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INFO
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Lanzarote, come tutte le Canarie, è territorio a sovranità
spagnola, anche se l'arcipelago, situato all'altezza del Marocco
occidentale, non molto distante dalla sua costa, appartiene
geograficamente all'Africa...
(continua)
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LANZAROTE
UN'ISOLA PER L'INVERNO
"...e quando altrove nevicherà e la gente avrà freddo,
qui splenderà il sole... Il vento, che qui lungo la costa soleva
spirare anche nei giorni più calmi, si portò via le parole
seguenti e molte altre ancora."
Arthur Schnitzler, Il dottor Grasler medico termale
di
Pier
Luigi Salza
Una sera d'inverno riguardiamo, insieme agli amici con i quali siamo stati
in vacanza a Lanzarote poche settimane prima, le foto del viaggio che
ciascuno ha selezionato dal proprio repertorio. Rivediamo i paesaggi,
a tratti desolati e aspri, a tratti dolci, di quest'isola vulcanica che
ha alcuni piccoli crateri ancora attivi. Una terra accarezzata dal vento,
dove albergano oasi di palme e mirabili coltivazioni di vite. Le bocche
eruttive più antiche, spente da millenni, si sono trasformate in
scenografici mammelloni verdeggianti. Le coste orlate di baie di varia
fisionomia e dimensione, hanno spiagge di sabbia chiara o di scura ghiaia
vulcanica, a volte rinserrate tra alte scogliere rocciose.
Inevitabilmente si riparla di César Manrique, dell'influenza che
l'artista, precocemente scomparso in un incidente nel '92, ha imposto
sull'isola in cui è nato, dei suoi allestimenti nei siti di visita
naturalistici di solito ben integrati nell'ambiente.
Al fascino di Lanzarote, contribuisce, infatti, un assetto territoriale
e urbanistico teso alla tutela dell'integrità del paesaggio, di
cui fa parte il divieto di affissione di cartelli e insegne pubblicitari
nelle strade e nelle campagne, che fa tornare il viaggiatore ad una percezione
del paesaggio cui da tempo non è più abituato. Questo da
solo basterebbe per fare di Lanzarote una preziosa rarità. Oltre
a ciò, precisi limiti all'espansione urbanistica hanno confinato
le lottizzazioni "turistiche" in poche località della
costa orientale, conservando pressoché intatta la struttura abitativa
originaria nel resto dell'isola, di cui Teguise, Yaiza e Playa Blanca
sono alcuni esempi.
Lanzarote e Manrique, i paesaggi e l'atmosfera di un luogo tanto difficile
da dimenticare, quanto facile da visitare. E viene voglia di scriverne.
Dunque, per procedere con ordine, attingo al "diario di bordo".
Mirador
del Rio e Timanfaya
È un sabato di inizio gennaio quando partiamo per un soggiorno
di due settimane a Lanzarote. La giornata passa quasi interamente in
viaggio. Ci sistemiamo a Puerto del Carmen, in uno "studio",
una soluzione comoda ma certo meno caratteristica rispetto a una piccola
pensione o una camera presso gli abitanti del luogo.
Il giorno successivo, affittate due auto dell'ampia flotta di utilitarie
colorate disponibile sull'isola, ci rechiamo al Mirador del Rio, nel
nord ovest di Lanzarote. Il sito di visita sorge nel luogo di un'antica
postazione di artiglieria, ed è un punto panoramico eccezionale,
situato in cima ad un'elevazione rocciosa, quasi 500 m a picco su una
piana solitaria disseminata di saline, di fronte alla piccola isola
di Graziosa. Scendiamo intorno all'ora del tramonto, seguendo la strada
che percorre il crinale principale dell'isola nei cui pressi sono installati
dei grandi generatori a forza eolica.
La regione nel sud ovest di Lanzarote ospita invece le Montanas del
Fuego, ora Parco Nazionale di Timanfaya, teatro di una catastrofica
eruzione avvenuta un paio di secoli fa. Visitiamo Timanfaya in un giorno
caldo e ventoso, a bordo del comodo autobus navetta che vi svolge servizio:
campi di lava nera, coni e caldere con ghiaie rosse, ocra e verdastre.
Nel punto di ristoro gustiamo poi pesce e pollo cucinati sfruttando
il vapore naturale che fuoriesce da alcune fenditure del terreno. Terminiamo
il giro con una puntata alla baia di El Gulfo, e poi alle grandi saline
di Janubio. El Gulfo è un cratere semi sommerso, con spiaggia
di ciottoli e uno stagno in cui si rispecchia una falesia a pareti ocra,
nere e rosse, con pieghe che disegnano dei singolari bassorilievi.
Dal
Camejos de Agua a La Geria
I giorni successivi, la meteo, sinora favorevole, volge al variabile.
Nel cielo, tra brevi schiarite, si rincorrono rapide nubi grigie sospinte
dal vento. Ogni tanto cade qualche scroscio di pioggia. È il
tempo ideale per fare visite al coperto. Niente di meglio dunque del
Camejos de Agua, un laghetto sul fondo di una grotta dalla volta grossolanamente
rettangolare e con due lati a cielo aperto, arredata da Manrique con
un gusto un po' kitsch.
Sempre per rimanere al coperto "visitiamo" a Órzola,
villaggio di pescatori vicino alla punta nord dell'isola, un interessante
ristorante sul porticciolo che serve dell'ottimo pesce. Approfittando
di uno squarcio di sereno, nello stesso giorno ci fermiamo qualche ora
alla spiaggia Laguna, sulla costa est, di sabbia bianca cosparsa di
blocchi contorti di lava nera. Passeggiamo, con la bassa marea, tra
lava e acqua. In un momento di innaturale calma di vento il mare può
mostrare i suoi colori più belli.
