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NUOVO CINEMA A TORINO
Piero
Chiambretti a Torino. Ma anche Ornella Muti, Dario Argento, Gabriele
Lavia, Maurizio Zaccaro, Tom Tykwer e Alan Taylor. Tutti in città
nei primi sei mesi dell'anno, non di passaggio per l'aperitivo bensì
sul set a girare pellicole che dovremmo vedere presto al cinema o in
tv.
Fino a giugno erano sette le troupe cinematografiche giunte in città.
Il 1999 ne aveva portato 14, senza contare quelle impegnate con video,
spot, clip musicali e cortometraggi.
di Luigi
Urru
A poco più
di un secolo dalla prima proiezione torinese de L'arrivo del treno alla
stazione dei fratelli Lumière (per l'esattezza la sera del 7 novembre
1896), un'onda di registi, attori e produttori riscopre il capoluogo subalpino
come ambientazione ideale: sarà per le nostre "dritte vie",
il garbo formale dell'architettura del centro, la sobria eleganza di cortili
e scale e ringhiere, magari per le periferie o la collina o le montagne
a un tiro di schioppo, va' a sapere, lo scopriremo nelle sale.
O sarà forse che è nata la Film Commission e vale la pena
verificare la qualità del suo lavoro di appoggio.
Film
commission, l'ultima creatura
Location manager, assistenti di produzione, aiuti operatori, fonici,
truccatori, sarti, elettricisti, macchinisti, fotografi, maestranze
specializzate nella costruzione di scenografie, comparse
poi teatri
di posa, automezzi per gli spostamenti, autorizzazioni a girare, permessi
per l'utilizzo del suolo pubblico, una base logistica dove vivere per
sei - otto settimane e organizzare all'occasione le conferenze stampa:
una troupe che vada a lavorare fuori casa non si porta dietro che lo
stretto indispensabile (mediamente una trentina di persone), il resto
è da trovare sul luogo delle riprese. Le esigenze sono varie,
a volte stravaganti, rese più complesse dal muoversi in "terra
incognita". Qui vengono in aiuto le conoscenze, l'esperienza e
certamente le amministrazioni locali.
Dopo Roma, Bologna, Milano, Terni e Viterbo, anche Torino si è
dotata di una commissione per i film, la Film Commission, appunto, al
lavoro a pieno regime e sotto questo nome da settembre, con il compito
di attirare sul nostro territorio produttori di cinema e televisione.
Dovrebbe funzionare come un magnete agevolatore: a chi decide di girare
a Torino o in Piemonte, la Film Commission segnala società di
servizi e risorse professionali locali, facilita le pratiche per le
autorizzazioni, collabora per individuare le location e, in certi casi,
concede contributi e incentivi nella fase di avviamento della produzione.
Ti serve un mulo dei reggimenti alpini, un cactus a palla, un dipinto
di Paolucci? Ti aiutiamo a trovarli. Vuoi usare la macchina da presa
in mezzo al traffico delle cinque pomeridiane, in una fabbrica arrugginita,
una residenza sabauda chiusa al pubblico, un paese di montagna soffocato
dai rovi? Ci facciamo un sopralluogo insieme. Hai bisogno di un anticipo
sui costi di produzione? Cercheremo di venirti incontro.
Dal 1996 a oggi dall'Ufficio per il Cinema del Comune, precursore della
Film Commission, sono passati una quarantina di progetti tra lungometraggi,
sceneggiati e documentari, e troupe esterne da Roma, Milano, Napoli,
Bologna e Berlino. I titoli? Tenendo a mente che menzionarne alcuni
fa comunque torto agli altri, Così ridevano di Gianni Amelio,
Viaggio nella Fiat di Mimmo Calopresti, L'ostaggio di Davide Ferrario,
Libero burro di Sergio Castellito, Un amore di Gianluca Tavarelli, Ferdinando
e Carolina di Lina Wertmuller, Il partigiano Johnny di Guido Chiesa,
Un uomo da nulla di Aldo Colonna
Il ruolo di ponte tra gente di cinema e territorio non esaurisce le
incombenze della Film Commission. Sul fronte esclusivamente interno
sarà impegnata a sensibilizzare una città e una regione
non avvezze agli inconvenienti che il cinema può creare, e ricordare
che la sua maggiore presenza significa ricaduta economica e d'immagine.
