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novembre/dicembre 2003






ragazzi dell'est



Da non perdere in televisione

Un mondo a colori: Rai Due, dal martedì al venerdì alle 9.45; numero verde 800.902.511, mondoacolori@rai.it

Shukran: Rai Tre, venerdì alle 12.25, numero verde 800.550.133, shukran@rai.it

L'immigrato. 10 pregiudizi da sfatare: www.rainews24.rai.it; informazioni presso l'Archivio dell'immigrazione, archivioimmigrazione@inwind.it

Alla radio

Mondonotizie: Radio Torino Popolare, 97 Fm, dal lunedì al venerdì alle 19.30.

In rete

Agenzia Migra: tutto su immigrazione, razzismo e società civile oltre a informazioni su "Equal", sulle trasmissioni e sulle testate realizzate da stranieri e italiani all'indirizzo www.migranews.net

TV E RADIO SULL'ONDA DELL'INTERCULTURALITÀ
Da qualche anno si stanno diffondendo programmi televisivi e radiofonici, locali e nazionali, che si occupano di temi e problemi legati al mondo dell'immigrazione.

di Donatella Sasso

Possono essere trasmissioni di servizio, che forniscono informazioni specifiche e notizie, possono contenere inchieste e dibattiti, a volte sono condotte o ideate dagli stessi immigrati, altre volte si impegnano a fornire una corretta rappresentazione dei fenomeni migratori e si occupano dei rischi legati alla diffusione di stereotipi e pregiudizi.
In realtà, anche se in differenti misure, gran parte delle trasmissioni contengono un po' tutte queste cose. In alcuni casi la presenza di un giornalista straniero basta da sola a sfatare tanti luoghi comuni sugli immigrati, mentre un'inchiesta sulle novità legislative o sulle opportunità di formazione professionale rappresenta anche un apprezzabile servizio informativo.
Questo e altro è quanto accade in Un mondo a colori, programma in onda su Rai Due dal martedì al venerdì alle 9.45 e condotto fino a poco fa da Jean Léonard Touadi, giornalista professionista originario del Congo Brazzaville con ben due lauree conseguite in Italia. La trasmissione racconta le diverse realtà multiculturali presenti sul territorio italiano, mostrando i frutti dell'incontro e, talvolta, anche dello scontro fra cittadini nativi e immigrati.
Un altro programma della Rai, Shukran, che in lingua araba significa "grazie", è un settimanale del Tg3. La conduttrice Luciana Anzalone propone servizi, interviste, piccole inchieste su casi di discriminazioni o razzismo, su intralci burocratici, su difficoltà quotidiane e disagi esistenziali. Ma offre anche servizi sui paesi d'origine e sulle sfaccettature culturali degli immigrati, tentando di relativizzare i punti di vista del pubblico italiano. Quest'anno il simbolo della trasmissione è la gerbera, un fiore giunto in Europa da Africa e Asia a riprova che anche il paesaggio naturale è figlio di continue contaminazioni.
Il canale satellitare Rai News 24 nell'ambito del progetto comunitario "Equal" sull'immagine dell'immigrato in Italia nei media, nella società civile e nel mondo del lavoro ha realizzato il programma Immigrato. 10 pregiudizi da sfatare. Si tratta di appuntamenti di pochi minuti nati dalla collaborazione con la redazione di Migra, la prima agenzia di informazione curata direttamente da operatori immigrati e consultabile in rete. Il programma è andato in onda dal gennaio 2003 e ora è visibile all'indirizzo www.rainews24.rai.it. L'iniziativa intende decostruire e sfatare dieci fra i luoghi comuni più diffusi e resistenti circa i processi migratori. Formulati in termini piuttosto diretti e brutali, ma del tutto corrispondenti a quanto sentito centinaia di volte nelle conversazioni al bar, sui mezzi pubblici, ma anche fra amici e al lavoro, ecco alcuni fra i pregiudizi affrontati: "Gli immigrati sono troppi", "Ci rubano il lavoro", "Portano malattie misteriose", "Sono tutti potenziali delinquenti", "Sono fanatici e intolleranti e vogliono imporci la loro cultura". Ogni puntata ne prende uno in esame, smontandolo grazie all'attendibilità di dati ufficiali e statistiche e all'autorevolezza di esperti e di personalità da anni impegnate nell'accoglienza e nel sostegno degli stranieri. Dieci appuntamenti molto brevi, ma efficaci, che, probabilmente, hanno ottenuto più risultati di tanti dibattiti confusi e dispersivi.
Il Progetto "Equal", promosso dall'OIM (Organizzazione Mondiale per le Migrazioni), dalla Caritas Diocesana di Roma e dall'Archivio dell'immigrazione, oltre a questa sta promuovendo molte altre iniziative sulla corretta rappresentazione del mondo degli immigrati, anche a livello locale. A Torino ha aderito all'iniziativa il Centro Interculturale della Città, che sta costruendo un archivio delle due comunità più consistenti, quella rumena e quella marocchina, e a giugno 2003 ha realizzato un corso intensivo di formazione per giornalisti stranieri. A due è stata data l'opportunità di svolgere uno stage alla Stampa e alla redazione Rai di Torino, altri hanno iniziato a collaborare con Migra. Si tratta in gran parte di persone che svolgono lavori molto differenti, ma che nei paesi di origine erano giornalisti e ora si dedicano all'informazione nei ritagli di tempo. Alcuni di loro collaborano con Radio Torino Popolare, da anni in prima linea nell'informazione sul complesso universo dell'immigrazione. La radio ha ospitato diversi programmi realizzati da redattori provenienti da varie parti del mondo. Attualmente è in programmazione Mondonotizie, appuntamento quotidiano dal lunedì al venerdì alle 19.30, che si rivolge in particolare agli stranieri residenti in città, spesso in cerca di informazioni, consigli pratici e anche di sostegno psicologico. Mondonotizie oltre che una piacevole trasmissione di intrattenimento, si propone come programma di servizio, puntando soprattutto sul rapporto diretto con gli ascoltatori. Sono principalmente gli immigrati a telefonare o a lasciare messaggi, ma anche agli italiani fa piacere mettersi in contatto con le gradevoli voci dall'inequivocabile accento straniero, per molti ormai familiari. C'è chi chiama per avere informazioni normative, per sapere dove ottenere determinati documenti o per denunciare illegalità e maltrattamenti, ma anche per parlare di musica, cibo e feste. Un modo nuovo di concepire l'informazione che sta contagiando molte radio locali, sparse soprattutto nel Nord Italia.
Ci auguriamo che riescano a ottenere sostegno e finanziamenti sufficienti per proseguire nel loro lavoro.

