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MUSICA
DA LEGGERE
La diffusione della musica
come bene di consumo popolare ha conosciuto negli ultimi decenni una crescita
esponenziale. Questo enorme interesse ha notevolmente sviluppato nuovi
settori di comunicazione di massa che fino ad allora non esistevano. La
musica, prescindendo da generi, e la comunicazione ad essa inerente, raggiunge
oggi gli appassionati sotto diverse forme.
di
Domenico Mungo
Il rock e
la musica contemporanea hanno un importante ruolo nel mercato ed un'utenza
sempre maggiore così come è crescente l'esigenza degli appassionati
di informarsi, sapere, essere "sulla notizia". Il pubblico è
attento alle tendenze, ai nuovi generi, alle "scene". Gli eventi
dal vivo si sono moltiplicati: non solo più teatri o auditorium,
ma luoghi "altri" come le rassegne, i concorsi, i festival,
le tournée, le promozioni discografiche, l'arcipelago alternativo
ed indipendente che vive di un mercato tutto suo e di modalità
espressive e divulgative particolari. La musica contemporanea è
quindi un fenomeno di massa e come tale necessita di veicoli di diffusione
di massa ora tradizionali, come la carta stampata e il proliferare delle
emittenti radiofoniche- dalle cosiddette radio libere degli anni
'70 ai grandi network attuali - ora moderni come i canali musicali
in chiaro o satellitari e Internet. La musica non solo la si
ascolta, ma prima ancora la "si legge" e la "si guarda".
Diventa quindi necessario sapere come e dove reperire notizie, curiosità,
servizi atti a soddisfare le esigenze, le passioni, la fame di informazioni
e di discussione.
Magazine
o riviste?
Il mondo anglosassone da sempre all'avanguardia nella musica moderna
e contemporanea - quindi dal jazz al rock nelle sue differenti progenie,
dall'elettronica al blues, dalle avanguardie alla musica folk - ha visto,
più di trent'anni fa, il nascere di riviste che si occupavano
prevalentemente di musica: Rolling Stone, NME o Maximum Rock
'N' Roll rappresentano vere e proprie bibbie del giornalismo e della
critica musicale mondiale. Quando il rock invase il Vecchio Continente,
nacquero anche da noi le prime riviste musicali specializzate di rock
e musica contemporanea. La rivoluzione ideologica che il punk
portò con sé dopo il fatidico 1977, la logica del do it
yourself, quindi fare musica da se, ma anche parlare della "propria"
musica, mutuò l'esperienza inglese e americana delle fanzine
(letteralmente la contrazione di fan's magazine: "rivista dei fans")
ovvero fogli originariamente ciclostilati, graficamente creativi e innovativi
e supportati da tanta passione, molte informazioni e pochissimi investimenti.
Le fanze esistono ancora oggi, ma alcune di quelle primitive
pubblicazioni si sono trasformate in vere e proprie riviste patinate
fondamentali per la formazione musicale di intere generazioni. Plotoni
di giornalisti musicali formatisi in quella palestra hanno fondato magazines
musicali o sono confluiti nelle redazioni dei quotidiani e dei periodici
parlando specificamente di musica rock e contemporanea. Rumore, Buscadero,
Rockerilla, Mucchio Selvaggio sono testate fra le più qualificate,
alle quali si affiancano, Rocksound, Tutto, Psyco, Metal Shock, H.M.
ed altre riviste più o meno differenti per target, argomenti
e modalità espressive ma accomunate dalla volontà di comunicare
e raccontare la musica attraverso le recensioni, le interviste dei protagonisti,
i concerti dal vivo. Queste riviste producono servizi quando comunicano
le nuove uscite o le date e i luoghi dei concerti. Animano discussioni
politiche e sociali legate al mondo della musica, diffondono mode e
tendenze estetiche e di look, ma anche scuole di pensiero sulla musica
e la società contemporanea.
La
musica in copertina e in rete
Recentemente anche i quotidiani e i periodici di politica, cultura e
costume hanno integrato la musica contemporanea nei loro palinsesti
(si pensi all'inserto del giovedì di Repubblica Musica
o del venerdì della Stampa TorinoSette). Esistono inoltre
pubblicazioni di carattere locale o nazionale interamente dedicati agli
appuntamenti musicali e agli eventi: Newspettacolo, Uscita Di Sicurezza,
My Mag, Music Club, ZerO11, ecc.
Infine l'avvento del web: l'era di Internet ha aperto scenari sconfinati
alla fruizione, alla diffusione ma anche alla comunicazione musicale.
In rete è possibile trovare tutto ciò che un appassionato
vuole: dai siti di servizio degli assessorati e delle associazioni (torino
rock, arezzowave.com, audiocoop.it,
arci.it, hma.it)
e dei centri sociali (ecn.org) oppure
dei services e delle sale prove a quelli delle testate giornalistiche.
I siti delle case discografiche e delle etichette (quelle piemontesi
come dracma.com, mescal.it,
toast.it) I siti dei gruppi e degli
artisti con i quali è possibile dialogare e trovare tutto ciò
che interessa, fino ai siti dei fans (le webzines: fanzine.net,
cartaigienicaweb.it) e
quelli che mutuano l'esperienza della critica musicale cartacea nel
web: rockit.it, vitaminic.it,
metallus.it, rockol.it,
booze.it, dinamotorino.it,
sodapop.it, MTV.it).
Basta digitare su qualunque motore di ricerca la parola musica e navigare
sotto
ragazzi.
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