La
mediateca e l'università
La Mediateca del Cinema Indipendente Italiano è il posto giusto
per chi vuole cominciare ma non sa come, sprizza idee ma ha difficoltà
a tradurle in pratica. E' un servizio del Settore Gioventù del
Comune, l'atmosfera è di giovane affabilità e la consulenza
professionale, puntuale e gratuita. Elemento di forza è la banca
dati, con oltre quattromila schede. Non meno utili sono le collaborazioni
per organizzare seminari (come quello di scrittura cinematografica per
cortometraggio, curato da Enrico Cerasuolo), proiezioni (quest'anno,
per esempio, al Café Liber), rassegne (anche fuori città,
come il Cortorama di Dronero, in provincia di Cuneo), incontri con gli
autori (i più recenti: Paolo Rosa e Alessandro Amaducci sulla
video arte a Novara), anteprime di film (Il partigiano Johnny di Guido
Chiesa con la pubblicazione di un volume). Tra le prossime iniziative,
una serie di incontri con i professionisti torinesi (si attendono Gherardo
Gossi per la fotografia, Giovanni Gebbia per la steady-cam e altri),
ma soprattutto la Mediateca incoraggia l'attività dei giovani
critici: all'inizio del prossimo anno usciranno un volume sugli ultimi
vent'anni di cinema e video in Piemonte e le migliori tesi di laurea
di argomento cinematografico del Dams.
Gli
archivi, tra Resistenza e videoarte
Mettiamo le mani avanti insieme a Paolo Gobetti. Nel presentare l'Archivio
Cinematografico della Resistenza, il critico e regista scriveva che
il termine può evocare "carte impolverate, vecchi signori
con le mezze maniche e tutto un meraviglioso assortimento di timbri,
inventari e ceralacche". Può insomma tenere a distanza,
come un luogo esclusivo, riservato agli esperti, o stantio, appannaggio
di topi da biblioteca. In realtà, gli archivi custodiscono tesori.
E a Torino abbondano. Anzi, fanno perdere la testa. Come le duecento
lanterne magiche al Museo Nazionale del Cinema che ci sprofondano ai
primordi, a quell'andare a tentoni degli sperimentatori di fine Ottocento,
in-consapevoli degli sviluppi che i loro tentativi avrebbero avuto ma
ben consci del loro carattere portentoso, da prodigio soprannaturale.
Atmosfera che si apprezza anche alla Galleria d'Arte Moderna, con una
collezione di opere di videoarte pioniereo re-centi (da Nam June Paik
a Pipilotti Rist), da ordinare e godere seduti in poltrona (sebbene
la qualità delle riproduzioni possa lasciare a desiderare). Elena
Volpato, curatrice della videoteca, ricorda che le radici storiche del
cinema sperimentale nostrano sono tanto a Roma quanto a Torino dove
"più di trent'anni fa ebbe inizio una nuova stagione del
cinema d'artista in seguito alla prima rassegna italiana del New American
Cinema presentata da Jonas Mekas".
E torniamo a Gobetti e a quella sua creatura (sebbene Ferruccio Parri
ne sia il fondatore) che intreccia passioni per il cinema, la storia
e la società civile: un archivio impegnato, quello della Resistenza,
che raccoglie pellicole e ne sforna di nuove, sull'antifascismo, certo,
ma anche sul movimento operaio, entrambi legati a doppio filo alle vicende
torinesi. Gli ultimi titoli, in videocassetta e volume, sono dedicati
alla lotta partigiana e al processo di Norimberga: "Tutti disponibili
per le scuole", sottolinea la direttrice Paola Olivetti, "come
il cd-rom sull'Italia costituente".
La
città dei festival
È Torino, si dice. Non sappiamo chi si sia preso la briga di
contare i festival nelle altre città della penisola, noi scanseremo
la fatica anche per la nostra. Del resto i festival sono la vetrina
del cinema, il suo aspetto più manifesto e a portata di mano
per i non addetti ai lavori, non fosse altro che per le locandine che
con regolarità scandiscono gli spazi d'affissione. E questo è
già un merito, perché delle molte opere prodotte poche
giungerebbero all'approdo delle sale non esistessero queste carrellate,
e carrellate di nicchia, come la maggior parte di quelle torinesi. Così,
anziché dilungarci sul Torino Film Festival che sta per partire,
ed è anche l'unico ad ampio spettro, e su quelli di più
lunga tradizione - il festival a tematiche omosessuali, quello del cinema
delle donne e quello del cinema sportivo - volgeremo lo sguardo sugli
ultimi nati (mentre per quelli partoriti oltre le mura metropolitane
rimandiamo al box degli indirizzi). Ce n'è per tutti i gusti.
È di questi giorni la terza edizione di Cinemambiente, festival
non competitivo già di notevole spessore. Accanto a opere parlatissime
ma poco proiettate come Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta, propone
di volta in volta una sezione tematica. Andarci è un esercizio
di responsabilità che quasi equivale ad assumere sulle proprie
spalle le tragedie del pianeta intero. Materiale su cui i media spesso
brillantemente sorvolano, siano le conseguenze ecologiche della guerra,
analizzate nel 1999 nei tre atti del Vietnam, del Golfo e della Jugoslavia,
o le biotecnologie di quest'anno.
