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La
Storia, quella fatta dagli Imperatori, dai Condottieri, dagli Eroi, è
costruita su tante piccole storie di donne, di bambini, di uomini, di
persone come noi; ed è per questo che adesso diciamo, anzi, scriviamo:
LA STORIA SIAMO NOI
di
Fabrizio Pezzana
Diari, autobiografie
e memorie vi suscitano un'invidia irrefrenabile? Pensate di valere il
premio Pulitzer anche se nessuno se n'è mai accorto? Ce la fate
a conciliare Nuto Revelli e il World Wide Web? Se la risposta è
si, per voi una sola parola: weblog.
Il termine Weblog deriva dalla contrazione di web e log, ossia "diario";
dunque il weblog è un diario in rete, periodicamente aggiornato,
in cui gli scritti più recenti appaiono in testa al documento,
facendo scivolare all'ingiù i testi più datati; ma soprattutto
il weblog è un modo di costruire, attraverso i propri racconti,
una rete che ci assomigli.
Nati intorno agli ultimi anni '90 grazie ad un software compilato da due
studenti americani, i weblogs si sono rapidamente moltiplicati in tutto
il web ed attualmente se ne contano complessivamente quasi un milione,
di cui circa diecimila in Italia; circa perché, in un certo senso,
i weblogs vivono di vita propria, nascono, crescono, vengono lasciati
e ripresi, insomma incarnano le mutevolezze ed gli andirivieni dei loro
autori.
It's
time to weblog
Se l'idea vi stuzzica, e pensate di rispolverare i vecchi codici HTML,
rilassatevi: pubblicare un weblog personale non è poi così
complicato. I più smanettoni lo possono incastonare all'interno
del proprio sito scaricando qualche apposito programma (Movable Type,
Nucleus); per i dummies il consiglio è di iscriversi ai più
noti portali generalisti (Excite, Clarence, Virgilio) o ai siti specializzati
(Splinder, Blogger.it) che mettono a disposizione strumenti gratuiti
di costruzione: in pochi semplicissimi passi avrete anche voi il vostro
diario in rete, completo di indirizzo, titolo, link, bacheca dei commenti,
calendari, archivi e via bloggando. Infine l'iscrizione della propria
creatura a qualche blog directory (yahoo.it,
dmoz.org, bloggando.it,
splinder.it) consegnerà
le vostre storie alla Storia (queste ed altre indicazioni all'indirizzo
http://people.beta.it/lgblog/,
sezione "come aprire un blog").
Sistemate le quisquiglie tecniche, ecco davanti a noi stendersi la prima
pagina, pardon, la prima schermata del nostro blog, rigorosamente bianca;
quesito ovvio: "e ora, che ci scrivo? e come?".
In linea generale sono tre le tendenze contenutistiche dei weblogs:
quella intimistico-esistenziale, con racconti e riflessioni tratte dalla
quotidianità delle nostre vite; quella di taglio giornalistico,
un network di idee e di partecipazione civile che sfocia nella controinformazione;
e infine i weblog di nicchia, legati all'associazionismo, militante
o culturale, che radunano cultori di un'idea o di una passione, e che
rappresentano delle vere miniere di notizie e di contatti per neofiti
ed esperti.
Definita la motivazione che vi porta ad imbarcarvi in questa bella avventura,
lo stile verrà di conseguenza: se il vostro scopo è quello
di diventare famosi come opinion leader, allora il vostro stile sarà
istrionico e trascinante; se al contrario il vostro weblog è
un mezzo per stare con voi stessi e con i vostri pensieri, allora uno
stile più pacato, più colloquiale è quello che
fa per voi. Se però volete dirozzarvi un po', date un'occhiata
al sito "mestiere di scrivere" (mestierediscrivere.com
sezione "scrivere per il web"), a quelle del blog notes di
Giuseppe Granieri (bookcafe.net/blog
"talkin' about blogs"), od al testo di Maurizio Dovigi,
Weblog Personal Publishing, Edizioni Apogeo.
In ogni caso, che vi sentiate intimisti crepuscolari, giornalisti d'assalto
o tessitori di reti, il weblog offre la possibilità di raccontare
la storia, la vostra storia, ad un pubblico potenzialmente illimitato
al costo di un solo click. Ma i blog chiedono anche molto: di raccogliersi,
di riflettere su se stessi, di ascoltarsi; in tre parole, di volersi
(un po' più) bene.
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