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Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2003

PSICHE E MOVIMENTO
I bambini arrivano a gruppetti, accompagnati dai genitori. Si tolgono in fretta i giacconi e le scarpe, infilano le calze antiscivolo e si accalcano vocianti intorno alla porta, facendo a gara per chi sarà il primo ad entrare in palestra.

di Valeria Moschese

Un pomeriggio in settimana…
Dentro, intanto, la psicomotricista sta ultimando i preparativi della sala di psicomotricità: impila i cubi di gommapiuma colorata a formare alte torri, sistema i teli ed i tessuti nel cesto, riassetta i materassi pronti ad accogliere i salti dei piccoli, dispone i palloni, i cerchi e le corde… un'ultima occhiata: è tutto a posto, si può aprire la porta.
I bambini entrano cinguettando, la psicomotricista li accoglie e li invita a sedersi in cerchio. I loro occhi curiosano nella sala, immaginando e pregustando i giochi che li aspettano. Ci si saluta e si raccontano brevemente le novità. Quindi si ricordano insieme le regole da rispettare durante l'attività psicomotoria: si tratta di indicazioni semplici volte al rispetto degli altri bambini e del luogo. I piccoli fremono per iniziare e allora… via, tutti a giocare!!!
Così può iniziare un incontro di psicomotricità, quell'attività che riunisce nel proprio nome "psiche" e "movimento" e che è sempre più diffusa, coinvolgendo adulti e piccini.

Le origini della psicomotricità contemporanea
Le basi per la psicomotricità contemporanea e per la sua affermazione, dapprima in Francia e successivamente nel resto d'Europa, si devono a Julien de Ajuriaguerra, la cui originalità dell'approccio sta nell'indagine dei diversi aspetti dell'evoluzione motoria e nella successiva elaborazione di tecniche riabilitative attente alla relazione. In Italia il termine "psicomotricità" compare nel contesto pedagogico intorno agli anni Sessanta per indicare un intervento rivolto alla crescita e all'apprendimento del bambino dalla nascita sino ai sei-otto anni di età, dunque all'inizio dell'esperienza scolastica.
In un primo momento la psicomotricità fu praticata soprattutto dall'insegnante di sostegno, diventando una risposta alternativa alla "didattica speciale". Dagli anni Settanta l'interesse crescente nei confronti di questa nuova disciplina accese la richiesta di formazione e intervento nell'ambito scolastico.
La sua progressiva affermazione ha influenzato notevolmente l'organizzazione delle iniziative didattiche sino ad allora dominanti nel mondo educativo, rendendo sempre più evidente la necessità di riconoscere con chiarezza il ruolo di chi la pratica (l'insegnante di classe? L'insegnante di sostegno? Con quale preparazione, quale metodologia e quali obiettivi?), dibattito ancora attuale.
La psicomotricità appare oggi sempre più diffusa, presente in un numero via via crescente di istituzioni educative e scolastiche, riabilitative e terapeutiche, tanto da costituire ormai un vero e proprio fenomeno culturale.

Cos'è: qualche definizione
L'attività psicomotoria è una disciplina educativa, rieducativa e terapeutica che considera la globalità della persona ed utilizza il movimento per interagire con essa. È una modalità di approccio e di attività a mediazione corporea, che tende a facilitare o a ricostituire gli aspetti mancanti, interrotti o compromessi della comunicazione della persona con se stessa, con l'altro e con il mondo circostante.
La "globalità" dell'esperienza psicomotoria durante le prime tappe dello sviluppo esprime l'unione inscindibile tra il movimento, il pensiero e la vita affettiva per i quali l'unico luogo possibile è il proprio corpo. Il corpo diventa dunque la via attraverso cui vengono sollecitate ed impartite le informazioni che il soggetto è stimolato a sentire, elaborare e trasformare in idee, esperienze e vissuti. I movimenti compiuti, le posture, i ritmi adottati, il tono muscolare, raccontano di emozioni, blocchi, frustrazioni, inibizioni.
Nella seduta di psicomotricità ci si propone di stimolare il bambino ad agire e provare piacere nel far ciò che gli interessa, favorendo uno sviluppo più armonico della persona. Viene presa in considerazione la globalità dell'essere umano, unione della struttura somatica, affettiva e cognitiva; e preferita la modalità tonico-emozionale di essere al mondo, dove, nell'espressione di se stessi, il gesto anticipa ed integra il linguaggio.
Durante la seduta psicomotoria, al fine di creare una situazione di benessere, fiducia e sicurezza per i partecipanti, lo psicomotricista propone attività motorie basate su giochi da vivere insieme.

Cosa accade durante una seduta?
Durante la seduta il conduttore psicomotricista struttura gradatamente gli spazi, definisce una sequenza di attività ed una logica temporale. Il bambino che partecipa alla seduta si sente rassicurato nel ritrovare spazi, luoghi, tempi e materiali a lui noti, da dove ripartire nel percorso di gioco ed apprendimento, evolvendo anche da un punto di vista cognitivo. Attraverso lo spazio della seduta lo psicomotricista si propone quindi di accogliere e rispondere adeguatamente alle richieste profonde del bambino, di favorirne gli aspetti creativi e la formazione del pensiero.
Tenendo conto che l'attività psicomotoria è qualcosa di unico e diverso per ogni incontro, si possono comunque distinguere rituali, regole e tempi definiti:
- un momento iniziale in cui i partecipanti sono raccolti in cerchio, viene loro annunciato il materiale a disposizione e ricordate le regole del gioco (legate soprattutto al rispetto degli altri, di se stessi e del luogo);
- la seduta psicomotoria vera e propria in cui i partecipanti scelgono il materiale a disposizione per giochi di tipo sensomotorio e simbolico;
- un momento finale di dialogo su quanto avvenuto durante il gioco, di rappresentazione grafica e manipolativa, al fine di tradurre la propria emotività in linguaggi diversi e più accessibili.

