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QUALCHE CURIOSITA'
Appassionati
cultori dei puzzles, riunitevi!
E già che lo fate, stringetevi un po': già, perché,
a quanto pare, non siete pochi.
Spulciando in Rete tra i vari siti dedicati alla storia, e soprattutto
al
commercio, di uno dei passatempi più ambivalenti (o lo
si ama, o lo si odia) che il genere umano abbia conosciuto, non
mancano le sorprese: si spazia dal mega sito
commerciale all'artigiano che fabbrica a mano pezzi unici e superlativi.
In particolare, sono interessanti il sito del produttore americano
Stave , definito il "Rolls
Royce
dei jigsaw puzzles", e quello di Jim
Ayer, un ex designer di macchine che ha messo a punto uno
speciale attrezzo a getto d'acqua per intagliare i pezzi di legno
con estrema precisione. Infine, i web maniaci potranno sfogare
qui la loro passione...
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I.C.....
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PEZZO
DOPO PEZZO
ECCO IL PUZZLE
Quel pezzettino di cartone dalle mille forme
che vuol dire tante cose
Enigma, indovinello, rompicapo, ma anche
ricordi di ore passate con gli amici alla ricerca del giusto incastro,
di squarci di infanzia a comporre l'immagine con mamma e papà,
di notti intere con un amore a costruire romantici tramonti: è
il puzzle, gioco antico, passatempo per grandi e bambini, momento d'arte.
di Miriam
Massone
Oggi i puzzle si trovano nei supermercati, nei negozi di giocattoli e
nei Centri Gioco Educativi, sono diventati un classico regalo, che non
può mancare sotto l'albero di Natale. Un tempo invece, aveva tutt'altra
funzione: l'aspetto didattico era preferito a quello ludico. I puzzle
si utilizzavano nelle scuole, per insegnare soprattutto la geografia,
ma anche la storia, la religione e gli alberi genealogici delle famiglie
regnanti. In questi antenati dei puzzle odierni, i singoli pezzi non si
incastravano, ma ci si limitava ad avvicinarli, facendone combaciare i
confini. Alla fine del 1700 fecero la loro comparsa figure più
sobrie, che conquistarono all'istante la fantasia dei bambini: dalle filastrocche,
ai soggetti delle favole, dagli animali agli eventi importanti, come l'incoronazione
della regina Vittoria. Eppure, almeno all'inizio, i puzzle entrarono solo
nelle case delle famiglie economicamente benestanti: questo perché
i prezzi erano proibitivi. Un singolo puzzle arrivava a costare più
dello stipendio che un lavoratore medio intascava in un mese. La spiegazione
del costo così alto stava nella fabbricazione, che richiedeva giorni
e giorni di lavoro, e nei materiali: i pezzi venivano lavorati, uno ad
uno, a mano ed erano tutti di legno pregiato, mogano o cedro. Il gioco
rimase d'élite fino alla metà del 1800, quando sbarcò
anche oltreoceano, in America e quando si iniziarono ad usare legni più
economici.
Ma la vera moda dei puzzle scoppiò nei primi anni del Novecento,
tanto che una ditta americana di giocattoli, la Parker Brothers, si dedicò
completamente alla produzione di questo passatempo, accantonando quella
degli altri giochi. E negli anni Trenta, i puzzle divennero finalmente
accessibili a tutti. Molti artigiani si misero a costruirne nelle proprie
case e poi li rivendevano per pochi soldi. In America le drogherie e le
librerie li affittavano per cinque centesimi, nacquero i primi puzzle
di cartoni, coi pezzi tagliati in serie e molti negozi li regalavano insieme
ad altri prodotti, come una sorta di gadget omaggio. La moda contagiò
anche le star del cinema, che li commissionavano con il proprio nome o
la propria immagine. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si assistette al
definitivo tracollo dei puzzle in legno e all'affermarsi di quelli in
cartone, venduti in scatole, come li conosciamo anche noi. Da allora ad
oggi ci fu un crescendo di fantasia, per quanto riguarda i soggetti e
le immagini raffigurate e le tecniche di taglio si sono sempre più
raffinate e specializzate.
Si
fa presto a dire puzzle
Negli ultimi anni c'è stato un proliferare di puzzle. Nei supermercati
si trovano interi scaffali dedicati a questo rompicapo, che sta diventando
sempre più cult. Il mercato se n'è accorto e ha mirato
dritto verso un nuovo target: quello dei giovani adulti, dai venti ai
trent'anni. E ha fatto centro. Accantoniamo dunque per un attimo la
miriade di puzzle per bambini (che vanno dai 100 ai 500 pezzi) e frughiamo
tra quelli di "ultima generazione"
Regali e chic, ci sono i Gold and Metallic (prezzo intorno ai 40 euro):
la loro superficie è metallizzata e i colori creano particolari
riflessi dorati, giocando con la luce. Sinergy, Down Life, Cosmos, Space,
sono solo alcuni dei numerosi temi di questa serie.
Di indiscutibile fascino, ecco i Fluorescenti (circa 20 euro) e gli
Starline (30 euro): si illuminano al buio, i contorni fosforescenti
accendono, nella notte - a seconda del soggetto - città, paesaggi,
stelle e astri del cielo.
