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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2003 | ||
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TORINO
SOLIDALE CONTRO LA FAME Alleanza internazionale contro la fame è lo slogan della Giornata mondiale dell'Alimentazione promossa dall'Onu e celebrata lo scorso 16 ottobre. La frase si basa sulla convinzione che per combattere la calamità della fame sia indispensabile il coinvolgimento e la cooperazione dell'intera comunità internazionale. di Fabrizio Cellai Anche la Città di Torino va in questa direzione, come spiega Gianpiero Toso del Settore cooperazione internazionale e pace: "Come contributo alla Giornata dell'Alimentazione 2003 l'amministrazione comunale ha creato un Coordinamento sul sostegno a distanza prefiggendosi due scopi: riunire le organizzazioni torinesi attive in questo settore e stimolare la solidarietà internazionale dei cittadini. Alla fine del percorso sarà realizzata una guida che illustrerà in dettaglio tutte le agenzie che a Torino svolgono attività di sostegno a distanza in modo da agevolare nuove sottoscrizioni, in particolare quelle legate al tema dell'alimentazione". Ma perché si è scelta questa strada per contrastare la fame nel mondo? "Perché - continua Toso - secondo un'indagine svolta nel 2001 dalla Focsiv, la più grande federazione di Ong italiane, il sostegno a distanza è una delle forme di solidarietà più praticate dagli italiani. Viene considerato un intervento che aiuta le persone senza sradicarle dall'ambiente in cui vivono e che agisce efficacemente perché impostato in maniera duratura nel tempo". L'iniziativa opera su due livelli. Da una parte nei confronti delle organizzazioni aderenti (a oggi sono 32) utilizzando il Coordinamento come luogo di scambio di idee sulle rispettive concezioni e prassi di sostegno a distanza (per esempio favorendo la conoscenza della Carta dei principi del sostegno a distanza, elaborata nel 1999). Dall'altra parte nei confronti dei cittadini con il chiaro intento di mettere in contatto domanda e offerta di solidarietà, avvicinando gruppi, famiglie e singoli al tema della cooperazione internazionale. Altri interventi del Comune di Torino in tema di sicurezza alimentare vengono realizzati nel quadro di un vasto programma della Regione Piemonte che ha come teatro l'area del Sahel africano. Dal 1997 a oggi la Regione ha finanziato oltre 150 progetti che hanno migliorato le condizioni alimentari e di vita di circa 30 mila persone in 350 villaggi saheliani. Il progetto Da rifiuto a risorsa, ad esempio, vede coinvolti il Senegal e il Burkina Faso. È promosso dal Comune e coordinato dal Cisv. Ha come obiettivo l'interscambio e la formazione sul tema della produzione, raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti in ambito urbano, con particolare riguardo all'educazione ambientale delle giovani generazioni. Il legame tra rifiuti e sicurezza alimentare è chiaro: ingerendo uno degli innumerevoli sacchetti di plastica abbandonati sulle strade dell'Africa capre e buoi muoiono, e questo si traduce in meno cibo per le popolazioni locali. Oppure si pensi all'inquinamento delle falde acquifere causato dalle discariche abusive. Ancora rifiuti, ancora Sahel: un accordo di cooperazione tra le Città di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, e di Torino è stato siglato lo scorso gennaio per coordinare le numerose iniziative intraprese negli ultimi anni. Grazie alla collaborazione dell'Amiat, l'azienda torinese per la raccolta dei rifiuti, sono appena stati inviati nella capitale del Burkina due camion compattatori e tre ciclomotori attrezzati per l'igiene del suolo, insieme con un supporto tecnico per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. "Quello dell'Amiat - spiega Toso - è un classico esempio di cooperazione decentrata, grazie alla quale soggetti diversi dai governi nazionali e dalle agenzie dell'Onu si affacciano al mondo della cooperazione. Enti locali, Ong, congregazioni missionarie, Università, imprese hanno il grande pregio, con il loro coinvolgimento concreto e concertato, di mobilitare la società civile molto più a fondo rispetto agli interventi istituzionali calati dall'alto". La concretezza è il caposaldo del progetto che riguarda la città di Salvador de Bahia, in Brasile. Nel 2002 il Comune di Torino ha cofinanziato il progetto L'espiga dourada de Bahia, proposto dalla Onlus torinese Oaf-I (Organizzazione di aiuto fraterno - Italia). L'intervento vuole ripercorrere l'esperienza sperimentata con successo a San Paolo: la produzione di pane e altri prodotti di arte bianca ad opera di adolescenti residenti nelle strutture dell'Oaf di Salvador. Un'idea ambiziosa, che comporta l'acquisto delle attrezzature, la sistemazione dei locali di produzione, corsi di formazione professionale, l'allestimento di nuovi punti vendita. Ma l'intervento più prestigioso basato sulla triade alimentazione-ambiente-acqua è Hydroaid, la scuola internazionale dell'acqua per lo sviluppo. Fondata nel 2001, mette a disposizione esperienze e competenze in materia di reperimento, trattamento e riutilizzo dell'acqua. Ogni anno vengono attivati a Torino corsi di formazione per tecnici designati dai Paesi in via di sviluppo. La scuola è gestita dall'associazione Hydroaid, nata dalla collaborazione tra gli enti locali piemontesi. Gode del sostegno del Ministero degli Affari Esteri, delle fondazioni bancarie di Torino, della locale Camera di Commercio, delle Università e della Smat S.p.a. |
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