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novembre/dicembre 2002













 

 

 


ATTENZIONE:
questa č una pagina di archivio, se cerchi informazioni sul pattinaggio su ghiaccio a Torino leggi l'articolo su Digi.To, la comunitā virtuale del Centro InformaGiovani di Torino o trova ulteriori informazioni nelle pagine del Settore Sport e Tempo Libero della Cittā di Torino.


ON ICE
Aiuto! Arriva l'inverno. Freddo, neve, ghiaccio. Già, il ghiaccio. Ci sono sportivi che lo considerano una vera manna, superba, gelata alternativa agli altri sport del freddo, alpinismo, sci, fondo. Pattinare sul ghiaccio è un'emozione unica, irripetibile, è come galleggiare, camminare sulle acque, scivolare su di un elemento che solamente reso solido dalla bassa temperatura consente al nostro corpo di rimanervi appoggiato e di muoversi veloce sulla superficie grazie ad affilati pattini d'acciaio.

di Marco Volpatto


C'è energia nel pattinaggio su ghiaccio: lame d'acciaio temprato che tagliano superfici altrettanto dure disegnando cerchi e figure e coreografie, i corpi che si fondono, s'intrecciano, sembrano sempre sull'orlo della caduta, tenuti in piedi dal magico elemento della velocità da cui traggono la forza per librarsi dal suolo e proporsi in eleganti figure.
C'è storia nel pattinaggio su ghiaccio, nato ufficialmente in Canada a metà '800 si è in breve tempo diffuso a macchia d'olio in America e nell'Europa nordica, alpina, pirenaica e slava. A Torino nel 1874 nasce il Circolo pattinatori che si allena e gareggia con onore per decenni sul ghiaccio di un lago artificiale creato all'uopo presso il Valentino dove ancora oggi, al rotelliere, ci si può divertire scivolando sui pattini.
Pattinare sul ghiaccio è una questione di equilibrio, di correzioni fini, di piccoli ma profondi ritocchi e di studio attento del movimento. Oltre che, naturalmente, di rapidità.
Il pattinaggio su ghiaccio è sport vero, faticoso e bellissimo, sano, competitivo, divertente.
I settori di competenza sono tre:
o Pattinaggio Artistico (l'Italia è ai vertici con la coppia Fusar Poli - Margaglio campione d'Europa e del Mondo in carica);
o Corsa, fondo e "short track", vale a dire percorsi lunghi e velocità, comprese le gare ad inseguimento;
o Hockey su ghiaccio, sport di squadra affascinante e duro, maschio, nel senso anche che non esistono, almeno da noi, squadre femminili, semplice nelle regole, complesso nelle strategie, nella preparazione e, soprattutto, nei materiali.
L'Hockey su ghiaccio è disciplina intensa, con regole al limite della rudezza, giocate rapidissime, ritmo alto, incalzante. La palla è un disco di metallo colpito da una mazza, appendice, continuazione di mani e piedi. L'obiettivo è centrare la porta avversaria e gonfiarne la rete, non dopo aver superato il più grande degli ostacoli ovvero il portiere, una specie di marziano alieno bardato anch'egli di mazza e di armatura protettiva, paragambe, parabraccia, conchiglia, casco, paramani, paratutto. Si gioca in sei, il guaio, il problema più serio è che anche gli altri sono in sei. E corrono, anzi scivolano sul ghiaccio come forsennati e, nonostante la velocità, mantengono agilità e scioltezza nel controllo del disco con quel solo bastone lungo più di un metro; non c'è limite di campo, nel senso che il disco non esce mai, semplicemente rimbalza contro le pareti e torna sul terreno, pardon, sul "ghiaccio di gioco", buono per essere colpito ancora; il fondo campo è arrotondato, si gioca addirittura dietro la porta, in una situazione sportivamente emozionante, dalla quale non raramente scaturisce il gol.
Nelle regioni del grande freddo l'Hockey è uno degli sport maggiormente praticati: Canada, Russia, Stati Uniti, Norvegia, Argentina, Svezia e Danimarca hanno federazioni nazionali che, in quanto a numeri, impianti, spettatori e business competono con l'atletica e le più importanti discipline di squadra, basket, nuoto, calcio e football. Da noi il movimento è di profilo medio, praticanti e seguito provengono dalle zone alpine, e non potrebbe essere diversamente, dal momento che gli impianti storici di "acqua ghiacciata" sono nati all'aperto, sulle montagne e nelle valli dagli inverni freddi, freddissimi del nostro Nord. Valle d'Aosta, alte valli lombarde, Veneto, Alto Adige e Friuli, insieme al Piemonte, danno vita ad una federazione, la FISG, (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) e ad un campionato fatto di centocinquanta società divise in tre categorie oltre a quelle giovanili.
Altro sport nordico poco conosciuto da noi, più simile al gioco delle bocce, è il curling che consiste nell'avvicinare una grossa boccia di granito del peso di 19 chili al centro della pista ghiacciata, dove si trova la "casa". Per far questo si utilizzano delle speciali "scope" con le quali si pulisce freneticamente il ghiaccio davanti alla traiettoria della boccia, che così scivola più facilmente verso i cerchi concentrici che formano la house. Non è necessario saper pattinare: ai piedi si indossano delle speciali scarpe che permettono di scivolare e frenare con facilità.
La Federazione raccoglie tutti gli appassionati di pattinaggio, quindi, anche artistico e corsa.
Dell'artistico abbiamo già accennato: è arte prima di essere sport, è ritmo, musica, coreografia; disciplina olimpica per eccellenza e di grandi tradizioni con gare a coppie e per singoli, è uno spettacolo splendido da vedere, carico di alti significati emotivi. Siamo in cima al mondo, il numero di praticanti è discreto, non altissimo poiché le possibilità di sopravvivenza economica non compensano, probabilmente, i sacrifici che una disciplina del genere impone ad un giovane che voglia praticarla ad alto livello.
Infine ci sono le gare di velocità, fondo e short track, negli ultimi anni messe un po' in ombra dalle discipline "on line", i pattini a rotelle, più semplici da usare e, soprattutto, universalmente praticabili: è sufficiente una strada, una piazza o una domenica senza macchine e via, si va. Il ghiaccio è affascinante ma porta con sé il difetto di essere stagionale e raro.
A Torino il pattinaggio su ghiaccio si può praticare in corso Massimo (Torino Esposizioni) in quello che un volta veniva chiamato il Palaghiaccio, in corso Tazzoli presso il campo di allenamento e al Murialdo di Rivoli. Altrimenti, in attesa che venga costruito il nuovo Palaghiaccio olimpico (tutte le gare "On ice" dei Giochi si disputeranno in città), bisogna uscire, salire, andare in montagna: Limone Piemonte, Bardonecchia, Ala di Stura, Cogne, Pragelato, Aosta, Gressoney, valli del cuneese, Ossola, Sauze d'Oulx, Courmayeur, in ogni valle c'è almeno un impianto che, d'inverno, viene aperto al pubblico degli appassionati della domenica, numeroso, allegro e pattinante.

