate sembrano appena tornati da una crociera in yacht d'altura, d'inverno… idem. Nei mesi più caldi sono di rigore gli shorts color kaki con camicia Ralph Loren azzurra (il massimo dello chic è il modello con colletto bianco) e scarpa Sebago da vela. Le varianti non sono molte: Levi's 501, Lacoste, North Sails, Nike e Champion's per il tempo libero. Per le ragazze di rigore il pantalone blu con spacchetti al fondo, il giro di perle e, per le occasioni più importanti, tailleur blu.
Molto importanti gli accessori: cappelli, sciarpe, borse non importa se griffati o acquistati al balön, posson dare il tocco finale e personalizzato.

C'è poi una fascia di giovani che sembra poco attenta all'importanza di avere un look definito. Alcuni, specialmente se giovanissimi, lasciano che siano i genitori a vestirli, altri si mettono addosso la prima cosa che capita con un risultato che farebbe inorridire anche il più accomodante arbiter elegantiarum.
Spesso alla base di queste "disattenzioni" c'è un cronica mancanza di denaro: pochi, oggi, hanno voglia di pagare una polo a maniche corte 130mila lire. Eppure ci sono dei posti dove trovare tutto a prezzi molto interessanti.
Quali sono i negozi assolutamente da non perdere? Vi consigliamo, prima di andare a farvi spennare in centro, di buttare un occhio là dove si vendono vestiti di seconda mano. Beh, non è il caso di fare quelle smorfie! Si tratta di pezzi lavati e disinfettati, che poi anche voi provvederete a bonificare. Potete trovare jeans, polo, camicie, cappotti, completi e maglie in perfette condizioni e, a volte, di gran marca, a prezzi veramente bassi. Forse meno interessanti potrebbero apparire le calzature: non potendole mettere in lavatrice non danno quella certezza di... igiene.
Ci sono poi i banchi di alcuni mercati cittadini, primo tra tutti la Crocetta. Ma attenzione alle imitazioni. Meglio i falsi?

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