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novembre/dicembre 2003





linea 77

INFO
The Art Of Zapping
info@theartofzapping.com
sito ufficiale: www.theartofzapping.com

Linea 77
info@linea77.com
sito ufficiale: www.linea77.com

Meeting delle Etichette Indipendenti (Faenza)
tel. 0546.24647
matmus@lamiarete.com
sito ufficiale: www.audiocoop.it

INDIESCUTIBILI
intervista a Linea 77, The Art Of Zapping e novità dalle Etichette Indipendenti

di Barbara Santi

Torino? Città a dir poco atipica. Ma qui non si vogliono ribadire concetti triti e ritriti, accanendosi su quante e quali forme d'arte abbiano visto la luce da mamma Mole, per poi essere estirpate e trapiantate altrove. S'intende solo aprire un po' lo sguardo sulla musica torinese.

Spiegare ipotetiche ali in volo sulle sale prova, sulle cantine e sugli studi dove un numero consistente di giovani musici spreme la penna del proprio cuore fino a farne uscire canzoni. Luoghi sotterranei che pulsano di notte, nascosti agli occhi della routine quotidiana. Isole in cui si lotta per costruire qualcosa di indelebile, almeno per se stessi. Pareti umide raccontano speranze: a volte sussurrate, altre urlate, ma sempre in coro. La metropolitana musicale del capoluogo piemontese riserva piacevoli sorprese. Si è pensato di salirci e di percorrere un paio di tappe insieme.

The Art of Zapping
Prima fermata? The Art Of Zapping! Si tratta di un gruppo nato nel 1992 "…nel triangolo Torino-Monfalcone-Perugia, città da cui proveniamo. - racconta Roby, batterista della band - Nel '93 uscì il primo disco (Openmindrevolution). Poi iniziammo a girare e nel '95 Bizio Rizzo subentrò alla voce. I concerti aumentarono e il singolo Same Old Shit rientrò nella compilation del Los Angeles Foundation Forum (con Monster Magnet, Down, Testament, ecc.). L'anno dopo Bizio uscì dal gruppo e ci fu uno stand-by. Un anno fa chiamai gli altri e chiesi loro di tornare insieme. La risposta fu positiva ed eccoci qui!"
La storia dei TAOZ è fatta di collaborazioni tra musicisti provenienti da diverse esperienze. "In tanti anni di frequentazione dell'ambiente, si fanno tante amicizie - dice Roby - così, quando fu il momento di scegliere un buon vocalist, pensai al Diegone (voce dei Medusa). Con Davide (Modarte) eravamo in contatto da molto e il featuring fu spontaneo. Lo stesso accadde con Max dei Fratelli Sberlicchio".
Vista dall'esterno pare una rete molto fitta tra musicisti torinesi. "Non solo, - rilancia Roby - con Max Jovine (99 Posse) si pensava di fare un pezzo insieme da tempo e Mastersilver mi parve perfetto per lui. L'esperienza più recente, comunque, risale alla collaborazione con Caparezza."
Incuriosisce però capire quali siano i meccanismi che rendono Torino così viva musicalmente e quanto il suo clima umorale influisca sulla creatività dei suoi musicisti. "Io vengo da Cosenza (mi sono trasferito qui per fare il musicista) e non credo che il posto in cui si vive influisca necessariamente su quello che si esprime (gli Africa Unite fanno gran reggae e sono di Pinerolo!) - rincara Roby - Si tratta piuttosto dell'ambiente in cui si gira. Confrontandosi costantemente con grandi musicisti diventa naturale cercare di dare il meglio di sé. Torino, sotto questo aspetto, è tenera e spietata. Qui c'è una quantità incredibile di gente capace e il confronto è duro. Basta però cercare di non seguire la corrente ed esprimersi secondo il proprio gusto."
Certo è pure che la nuova tecnologia ha semplificato la vita dei musicisti in erba. Il portavoce dei TAOZ si acciglia: "Il fatto che la tecnologia aiuti non significa che il prodotto che ne scaturisce debba essere valido. Fare un buon disco non dipende da quanto sia facile registrarlo. C'è ben di più: creatività, tecnica, cuore e passione. È un po' come avere il microonde che ci rende più facile la vita in cucina. E se non sappiamo cucinare? Se poi pensi che registrare un disco solo pochi anni fa significava spendere cifre assurde, non posso che essere favorevole alla tecnologia. Per non parlare dello scambio di informazioni che ci ha regalato internet. Di conseguenza è cambiato in meglio l'approccio nei confronti della musica da parte delle giovani band. Noi cerchiamo di sfruttare al meglio queste opportunità. Abbiamo uno studio (dove registriamo), un sito internet, contatti e-mail, scambi di link con portali musicali, ecc."
Per quanto riguarda il futuro discografico dei TAOZ vi rimandiamo, per rimanere in tema, al loro sito. Si sa però che un nuovo album è quasi pronto. Tra le novità della tappa TAOZ spicca la vittoria (primi classificati su oltre 4.000 partecipanti) all'I-TIM Tour Festival di quest'anno. Inoltre a febbraio uscirà il film di Marco Ponti "Da Nessuna Parte" e un brano dei nostri, Rollercoaster, sarà incluso nella colonna sonora. Si tratterà di un doppio album stampato da Mescal, cui parteciperanno i Motel Connection e band emergenti piemontesi.