DOVE, QUANDO E, SOPRATTUTTO, COME

 


Il periodo d'oro del pattinaggio torinese va da novembre a marzo, quando congelare l'acqua costa un po' meno che a ferragosto. Ecco alcuni indirizzi utili.

o FISG - Federazione Italiana Sport Ghiacchio
lungo Dora Firenze 61

tel. 011.851091
e-mail: helios@coophelios.it
www.fisg.it

o Ice Hockey Club Giugoma
tel. 3683759777 (Charlie)
e-mail: info@giugoma.com
www.giugoma.com

o Ice Hockey Club Draghi
Via Sanremo 58/g
tel. 011.3082222
e-mail: icehockeyclubdraghi@tiscali.it


o Ice Club Torino,
Via Torino 56, Collegno

o Velocisti Ghiaccio Torino
Via Bardonecchia 68, Torino tel. 011.706236

o Velocisti Ghiaccio Helios,
Lungo Dora Firenze 61, Torino
tel. 011.851091

o Circolo Pattinatori Valentino
Corso Vinzaglio 14, Torino

o Pattinatori artistici Torino
Via Avogadro 19, Torino

o Sportivi ghiaccio Torino
Corso Traiano 24, Torino

Per chi vuole saperne di più sugli sport del ghiaccio c'è il sito dei giochi olimpici del 2006:
www.torino2006.org
.

Pattinare sul ghiaccio, abbiamo detto, è sport divertente e sano, ma richiede buona preparazione fisica e discrete qualità tecniche. Presso gli impianti cittadini è possibile affittare l'attrezzatura, ovvero scarpette e pattini. Il/la principiante si curi di affittare anche un maestro con il quale svolgere le prime lezioni di praticantato, e salvaguardi le proprie ginocchia-spalle-braccia-dentiere-orecchie, svolgendo all'inizio una sola ora di attività per volta.
Prima di farsi del male è importante imparare a stare in piedi, curvare e, soprattutto, frenare. Solo a questo punto si può partire per il giro di ricognizione che ci deve trovare caldi, elastici e sorridenti nonostante il mazzo relativo e il notevole fardello di problematiche tecniche solo parzialmente metabolizzate.
Attenzione, attenzione: pattinare sul ghiaccio è una disciplina veloce la quale produce sollecitazioni bio-meccaniche importanti grazie alle quali si possono raggiungere velocità di tutto riguardo, vicine a quelle del ciclismo. L'impianto di frenatura è concentrato nell'affilata lama d'acciaio che separa il duro ghiaccio dal nostro piedino. Una bella corsa "ghiacciata" non può farci che bene ed è molto divertente. È importante, però, cadere sempre in piedi, con orgoglio e dignità, salvaguardando le nostre già provate, stanche ossa da stress e traumi di cui non sentono affatto la necessità.
Passiamo ai costi: pattinare al rotelliere viene, a seconda dei giorni e dell'età dai 3 ai 6 Euro a pomeriggio; chi deve affittare i pattini deve aggiungerne altri 6. Acquistare l'attrezzatura completa di pattini, scarpette, gomitiere, ginocchiere e tuta sgargiante, richiede un investimento non inferiore alle trecentomila vecchie lire, mezza milionata se si vuole materiale di elevata qualità. Diverso è il discorso per l'Hockey: gli atleti devono attrezzarsi, oltre che di pattini e scarpette, anche di mazza, casco e protezioni varie. I costi salgono, gli sponsor latitano (ma a Torino è quasi una costante, al di fuori del calcio denari ne girano pochi), l'atleta di un certo livello deve mettere, spesso di tasca propria, un gruzzoletto vicino ai 500 Euro.
Le società forniscono in forma gratuita ai ragazzi che intendono iniziare, materiali di buona fattura, e mettono a disposizione tecnici attenti, esperti e ben preparati: è un buon modo per prendere il via. Quindi ognuno sceglierà la propria strada, pardon, il proprio ghiaccio.

 
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