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novembre/dicembre 2000








SCHEGGE D'AMERICA a cura di Larry McCaffery Pagg. 480 L. 14.000
Collana Avantpop Fanucci Ed.

 

 

 


AVANGUARDIE D'AMERICA
L'AvantPop è già una nuova realtà culturale nel panorama editoriale


di
Giuseppe Iannozzi
E' recentemente uscita un'antologia assai interessante a cura di Larry McCaffery edita da Fanucci nella Collana Avantpop: testi di Don DeLillo, Bruce Sterling, William Gibson, Euridice, Mar Leyner e molti altri fanno di questo libro un vero "pezzo da novanta" per il bibliofilo e per chiunque ami la fantascienza.
Erroneamente si crede che la SF sia arte secondaria, giudizio assai superficiale che, tuttavia, è ancora un luogo comune per la maggior parte della gente; leggendo i 28 racconti raccolti nell'antologia Schegge d'America non si legge solo SF, ma si legge un vero e proprio manifesto dell'AvantPop, una corrente letteraria underground fino a qualche anno fa e che oggi si sta imponendo all'attenzione di molti critici americani ed europei.
La peculiarità dell'antologia curata da L. McCaffery è che ci mostra una America assai diversa da quella che si è soliti vedere interpretata al cinema o illustrata da novelli sedicenti Hemingway di serie B: McCaffery specifica che "l'AvantPop associa l'attenzione della Pop Art sui beni di consumo e sui mass media allo spirito sovversivo e alle radicali innovazioni formali dell'avanguardia… La grande attenzione dell'AvantPop per le strategie di cooperazione è la ragione della sua differenza rispetto all'avanguardia. Al pari di quest'ultima, l'AvantPop si fonda spesso sull'impiego di soluzioni estetiche radicali per disorientare, confondere, sorprendere, provocare… Sulla base di ciò che offre in termini di varietà di voci autoriali e di innovazioni stilistiche, eterogeneità e ambizione dei temi affrontati, e abilità nell'usare le forme e gli archetipi della cultura pop per esaminare le condizioni della vita e della letteratura nell'America contemporanea, credo che questa raccolta sia una prova schiacciante delle ritrovate virtù di ottimismo, fiducia e spirito d'avventura di chi come Robert Hughes lamentava l'assenza nello scenario seguito al modernismo….". Stando alle dichiarazioni del curatore, l'antologia è un vero è proprio manifesto di una America diversa da quella platinata di Time.
L'AvantPop affonda le sue radici nelle idee e nelle armonie (o disarmonie) di scrittori come J.G. Ballard (Crash e La mostra delle atrocità, sono due titoli fondamentali per approfondire l'argomento), William S. Burroughs (grande scrittore e poeta beat - si veda La morbida Macchina), Philip K. Dick (forse il più allucinato scrittore di SF - si veda La svastica sul Sole); ma anche la Televisione ha influenzato l'AvantPop (Twin Peaks, I Simpson, Beavis and Butthead sono degli ottimi esempi); e non va dimenticata neanche la musica di artisti come Sonic Youth, Velvet Underground, Bruce Sprinsteen, Patti Smith, ecc. e poi il grande cinema di Fritz Lang (come dimenticare Metropolis!), Stanley Kubrick (basti citare Il dottor stranamore), Ridley Scott (indementicabile con il suo Blade Runner tratto da un romanzo breve di Philip K. Dick), Quentin Tarantino (chi non ha visto Pulp Fiction?). In questi recipienti 'culturali' l'AvantPop ricerca la verità e la mette a nudo, una nudità che sorprende per la sua crudezza, la sua spietata affannosa ricerca di una immagine che non sia immagine ad uso e consumo del dandy e del borghese medio.
La SF si mescola al cyberpunk, alla cultura del 'telecomando' e a quella underground: il risultato è di sicuro interesse e di forte impatto emotivo. Perdere un libro come questo significa perdere davvero qualcosa, forse l'America stessa, quella vera che non ci viene raccontata se non con i soliti abusati cliché. Chiunque ami la SF e la letteratura che non racconta solo per il gusto di raccontare e vendere in libreria il più possibile (ormai credo che molti siano stanchi di leggere la solita solfa a buon mercato - si fa per dire, usando un po' di velenosa ironia, giacché il mercato editoriale propone al pubblico titoli e autori sempre uguali ma sempre più cari sul prezzo di copertina), troverà sicuramente in Schegge d'America non pochi motivi di riflessione e approfondimento della nuova cultura che l'America (America Latina inclusa) sta partorendo con dolore, ottimismo e una sana dose di veleno critico.
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