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novembre/dicembre 2001



 





 

 

OCCHIO ALL'OCCHIO
È uno degli organi di senso più straordinari di cui la natura ci abbia dotato. Attraverso di esso la percezione dell'ambiente che ci circonda raggiunge la completezza.
Pensiamo alle sfumature di colore talvolta incredibili che possiamo rilevare, ai contrasti, all'intensità: immagini in grado di lasciarci ricordi spesso indimenticabili.

di Fernanda Cinque
Per capire meglio come funzionano i nostri occhi li possiamo paragonare ad una macchina fotografica, copia imperfetta dell'occhio umano.
Quando guardiamo un oggetto, la luce che questo riflette viene percepita dalle lenti dei nostri occhi: la cornea, l'umor acqueo, il cristallino, l'umor vitreo, che nel nostro marchingegno fotografico vanno a formare l'obbiettivo. Le immagini fissate sulla retina "impressionano" la nostra pellicola fotografica che trasferisce - tramite un cavo conduttore, il nervo ottico - l'informazione al cervello, l'elaboratore dati che dà il via alle azioni da intraprendere.
Questa struttura organica però risulta tanto complessa quanto vulnerabile e può andare incontro a piccoli ma anche a grandi e gravi danni. I motivi di queste alterazioni visive possono essere diversi; il più ovvio è l'invecchiamento oculare, la cui causa può imputarsi a sforzi intensi e prolungati nel tempo o a fattori esterni, il più comune dei quali è l'effetto delle radiazioni solari.
Queste sono invisibili, ma l'energia in esse contenuta viene quasi interamente assorbita dalle varie parti dell'occhio, provocando invecchiamento cellulare delle componenti oculari (con conseguente diminuzione visiva) e concorrendo allo sviluppo di malattie degenerative quali: cataratta, cancro palpebrale oltre che della pelle del viso, e lo pterigio, ovvero un rigonfiamento del tessuto a livello del "bianco" dell'occhio con blocco parziale o totale della vista.
In periodo di vacanze attenzione ai bagni di sole o di mare perché l'acqua salata raddoppia la quantità di raggi che penetrano nell'occhio, potenziando i rischi per la vista. I raggi ultravioletti infatti ci raggiungono non solo direttamente ma anche attraverso il riflesso del suolo, dell'acqua, della sabbia: per questo è importante la prevenzione, in particolar modo per chi già soffre di disturbi oculari e per i bambini.
Il rimedio più ovvio è l'uso del cappellino, che blocca quasi la metà dei raggi, e degli occhiali da sole, che possono arrivare a filtrare sino al 99% delle radiazioni. Ma a patto che si tratti di lenti di qualità, acquistate dall'ottico, e non di pezzi di plastica colorati che, oltre a non servire allo scopo, deformano l'immagine creando ulteriori disturbi quali mal di testa, nausea, vertigini, ecc. Esistono lenti diverse e specifiche per ogni tipo di uso e vacanza (lenti polarizzate per il mare, totalmente schermate per le alte vette, anti-riflesso per avventure zaino in spalla), e tutte devono presentare rigorosamente il marchio CE e il bollino che indica il grado di protezione UV.
Nella società odierna non sono solo gli agenti esterni a cui siamo naturalmente esposti ad arrecarci fastidi più o meno importanti, ma sempre più spesso responsabili di questi guai sono gli strumenti di lavoro o di svago.
La TV o il computer sono due esempi eclatanti che andrebbero dosati. Le radiazioni che un monitor televisivo emette non sono eccessive, e quindi così dannose a livello oculare, purché si guardi la tv da almeno due metri di distanza e per non più di un paio d'ore al giorno. Inoltre fissare lo schermo televisivo in una stanza buia affatica molto l'occhio, proprio per il netto contrasto tra video e ambiente; quindi meglio circondarsi di una piccola luce.
Anche per il videoterminale sono importanti accorgimenti quali la distanza dallo schermo di almeno sessanta centimetri, l'illuminazione corretta dell'ambiente o del monitor, evitare i riflessi da superfici lucide e i contrasti di colore, e dosare il tempo di utilizzo, per non incorrere in fastidi evitabili: irritazioni, prurito, lacrimazione frequente, "tic" come lo sbattere ripetuto delle palpebre, mal di testa, difetti nella messa a fuoco.
Dunque guardiamoci negli occhi e preoccupiamoci di più di questi strumenti fantastici che madre natura ci ha regalato.


MALATTIE DELL'OCCHIO

 


MIOPIA: si tratta di un difetto visivo che non permette una buona visione da lontano. Quanto più è forte la miopia, tanto meno profonda è la messa a fuoco a distanza. La causa è un aumentato allungamento dell'occhio o un'eccessiva curvatura della cornea o del cristallino che generano un'immagine sfocata perché questa viene massa a fuoco non sulla retina ma davanti ad essa.
PRESBIOPIA: l'immagine viene messa a fuoco dietro la retina e l'occhio vede gli oggetti vicini sfocati.
ASTIGMATISMO: in questo caso il difetto dell'occhio è di forma. Esso infatti assume l'aspetto di un uovo più che di una sfera e questo produce una visione distorta.
IPERMETROPIA: in tale disturbo l'occhio risulta più corto e la cornea è meno curva del normale per cui si fa difficoltà a focalizzare gli oggetti vicini.
CATARATTA: è dovuta ad una opacizzazione del cristallino, una delle lenti dell'occhio, che quindi produce una visione annebbiata.
GLAUCOMA: è una malattia caratterizzata dall'aumento della pressione nell'interno dell'occhio in grado di provocare un danno più o meno grave, se irreversibile porta alla cecità

 

LO SAPEVATE CHE…

 

  • Arriverà anche da noi il "Digiscope", uno schermo fotografico in uso già negli Stati Uniti dai medici di base. Problemi oculari che ignoriamo di avere saranno così rilevati in tempo utile. Infatti questo apparecchio è in grado di fotografare la retina e spedire tale immagine via e-mail ad uno specialista. Il medico oculista ci comunicherà l'opportunità o meno di un controllo più approfondito.
  • Il motivo per cui si dice che sia meglio togliere di notte le lenti a contatto è quello che ad occhi chiusi diminuisce la traspirazione degli occhi e la lacrimazione che, oltre a lubrificarne la superficie, la disinfettano evitando l'impianto di batteri.
    La secchezza oculare si deve anche all'uso della pillola anticoncezionale e quindi l'uso delle lenti a contatto in questo caso crea non poco fastidio.
  • Mangiare carote fa bene alla vista perché contengono grandi quantità di vitamina A che facilita la produzione da parte delle cellule dell'occhio di una sostanza implicata nella visione.
 
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