ARIA

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2001

novembre/dicembre 2001



 

 

 


CARTELLONI PUBBLICITARI DEL NULLA

di Aldo Ferrari Pozzato
Fare la spesa. A scorrere le sempre più nutrite liste delle sostanze dopanti e dei loro effetti sembra di essere davanti alla lista della spesa: se vuoi questo risultato prendi questo, se sei un po' carente in quest'altro rinforzati con questo prodotto, se ti manca un muscolo non c'è problema, venti milligrammi al giorno e sei a posto.
Aberrazione? Macché: è la normalità della nostra vita, in tutti i settori. Perché lo sport dovrebbe essere diverso? Tanto è vero che quando qualche "sportivo" (le virgolette sono di rigore) viene colto sul fatto, la prima reazione è di sdegno e di immeritata vergogna.
E non è solo una facciata. Purtroppo siamo tutti un po' così. E cogliere il limite tra il lecito e l'illecito non è facile, quando non c'è una condanna netta, senza ambiguità e distinguo, delle cause profonde che hanno trasformato lo sport in una esibizione, in una slot-machine per soldi, visibilità e successo. Siamo in un'epoca che accorcia i tempi (il secolo breve!), ama la spettacolarizzazione e cerca di perdere per strada il senso di responsabilità: finché non si sa o non si può punire, va bene qualsiasi cosa. E si dissolve il piacere, che è figlio del modo di percorrere la strada verso la meta. Avvelenata la strada, avvelenato il piacere.
E come ci comportiamo per il benessere, che in questo modo invece si allontana sempre più, così ci comportiamo per il malessere. Quasi tutti le ragazze e i ragazzi che vengono ad ARIA mi dicono, prima o poi, che sarebbero più contenti se avessero qualcosa di fisico, con il corollario che allora ci sarebbe anche la pillola giusta per venirne fuori. (Gli adulti, in studio, a volte sono più desolanti ancora, quando hanno sperimentato la disillusione e rimangono con un vuoto ormai scoperto e all'apparenza intrattabile).
Alcuni "sportivi", non proprio pochi, non fanno che rappresentare un pensiero dominante da cui tutti siamo permeati. Un pensiero che offende alla radice la nostra possibilità di vivere, di soffrire in modo aperto, ma anche di gioire in modo aperto e pieno. Il doping è una delle innumerevoli rappresentazioni di questo tentativo di evitamento del confronto e del percorso e di via breve e incorruttibile al bene e alla felicità. Col doping si cerca di evitare la fatica e il limite fisico. Con altre sostanze si inibisce il dolore psichico o si accentua il piacere. Si potenzia la memoria, si allunga la vita, si è più belli, più giovani, si raggiunge il successo, ci si arricchisce. E così via. Tutte cose di per sé buone, come di per sé è bene riuscire ad ottenere risultati sportivi o fisici apprezzabili.
Il problema sta nell'essere fraudolenti con se stessi, con gli altri e con la natura. Un essere fraudolenti che è molto diffuso e molto precoce nel suo utilizzo. Quanta radicale falsità ci circonda, ci possiede? Questa dobbiamo combattere, non bastano certo i controlli e le punizioni. Questo è il male, questo crea, tra le altre magagne, anche l'illecito sportivo. Ed è un male subdolo, spesso coperto dall'apparenza del benessere, quando non dell'opulenza.
Il male del doping non è solo che rovina la salute e avvicina la morte. Il doping corrode il senso della vita di chi ne fa uso, come qualunque altra pratica fraudolenta. Ottiene l'effetto contrario da quello che ci si dovrebbe aspettare da una sana pratica sportiva. Crea degli infelici, degli animi malati, in ultima analisi delle vittime di una mentalità avvelenata.
Eliminando la strada e le sue fatiche, come ho già detto, si elimina anche il risultato: non si è più in grado di essere felici, almeno nel modo, sempre parziale e fragile, in cui lo si potrebbe comunque essere. Se si elimina il percorso si elimina anche la meta e allora bisogna nutrirsi di illusioni e di menzogne, finché reggono e nessuno si accorge che il re è nudo.
A chi è rivolto il doping? A persone il cui essere tenta di risolversi nell'apparire: persone infelici, persone da aiutare, cartelloni pubblicitari del nulla.


INFO

 

La chimica,S.O.S
ARIA spazio d'ascolto
In occasione del nostro decimo compleanno vogliamo organizzare una mostra su: IL PADRE
Stiamo raccogliendo: scritti, ricordi, foto, vostre o raccolte da voi, su questo importante argomento mettetevi in contatto con noi in via Giolitti 40/b o telefonando al numero 011 812.66.37

 
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave