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novembre/dicembre 2002











INFO


Lanzarote, come tutte le Canarie, è territorio a sovranità spagnola, anche se l'arcipelago, situato all'altezza del Marocco occidentale, non molto distante dalla sua costa, appartiene geograficamente all'Africa...
(continua)

 






 




 

 

 


LANZAROTE UN'ISOLA PER L'INVERNO

"...e quando altrove nevicherà e la gente avrà freddo, qui splenderà il sole... Il vento, che qui lungo la costa soleva spirare anche nei giorni più calmi, si portò via le parole seguenti e molte altre ancora."
Arthur Schnitzler, Il dottor Grasler medico termale

di Pier Luigi Salza

Una sera d'inverno riguardiamo, insieme agli amici con i quali siamo stati in vacanza a Lanzarote poche settimane prima, le foto del viaggio che ciascuno ha selezionato dal proprio repertorio. Rivediamo i paesaggi, a tratti desolati e aspri, a tratti dolci, di quest'isola vulcanica che ha alcuni piccoli crateri ancora attivi. Una terra accarezzata dal vento, dove albergano oasi di palme e mirabili coltivazioni di vite. Le bocche eruttive più antiche, spente da millenni, si sono trasformate in scenografici mammelloni verdeggianti. Le coste orlate di baie di varia fisionomia e dimensione, hanno spiagge di sabbia chiara o di scura ghiaia vulcanica, a volte rinserrate tra alte scogliere rocciose.
Inevitabilmente si riparla di César Manrique, dell'influenza che l'artista, precocemente scomparso in un incidente nel '92, ha imposto sull'isola in cui è nato, dei suoi allestimenti nei siti di visita naturalistici di solito ben integrati nell'ambiente.
Al fascino di Lanzarote, contribuisce, infatti, un assetto territoriale e urbanistico teso alla tutela dell'integrità del paesaggio, di cui fa parte il divieto di affissione di cartelli e insegne pubblicitari nelle strade e nelle campagne, che fa tornare il viaggiatore ad una percezione del paesaggio cui da tempo non è più abituato. Questo da solo basterebbe per fare di Lanzarote una preziosa rarità. Oltre a ciò, precisi limiti all'espansione urbanistica hanno confinato le lottizzazioni "turistiche" in poche località della costa orientale, conservando pressoché intatta la struttura abitativa originaria nel resto dell'isola, di cui Teguise, Yaiza e Playa Blanca sono alcuni esempi.
Lanzarote e Manrique, i paesaggi e l'atmosfera di un luogo tanto difficile da dimenticare, quanto facile da visitare. E viene voglia di scriverne. Dunque, per procedere con ordine, attingo al "diario di bordo".

Mirador del Rio e Timanfaya
È un sabato di inizio gennaio quando partiamo per un soggiorno di due settimane a Lanzarote. La giornata passa quasi interamente in viaggio. Ci sistemiamo a Puerto del Carmen, in uno "studio", una soluzione comoda ma certo meno caratteristica rispetto a una piccola pensione o una camera presso gli abitanti del luogo.
Il giorno successivo, affittate due auto dell'ampia flotta di utilitarie colorate disponibile sull'isola, ci rechiamo al Mirador del Rio, nel nord ovest di Lanzarote. Il sito di visita sorge nel luogo di un'antica postazione di artiglieria, ed è un punto panoramico eccezionale, situato in cima ad un'elevazione rocciosa, quasi 500 m a picco su una piana solitaria disseminata di saline, di fronte alla piccola isola di Graziosa. Scendiamo intorno all'ora del tramonto, seguendo la strada che percorre il crinale principale dell'isola nei cui pressi sono installati dei grandi generatori a forza eolica.
La regione nel sud ovest di Lanzarote ospita invece le Montanas del Fuego, ora Parco Nazionale di Timanfaya, teatro di una catastrofica eruzione avvenuta un paio di secoli fa. Visitiamo Timanfaya in un giorno caldo e ventoso, a bordo del comodo autobus navetta che vi svolge servizio: campi di lava nera, coni e caldere con ghiaie rosse, ocra e verdastre. Nel punto di ristoro gustiamo poi pesce e pollo cucinati sfruttando il vapore naturale che fuoriesce da alcune fenditure del terreno. Terminiamo il giro con una puntata alla baia di El Gulfo, e poi alle grandi saline di Janubio. El Gulfo è un cratere semi sommerso, con spiaggia di ciottoli e uno stagno in cui si rispecchia una falesia a pareti ocra, nere e rosse, con pieghe che disegnano dei singolari bassorilievi.