La loro carta vincente è l'originalità, si chiamano Silhouette
(costano 30 euro): sono puzzle speciali, sagomati, con la forma dell'animale
che creano: farfalla, drago, lupo. Il numero di tessere, naturalmente,
varia a seconda del soggetto raffigurato, dai 932 ai 1250 pezzi.
A prova di sguardo, il loro nome è Vision Line (sui 40 euro):
un solo puzzle, due figure. A seconda di come lo si guarda, si riescono
a scorgere due differenti quadri, per esempio la piramide col sole d'Egitto
sullo sfondo e allo stesso tempo il beduino sul cammello. Tutto questo
è possibile grazie al tipico effetto olografico.
E infine l'ultima novità, i Flokati (25 euro): i pezzi non sono
come quelli di tutti gli altri puzzle, ma sono vellutati e morbidissimi
al tatto. Riprodurre un leone con il Flokato, rende il suo pelo molto
più verosimile.
Fanno parte del mondo dei puzzle, anche quelli in 3D: pezzettino dopo
pezzettino, con i 3D si riesce a costruire un monumento in miniatura,
dal Colosseo alla Torre di Pisa. La logica è simile per gli Archeopuzzle,
ma qui lo scopo è ricomporre, da semplici cocci, veri e propri
vasi antichi, a tre anse, per profumi e mascheroni. Richiedono molta
abilità manuale, logica e spirito osservativo.
Storie di ordinaria "puzzlia"
Che sia ancora imballato dentro una scatola di cartone o già
incorniciato, con le tessere sparse ovunque o pronto per esser appeso,
nascosto in soffitta o messo in bella vista a mo' di trofeo, in ogni
casa che vai, c'è un puzzle che trovi. Per alcuni comporli è
un antistress, cercare il pezzettino che combacia, in un mare di cinquemila
tessere, è estremamente rilassante. Per altri invece è
più una tortura, che innervosisce: Massimo, padre di famiglia,
impiegato ha comprato un puzzle Starline a Natale e l'ha regalato a
sua figlia che ha 20 anni. L'hanno iniziato a fare insieme, ma l'entusiasmo
è finito già a Santo Stefano, raccontano: "quando
ci siamo accorti che dopo circa 12 ore di meticolosa pazienza, eravamo
riusciti a comporre solo il tetto di un piccolo grattacielo: peccato
che l'immagine da riprodurre fosse New York! I pezzi ci sembravano tutti
identici. L'abbiamo abbandonato ripetutamente, durante l'anno, fino
al mese scorso. Ricordo ancora la data: 11 settembre. Ci è tornata
la voglia e così siamo riusciti a finirlo. È stata una
conquista, ma anche una liberazione." Di tutt'altro parere è
Elisabetta, 25 anni, studentessa di Economia e Commercio, vera appassionata
dei puzzle Mordillo: "Io mi metto lì, quando sono agitata
o nervosa e concentrarmi su quelle piccole tessere mi distrae. Ha davvero
una funzione terapeutica. A volte le ore passano senza che neppure me
ne accorga e un puzzle da 1000 pezzi riesco a finirlo in appena tre
giorni. Il Bacio dei Mordillo è il mio preferito, mi ricorda
un amore importante". E sì, perché il bello del puzzle
sta proprio nella sua storia, legata ai momenti trascorsi chini sui
tavoli, tra pezzi di cartone e figure che prendono forma. E se poi a
comporlo è una coppia di sposi, quelle tessere dalla forma strana,
acquistano subito un altro valore. Da qualche anno infatti, il puzzle
è diventato un originale regalo di nozze, che si acquista nelle
Agenzie di Viaggio: amici e parenti pagano una quota, corrispondente
ad una o più tessere e il giorno del matrimonio, ai novelli coniugi
spetterà ricomporre il puzzle: la figura che ne esce, generalmente
una città, un paesaggio di spiagge tropicali o la jungla di Mogly,
corrisponde alla meta della Luna di Miele, regalata in questo modo agli
sposi.
Quando
il puzzle aiuta a scuola
L'associazione senza fini di lucro, Archimede Laboratory di Sarcone
e Waeber, con sede a Genova, propone un ritorno all'antica funzione
didattica ed educativa del puzzle e promuove il suo utilizzo nelle scuole,
per avvicinare i bambini ai concetti della geometria. Sono loro a capire
ed evidenziare le potenzialità di questo gioco: "Richiede
una grossa dose di spirito deduttivo e sintetico - si legge nel sito
internet www.archimedes-lab.org
- sviluppa l'attività ludico intellettuale e la manifestazione
di un impulso primitivo, che è quello di riunire, catalogare
e ordinare oggetti diversi tra loro, ma non solo: stimola l'immaginazione,
facilitando la comunicazione e l'esplorazione creativa". Dunque
cosa aspettare ancora? Ci sono una miriade di pezzettini di cartone,
chiusi dentro invitanti scatole, che vi aspettano per prendere forma
e trasformarsi in una grandiosa immagine.
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