Linea 77
Ma il cammino metropolitano prosegue… Prossima fermata? L'aggancio è facile: Linea 77! Il 1998 è la data che sancisce il primo contratto discografico firmato dalla formazione torinese (in pista dal '93). L'album s'intitola Too Much Happiness Makes Kids Paranoid ed esce per una indie italiana. L'anno successivo è la volta della firma con la Earache Records, etichetta angloamericana che propone alla band un contratto esteso al territorio mondiale. Un tour in giro per il Regno Unito e… "poi registrammo il nostro secondo disco (Ketchup Suicide) e al ritorno tutti si erano accorti di noi. - racconta deciso Paolo (chitarra dei Linea) - La tournée legata al secondo album durò un paio d'anni e ci portò a suonare in Inghilterra, in altri paesi europei e in Italia (dove facemmo circa 250 concerti nel biennio 2000-2002). Nel marzo 2003 registrammo Numb e siamo ancora in giro per promuoverlo."
La curiosità balza all'occhio e viene da domandarsi perché le discografiche italiane non si accorsero prima di loro. "In realtà c'erano alcune major interessate - dice Paolo - ma i tempi non erano maturi e poi ci offrivano solo situazioni nazionali mentre noi volevamo andarcene. Se mai avessimo dovuto avere dei dubbi questi furono fugati dopo aver incontrato alcuni discografici nostrani e aver scoperto quale fosse il livello di desolazione che regnava sul nostro paese. Non abbiamo quindi esitato nello scegliere la Earache."
Tornando a Numb, è un disco sensibilmente diverso dai precedenti… "Ci eravamo stufati di essere inquadrati in ambiti specifici (leggi nu-metal) - commenta Paolo - e volevamo sfuggire dalle etichettature. Poi gli anni passano e non puoi sempre avere le stesse cose da dire, allo stesso modo. Abbiamo bisogno di stimoli continui e di sentirci appagati. L'evoluzione compiuta è stata un passaggio spontaneo e il risultato ci soddisfa molto."
Con i Taoz si è parlato di collaborazioni con altri musicisti. Volendo toccare l'argomento con i Linea 77 pare di sfondare una porta aperta: "Amicizia e sentimenti reciproci di stima e affetto che diventano musica… Le collaborazioni in Numb con Roy Paci e i Subsonica sono il frutto di rapporti interpersonali nati per ragioni professionali che hanno poi trovato terreno fertile in entrambe le compagini e sono diventate vere amicizie. Con i Subsonica poi c'è una forte componente campanilista che entrambi sentiamo appartenerci. Unire i Murazzi con i Docks Dora in un'unica costruzione è un'operazione che ogni architetto sognerebbe, noi l'abbiamo fatto in musica."
Dunque, viene da pensare che Torino influisca davvero sulla creatività dei suoi abitanti. Una città che ha partorito tanta musica di qualità. Paolo ce ne ha dato la sua versione: "Il nostro rapporto con Torino ha una genesi lunga e inizialmente era caratterizzato da una forte contrapposizione odio-amore, più sbilanciata verso l'odio. Non ne potevamo più degli anni '90, della città fighetta, di quella esistenzialista e di quella nichilista… Volevamo andarcene! Poi gli anni e le tante assenze hanno invece contribuito a catalizzarne tutti gli aspetti positivi e a farci scordare le cose meno gradite. Comunque la città è stata determinante, non avremmo mai potuto pensare e suonare quello che suoniamo se fossimo nati e cresciuti altrove. Siamo molto legati a tutti i luoghi che hanno riempito la nostra esistenza. Torino è una musa inconsapevole da cui ci lasciamo ispirare volentieri."
Il messaggio pare chiaro. Ma un Linea 77 cosa penserà del resto della scena musicale torinese? Pronta risposta: "Tutto il bene possibile, mi è capitato spesso di discuterne con persone di altre città e molti mi hanno detto che la volontà e la determinazione delle band torinesi sono ineguagliabili. È evidente che gli interessi dell'ambiente musicale nazionale sono distribuiti tra Milano e Roma. Noi torinesi, come da copione, siamo un po' ai margini, eccellenti ad essere all'avanguardia nel creare e scoprire e, se possibile, ancora meglio quando si tratta poi di farsi sottrarre le scoperte e il potere. Questa marginalità comunque finisce per rivelarsi una fortuna. Credo che la volontà e la determinazione di cui parlavo prima nascano da questa condizione penalizzante."
Resta ancora un punto: la nuova tecnologia. Cosa ha dato e cosa ha tolto alla musica e quanto i Linea ne fanno uso? E giù, come un treno, ecco la risposta: "Alla musica ha dato di sicuro molto, sia in termini strutturali, con l'avvento di sampler e strumenti nuovi per creare, sia con internet e l'incredibile e incoraggiante incremento di distribuzione (e quindi fruizione) della stessa. Venendo a noi, per quanto riguarda la composizione potremmo anche farne a meno. Ci basta la corrente elettrica per alimentare amplificatori e microfoni. Non usiamo samples e non riusciamo ancora adesso a suonare a click perché non ci piace. Ci è invece molto utile il web per tenere in contatto e sempre aggiornati tutti nostri seguaci."
Di pari passo è cambiato l'approccio nei confronti della musica da parte dei giovani. Ecco cosa suggerirebbe Paolo a un gruppo che cominciasse a suonare adesso: "È importante cercare di essere onesti verso se stessi e il mondo circostante, mantenere sempre un approccio critico e avere la capacità di porsi dei dubbi senza che questi scalfiscano la determinazione individuale."
I Linea 77 stanno per partire con un tour che toccherà l'Europa intera. Ma niente paura! L'inverno li vedrà protagonisti anche in Italia, per ripartire per un ultimo giro in Europa che si protrarrà fino alla prossima estate. E il nuovo album? Firmeranno mai con un'etichetta italiana? Ce lo facciamo raccontare da loro: "Non è una questione di dislocazione geografica ma di attitudine e di obiettivi. Al momento non ci interessa essere solo un gruppo italiano. Abbiamo assaggiato la torta del mondo che c'è fuori e dopo aver provato questo difficilmente ci basterebbe avere a che fare solo con l'Italia. Comunque qualora trovassimo persone e/o situazioni che ci ispirino fiducia non avremmo problemi a lavorare con etichette italiane."