Giriamo appena la pagina del calendario e novembre lancia il nuovo Sottodiciotto,
deciso ad aprire le porte "alla creatività dei ragazzi",
come recita il pieghevole di presentazione, "ai film e ai video
prodotti da loro e a quelle pellicole che si fanno interpreti delle
loro storie, ambizioni e sogni". Gli studenti saranno poi autori
del giornale, dei servizi video e fotografici del festival che, nelle
intenzioni degli organizzatori dell'Aiace, "non sarà solamente
un luogo d'incontro di pellicole ma anche di persone: giovani autori,
pubblico, insegnanti, registi" per scambiarsi "idee, esperienze,
progetti". Il festival ospiterà di anno in anno i prodotti
audiovisivi realizzati dalle scuole, per valorizzare l'attività
didattica e di sperimentazione degli allievi; le pellicole che partecipano
entrano a formare un archivio. Filo conduttore di questa prima edizione
è la paura. Alle scuole dell'infanzia ed elementari vengono proposte
fiabe animate sullo schermo; per le medie inferiori ci sono cartoni
popolati di mostri e mostriciattoli; per le superiori, un cult dell'horror,
commentato da ospiti di rilievo.
Sotto Natale ritorna lo scoppiettante Golem, alla seconda edizione.
Il programma è tutto nel nome: si tratta di un festival-ameba
che privilegia le connessioni non convenzionali, le zone di margine,
i percorsi non narrativi, gli ibridi tra pellicola e computer, arte
e scienza, documentario e immaginazione. Lo scheletro classico della
suddivisione per generi è l'unica bussola rimasta nel magma di
filmati proiettati lo scorso anno e rende conto della sbizzarrita varietà
di una manifestazione che si avvale della collaborazione del Centre
Européen de Recherches Audiovisuelles di Nizza e della Kunsthochschule
für Medien di Colonia. E già che siamo in Germania, ricordiamo
le innumerevoli rassegne organizzate dal Goethe Institut (come pure
dal Centre Culturel Français per la Francia): vale la pena tenerle
d'occhio. Marco Farano, al timone della sezione cultura dell'istituto,
non finisce di stupirci con prodotti dell'eterodossia tedesca. Ultime
cronologicamente le performance di Jürgen Reble: Alchimia, Sisifo,
Centro Galattico. È la fine del cinema e la celebrazione della
pellicola come materiale in sé, da frullare all'occorrenza o
affogare nella vasca delle alghe o incenerire davanti agli spettatori.
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GLI INDIRIZZI
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Archivio
Nazionale Cinematografico della Resistenza
Via Fabro 6 (011.539274 www.arpnet.it/ancr)
Associazione Italiana Film d'Animazione
Via Cosmo 6 (011.8193309)
Centro Italiano del Cortometraggio
Corso Marconi 4 (011.6687308)
Cinemambiente
Festival Internazionale di Cinema e Cultura Ambientale
Via Vicenza 29 (011.4379086www.arpnet.it/cineambi)
Cortorama
rassegna di cinema indipendente
in formato breve c/o l'associazione Marcovaldo
Via Cappuccini 29, Caraglio (Cn) (0171-618260)
Da Sodoma a Hollywood
Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali
Via Tasso 11 (011.4366855)
Festival Europeo del Documentario
di Bardonecchia c/o l'associazione Fert di Torino
Piazza Carignano 8 (011.532463 www.arpnet.it/fert)
Festival del Cinema Corto
c/o l'Ufficio Manifestazioni del Comune di Bra
Piazza Caduti della Libertà 14, Bra (0172.438324)
Festival del Cinema Sportivo
Corso Marconi 4 (011.6687308)
Festival Internazionale Cinema delle Donne
c/o l'associazione La Mo-Viola
Corso Raffaello 5
(011.6690824 www.members.tripod.it/festivalcinemadonne)
Film Commission
c/o l'Ufficio Cinema della Città di Torino
Via San Francesco da Paola 3 (011.4424769)
Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31 (011.5629911 www.gam.intesa.it)
Goethe Institut
Piazza San Carlo 206 (011.5628810)
Golem Videofestival
c/o l'associazione L'Orsa
Via San Francesco d'Assisi 18 (011.5174409)
Ipotesi Cinema
Postazione per la Memoria
Chiusa Pesio (Cn) (0171.735025)
Mediateca del Cinema Indipendente Italiano
c/o BIG
Via Maria Vittoria 18 (011.4430010)
Museo Nazionale del Cinema
Via Montebello20 (011.8125658)
Sottodiciotto Filmfestival
c/o l'Aiace di Torino
Galleria Subalpina 30 (011.538962 www.arpnet.it.aiaceto)
Torino Film Festival e Anteprima Spazio Torino
Via Monte di Pietà 1 (011.5623309 www.torinofilmfest.org)
Valsusa Filmfest
Via Roma 1/a, 10055 Condove (011.9644707 www.toth.it/filmfest)
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