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MA COME TI
SEI CONCIATO?!
di Cristiano
Casassa Mont
Zeppe, pantaloni larghi, magliette slabbrate,
canottiere attillate, ombelichi scoperti... C'è chi parla
di "ciclicità della storia". Ebbene, la moda
non sembrerebbe proprio esserne da meno. Per strada oggi se ne
vedono proprio di tutti i colori e di tutte le fogge, al punto
che è difficile, se non impossibile, dire se vi sia una
tendenza generale della moda tra i giovani oppure dipenda dall'estrazione
sociale, dalle scuole frequentate, dalla musica ascoltata, dagli
interessi o dagli sport praticati. Vero è che c'è
come una rivisitazione della moda anni '50 e '60 sulla strada
come negli atelier dei maggiori stilisti di tutto il mondo, con
la sola differenza che, questi ultimi, producono "pezzi"
a prezzi folli che, con un po' di fortuna ed un occhio allenato,
sono facilmente reperibili nei mercatini dell'usato anni '50
e, appunto, '60.
Roberta B., torinese, da anni esperta del look, afferma che,
oggi, la vera moda consiste nel non seguire alcuna moda. "I
giovani amano i contrasti. Basta guardare come sono portati a
mischiare tra loro tessuti e stili. Taftà e lana per le
ragazze, scarpe da ginnastica e pantaloni con le pences per i
ragazzi. La regola sembra essere quella di non seguire più
un'etichetta: la comodità è importante così
come lo è il sentirsi a proprio agio".
Anche la pubblicità non sembra più in grado di
imporre nulla. Certo non sono poche le pagine sulle riviste patinate,
ma per la maggior parte si rivolgono ad una fascia non tanto
meno giovane, quanto più abbiente. Con le dovute eccezioni.
Ben maggiore è infatti la forza di imitazione: "Che
bello, dove l'hai comprato?".
Nel modo in cui ci si abbiglia
(per alcuni leggasi "nel modo in cui ci si concia")
si rispecchia il proprio stile di vita, la propria individualità:
gli studi sull'importanza del vestiario nell'analisi della personalità
da sempre riempiono pagine e pagine di trattati più o
meno seri, ma ad un attento osservatore, meglio se "fustigatore"
inveterato, è sufficiente un'occhiata per capire il genere.
Basta fare un po' di esperienza.
C'è il tipo scatebording, che si ispira dall'underground
statunitense, un po' street per la verità: scarpa rigorosamente
da ginnastica magari uno o due numeri più grandi del dovuto,
jeans extralarge lasciati sbottonati in modo da mettere in bella
mostra l'elastico degli slip (rigorosamente Tommy Hilfiger) o
a salopette con la parte davanti lasciata aperta, maglietta aderente
Adidas o tuta da ginnastica della stessa marca, magari con cappuccio.
Compagni indispensabili i pattini in linea, con i quali i nostri
amici sono in grado di compiere acrobazie circensi rischiando
quotidianamente, oltre che l'osso del collo, la denuncia per
danneggiamento, dato che, normalmente, compiono le proprie evoluzioni
sul marmo che circonda i monumenti del centro. E' un peccato
perché questi ragazzi sono dei piccoli atleti che si allenano
con costanza per regalarci momenti da brivido. Bene sarebbe destinar
loro più spazio.
Se questo rappresenta un eccesso
(di comodità e celata noncuranza della propria immagine),
all'opposto troviamo gli "elegantoni", o almeno così
credono loro. A variare il colore nero di camicie dai colletti
bassi e larghi e di pantaloni "a sigaretta" troviamo
normalmente la scarpa color cuoio chiaro, e, a volte, il calzino
bianco e corto. L'abbronzatura rigorosamente e chiaramente artificiale,
il capello gommato e lungo e il telefonino sempre in bella mostra
completano il look. Varianti concesse: camicia bianca abbottonata
fino all'ultimo bottone e/o anfibio nero.
Come si diceva le varianti tra questi due estremi sono tra le
più vaste possibili.
Tra le tendenze che oggi vanno per la maggiore non si può
non segnalare il minimal. Si tratta di un modo di vestire ispirato
alla riservatezza: niente colori sgargianti ma solo grigio, nero
o verde militare. Niente vestiti appariscenti, solo abiti informali
facili da indossare e capaci di semplificare e rendere più
vivibile la vita e il lavoro.
Ci sono i collinari-crocettari, "indigeni" appunto
della collina e della Crocetta: d'estate sembrano appena tornati
da una crociera in yacht d'altura, d'inverno
idem. Nei
mesi più caldi sono di rigore gli shorts color kaki con
camicia Ralph Loren azzurra (il massimo dello chic è il
modello con colletto bianco) e scarpa Sebago da vela. Le varianti
non sono molte: Levi's 501, Lacoste, North Sails, Nike e Champion's
per il tempo libero. Per le ragazze di rigore il pantalone blu
con spacchetti al fondo, il giro di perle e, per le occasioni
più importanti, tailleur blu.
Molto importanti gli accessori: cappelli, sciarpe, borse non
importa se griffati o acquistati al balön, posson dare il
tocco finale e personalizzato.
C'è poi una fascia di
giovani che sembra poco attenta all'importanza di avere un look
definito. Alcuni, specialmente se giovanissimi, lasciano che
siano i genitori a vestirli, altri si mettono addosso la prima
cosa che capita con un risultato che farebbe inorridire anche
il più accomodante arbiter elegantiarum.
Spesso alla base di queste "disattenzioni" c'è
un cronica mancanza di denaro: pochi, oggi, hanno voglia di pagare
una polo a maniche corte 130mila lire. Eppure ci sono dei posti
dove trovare tutto a prezzi molto interessanti.
Quali sono i negozi assolutamente da non perdere? Vi consigliamo,
prima di andare a farvi spennare in centro, di buttare un occhio
là dove si vendono vestiti di seconda mano. Beh, non è
il caso di fare quelle smorfie! Si tratta di pezzi lavati e disinfettati,
che poi anche voi provvederete a bonificare. Potete trovare jeans,
polo, camicie, cappotti, completi e maglie in perfette condizioni
e, a volte, di gran marca, a prezzi veramente bassi. Forse meno
interessanti potrebbero apparire le calzature: non potendole
mettere in lavatrice non danno quella certezza di... igiene.
Ci sono poi i banchi di alcuni mercati cittadini, primo tra tutti
la Crocetta. Ma attenzione alle imitazioni. Meglio i falsi? |