 
Un mondo a colori: intervista a Jean Léonard Touadi
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Jean Léonard Touadi, quando nasce Un mondo a colori e con quali obiettivi?
Nasce nel 1998 per Rai Educational dopo anni di vuoto informativo circa i fenomeni migratori. Nei primi anni '90 andava in onda Non solo nero, un programma chiuso nel '94, che intendeva segnalare al pubblico una novità nella società italiana: la presenza di altre culture, altre facce, altri modi di pensare. Quando, invece, abbiamo iniziato noi a lavorare avevamo di fronte un'immigrazione già stabilizzata, strutturata e, anche se spesso in maniera distorta e superficiale, già conosciuta.

Come avete pensato di procedere?
Abbiamo scelto di raccontare luoghi sociali e culturali, reali e metaforici in cui l'incontro fra italiani e stranieri era già avvenuto e iniziava a dare i primi frutti.

Quali realtà avete incontrato?
Siamo rimasti davvero molto sorpresi. I processi reali di integrazione, anche se difficoltosi e imperfetti, erano molto più avanti di quanto i media o gli esperti di sociologia e antropologia potessero sospettare. Nelle scuole, sui luoghi di lavoro, nei quartieri ad alta densità migratoria erano in atto scambi culturali che andavano ben oltre la semplice tolleranza reciproca. Nel frattempo, in campo letterario apparivano le prime opere scritte in italiano da autori immigrati e l'associazionismo offriva eventi culturali di qualità sempre maggiore. Gli stranieri stavano trovando gli strumenti per integrarsi, ma noi li vedevamo anche come rilevatori di realtà già in atto, ma ancora inespresse. Si pensi solo alle trasformazioni nel mondo del lavoro o alle esigenze di ripensare i programmi scolastici.

Oggi com'è l'immagine degli immigrati nei media?
Attualmente i temi legati ai fenomeni migratori sono trasversali alla programmazione televisiva. Di stranieri e culture altre si parla anche nelle trasmissioni di intrattenimento. Occorrerà quindi tentare nuove vie comunicative, mantenendo un linguaggio non autoreferenziale, che sappia evitare costantemente stereotipi e pregiudizi.

Quale futuro, dunque, per Un mondo a colori?
Un mondo a colori continua il suo percorso, anche se ormai senza di me. Infatti, molto recentemente sono passato alla redazione di C'era una volta.

Un'altra interessante produzione della Rai, aggiungiamo noi.
 
 
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO  
 

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