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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2001 | ||
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OCCHIO
ALL'OCCHIO Per capire meglio come funzionano i nostri occhi li possiamo paragonare ad una macchina fotografica, copia imperfetta dell'occhio umano. Quando guardiamo un oggetto, la luce che questo riflette viene percepita dalle lenti dei nostri occhi: la cornea, l'umor acqueo, il cristallino, l'umor vitreo, che nel nostro marchingegno fotografico vanno a formare l'obbiettivo. Le immagini fissate sulla retina "impressionano" la nostra pellicola fotografica che trasferisce - tramite un cavo conduttore, il nervo ottico - l'informazione al cervello, l'elaboratore dati che dà il via alle azioni da intraprendere. Questa struttura organica però risulta tanto complessa quanto vulnerabile e può andare incontro a piccoli ma anche a grandi e gravi danni. I motivi di queste alterazioni visive possono essere diversi; il più ovvio è l'invecchiamento oculare, la cui causa può imputarsi a sforzi intensi e prolungati nel tempo o a fattori esterni, il più comune dei quali è l'effetto delle radiazioni solari. Queste sono invisibili, ma l'energia in esse contenuta viene quasi interamente assorbita dalle varie parti dell'occhio, provocando invecchiamento cellulare delle componenti oculari (con conseguente diminuzione visiva) e concorrendo allo sviluppo di malattie degenerative quali: cataratta, cancro palpebrale oltre che della pelle del viso, e lo pterigio, ovvero un rigonfiamento del tessuto a livello del "bianco" dell'occhio con blocco parziale o totale della vista. In periodo di vacanze attenzione ai bagni di sole o di mare perché l'acqua salata raddoppia la quantità di raggi che penetrano nell'occhio, potenziando i rischi per la vista. I raggi ultravioletti infatti ci raggiungono non solo direttamente ma anche attraverso il riflesso del suolo, dell'acqua, della sabbia: per questo è importante la prevenzione, in particolar modo per chi già soffre di disturbi oculari e per i bambini. Il rimedio più ovvio è l'uso del cappellino, che blocca quasi la metà dei raggi, e degli occhiali da sole, che possono arrivare a filtrare sino al 99% delle radiazioni. Ma a patto che si tratti di lenti di qualità, acquistate dall'ottico, e non di pezzi di plastica colorati che, oltre a non servire allo scopo, deformano l'immagine creando ulteriori disturbi quali mal di testa, nausea, vertigini, ecc. Esistono lenti diverse e specifiche per ogni tipo di uso e vacanza (lenti polarizzate per il mare, totalmente schermate per le alte vette, anti-riflesso per avventure zaino in spalla), e tutte devono presentare rigorosamente il marchio CE e il bollino che indica il grado di protezione UV. Nella società odierna non sono solo gli agenti esterni a cui siamo naturalmente esposti ad arrecarci fastidi più o meno importanti, ma sempre più spesso responsabili di questi guai sono gli strumenti di lavoro o di svago. La TV o il computer sono due esempi eclatanti che andrebbero dosati. Le radiazioni che un monitor televisivo emette non sono eccessive, e quindi così dannose a livello oculare, purché si guardi la tv da almeno due metri di distanza e per non più di un paio d'ore al giorno. Inoltre fissare lo schermo televisivo in una stanza buia affatica molto l'occhio, proprio per il netto contrasto tra video e ambiente; quindi meglio circondarsi di una piccola luce. Anche per il videoterminale sono importanti accorgimenti quali la distanza dallo schermo di almeno sessanta centimetri, l'illuminazione corretta dell'ambiente o del monitor, evitare i riflessi da superfici lucide e i contrasti di colore, e dosare il tempo di utilizzo, per non incorrere in fastidi evitabili: irritazioni, prurito, lacrimazione frequente, "tic" come lo sbattere ripetuto delle palpebre, mal di testa, difetti nella messa a fuoco. Dunque guardiamoci negli occhi e preoccupiamoci di più di questi strumenti fantastici che madre natura ci ha regalato.
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