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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2002 | ||
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SEX I dati ci dicono anche che alla fatidica domanda "che cosa è più importante nella vita?" la risposta sia stata amore al primo posto e famiglia al secondo. Di più: il 38% dei maschi e il 41% delle ragazze sostiene di essere ancora vergine; il 31% di aver avuto il primo rapporto a 17 anni. "Un bel cambiamento - puntualizza Patrizia Marchisio, formatrice e consulente in sessuologia del centro Familiarmente di Torino - perché si riscontra un maggior spazio per sentimenti e affetti rispetto alla situazione di pochi anni fa". Sentimenti, affetti e valori che vengono percepiti non come un ritorno al passato, ma con accezioni nuove. Ancora Patrizia Marchisio: "Rispetto a un tema come la verginità, per esempio, una volta la donna che arrivava vergine al matrimonio era considerata moralmente ineccepibile. Oggi quello che conta non è il contesto sociale perché la ragazza che fa questa scelta lo fa prima di tutto pensando a se stessa". Queste considerazioni emerse dalla ricerca tuttavia non portano ad abbandonare tutti i problemi psicologici, le difficoltà affettive, i dubbi e le paure che esistono ancora nell'affrontare la sessualità. Educare
alla sessualità Su altri aspetti legati al tema della sessualità ruota il Servizio per il Superamento delle discriminazioni basate sull'Orientamento Sessuale e sull'Identità di Genere della Città di Torino. Tale Servizio nasce con la finalità di collaborare con gli altri servizi comunali, gli enti e le realtà associative cittadine per la diffusione dell'informazione e la realizzazione di iniziative volte a rispondere ai bisogni delle persone omosessuali e transessuali, migliorarne le condizioni di vita e creare un clima sociale di rispetto e scambio culturale. Una prima funzione adempiuta dal Servizio di Via Bazzi, aperto ormai da un anno, è di tipo conoscitivo, cioè indagare le condizioni e le problematiche dei gay, delle lesbiche, dei/delle transessuali e creare una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all'estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali (provvedimenti, progetti, iniziative) segnalando quelle realtà in cui permangono situazioni di discriminazione sul piano normativo e legislativo. A questo scopo è stata anche fatta una ricerca da parte del dipartimento di scienze sociali dell'Università di Torino intitolata "Omosessuali e transessuali a Torino: esperienze, modi di vita e percezione sociale" curata da Chiara Saraceno e Alessandro Casiccia dalla quale si è tratto spunto per un convegno lo scorso febbraio. Nella ricerca si sono indagate innanzitutto le esperienze delle persone rispetto alla propria collocazione all'interno delle relazioni familiari, affettive e sociali. In secondo luogo, sono stati studiati rappresentazioni e atteggiamenti dichiarati nei confronti dell'omosessualità e della transessualità presenti in luoghi e attori sociali particolarmente rilevanti per la percezione sociale di queste esperienze. I risultati saranno presto pubblicati. Il secondo aspetto importante del Servizio è quello riguardante il percorso d'informazione rivolto ai dipendenti dei vari settori dell'amministrazione comunale (educazione, cultura, biblioteche, assistenza, lavoro e personale). Il compito, attraverso il lavoro con un gruppo di pilotaggio, è quello di individuare le possibili azioni da intraprendere rispetto a queste tematiche. In collaborazione con il Servizio Bibliotecario Urbano, è stata redatta una bibliografia sugli argomenti omosessuali e transessuali che verrà aggiornata periodicamente. Il prossimo 6 dicembre al Punto Prestito G. D'Annunzio, verrà proiettato il video "Nessuno uguale", prodotto dall'Agedo, che presenta il percorso svolto in una scuola superiore sulle tematiche in questione. "Il Servizio - spiega Annalisa Gonella dell'Ufficio Politiche di Genere - non sarebbe sorto senza la collaborazione delle associazioni facenti parte del Coordinamento Gay Lesbiche Transessuali di Torino che raggruppa Arcitrans, Davide & Gionata, il Circolo Maurice, Informagay e Philadelphia. Inoltre il Servizio è all'inizio della sua esperienza, peraltro unica in Italia, e quindi svolgiamo essenzialmente un'attività informativa piuttosto che un servizio di sportello dove rivolgersi direttamente per affrontare i problemi. Per questo ci sono le associazioni del Coordinamento da cui il nostro lavoro non potrebbe prescindere". Quello che si percepisce in questo ufficio nato all'interno della Divisione servizi educativi è il compito di vegliare affinché si inizi proprio dall'amministrazione pubblica a non discriminare le persone omosessuali o transessuali, creando un terreno favorevole allo sviluppo di una cultura di rispetto e accoglienza delle differenze. |
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