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Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2003

La Storia, quella fatta dagli Imperatori, dai Condottieri, dagli Eroi, è costruita su tante piccole storie di donne, di bambini, di uomini, di persone come noi; ed è per questo che adesso diciamo, anzi, scriviamo:
LA STORIA SIAMO NOI

di Fabrizio Pezzana

Diari, autobiografie e memorie vi suscitano un'invidia irrefrenabile? Pensate di valere il premio Pulitzer anche se nessuno se n'è mai accorto? Ce la fate a conciliare Nuto Revelli e il World Wide Web? Se la risposta è si, per voi una sola parola: weblog.
Il termine Weblog deriva dalla contrazione di web e log, ossia "diario"; dunque il weblog è un diario in rete, periodicamente aggiornato, in cui gli scritti più recenti appaiono in testa al documento, facendo scivolare all'ingiù i testi più datati; ma soprattutto il weblog è un modo di costruire, attraverso i propri racconti, una rete che ci assomigli.
Nati intorno agli ultimi anni '90 grazie ad un software compilato da due studenti americani, i weblogs si sono rapidamente moltiplicati in tutto il web ed attualmente se ne contano complessivamente quasi un milione, di cui circa diecimila in Italia; circa perché, in un certo senso, i weblogs vivono di vita propria, nascono, crescono, vengono lasciati e ripresi, insomma incarnano le mutevolezze ed gli andirivieni dei loro autori.

It's time to weblog
Se l'idea vi stuzzica, e pensate di rispolverare i vecchi codici HTML, rilassatevi: pubblicare un weblog personale non è poi così complicato. I più smanettoni lo possono incastonare all'interno del proprio sito scaricando qualche apposito programma (Movable Type, Nucleus); per i dummies il consiglio è di iscriversi ai più noti portali generalisti (Excite, Clarence, Virgilio) o ai siti specializzati (Splinder, Blogger.it) che mettono a disposizione strumenti gratuiti di costruzione: in pochi semplicissimi passi avrete anche voi il vostro diario in rete, completo di indirizzo, titolo, link, bacheca dei commenti, calendari, archivi e via bloggando. Infine l'iscrizione della propria creatura a qualche blog directory (yahoo.it, dmoz.org, bloggando.it, splinder.it) consegnerà le vostre storie alla Storia (queste ed altre indicazioni all'indirizzo http://people.beta.it/lgblog/, sezione "come aprire un blog").
Sistemate le quisquiglie tecniche, ecco davanti a noi stendersi la prima pagina, pardon, la prima schermata del nostro blog, rigorosamente bianca; quesito ovvio: "e ora, che ci scrivo? e come?".
In linea generale sono tre le tendenze contenutistiche dei weblogs: quella intimistico-esistenziale, con racconti e riflessioni tratte dalla quotidianità delle nostre vite; quella di taglio giornalistico, un network di idee e di partecipazione civile che sfocia nella controinformazione; e infine i weblog di nicchia, legati all'associazionismo, militante o culturale, che radunano cultori di un'idea o di una passione, e che rappresentano delle vere miniere di notizie e di contatti per neofiti ed esperti.
Definita la motivazione che vi porta ad imbarcarvi in questa bella avventura, lo stile verrà di conseguenza: se il vostro scopo è quello di diventare famosi come opinion leader, allora il vostro stile sarà istrionico e trascinante; se al contrario il vostro weblog è un mezzo per stare con voi stessi e con i vostri pensieri, allora uno stile più pacato, più colloquiale è quello che fa per voi. Se però volete dirozzarvi un po', date un'occhiata al sito "mestiere di scrivere" (mestierediscrivere.com sezione "scrivere per il web"), a quelle del blog notes di Giuseppe Granieri (bookcafe.net/blog "talkin' about blogs"), od al testo di Maurizio Dovigi, Weblog Personal Publishing, Edizioni Apogeo.
In ogni caso, che vi sentiate intimisti crepuscolari, giornalisti d'assalto o tessitori di reti, il weblog offre la possibilità di raccontare la storia, la vostra storia, ad un pubblico potenzialmente illimitato al costo di un solo click. Ma i blog chiedono anche molto: di raccogliersi, di riflettere su se stessi, di ascoltarsi; in tre parole, di volersi (un po' più) bene.

 
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