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FATE
L'AMORE NON LA GUERRA
di
Eleonora
Arduino
Non è
certo facile parlare di sessualità in modo sereno, autentico
e privo di pregiudizi. Questo aspetto così fondamentale dell'essere
umano è ancora circondato da molti tabù, paure e stereotipi
nonostante quello che ci lasciano immaginare i mass-media.
Se possiamo pensare al sesso come a un modo di entrare in relazione
con un'altra persona, diventa più facile notare come, anche in
questo modo di stare insieme, troviamo temi e problemi che appartengono
ad ogni tipo di relazione e, nello stesso tempo, ad una sua particolarità.
È abbastanza noto che gli incontri con l'altro sesso sono sempre
un momento di difficoltà, di interrogativi e di ansie. Si tratta
di avvicinarsi quasi a un "mondo diverso", sconosciuto, in
cui è difficile avere punti di riferimento e certezze.
Fino ad un certo punto della vita, precedente all'adolescenza, per quanto
ragazze e ragazzi già siano diversi, è come se non percepissero
questa diversità, oppure si trovassero ad avere i rapporti più
significativi col proprio sesso: è l'epoca dell'amica/o del cuore,
del gruppo di coetanei dello stesso sesso dove l'altro non ha accesso.
Se i due sessi si incontrano, si incontrano sull'eguaglianza e non sulla
diversità.
È ben vero che questi confini non sono così netti: anche
in periodo pre-adolescenziale accadono "innamoramenti", "fidanzamenti"
e attrazioni, ma hanno qualità diversa da come si manifesterà
in seguito. Ci sono anche curiosità ed esplorazioni in campo
corporeo tra i due sessi, ma non hanno ancora un contenuto di vera pulsione
sessuale.
Nell'adolescenza il cambiamento è tumultuoso, spesso improvviso
e sempre problematico. Interrogarsi su se stessi, su chi si è
e su come è bene muoversi nel mondo che si fa molto più
ampio e vario, porta inevitabilmente una maggiore attenzione e attrazione
per la diversità.
Si dice che i ragazzi sono attratti dal "nuovo", dall'ignoto
e dal differente, e questo è sano e sensato in una persona che
si apre al mondo. Così anche l'altro sesso diventa più
chiaramente "nuovo", ignoto e diverso, così come nuovi
sono i sentimenti e gli istinti che si manifestano anche nell'ambito
della sessualità.
Certamente del tutto "nuovo" è un modo di esprimersi
nella relazione che implica anche il corpo, che non è più
solo un modo di esprimere affettività ma anche sede di impulsi
propri: quelli sessuali.
La prima, umanissima, reazione di fronte al "nuovo" è,
insieme all'attrazione, la paura.
Su questa base di considerazioni generali, possiamo provare a vedere
quali temi attraversano i giovani in riferimento alla sessualità,
così come li abbiamo incontrati e accolti qui al nostro servizio
ARIA.
A parlare di sesso in un ambito allargato di amici, si incontra un tale
imbarazzo da generare alcuni comportamenti difensivi: sufficienza, esibizione
di una conoscenza e un equilibrio ben lungi dall'essere reale, adesione
ad una specie di personaggio sempre uguale da rivestire in compagnia,
che sia "la bella fatalona" o "la suora", che sia
"lo sciupafemmine" o "quello che non ci becca mai".
Personaggi stereotipati, immobili, "figurine" bidimensionali
senza profondità e per niente corrispondenti a quello che si
vive e si prova veramente. Ancora più complessa resta la gestione
delle proprie parti o impulsi omosessuali, a volte esibiti per il piacere
di apparire trasgressivi, a volte nascosti per timore di un argomento
ancora tanto circondato di diffidenze e di condanna.
Il bisogno che si avrebbe di parlare, fuori dai denti, delle proprie
esperienze e timori, resta per lo più soffocato o riservato a
pochissime amicizie.
Sesso e affettività, infine, rimangono ancora tanto separati,
oscillando tra un modo chiamato "maschile" che li divide a
priori e finge di dare più peso alla valenza fisica, e uno "femminile"
che vive il fisico come un tabù inchiodante.
Nonostante la "rivoluzione sessuale" che hanno conosciuto
le generazioni passate, pregiudizi culturali e tabù sono ancora
vivissimi. Nonostante la disinvoltura presente nella comunicazione mediale,
l'intimo di ciascuno vive una spinosità a volte piena di sofferenza.
Facciamo un elenco:
La prima volta
e le seguenti: piene di domande. "Sarò
all'altezza? Piacerò? Cosa ci si aspetta da me? Se non funziona
bene che vuol dire: non sono capace, non mi piace abbastanza il partner,
non piaccio abbastanza io, sono omosessuale? E l'affetto, l'innamoramento
sono un ostacolo perché mi mettono più in ansia, o facilitano?"
A chi ne parlo: "I miei coetanei, cosa vivono? Se parlo dei miei
dubbi, penseranno male di me? E i genitori, possono aiutarmi o sono
più imbarazzati più di me o addirittura contrari?"
Informazione: "Ne so abbastanza di anticoncezionali, di rischi
per la salute, posso fare domande o mi rendo ridicolo/a?"
Affettività e sessualità: "Quella persona mi piace
solo fisicamente
lo trovo normale." Oppure: "Mi piace
solo nel fisico, questo mi inquieta."
Ed anche: "Sono innamorato/a ma non mi viene di fare l'amore, che
vuol dire? Ho voglia di fare sesso, meglio senza affetto, che significa?"
Rapporto con gli adulti: "Come mi gestisco questo tema con i genitori,
con gli insegnanti, con i più grandi di me? Devo nascondermi,
devo chiedere aiuto, devo comportarmi con disinvoltura? Magari potrebbe
servirmi la loro esperienza, ma
non capirebbero, non approverebbero,
mi ostacolerebbero?"
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