Dal Camejos de Agua a La Geria
I giorni successivi, la meteo, sinora favorevole, volge al variabile. Nel cielo, tra brevi schiarite, si rincorrono rapide nubi grigie sospinte dal vento. Ogni tanto cade qualche scroscio di pioggia. È il tempo ideale per fare visite al coperto. Niente di meglio dunque del Camejos de Agua, un laghetto sul fondo di una grotta dalla volta grossolanamente rettangolare e con due lati a cielo aperto, arredata da Manrique con un gusto un po' kitsch.
Sempre per rimanere al coperto "visitiamo" a Órzola, villaggio di pescatori vicino alla punta nord dell'isola, un interessante ristorante sul porticciolo che serve dell'ottimo pesce. Approfittando di uno squarcio di sereno, nello stesso giorno ci fermiamo qualche ora alla spiaggia Laguna, sulla costa est, di sabbia bianca cosparsa di blocchi contorti di lava nera. Passeggiamo, con la bassa marea, tra lava e acqua. In un momento di innaturale calma di vento il mare può mostrare i suoi colori più belli.
A Laguna, come in altre località costiere di Lanzarote, vi sono diverse gerie (si pronuncia con la g dura), sorta di muretti circolari, concepiti in origine per proteggere dal vento le coltivazioni di vite, che poi si sono diffusi anche su alcune spiagge a beneficio dei frequentatori.
La successiva visita al coperto la effettuiamo alla Cueva de los Verdes, due gallerie parallele, una sotto l'altra, che costituiscono gli antichi tunnel di scorrimento della lava verso l'oceano. Il percorso si snoda sotto le volte basse, dove a volte è giocoforza curvare la schiena. Verifichiamo un curioso fenomeno ottico in un limpidissimo laghetto interno, uno specchio d'acqua profondo appena 20 cm che dà l'illusione della profondità di un abisso.
Quando il tempo torna bello, trascorriamo un giorno in spiaggia dalle parti della punta del Papagayo, sulla costa sud, una lunga striscia di sabbia bianca al piede di un risalto di lava alto un paio di metri, cesellato dal mare. Come sempre c'è vento, ma il sole, anche se un po' velato, è caldo quanto basta per invogliarci a fare un bel bagno.
Un altro giorno lo dedichiamo al Jardin de Cactus, un giardino botanico a forma di cratere, progettato dall'onnipresente Manrique, che ospita e ripara dal vento ben 1400 specie diverse di cactus, tra cui predominano le euforbie.
Playa Quemada è una spiaggia di sabbia nera, a sud ovest di Puerto del Carmen, luogo bello e selvaggio spesso disertato perché molto battuto dal vento. In effetti, il giorno in cui decidiamo di andarci, dobbiamo trovare riparo dalla sabbia sollevata dal vento sotto alcuni roccioni. Alla fine desistiamo, dirigendoci nuovamente a sud, verso la punta del Papagayo, che sappiamo essere meglio riparata. Questa volta passiamo per Femès, località appollaiata su un colle da cui appare improvvisamente la costa occidentale, nitida benché distante.
Al ritorno visitiamo Playa Blanca, piccola "capitale" del sud, molto tranquilla, con un'aria un po' fuori moda e perciò attraente. Rientriamo toccando Yaiza, bella cittadina dell'interno, linda e curata, e percorriamo poi la strada de La Geria. La valle omonima ospita una coltivazione estensiva di vite attuata col sistema delle gerie, e costituisce uno degli esempi meglio riusciti di armonica integrazione tra paesaggio naturale (ghiaia lavica nera) e intervento umano. Cielo e luce sono stupendi. Sostiamo in un'azienda agricola per due tapas (assaggi di frittelle, piccoli pesci e stuzzichini vari) e un bicchiere di Malvasia secca, bianca, finissima.

