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AL
SERVIZIO DELLA MUSICA
di
Marco
Ciari
Un
po' di storia
Anni fa, quando l'Amministrazione cercava di capire, nel rapporto capillare
con i musicisti e gli artisti - attraverso il lavoro di banca dati, di
informazione, di documentazione che poi è scaturito nei volumi
sulla Musica a Torino e sulla Musica in Piemonte - quali erano le loro
esigenze e cosa chiedevano all'Amministrazione di fare, la risposta è
stata per tanti anni: spazi e servizi, ovvero spazi per suonare dal vivo,
sale prova per provare, formazione a prezzi popolari, possibilità
di registrare i propri demo.
Sia l'Ente pubblico che il privato hanno dato risposte a queste esigenze
e si è così creato un mercato di studi di registrazione,
sale prova, service audio e luci, circoli e club che hanno rilanciato
e ravvivato tutta la scena musicale cittadina e regionale. La quantità
di concerti e rassegne dal vivo ha permesso a ditte, associazioni, cooperative
di vivere e crescere, seppur fra alti e bassi, e oggi da Torino non arrivano
solo grandi gruppi musicali, ma anche ottimi produttori artistici, fonici,
tecnici luci, tour manager.
La
situazione oggi
Se proviamo ad analizzare l'evoluzione del mercato dei servizi e dell'indotto
legato allo spettacolo negli ultimi 20 anni salta subito agli occhi
il volume e la crescita di questo settore. Dobbiamo però ammettere
che questa tendenza di crescita, sia nelle attività che nel fatturato
complessivo, si è oggi arrestata. Questo non è per forza
un segnale negativo: può voler dire che si è assestata,
e che quindi la domanda di servizi corrisponde all'offerta; oppure potrebbe
voler dire che non ci sono più spazi di mercato per nuovi operatori,
il che anche qui non è un segnale di per sé negativo,
perché probabilmente sono cambiate alcune modalità nell'utilizzo
degli strumenti tecnologici e dei linguaggi, e che quindi serve sviluppare
nuove idee e nuovi tipi di servizi da offrire a musicisti e operatori.
Il motivo? In questi ultimi anni la domanda di servizi è oggettivamente
cambiata: sono cambiate le esigenze, i livelli di approccio alla musica
a livello di formazione, tecnologia, strumenti, risorse. Oggi per realizzare
un cd-demo non è obbligatorio affittare uno studio di registrazione
per una settimana col fonico: molti singoli e gruppi se lo fanno direttamente
a casa con un buon pc, con la scheda giusta, un buon software musicale
e un masterizzatore. Dieci anni fa nessuno lo avrebbe detto ma oggi
queste tecnologie sono alla portata di tutti. Le tendenze musicali sono
mutate anche nel tipo di utilizzo dei servizi ad esse collegati.
La musica è cambiata e sono cambiati anche i suonatori: nuove
figure appunto che hanno esigenze nuove, sia dal punto di vista artistico
che tecnologico. Esperti in banche suoni e campioni, video-jays, webdesigners
sono solo alcune delle figure con cui i musicisti di oggi hanno a che
fare per realizzare i loro progetti.
Dati
alla mano
Nel curare il volume sulla Musica in Piemonte del 2003 ci siamo quindi
trovati di fronte una situazione stabile dal punto di vista dei classici
servizi per la musica suonata dal vivo: sale prova, service, scuole
di musica. Per quanto riguarda gli studi di registrazione invece abbiamo
notato un fenomeno particolare: c'è una diminuzione nel numero
di attività offerte al pubblico, e quindi sembra che i gruppi
vadano meno a registrare. Invece, come dicevamo prima, molti risolvono
il problema con le registrazioni home-made, senza bisogno di complicati
multitraccia. Per alcuni studi invece il tipo di rapporto con l'artista
è cambiato radicalmente. Non è più necessario che
tutto il gruppo si trasferisca armi e bagagli in studio per un mese:
succede sempre più spesso che il produttore, o il tecnico del
suono vada a casa dell'artista, o dove l'artista intende registrare
(in un cascina isolata in campagna, su una barca in alto mare, in uno
spazio all'aperto
). Altri preparano alcune basi a casa, altre
in uno studio, altre parti si eseguono in altri luoghi, e la produzione
e post-produzione finale si realizza magari in una struttura a Londra
o New York. Tutto ciò non è solo questione di prezzo ma
anche di mentalità, di disponibilità ad uscire da certi
schemi, di versatilità.
I nuovi generi musicali nati dalla dance elettronica e dalla musica
nera hanno sicuramente aiutato e accompagnato questi cambiamenti, e
non è così raro vedere oggi dei set musicali che si svolgono
dietro consolle fisse, con videoproiettori digitali, in gallerie d'arte
più che in disco-pub.
Cosa
fare, dove andare
Nonostante tutto, per chi volesse ancora un approccio "classico"
alla musica e allo strumento, non vi preoccupate: il Conservatorio non
ha chiuso i battenti, esistono e resistono corsi e scuole di musica,
studi e sale prova sono vive e vegete, e ci sono ancora negozi di strumenti
musicali aperti. L'iter consueto "formazione-spazi per le prove-spazi
per lo spettacolo" è quindi ancora valido, ed è un
giusto approccio per un giovane interessato alla musica suonata. Sul
volume "Musica in Piemonte 2003" edito dalla Edt, potete rendervi
conto di quanti siano i musicisti e gruppi in attività, quante
scuole, associazioni, ditte, spazi siano attivi in Piemonte in questo
settore.
