RECENSIONI

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2002

   

novembre/dicembre 2002








 






 

 

 

 













RECENSIONI



La Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo
It is

Cd Santeria, 8 euro
Tra Torino e Avigliana già da alcuni anni si muove una strana e affascinante creatura musicale. Il suo nome è Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo ed è un trio che si è conquistato una certa fama "di culto" non solo grazie alla particolare denominazione, ma anche e soprattutto in virtù dell'originalità delle sue proposte, caratterizzate da sonorità ricercate, che creano atmosfere nel contempo raffinate, eleganti e tutt'altro che convenzionali. La più recente produzione dell'agile e sinuoso felino subalpino consiste in un minicd dal titolo "It is". Al suo interno cinque brani in cui chitarre, basso e un pizzico di elettronica si coalizzano per dare vita a sonorità che sembrano appositamente plasmate per accompagnare immagini proiettate su uno schermo o per stimolare l'immaginazione di chi ascolta. Nei cinque brani in scaletta - tra i quali spiccano l'opening "La sequenza del fiore di carta" e l'interpretazione di "Lucignolo" (dalla colonna sonora di un "Pinocchio" televisivo di un bel po' di anni fa) - è un susseguirsi di raggi di sole e oscurità, di sogno e di incubo, di poesia e magia, di forza e fragilità. Bella e ricercata anche la veste grafica. Contatti: www.gattociliegia.it, info@gattociliegia.
Marco Stolfo

Andrea Bajani
Morto un papa
Portofranco Editori, 7,75 euro
Esile, esile, esilarante. È il primo romanzo di Andrea Bajaini: breve, appunto, e spassoso. Com'è nel suo stile, che i lettori avranno già avuto modo di considerare sulle pagine di questa stessa rivista: pimpante, piuttosto irriverente, nevrastenico quando (spesso) procede per iterazioni, prestiti gergali, coloriti epiteti del parlato da piccola borghesia che si assopisce davanti alla tv.
Tutto comincia da lì, dal tubo catodico - dalla trance/torpore indotta in un onesto padre di famiglia, tanto innamorato delle immagini del rapimento Moro (anno 1978, ndr) da farle scorrere in loop senza inizio e senza fine.
Questo è il primo dato del volumetto (ognuno dirà se merito o difetto): osare la carta del "politicamente scorretto", al punto (blasfemo, di questi tempi globali e bombaroli) da trattare con grottesca ironia terrorismo, terroristi e aspiranti tali. Non si scompone, il padre di famiglia, quando il figlio, in un sussulto persino poco adolescenziale, gli comunica le sue intenzioni: "Ho deciso di fare il terrorista". La sua analisi non fa una grinza, non è pazzia ma consapevolezza della bonaccia in cui viviamo: "Ho un mondo di seconda mano, papà" - un mondo, aggiungiamo, da guardare ma non toccare. Viviamo con un perenne difetto di esperienza, ribadisce Bajani. Noi gli diamo ragione. Meno ne diamo allo svolgimento fumettistico della vicenda, allo sforzo dell'autore di apparire brillante, accattivarsi il lettore con una profusione di battute, trovate, aneddoti, caricature, episodi minimi. Lettore che, invece, scappa, disorientato dai personaggi macchietta, dalle forzature inconcludenti, dalle interminabili digressioni a piè di pagina, buone a ingarbugliare la lettura. Bajani scrive a briglia sciolta, scrive quel che gli saltimbanca in testa, con lo stesso piglio, lo dicevamo, con cui scrive un articolo: invece era (doveva essere) un romanzo. Il Papa, però, quello del titolo, è contento: ringrazia felice i terroristi che lo sequestrano, dopo averlo avvisato. Di stare in Vaticano aveva i "coglioni pieni".
Luigi Urru


Valentino Rolando, Adriano Sada
Due biciclette intorno al mondo
Da Torino a Torino 1956 -58
Lazzaretti Ed., 25 euro
27.936 chilometri in 300 tappe, 27 mesi e 8 milioni di pedalate sono stati necessari agli autori di questo libro per compiere il giro del mondo in bicicletta. Due amici da sempre, tutti e due torinesi, tutti e due cronisti sportivi, il 2 settembre 1956 danno il via al loro straordinario viaggio. Ufficialmente partono per le ferie, tenendo tutti allo scuro del progetto tranne due amici. Invece Valentino e Adriano, fumatori, poco allenati, attraversano con la lentezza della bicicletta la natura e l'umanità del mondo, di tanti mondi. Ciascuno tirandosi dietro un "rimorchietto" pesante 50 chili fino ad Aleppo, in Siria: trascinarli su per le montagne afgane sarebbe stato impossibile.
A più di trent'anni di distanza, i due amici oggi settantacinquenni hanno ricavato dai diari di viaggio originali la cronaca della loro enorme impresa e l'hanno raccontata, a volte in modo appena un po' prolisso, in questo singolare libro.
Dall'anticamera non solo geografica dell'oriente, Jugoslavia e Bulgaria, hanno viaggiato fino agli Stati Uniti, tra gioie e dolori, problemi burocratici e incidenti, tra parole imparate a fatica in un paese e gettate via in quello successivo, tra felicità e delusioni, monsoni, fiumi, montagne e gli sguardi di tutte le ragazze del globo.
Un viaggio fatto di cose grandi e piccole che ha cambiato Valentino e Adriano proprio come accade ai personaggi di un romanzo: "non andiamo solo a vedere dei posti, andiamo a vedere noi". Un'avventura che è stata per gli autori soprattutto un'occasione per prendere coscienza di sé e capire in presa diretta come andavano le cose del mondo, e forse quale sarebbe stato il futuro.
Maria Abbrescia

.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave