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TRASMISSIONI
RADIO di Torino e provincia che si occupano di gruppi emergenti:
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"Voci
dalla Cantina" di Radio Torino Popolare, si occupa solo di
gruppi emergenti privi di contratto discografico. Anche se non
siamo nel tema lettura, si puo' citare, sempre di RTP, la rivista
"Venti di Musica. Venti di Radio" www.rtp97.it
www.cantine.org/radio
"Casse di Risonanza" di Radio Flash, è una trasmissione
che dà spazio agli emergenti. www.radioflash.to
"Senza Tilolo" di Radio Beckwith, è un programma
pensato per gli emergenti. http://senzatitolo.cjb.net
Radio Blackout, una radio indipendente sempre attenta alla cultura
musicale dei nuovi gruppi. www.ecn.org/blackout/faq/htm |
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METTIAMO
SU UN GRUPPO?
Solitamente si inizia così:
una proposta estemporanea. E poi ci si imbarca in un viaggio che costa
fatica, sudore, sacrifici, ma che porta spesso a soddisfazioni veramente
uniche.
di
Sergio Capelli
Si forma
il gruppo, si decide un repertorio e si inizia con la ricerca di una sala
prove, dove dare il via all'avventura. Trovare la sala prova "giusta".
Ogni sala infatti, nonostante il tentativo di essere più neutra
possibile, ha il suo "target": più o meno metal, jazz,
ecc. a seconda dell'attrezzatura presente. E il lavoro non è da
nulla: provare in un ambiente dove le sonorità siano quelle giuste
è fondamentale per un gruppo, per capire realmente quale possa
essere l'impatto sonoro in un eventuale live.
E dopo il giusto numero di prove, quando si è raggiunto un repertorio
sufficientemente vasto e consolidato è ora di giocare la carta
live. E qui iniziano i veri problemi. Di locali che organizzano concerti
dal vivo ce ne sono molti, sia in città che in provincia. Trovarli
è anche abbastanza semplice: un giro su Cantine.org,
un'occhiata a Torino Sette, a News e ad altri giornali che riportino le
serate live della notte torinese e il gioco è fatto. Si riesce
ad avere nel giro di pochi minuti un elenco di almeno una ventina di locali
a cui proporsi. Fatta la lista parte il porta a porta
e mediamente
la risposta più comune è "hai del materiale da farci
sentire, sai per farci un'idea
". E qui si entra nel mondo dell'autoproduzione
e autopromozione.
Mi
faccio un demo
Realizzare il primo demo è solo il primo passo. Ci si può
affidare alle mani esperte di qualche sala di registrazione ( molte
sale prova hanno anche una sala di registrazione interna) a prezzi che
partono dai 20 euro circa all'ora, oppure scegliere di fare in proprio.
Un preventivo? Per registrare tre pezzi in presa diretta (ovvero suonando
tutti insieme live, con l'aggiunta delle sole voci in un secondo momento)
più il relativo missaggio occorrono più o meno 5 ore di
sala di incisione, per una spesa di un centinaio di euro nei casi più
convenienti. Per fare tutto autonomamente, tutto dipende dalla qualità
finale del prodotto che si vuole ottenere. Si può registrare
direttamente in sala prove, visto che molte sono attrezzate con una
piastra di registrazione collegata al mixer e a dei microfoni panoramici,
con un risultato spesso approssimativo, ma sufficiente per dare un'idea
delle proprie capacità. Se invece ci si vuole il più possibile
avvicinare ad un risultato professionale, pur restando nell'ottica del
fai-da-te, è sufficiente un PC con una buona scheda audio e dei
software ad hoc, il cui prezzo è, comunque, mediamente elevato.
Ovviamente, se il genere scelto è la musica elettronica, demo
fatti in casa con l'ausilio di un pc, e magari di un buon campionatore
esterno (ma esistono molti software per pc che riproducono fedelmente
i migliori campionatori) sono molto più facili da realizzare,
se non altro perché il PC è il mezzo eletto per la creazione
di questo tipo di musica.
Una volta inciso un master, sarà necessario fare le copie, e
anche in questo caso (o forse soprattutto in questo caso) ci si può
affidare a professionisti del settore (pagando, ovviamente il servizio
ricevuto a circa 2 euro al cd + eventuali spese di stampa per le copertine),
oppure affidarsi al masterizzatore del pc di casa, e alla fotocopiatrice
di uno dei tanti centri copie presenti in città.
Mi
autopromuovo
Ed ora con un certo numero di copie si può partire all'assalto
dei locali dove si intende suonare. Trovare i primi ingaggi non sarà
eccessivamente complicato: di locali ce ne sono molti, e fra questi,
un buon numero è bendisposto nei confronti delle band emergenti.
Ma se un primo obiettivo, ovvero l'uscita live del gruppo, è
raggiunto, i problemi dell'autoprodotto non sono terminati. Dopo alcune
date, sarà scemato l'entusiasmo di amici, parenti e affini. Sarà
necessario allargare il "giro", farsi conoscere al di fuori
del circolo ristretto da cui, forzatamente, un gruppo parte. Insomma,
dopo l'autoproduzione, è necessario farsi un po' di autopromozione.