Sul portale www.comune.torino.it/musicainpiemonte
potrete inoltre avere un'idea della scena attuale, e di come i gruppi
piemontesi si presentano sul web. Il sito, oltre ad avere un database
interattivo è uno strumento utile per tutti quelli che cercano
informazioni su dove prendere lezioni, dove provare, dove suonare, e
anche servizi più specifici tipo artigiani e liutai, musicologi,
siti web, o su dove affittare un palco o una tensostruttura
La
ricerca della scuola giusta o della migliore sala prove può partire
proprio da lì.
Per quanto ci riguarda, il Comune di Torino continua, attraverso le
Circoscrizioni, ad offrire sale prova a prezzi modici: ce ne sono attive
presso le circoscrizioni 2, 5, 6 e 10: basta contattare gli uffici decentrati
per informazioni e prenotazioni. Nel settore privato sono attive a Torino
e provincia circa 25-30 sale prova attrezzate con prezzi per tutte le
tasche. Nell'ambito della formazione la Città propone come sempre
i Corsi di Formazione Musicale (la ex-scuola civica), con proposte di
alto livello sia nel settore classico che nel settore jazz, con noti
professionisti nel corpo insegnante. Il privato è sempre attivo
sia con strutture "storiche" e nuove proposte formative specializzate
per ogni strumento e per la voce. Nelle informazioni in fondo abbiamo
citato solo le strutture principali e più note, ma vi rimandiamo
al portale sulla musica per avere i riferimenti della totalità
delle strutture (www.comune.torino.it/musicainpiemonte).
Per quanto riguarda gli spazi per la musica live Torino e il Piemonte
contano innumerevoli birrerie, circoli, club e discoteche. La qualità
viene proposta però solo da 4-5 locali, ormai storicamente noti
anche al di fuori della nostra città (Hiroshima, il polo Barrumba,
Gilgamesh, e pochi altri). Bisogna però sottolineare il fatto
che da quando l'Enpals - l'ente nazionale per la previdenza del settore
spettacolo - applica alla lettera la normativa vigente attraverso la
sua convenzione con la Siae, è sempre più difficile suonare
dal vivo per i gruppi emergenti. Infatti senza la famosa agibilità
- il documento che comprova il pagamento dei contributi previdenziali
- i locali non ti fanno suonare. Oltre alle spese contributive, che
comunque gravano poi sul misero compenso dei gruppi, ci sono complicate
trafile burocratiche e documenti da compilare da parte degli organizzatori.
Paradossalmente ci sono meno problemi per i professionisti, mentre i
più penalizzati sono i giovani, gli emergenti e i dilettanti,
che oltre alle difficoltà quotidiane nell'intraprendere la carriera
artistica trovano anche quest'ostacolo che negli ultimi due anni ha
ridotto sensibilmente i concerti al chiuso in Italia. Servirebbe oggi
che lo Stato riconoscesse ai giovani musicisti emergenti, ovvero a quelli
che "ci vogliono provare", uno status diverso dai professionisti,
per aiutarli e sostenerli, senza bloccarli con la burocrazia e con obblighi
legali, normativi e fiscali, che sono una barriera insormontabile davanti
a chi semplicemente vuole divertirsi suonando.
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Festival
internazionale di musica elettronica di Torino
Venerdì 28 e sabato 29 novembre 2003 l'associazione Xplosiva
presenta la terza edizione del Festival CLUB TO CLUB.
Con un unico biglietto-abbonamento si potrà girare in 3 club
cittadini - Officine Belforte, Hiroshima Mon Amour e Rock City -
per tutta la notte del venerdì. Inoltre nei pomeriggi di
venerdì e sabato, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,
si svolgeranno attività culturali come incontri, workshop,
dj e live set, presentazione di nuove tecnologie: questa fase permetterà
la partecipazione gratuita del pubblico. Il sabato sera è
previsto un party con ingresso agevolato per chi ha acquistato il
biglietto per la serata di venerdì.
Il cartellone presenterà tra gli altri DJ Hell, Tiga, DJ
Patife, Alex Neri (dei Planet Funk), Stefano Fontana (Stylophonic),
Mira Aroyo dei Ladytron, Isolée, Alessio Bertallot, i dj
della Feel Good Productions, Sergio Ricciardone (Drama Society,
Xplosiva), Giorgio Valletta (Xplosiva), Lorenzo LSP.
Notevole spazio verrà riservato inoltre ad artisti/dj del
progetto PiemonteGroove.
Club To Club si svolge con il contributo della Regione Piemonte
e della Provincia di Torino e il patrocinio della Città di
Torino, e la collaborazione del Goethe Institut, Fondazione Sandretto
Re Rebaudengo, Comitato Organizzatore BIG, Label Magazine, Azienda
GTT, ARCI Nuova Associazione e PiemonteGroove.
Info: www.xplosiva.com; www.clubtoclub.it;
www.piemontegroove.com
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Pensate
di avere CANZONI che cambieranno il mondo? SUONATECELE!!!
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Dal 16 Ottobre 2003 si aprono le iscrizioni al nuovo bando di
concorso "Arezzo Wave band 2004" che in Piemonte è
collegato alla rassegna Stati Generali del Rock. I materiali richiesti
per ogni gruppo dovranno essere spediti alle oltre 200 antenne
(punti di raccolta) distribuite in ogni regione d'Italia. Ad ogni
gruppo che vincerà le selezioni regionali spetta l'esibizione
sui palchi del Festival, l'inserimento di un brano nella compilation
ufficiale del festival e un'opzione di quattro mesi (a partire
dal 9 giugno 2004), per una eventuale produzione discografica
con OnDaNomala rec, l'etichetta indipendente che produce in esclusiva
le compilation del Festival.
Info: Progetto Musica Città di Torino, via Maria Vittoria
18, 10123 Torino
tel. 0114430030 - e-mail: rock@comune.torino.it,
www.comune.torino.it/rock/statigen.htm
www.comune.torino.it/musicainpiemonte
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