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novembre/dicembre 2003






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Piemonte Groove
Piemonte Groove, un progetto ideato e coordinato dalla Regione Piemonte e dall'Associazione Culturale Situazione Xplosiva, che promuove a livello internazionale e nazionale la musica elettronica piemontese. Il progetto coinvolge artisti e aziende considerate a pieno titolo come le migliori realt elettroniche torinesi e regionali, e contribuisce fortemente alla creazione di un nuovo contesto favorevole allo sviluppo della cultura musicale elettronica contemporanea.
Info: www.piemontegroove.com
PIEMONTE TERRA DI MUSICA FUCINA DI ARTISTI
Torino e, per estensione geopolitica e culturale, il Piemonte intero rappresentano attualmente la capitale del musica italiana.

di Domenico Mungo

In realtà il suo è un titolo concorso honoris causa, nel senso che la maggior parte dei talenti, degli artisti e delle maggiori band presenti nel panorama nazionale, e non solo, hanno natali subalpini o comunque sono progrediti nell'humus della nostra città e della nostra regione. I meriti di questa realtà vanno equamente condivisi in una attitudine evidentemente antropologica - bisognerebbe spiegarsi perché siffatti talenti nascano da queste parti - ma hanno anche ragioni e cause evidentemente strutturali e programmatiche. Sfogliando le pagine di un'ottima guida Spettacolo in Piemonte del 1997 (progenitrice della similare opera Musica In Piemonte 2003) editata con il contributo del Comune di Torino e della Regione Piemonte, leggiamo:

"Musica a Torino? Musica in Piemonte? Sìsìsìsìsì.
Mau Mau e Africa Unite, Mao e Marlene Kuntz, Statuto e YoYo Mundi, Mirafiori Kids e Karamamma, e Lou Dalfin, Madasky, Slep, Funky Lips, Gigi Venegoni, Carl Lee, grandi e piccini, musici e tecnici, abbiamo produttori che più bravi non si può (…) la tribù del jazz, Boltro e Li Calzi e Reggio, Guido Guglielminetti e Alberto Tafuri che suonano con De Gregori, Fossati, Ruggeri, Finardi. E i cantautori, i fratelli Conte e Testa. Musica in Piemonte? Certo, e gli altri? Ascoltano".
Era un entusiasta Gabriele Ferraris, giornalista e critico della Stampa ad elevare questo panegirico della scena musicale piemontese. A ragion veduta, pare col senno di poi ma anche verificando i nomi allora snocciolati. Questo a pagina 284. Giunti a pagina 307 della medesima guida troviamo una dichiarazione autografa di Luca Morino, esponente di spicco di quella scena torinese e piemontese esaltata dal Ferraris, in quanto leader di Loschi Dezi poi Mau Mau e mille altre molteplici metamorfosi teatral-musical-letterarie, che vittima di un realismo disarmante ma oggettivamente indiscutibile, dichiarava:

"(…) dovrei scrivere alcune righe di pregevoli svolazzi autocelebrativi sulla musica in Piemonte, ma non ci riesco.(…) Da parecchio tempo vivo la realtà musicale in Italia, ma il panorama non è esaltante. Le idee ci sono, gli artisti anche, ma spesso si scontrano con l'assoluta incompetenza, l'ignoranza o forse solo troppa leggerezza di chi dovrebbe valorizzare questo patrimonio. Il Piemonte ha un potenziale altissimo, e questo perlomeno è un buon punto di partenza…".