A Laguna, come in altre località costiere di Lanzarote, vi sono
diverse gerie (si pronuncia con la g dura), sorta di muretti circolari,
concepiti in origine per proteggere dal vento le coltivazioni di vite,
che poi si sono diffusi anche su alcune spiagge a beneficio dei frequentatori.
La successiva visita al coperto la effettuiamo alla Cueva de los Verdes,
due gallerie parallele, una sotto l'altra, che costituiscono gli antichi
tunnel di scorrimento della lava verso l'oceano. Il percorso si snoda
sotto le volte basse, dove a volte è giocoforza curvare la schiena.
Verifichiamo un curioso fenomeno ottico in un limpidissimo laghetto
interno, uno specchio d'acqua profondo appena 20 cm che dà l'illusione
della profondità di un abisso.
Quando il tempo torna bello, trascorriamo un giorno in spiaggia dalle
parti della punta del Papagayo, sulla costa sud, una lunga striscia
di sabbia bianca al piede di un risalto di lava alto un paio di metri,
cesellato dal mare. Come sempre c'è vento, ma il sole, anche
se un po' velato, è caldo quanto basta per invogliarci a fare
un bel bagno.
Un altro giorno lo dedichiamo al Jardin de Cactus, un giardino botanico
a forma di cratere, progettato dall'onnipresente Manrique, che ospita
e ripara dal vento ben 1400 specie diverse di cactus, tra cui predominano
le euforbie.
Playa Quemada è una spiaggia di sabbia nera, a sud ovest di Puerto
del Carmen, luogo bello e selvaggio spesso disertato perché molto
battuto dal vento. In effetti, il giorno in cui decidiamo di andarci,
dobbiamo trovare riparo dalla sabbia sollevata dal vento sotto alcuni
roccioni. Alla fine desistiamo, dirigendoci nuovamente a sud, verso
la punta del Papagayo, che sappiamo essere meglio riparata. Questa volta
passiamo per Femès, località appollaiata su un colle da
cui appare improvvisamente la costa occidentale, nitida benché
distante.
Al ritorno visitiamo Playa Blanca, piccola "capitale" del
sud, molto tranquilla, con un'aria un po' fuori moda e perciò
attraente. Rientriamo toccando Yaiza, bella cittadina dell'interno,
linda e curata, e percorriamo poi la strada de La Geria. La valle omonima
ospita una coltivazione estensiva di vite attuata col sistema delle
gerie, e costituisce uno degli esempi meglio riusciti di armonica integrazione
tra paesaggio naturale (ghiaia lavica nera) e intervento umano. Cielo
e luce sono stupendi. Sostiamo in un'azienda agricola per due tapas
(assaggi di frittelle, piccoli pesci e stuzzichini vari) e un bicchiere
di Malvasia secca, bianca, finissima.
Teguise
e la Fondazione Manrique
Ci rechiamo alla cittadina di Teguise una prima volta il giorno di mercato.
C'è tantissima gente. I banchetti, in buona parte tenuti da africani,
espongono diversi prodotti artigianali e bigiotteria, e una grande varietà
di tovaglie e tessuti. Vi torniamo poi uno dei giorni successivi, senza
i colori né la folla del mercato. Troviamo Teguise fin più
affascinante, anche se il Castello, eretto sul bordo del piccolo cratere
che domina la cittadina, è chiuso. Ci accontentiamo di percorrere
il perimetro del cratere dinanzi a un panorama amplissimo e ventoso.
Visitiamo poi Casa Spìnola, ricca sede del governo autonomo di
Lanzarote nel centro di Teguise, e la piccola Università, la
cui sede è impreziosita da un grazioso chiostro in legno, che
ospita anche una Scuola per infermieri. La chiesa, con il magnifico
e originale campanile, purtroppo è anch'essa chiusa. Ci fermiamo
per uno spuntino a base di vino e tapas con tortillas in una boteguita
nei pressi della piazza. L'aria che si respira a Teguise ben si presta
a rappresentare l'atmosfera tipica di Lanzarote, un luogo in cui verrebbe
voglia di dimorare per un po'.
In un giorno di forte vento facciamo una visita alla costa occidentale
e ci fermiamo qualche ora a La Santa, paesino di pescatori presso un
modesto promontorio roccioso su cui s'infrangono onde spettacolari.
Una scena cui assisteremmo, come ipnotizzati, all'infinito. Il giorno
successivo c'è ancora molto vento, e lo trascorriamo a Pocillos,
la grande spiaggia di Puerto del Carmen, quasi deserta, se si escludono
alcuni appassionati che giocano con gli aquiloni.
Visitiamo poi la casa di Manrique, a Tahìche, un allestimento
permanente da lui realizzato nella propria abitazione e, in seguito
alla sua scomparsa, assunto e gestito dall'omonima Fondazione. La casa
sorge in un campo di lava e include cinque piccole grotte sfruttate
per realizzare effetti molto particolari nei diversi angoli. Forse questa
è la creazione più bella di Manrique a Lanzarote, insieme
alle originali sculture astratte, con parti mobili che ondeggiano al
vento, piazzate in corrispondenza di alcuni grandi incroci tra le principali
strade dell'isola.
Nei pochi giorni rimanenti, senza una nuvola e senza vento, quando il
mare è un olio, ci concediamo non solo il bagno, ma lunghe nuotate
in un'acqua quasi calda come in certe giornate di luglio sulle coste
mediterranee.
Il viaggio volge al termine, e ci rendiamo conto appieno solo ora della
grande varietà di cose che siamo riusciti a vedere e delle sensazioni
che i momenti vissuti ci hanno regalato, nella dimensione giusta per
una breve, tranquilla vacanza.
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