La sala di psicomotricità
Solitamente si tratta di una palestra. Prima di accedere alla sala ci si prepara, indossando un abbigliamento comodo e togliendosi le scarpe. Tale abitudine consente di separare, anche attraverso i gesti, il "fuori" (la vita all'esterno, regolata da tempi e leggi proprie) ed il "dentro", lo spazio cioè in cui il piacere dell'individuo viene riconosciuto e trova la sua massima espressione nello sperimentare, creare, agire, comunicare.
La sala di psicomotricità si presenta ordinata, con gli oggetti presenti ben distribuiti: cuscini di stoffa colorata dalle varie forme e grandezze, magari impilati in alte torri; materassi capienti e morbidi, dagli spessori variabili; tessuti di svariate tonalità, raccolti, disposti in una cesta oppure aperti sul pavimento; cerchi di differenti grandezze; palloni, palline di spugna o plastica, maxi palloni ideali per il dondolio; spalliere o plance adatte per compiere salti e per stimolare la ricerca della verticalità, bastoni, moduli in legno per costruire torri, case ed altro ancora, un grande specchio dove incontrare la propria immagine e quella degli altri partecipanti; carta, colori, plastilina, argilla… tutto ciò che consente di esprimere le emozioni vissute durante l'attività, con un linguaggio anche non verbale. È dunque il luogo in cui esprimersi attraverso proprie modalità, da quelle più inibite a quelle meno controllate, accettando e canalizzando la pulsionalità.
La seduta psicomotoria si svolge in uno spazio e in un tempo costanti, è cadenzata da un rito iniziale, da uno finale e dalla presenza costante dei materiali proposti e delle persone che conducono il percorso; è il luogo della spontaneità e della libertà d'azione del bambino, che deve essere lasciato libero nel gioco.

La formazione
La formazione dello psicomotricista, in Italia, è stata svolta dalle sole scuole private sino al 1997, quando il decreto Bindi ne accreditava un parziale riconoscimento individuando l'università come ambito formativo del "terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva". La formazione di base dello psicomotricista, di durata triennale, si sviluppa all'interno di tre settori: teorico, pratico e personale.
La formazione teorica fornisce conoscenze in merito allo sviluppo infantile, alla clinica della psicomotricità e al corpo, sia da un punto di vista anatomico che fisiologico; la formazione pratica consente agli allievi di confrontarsi con i modelli di osservazione, con il quadro di riferimento metodologico, con le sedute di tirocinio didattico supervisionate dal formatore psicomotricista; la formazione corporea personale fa emergere le attitudini naturali e spontanee dell'allievo, il suo modo peculiare soggettivo di percepire la realtà, così da poterne prendere una certa distanza affinché l'interpretazione della realtà non venga sentita come universale.
La psicomotricità riveste un ruolo importante nell'ambito della prevenzione, sia nelle strutture sanitarie che in quelle educative, e scolastiche. Un'altra importante collocazione è in ambito sanitario: è una terapia che si rivolge prevalentemente ai bambini con disturbi psicomotori e degli apprendimenti scolastici.
Diversi psicomotricisti operano poi con l'adulto in ambito psichiatrico e con le persone anziane; alcuni intervengono in settori particolari specifici, come quello delle tossicodipendenze.

 
INFO
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  Libri
Ambrosiani, De Panfilis, Wille, La psicomotricità. Corporeità e azione nella costruzione dell'identità, Xenia Ed.
Ivano Gamelli, Pedagogia del corpo, Meltemi
Boscaini F., Approccio psicomotorio ed intervento educativo rieducativi, Libreria Universitaria Ed.

Siti
www.anupi.it: sito dell'associazione nazionale psicomotricisti italiani: fornisce notizie sulla formazione professionale, articoli, notizie di convegni e seminari
www.cfptorino.it: sito del centro di formazione permanente di Torino, scuola di formazione psicomotoria della città di Torino
www.unito.it: sito dell'università di Torino al quale accedere per avere info sul corso universitario di "terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva"
www.torinobimbi.it: fornisce informazioni sui corsi per bambini in Torino e provincia, compresi corsi di psicomotricità
www.comune.torino.it/biblioteche: il calendario delle biblioteche torinesi presenta anche l'attività psicomotoria integrata a quella di lettura

Corso di laurea in terapista della Neuro e psicomotricità dell'età evolutiva:

Facoltà di medicina e chirurgia segreteria degli studenti
Corso Massimo D'Azeglio 60
10126 Torino, tel. 011/6707878
e-mail: zaccagnino@rettorato.unito.it

Centro di formazione Permanente
via Brione 40, Torino
tel/fax 011/7412840
e-mail: cforper1@virgilio.it

 
 
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