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novembre/dicembre 2001


 

 


IL COLORE DEGLI EURO

di Giovanni Monaco

È arrivato l'euro, tutti lo sanno. Ma per chi non fa grandi operazioni finanziarie è come se fino ad oggi la moneta unica europea non fosse esistita. Perché adesso è una valuta virtuale. Ma noi vogliamo averla in tasca, maneggiarla, scambiarla quando acquistiamo il giornale o facciamo la spesa. Solo così capiremo la differenza tra il presente e il futuro. Magari poi useremo bancomat e carte di credito, ma tutto sarà diverso.
Dal gennaio 2002 la rivoluzione sarà completata, con l'ingresso "fisico" di banconote e monete nelle nostre vite di acquirenti: per i primi tempi i cervelli partiranno automaticamente in calcoli e raffronti per capire quanto si sta spendendo. Poi ci abitueremo e la nostra lira milionaria e miliardaria sarà archiviata. Per ora, tuttavia, dobbiamo imparare e di cose da sapere ce ne sono tantissime. Nozioni e notizie che presto saranno anch'esse dimenticate, quando la moneta continentale sarà entrata nei tragitti quotidiani dai portafogli alle casse. Intanto istruiamoci.

Italiani preoccupati ma ottimisti
E gli italiani? Sono molto preoccupati di vedere aumentare i prezzi in modo ingiustificato. Il risultato di un sondaggio "Eurobarometro" su un campione di oltre 6.500 persone dice che, no- nostante le campagne informative avviate, in Italia la paura di arrotondamenti al rialzo da parte di commercianti e imprese raggiunge livelli record. A riprova del loro proverbiale "euro-ottimismo", gli italiani sono però i soli, con gli irlandesi, a dirsi in larga maggioranza convinti che l'entrata in vigore delle nuove monete e banconote farà aumentare il sentimento di appartenenza all'Europa della gente comune.
In generale, rispetto ai dati di maggio colpisce il balzo di 5 punti al 66% della percentuale di europei che temono frodi e abusi al momento del "changeover"; un salto che in Italia è stato addirittura di 7 punti, portando al picco del 69% la percentuale degli italiani preoccupati.
Nel frattempo, in Gran Bretagna la campagna contro la moneta unica europea è sempre più accesa: l'ultimo esempio è quello del manifesto anti-euro firmato sul Times da oltre 700 uomini d'affari britannici. Il gruppo di pressione pluripartitico "Campagna del no" ha pubblicato sul quotidiano Times le firme di 715 uomini d'affari e dirigenti d'industria a favore della sua causa. Le firme sono state apposte sopra la frase "I più importanti uomini d'affari si oppongono all'euro".

La semina dei dobloni
L'euro dev'essere "seminato" per tutto il continente. In totale si tratta di distribuire circa 50 miliardi di monete e oltre 14,5 miliardi di banconote entro il primo gennaio prossimo: i camion carichi di miliardi, attraverso percorsi segretissimi, sono già in marcia. Il processo, preceduto da una fase di smistamento ai commercianti, varia da Paese a Paese. In Germania - come in Austria, Finlandia, Lussemburgo, e Spagna - le autorità hanno deciso di iniziare dal primo settembre sia la distribuzione delle banconote, che quella delle monete. I primi furgoni carichi di denaro fresco hanno lasciato un deposito della Bundesbank ad Hannover. Non mancano le preoccupazioni per un processo che lo stesso capo economista della Banca centrale europea, Otmar Issing, ha definito l'impegno logistico più importante in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Un po' dappertutto ci sono i depositi dai quali i nuovi soldi saranno distribuiti e in alcuni casi (a Bari, per esempio) c'è chi si è preso la briga di assaltarli per cominciare a rapinare con la valuta del futuro.
Anche in Italia procede a passo di carica la stampa delle banconote e la coniazione delle monete in euro. Sono previsti 2,4 miliardi di biglietti e sette miliardi e 240 milioni di nuove monete, coniate dalla Zecca al ritmo di 18-20 milioni di unità al giorno.

Otto monete e sette banconote
Saranno otto i formati delle diverse monete: 1 centesimo (19,36 lire), 2 centesimi (38,72 lire), 5 centesimi (96,8 lire), 10 centesimi (193,6 lire), 20 centesimi (387,2 lire), 50 centesimi (968,1 lire), 1 euro (1936,27 lire) e 2 euro (3877,54 lire). Si distingueranno per dimensione, peso, spessore e colore. Una cura particolare è stata dedicata a quelle di valore più elevato per renderne più difficile la contraffazione. Su una delle due facce verrà riprodotto un disegno comune a tutti i Paesi che adottano la nuova divisa. L'altra raffigurerà invece un'immagine collegata all'identità nazionale. Tra i vari simboli che appariranno sugli euro italiani ci sarà anche la torinese Mole antonelliana.
Le banconote avranno sette tagli: da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro. Il loro valore va da un minimo di circa 10mila lire per il biglietto più piccolo a un massimo di quasi un milione. Si va dal grigio al rosa le varie gradazioni cromatiche fanno da sfondo a sette disegni che raffigurano altrettanti periodi dell'arte europea.
Vita dura per i falsari: fibra di cotone, fibrille fluorescenti e filigrana in chiaroscuro sono gli accorgimenti che, insieme a un filo metallico di sicurezza e a inchiostri speciali, dovrebbero scoraggiare tentativi di riproduzione con fotocopiatrici e sistemi di stampa. Attenzione ai formati: si prevede la necessità di acquistare nuovi, più capienti, portafogli.

Per sempre 1.936,27
Il tasso di conversione dalla lira all'euro è 1.936,27 e già dal gennaio '99 non subisce più oscillazioni. Per passare dalle lire all'euro bisogna dividere l'importo in lire per 1.936,27; al contrario, per passare dall'euro alle lire va moltiplicato il valore in euro per lo stesso tasso di conversione. Come si è visto, le oscillazioni ci sono state - eccome - sul dollaro.
Importi e prezzi, per via dei decimali, vanno arrotondati al centesimo. Le regole per l'arrotondamento si applicano alla terza cifra dopo la virgola: se è compresa tra 0 e 4 si arrotonda per difetto (15,134 euro si arrotonda a 15,13), se tra 5 e 9 per eccesso (15,137 diventa 15,14).
Come già successo per il "millennium bug" e ancor prima nel Capodanno '99 per preparare il passaggio all'euro scritturale, le banche resteranno chiuse lunedì 31 dicembre: in ogni istituto una task force sarà al lavoro per completare le operazioni legate alla trasformazione.

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