Un ottimo canale attraverso il quale farsi "pubblicità"
è senza dubbio il mare magnum di internet. Molti sono i siti
che mettono a disposizione dei gruppi emergenti una pagina web dove
presentarsi brevemente e, a volte, la possibilità di inserire
mp3 downloadabili dal navigatore, sull'esempio dell'ormai irrintracciabile
e torinesissimo vitaminic. Ma se è vero che tali siti hanno una
gran risonanza e un alto numero di visite, spesso è difficile
ottenere un po' di visibilità fra le centinaia di gruppi iscritti.
Soprattutto per i gruppi che suonano generi di nicchia, o decisamente
alternativi. Ma a questo punto subentra la passione per il genere in
questione, mediamente inversamente proporzionale al numero di "ascoltatori"
che tale genere ha. Ovvero, soprattutto per i generi meno noti, o comunque
più "alternativi", esistono siti creati ad hoc. Fanzine,
motori di ricerca tematici, notiziari on line, sono solo alcuni degli
strumenti che qualche appassionato ha creato per contribuire alla diffusione
del proprio genere preferito. Un esempio? La musica ska ha i suoi portavoce
in siti web quali Skacco, Skabadip,
per quel che riguarda il panorama italiano, e Skahoo
il miglior motore di ricerca a livello internazionale. Ma come esistono
realtà per il levare giamaicano, allo stesso modo esistono per
punk, crossover, nu-metal e chi più ne ha più ne metta.
Una volta segnalata la vostra presenza sul web, attraverso siti "esterni"
cominciate a pensare seriamente a creare un sito per il vostro gruppo:
servirà da vetrina personalizzabile, al di là di qualsiasi
format imposto, e perché no, da community, con alcuni inserimenti
come guestbook e forum. Sarà dunque un mezzo che potrà
favorirvi nella gestione dei contatti con i vostri amici/fans, ma anche
in alcune azioni finalizzate alle esibizioni live. Finché non
avrete una agenzia che si preoccuperà di organizzare in ogni
particolare le vostre date, sarete voi a doverlo fare, e avere disponibili
sul vostro sito scheda tecnica, curriculum, disposizione sul palco,
attrezzature richieste, magari anche dei sample dei vostri pezzi, sveltirà
sicuramente alcune delle pratiche con chi ha intenzione di scritturarvi
per una serata. Ora, non che attraverso il sito web vi arriveranno proposte
e ingaggi (è molto difficile), e non che si possa affidare al
web tutta la propria promozione, ma sicuramente una "vetrina virtuale"
potrà darvi una mano.
Comunitariamente
Un'ulteriore possibilità di promozione del proprio gruppo è
dato dalla collaborazione con altre band. Un esempio chiaro di come
si possa vivere "comunitariamente" la musica lo dà
uno dei gruppi rock più longevi e con maggior seguito di aficionados
su tutto il territorio nazionale: i Gang,
dei fratelli Severini. La band marchigiana, infatti, ha deciso di staccarsi
da quelle che sono le dinamiche classiche del mercato musicale dei live
(sebbene i loro dischi escano per la major WEA), creando una crew di
gruppi che, aggiungono alla propria promozione anche quella delle band
sodali. E non si tratta solo di promozione, ma di supporto che le band
si danno l'una con l'altra: concerti insieme, splits (ovvero dischi
divisi tra più gruppi) promozionali. Ora, evidentemente Gang
e amici si muovono in un panorama nazionale e hanno alle spalle decenni
di esperienza (la storia musicale dei fratelli Severini comincia nel
lontanissimo 1980), ma il loro esempio potrebbe essere una via da seguire,
anche in dimensioni locali. Il creare una crew di "gruppi amici"
contribuisce a far crescere il proprio gruppo e, nel contempo, a integrarlo
in un panorama musicale che altro non può fare che crescere.
D'altra parte il panorama musicale torinese, che tanto ha dato a quello
nazionale (basterebbe citare in ordine sparso alcuni gruppi quali Subsonica,
Statuto, Fratelli di Soledad, Mau Mau, Africa Unite, Tribà) si
è sempre caratterizzato con i buoni rapporti che intercorrevano
tra i vari gruppi. Un esempio su tutti è quello di Max Casacci,
attuale chitarrista dei Subsonica ed ex degli Africa Unite. Ma non solo:
le collaborazioni fra questi big sono numerose, fino ad arrivare alla
creazione di nuove realtà musicali quali i Bluebeaters, inizialmente
formati da elementi di tre gruppi differenti: i torinesissimi Africa
Unite e Fratelli di Soledad e i milanesi Casino Royale.
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Musica dei Ragazzi del 2006
Finalmente si può ascoltare il cd Musica Ragazzi, con le
tracce dei gruppi, composti da Ragazzi del 2006, vincitori dell'omonimo
concorso on line (60.000 voti in un mese). Il cd è in libera
distribuzione presso, biblioteche, sale prova e naturalmente allo
sportello dei Ragazzi del 2006, c/o il centro Informagiovani di
via delle Orfane 20. I gruppi si possono incontrare e discutere
sul forum del sito www.ragazzidel2006.org
Concertorino
Sempre per i ragazzi olimpici, da gennaio a luglio 2004, è
previsto un percorso di formazione sul patrimonio musicale torinese
come bene culturale e risorsa della città.
Questo corso, che si avvale dell'apporto di esperti e di direttori
artistici, intende svelare i meccanismi delle scelte di programmazione
e promozione di festival e eventi musicali.
Info: Settore Gioventù del Comune di Torino - Ragazzi del
2006 via delle Orfane 22, www.comune.torino.it/ragazzidel2006,
numero verde 800104664.
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