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BLA BLA BLA

di Vincenzo Jacomuzzi
Bla bla bla. Fatti, non parole. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Il silenzio è d'oro (e degli innocenti). E così via: non mancano certo i pensieri, le convinzioni, le affermazioni per screditare l'uso del linguaggio e della parola. E spesso con ragione. Eppure, non possiamo farne a meno, perché la lingua resta sempre il primo, il più importante mezzo per esprimere noi stessi, per comunicare con gli altri. Piuttosto, non dovremmo darla per scontata, come se fosse qualcosa di semplicemente naturale simile al respiro, o al mangiare, o al baciare (c'è sempre la bocca di mezzo…). Proviamo a pensarci un momento su, a conoscerla meglio; proviamo ad imparare ad usarla (e non è solo questione di congiuntivi al posto giusto). A volte, è attraverso il gioco di parole che scopriamo le novità, o ci accorgiamo di realtà per noi anche importanti, ma che non sapevamo che esistessero perché non ne conoscevamo il nome.
Che cos'è, qual è la nostra lingua? Si parte dalla lingua di mamma e papà (e di sua altezza reale la Televisione), si passa all'Italiano della scuola, ma poi arriva tutto il resto, in un continuo modificarsi, accumularsi di segni, parole, situazioni, strumenti (confusione?). C'è tutto il mondo dentro, il nostro e quello degli altri. Poi, magari, possiamo anche tenercelo dentro e coltivarlo (rifiutarlo) nel silenzio. Attenzione, però: chi tace, acconsente…
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