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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2001 | ||
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MAGHI
IN MISSIONE SPECIALE La magia, ovviamente, non ha confini. La magia non sa neppure cosa siano le dogane. E quindi può espatriare in qualsiasi luogo, senza controlli o limitazioni: allora, perché la magia - nei suoi viaggi, nelle migrazioni fiabesche - non dovrebbe toccare il regno della carità, la repubblica del bene, il paese dell'interesse per il prossimo? Una domanda tutt'altro che oziosa, la cui risposta è stata fornita da un mago torinese (tra l'altro è un prete, salesiano) che ha deciso di sfruttare l'assenza di frontiere magiche per mettere i propri incantesimi a servizio di chi ha più bisogno. Il nostro prete illusionista ha dato una meta insospettata agli itinerari magici e per questo ha inventato se stesso, cioè Mago Sales, e ha creato la sua associazione, Magiciens sans frontières, maghi senza frontiere per l'appunto. Ne parla come di una cosa normale, lui che al secolo è Don Silvio Mantelli: "Sono già quattro anni che ho fatto l'associazione. A fine mese daremo vita alla fondazione. L'idea? Ma, niente di rivoluzionario, mettiamo le nostre capacità a servizio dei bambini in tutto il mondo. Raccogliamo fondi di solidarietà e adottiamo a distanza ragazzini poverissimi. Ci sono tanti artisti famosi che lavorano per noi, sa Ma anche tanti saltimbanchi di strada, tanti illusionisti, maghi, prestigiatori, incantatori. Sì, siamo una moltitudine. Ormai almeno 400 artisti sono nel giro di beneficenza. Oggi l'associazione coinvolge oltre 5mila persone, tra finanziatori, amici, aiutanti ed altri ancora". Si è fatto tantissimo. Allora si può fare di più, s'è detto Mantelli-Sales nel suo quartier generale subalpino. Da lì, vicino a dove si era dato un gran daffare Don Bosco, il suo cilindro e la sua bacchetta magica hanno aiutato bimbi africani, sudamericani, europei, asiatici. Mantelli-Sales alla fine s'è detto: perché gli spettacoli non li portiamo in giro? Anche questo può servire. Ci sono già i medici senza frontiere, gli avvocati senza frontiere - tutti lavorano gratis e per aiutare i più poveri - inventiamoci i maghi senza frontiere. Detto fatto. "Portiamo gli spettacoli per il mondo. A Mogadiscio tenevo uno spettacolo, ero vestito da mago, non da prete, perché laggiù è meglio non far sapere di essere preti. Voglio dire: andare in giro con l'abito dei sacerdoti non è consigliabile. Va bene. Eravamo a Mogadiscio, abbiamo fatto il nostro spettacolo e la gente si è divertita tantissimo. Lì in Somalia nel giugno del duemila c'era la guerra. Sì, gli odi tribali. Ma abbiamo regalato un sorriso a tutti, soprattutto ai bambini. E poi è venuto un dottore somalo e mi ha detto che quella era la terapia migliore. Un medico che si chiama Pasquale, in italiano, perché è andato a scuola dai salesiani. È grazie a lui se oggi proponiamo tutte e due le cose: in Italia si raccolgono i fondi e fuori si dona una briciola di spensieratezza. Anzi, già che ci sono faccio un appello a tutta la gente di spettacolo. Dateci tre giorni in un anno. Noi vi organizziamo uno show, prepariamo tutto, facciamo venire la gente. Poi il ricavato va tutto in beneficenza. Siamo a Torino, in via Paisiello 44". In una sede, per inciso, che è forse il più grande centro della magia in Italia. Mille metri quadrati di trucchi e incantesimi con teatro, biblioteca, cineteca, scuola annessa dove si possono fare stage e seminari sull'illusionismo e tanto altro ancora. Ma il luogo fisico, in fondo, non è così importante. Sentite questa storia che racconta il Mago Sales: "Era l'estate del 1998, stavo in una piazza dell'Avana a Cuba. Lì ho incontrato un bambino con un pallone di stracci. Mi ha chiesto di giocare con lui. Io, che non sono capace a dare calci a un pallone, ho preso un fazzolettino colorato e l'ho fatto sparire nelle mie mani. Ho visto la meraviglia nei suoi occhi. Poi se n'è andato con il suo pallone di stracci, regalandomi un sorriso". È un sorriso che si sono regalati a vicenda, per la verità ed è proprio a lui, il ragazzino con il pallone di stracci, che Don Mantelli dedica il progetto Magiciens sans frontières, "perché sia a vantaggio di tanti altri bimbi del mondo capaci di donarti un sorriso. Grande cosa al giorno d'oggi ". Sales dice: "Mi ritengo veramente fortunato per le persone che ho incontrato, che mi hanno aiutato a coltivare questa stupenda passione per il teatro e per la prestidigitazione. Attraverso la magia, come spettacolo, ho avuto l'occasione di conoscere personaggi stupendi, di incontrare migliaia di giovani e ragazzi, di viaggiare attraverso luoghi e nazioni che mi sarebbe stato impossibile visitare normalmente. Cosa mi ha detto il medico somalo? Mi ha detto: Caro amico, ti ringrazio perché in quest'ora di spettacolo, vedendo i bimbi sorridere e la gente divertirsi come non mai, io ho dimenticato tutti gli orrori di questa nostra inutile guerra. Erano dodici anni (dall'inizio del conflitto) che non ridevo così a lungo". Torniamo quindi a "Magiciens sans frontières", le cui peregrinazioni festose sono seguite spesso da Mauro Minozzi, il fotografo - anche lui torinese - che ha realizzato molte delle immagini che pubblichiamo con questo articolo. Il progetto è già parte integrante dell'Associazione Mago Sales, fondata da don Silvio nell'ottobre del 1997. Maghi senza frontiere vuole organizzare spettacoli in Italia e nel mondo, allo scopo di raccogliere fondi per opere di solidarietà dirette non solo a bambini poveri o ammalati, ma anche alle persone portatrici di handicap, malate o detenute in carcere. "L'invito è volutamente provocatorio - spiega il Mago Sales - in quanto si prende una strada verso una scelta spirituale a vantaggio dei piccoli della terra. Coloro che vi aderiranno non riceveranno alcun compenso se non le spese sostenute e, naturalmente, il sorriso e il grazie di tante persone". L'associazione, inoltre, intende organizzare una giornata all'anno con artisti di strada, che agiscano contemporaneamente nel le più importanti piazze italiane, per raccogliere fondi da destinare a opere di solidarietà a vantaggio dei bambini. Tutte queste attività, oltre a sensibilizzare sulle opere di volontariato nel campo degli spettacoli, servono anche a promuovere l'insegnamento dell'arte magica nelle scuole (Don Silvio è un vero appassionato) in particolare coinvolgendo ragazzi a rischio, come già fa il clown Milù nei bassifondi di Budapest, o ragazzi affetti da alcune patologie. D'altra parte, l'arte magica viene già largamente impiegata negli Stati Uniti negli ospedali, dove si è compreso che il gioco è fondamentale come terapia per guarire dalle paure e dalla poca stima in se stessi. Se negli Usa sono molti i finanziatori privati che cercano di promuovere l'uso di questa tecnica, impiegata sia da medici, che da clown professionisti, in Italia, a partire dalla proiezione del film "Patch Adams" con Robin Williams protagonista, si sono compiuti passi importanti. Il progetto Magiciens sans frontières lavorerà principalmente in Italia, non escludendo, però, missioni anche all'estero, nei Paesi del Terzo Mondo, dove già l'associazione Mago Sales è molto attiva. Avrà quali destinatari privilegiati i poveri e gli emarginati, in particolare i bambini; organizzerà, comunque, spettacoli anche rivolti alle fasce più fortunate della società, per raccogliere fondi e per sensibilizzare su questi problemi cruciali. Gli artisti diventano missionari della propria arte e, a seguito di alcune nominations, comprendenti candidati proposti da vari rappresentanti, una giuria sceglierà il magicien sans frontières (potremmo tradurlo con "mago sconfinato") dell'anno. Don Silvio vuole rendere attivo e perpetuare lo spirito che fu del fondatore dei salesiani, don Bosco, sempre attento ai giovani; così l'associazione è particolarmente sensibile nei confronti degli orfani, dei bambini di famiglie povere e numerose, impossibilitate nel reperire i mezzi indispensabili all'istruzione e la crescita non solo materiale, ma anche culturale e morale, dei loro figli. Addio dogane, a mai più rivederci confini. Siamo, magicamente, tutti più vicini.
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