Let's talk about Indie Labels…
A questo punto il passaggio alle discografiche indigene s'impone, concentrandosi però sulle indipendenti, dato il successo degli ultimi tempi. Si abbandona il metrò musicale torinese per prendere un treno per Faenza, patria del Meeting delle Etichette Indipendenti nazionale. Due parole con Giordano Sangiorgi (Patron del MEI e di AudioCoop). Intanto qualche informazione sul Meeting e sull'edizione di quest'anno: "Il MEI è nato per caso, come spesso accade per ciò che poi diventa importante. Si liberò un capannone alla Fiera di Faenza e nel '97 ci chiesero di riempirlo. Così il gruppo organizzatore di "Faenza Rock" decise di lanciare un raduno delle etichette indipendenti, sulla scorta di quello che ci ricordavamo essere stato Firenze. In una settimana raccogliemmo una trentina di indies che arrivarono con i loro stand. Andò bene e l'anno dopo decidemmo di riprovarci. In quel frangente ci fu il boom e capimmo che avevamo colto al volo un cambiamento. Da 30 le adesioni divennero 70, poi 100, poi 150 fino ad arrivare alle 250 dello scorso anno. Un altro punto di snodo si verificò quando nel 2000 il Ministro per i Beni Culturali venne a inaugurare il MEI, con Franco Battiato. Quello stesso anno Manuel Agnelli presentò l'idea del "Lolapalooza" (l'attuale "Tora! Tora! Festival"). A quel punto capimmo che stavamo facendo qualcosa di importante per la musica indipendente ed emergente italiana." E ancora: "L'edizione di quest'anno si svolgerà il 29 e 30 novembre a Faenza con un'anteprima live la sera del 28. Concerti, premi, videoclip, show case, incontri letterari, stand delle indies: questo è il MEI! Uno spettacolo unico, da non perdere. Uscendo dal Meeting si ha il polso di cosa stia accadendo alla musica italiana."
AudioCoop è invece il coordinamento delle etichette indipendenti presieduto da Sangiorgi stesso. Ma cosa bolle in pentola? "Siamo riusciti a far riconoscere al Ministero per i Beni Culturali, alla Siae, all'Imaie e ad altri soggetti istituzionali l'esistenza delle indies. - racconta soddisfatto Giordano - È importante prima di tutto culturalmente, ma anche economicamente dato che abbiamo il diritto di entrare, con la Fimi e l'Afi, nelle quote di suddivisione dei diritti generalisti che ancora non vengono riconosciuti ai non aderenti alle due associazioni storiche della discografia. Ottenere questo significa dare risorse alle indie label italiane che sostengono l'innovazione, la ricerca e la sperimentazione della nostra musica che rischia di scomparire a favore del pop globale prodotto Oltreoceano. Questo deve essere il nostro ruolo e con l'Anem ci stiamo lavorando."
Ma qual è la situazione odierna delle indipendenti? "È forte e in continua crescita. - dice Sangiorgi - Lo dimostra il successo di tante iniziative, il progressivo aumento di quote del mercato indie nel panorama ufficiale della discografia e del live. In un momento di crescita come questo bisogna da un lato mantenere saldo il timone della qualità e dall'altro riuscire a costruire reti di visibilità, promozione e distribuzione sempre più forti e autonome. A tal proposito la collaborazione è fondamentale."
E siamo al capolinea… Non resta che salutare, scendere e tornare a casa, consapevoli del fatto che domattina risaliremo su questo treno - in continuo movimento - chiamato "Musica". Parafrasando una nota voce: "(Don't) Stop That Train".

 
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