Teguise e la Fondazione Manrique
Ci rechiamo alla cittadina di Teguise una prima volta il giorno di mercato. C'è tantissima gente. I banchetti, in buona parte tenuti da africani, espongono diversi prodotti artigianali e bigiotteria, e una grande varietà di tovaglie e tessuti. Vi torniamo poi uno dei giorni successivi, senza i colori né la folla del mercato. Troviamo Teguise fin più affascinante, anche se il Castello, eretto sul bordo del piccolo cratere che domina la cittadina, è chiuso. Ci accontentiamo di percorrere il perimetro del cratere dinanzi a un panorama amplissimo e ventoso. Visitiamo poi Casa Spìnola, ricca sede del governo autonomo di Lanzarote nel centro di Teguise, e la piccola Università, la cui sede è impreziosita da un grazioso chiostro in legno, che ospita anche una Scuola per infermieri. La chiesa, con il magnifico e originale campanile, purtroppo è anch'essa chiusa. Ci fermiamo per uno spuntino a base di vino e tapas con tortillas in una boteguita nei pressi della piazza. L'aria che si respira a Teguise ben si presta a rappresentare l'atmosfera tipica di Lanzarote, un luogo in cui verrebbe voglia di dimorare per un po'.
In un giorno di forte vento facciamo una visita alla costa occidentale e ci fermiamo qualche ora a La Santa, paesino di pescatori presso un modesto promontorio roccioso su cui s'infrangono onde spettacolari. Una scena cui assisteremmo, come ipnotizzati, all'infinito. Il giorno successivo c'è ancora molto vento, e lo trascorriamo a Pocillos, la grande spiaggia di Puerto del Carmen, quasi deserta, se si escludono alcuni appassionati che giocano con gli aquiloni.
Visitiamo poi la casa di Manrique, a Tahìche, un allestimento permanente da lui realizzato nella propria abitazione e, in seguito alla sua scomparsa, assunto e gestito dall'omonima Fondazione. La casa sorge in un campo di lava e include cinque piccole grotte sfruttate per realizzare effetti molto particolari nei diversi angoli. Forse questa è la creazione più bella di Manrique a Lanzarote, insieme alle originali sculture astratte, con parti mobili che ondeggiano al vento, piazzate in corrispondenza di alcuni grandi incroci tra le principali strade dell'isola.
Nei pochi giorni rimanenti, senza una nuvola e senza vento, quando il mare è un olio, ci concediamo non solo il bagno, ma lunghe nuotate in un'acqua quasi calda come in certe giornate di luglio sulle coste mediterranee.
Il viaggio volge al termine, e ci rendiamo conto appieno solo ora della grande varietà di cose che siamo riusciti a vedere e delle sensazioni che i momenti vissuti ci hanno regalato, nella dimensione giusta per una breve, tranquilla vacanza.

 
INFO
  Lanzarote, come tutte le Canarie, è territorio a sovranità spagnola, anche se l'arcipelago, situato all'altezza del Marocco occidentale, non molto distante dalla sua costa, appartiene geograficamente all'Africa. Le Canarie costituiscono una delle 17 regioni autonome della Spagna, suddivisa in due province. Ciascuna delle sette isole dell'arcipelago gode, di fatto, di un'amministrazione indipendente (i cabildos). La lingua madre è il Castigliano e vi si batte moneta europea.
Lanzarote è raggiungibile con numerosi voli di linea con partenza da Torino o Milano e cambio a Madrid. La tratta Madrid-Lanzarote è servita dalle linee aeree nazionali di Iberia, Spanair, AirEurope, ma all'aeroporto di Arrecife fanno scalo anche diverse linee internazionali. Esistono anche numerosi voli charter diretti dall'Italia, che sono venduti anche senza l'abbinamento con la sistemazione sull'isola.
L'affitto di un'auto si rivela veramente utile per un'esauriente esplorazione dell'isola. Conviene affidarsi alle agenzie locali, numerose e perciò concorrenziali. La spesa, per un periodo di almeno una settimana in stagione medio-bassa, non dovrebbe superare i 25 Euro al giorno per la classe di vetture più economica.
A Lanzarote sono possibili diversi tipi di sistemazione, dai grandi complessi turistici concentrati attorno a Arrecife, Puerto del Carmen e Costa Teguise, sino alle più modeste pensioni nelle diverse splendide località minori della costa, come Playa Blanca, Órzola e Arrieta, o dell'interno, come Yaiza e Teguise, dove è facile trovare anche camere in affitto. La dimensione dell'isola è tale che, soggiornando in una qualsiasi località, è possibile toccare in giornata con l'auto uno qualsiasi dei diversi punti di interesse.
Tutte le stagioni, incluso l'inverno, come mostrato in questo resoconto, sono adatte per un soggiorno a Lanzarote. Qualche riserva, se mai, si può avere proprio per la torrida estate africana, benché mitigata dal… mitico vento.
Utile la consultazione della guida EDT "Isole Canarie".
Per saperne di più: http://www.lanzarote.com
   
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