Dove sta la verità? Come l'antica consuetudine dei latini consigliava con saggezza, sicuramente nel mezzo. Ovvero indiscutibile che siamo i migliori esportatori e creatori di musica, soprattutto negli ultimi anni, indipendente, rock, pop, elettronica e chi più ne ha ne metta. Casa Sonica, ad esempio, è diventata un centro propulsivo della scena italiana, tutti passano dagli studi di Piazza Vittorio per un remix, per una collaborazione, per una produzione. Le etichette piemontesi sfornano prodotti di livello nazionale ed internazionale (basta guardare alla Mescal, indipendente ma nell'alveo di ua major come la Sony). I nostri eroi metropolitani sbarcano in Europa a cavallo di chitarre digrignanti metallo e furore e liriche al fulmicotone (Linea77). Per tacere dei nomi che già un lustro fa, quelli citati dal buon Ferraris, hanno continuato a crescere confermandosi star di livello assoluto. Ma è altresì vero che dietro tutto questo molte volte c'è stata la carenza di strutture ed impianti per insegnare, imparare, creare, produrre e sfogare musica. Molte volte la sordità di alcuni esponenti delle istituzioni, la scarsa lungimiranza di imprenditori e gestori del mercato e del giro dei locali ha rallentato il decollo. Ma nonostante questo il magma ha continuato a ribollire sottocenere. Questa è la città che ha sfornato, tanto per citare, Negazione ed Indigesti, due gruppi punk hardcore che ai più giovani diranno poco, ma che 15 e più anni fa riempivano arene oltreoceano, e parliamo degli Stati Uniti, al fianco di Metallica e Dead Kennedies(!). È la città che manda in giro i suoi emissari Subsonica a suonare in Palasport gremitissimi ed inondare di onde quadre che raccontano ritmi torinesi e storie dal bordo dei Murazzi. E allora il circuito alternativo, quello dei centri sociali per intenderci, ma anche quello delle cantine, dei garage di papà adattati a sale prova, delle canoniche e degli oratori, delle scuole superiori (vedremo quanto importante è quel momento di formazione) fu culla e fucina di talenti. Con i suoi limiti, con le sue autoghettizzazioni, i sacrifici e con le sue esasperazioni ideologiche e attitudinali. Anche con una coerente, nella logica dell'autoproduzione, contrapposizione al sistema delle istituzioni e del mercato. Ma fortunatamente ad un certo punto della nostra storia cittadina e regionale tutto ciò ha iniziato a mutare. Per esempio già alla metà degli anni '80 il settore alla Gioventù del Comune di Torino ha iniziato a dimostrare un pregnante interesse, un interesse concreto fatto di sensibilità ed investimenti, nei confronti della musica contribuendo a far uscire il fenomeno musicale giovanile, se non addirittura adolescenziale, dal sommerso, dall'underground cosiddetto. Gli stessi gruppi, i musicisti in nuce, iniziarono a prendere coscienza delle proprie possibilità, incoraggiandone le attività, confrontandosi fra loro grazie alle numerose iniziative, manifestazioni, nascita di sale prove nei centri di quartiere, dei contest fra band liceali.
Nasce nel 1991, proprio per volere del Settore Gioventù, Pagella Rock il concorso nazionale destinato ai gruppi formati da studenti delle scuole superiori e da giovani fino ai 23 anni. Da manifestazione prettamente torinese si è trasformata in vera e propria kermesse itinerante per tutta la penisola, unica nel suo genere e in grado di segnalare band di sicuro futuro. Passarono da lì i Medusa, i Linea77, i Bellicosi, i Neutra, gli Unconditional. Pagella Rock fu un progetto straordinario per lungimiranza, ricalcando la Battle of Bands che si svolge negli Stati Uniti fra le migliori bands collegiali. Ed è proprio lì che nasce tutto: l'imperativo di creare una cultura musicale nei giovani, fornendo però loro gli strumenti pratici per esprimersi, è diventato categorico nelle strategie delle politiche culturali degli enti pubblici. Nacquero così la Divisione dei Servizi Culturali Settore arti Musicali, con scopo primario di organizzare e sviluppare la promozione per l'attività dello spettacolo, organizzare corsi di formazione professionale, dal teatro alla musica, coordinare gli eventi estivi che coagulano grossi interessi di pubblico e di artisti (Momenti d'Estate, Extra Festival, Settembre Musica). Ancora più mirato è il Progetto Musica, integrato nei Servizi Culturali del Comune che ha lo scopo precipuo di promuovere proprio quella scena musicale emergente di cui si parlava poc'anzi. Un centro di documentazione ricchissimo, del quale si avvale per pubblicare la guida Musica In Piemonte. Organizza la manifestazione Stati Generali del Rock in Piemonte, è il referente principe del circuito di Arezzo Wave, il maggior concorso e rassegna nazionale di musica emergente (da lì uscirono Africa, M.K. Almamegretta, Casinò Royale, Frankie H-ngr e altri). Si occupa di coadiuvare le scuole superiori nel creare laboratori musicali, sale prove e concerti scolastici. Cura il sito Internet Torino Rock e offre consulenze legali e professionali nell'ambito della musica. Individuare i talenti e coltivarli sebbene dispersi nel grigiore delle periferie industriali o nelle vallate delle provincie. Torino sì, ma anche Cuneo (Marlene Kuntz, Mambassa, Mirsie etc.) e l'infinità delle valli occitane (Lou Dalfin e simili) e astigiane (i nipotini dei fratelli Conte, gli YoYo Mundi e mille altri), la valle del Tanaro che raccoglie in Alessandria Wave i migliori talenti alessandrini.

Ciò fa del Piemonte una terra ricca, competitiva anche a livello internazionale, nell'ambito musicale ed artistico. Ma merito fondamentale è quello di aver condiviso la crescita di vernissage, di primo piano mediatico con la cura rivolta al mondo della scuola dell'obbligo, passando attraverso i laboratori musicali, anche i più periferici (un nome a caso fra i mille: il Centro Dentro, sul confine di Corso Siracusa, Mirafiori), le iniziative per i giovani e gli emergenti. Ciò consente di creare un tessuto associativo ed istituzionale che collaborano tra loro, aziende ed operatori di settore sempre più professionali (fonici, management, service, tecnici, giornalisti e comunicatori in generale) e soprattutto musicisti piemontesi in giro per il mondo.
 
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