CULTURA

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novembre/dicembre 2000













NUOVO CINEMA A TORINO
Piero Chiambretti a Torino. Ma anche Ornella Muti, Dario Argento, Gabriele Lavia, Maurizio Zaccaro, Tom Tykwer e Alan Taylor. Tutti in città nei primi sei mesi dell'anno, non di passaggio per l'aperitivo bensì sul set a girare pellicole che dovremmo vedere presto al cinema o in tv.
Fino a giugno erano sette le troupe cinematografiche giunte in città. Il 1999 ne aveva portato 14, senza contare quelle impegnate con video, spot, clip musicali e cortometraggi.

di Luigi Urru
A poco più di un secolo dalla prima proiezione torinese de L'arrivo del treno alla stazione dei fratelli Lumière (per l'esattezza la sera del 7 novembre 1896), un'onda di registi, attori e produttori riscopre il capoluogo subalpino come ambientazione ideale: sarà per le nostre "dritte vie", il garbo formale dell'architettura del centro, la sobria eleganza di cortili e scale e ringhiere, magari per le periferie o la collina o le montagne a un tiro di schioppo, va' a sapere, lo scopriremo nelle sale.
O sarà forse che è nata la Film Commission e vale la pena verificare la qualità del suo lavoro di appoggio.

Film commission, l'ultima creatura
Location manager, assistenti di produzione, aiuti operatori, fonici, truccatori, sarti, elettricisti, macchinisti, fotografi, maestranze specializzate nella costruzione di scenografie, comparse… poi teatri di posa, automezzi per gli spostamenti, autorizzazioni a girare, permessi per l'utilizzo del suolo pubblico, una base logistica dove vivere per sei - otto settimane e organizzare all'occasione le conferenze stampa: una troupe che vada a lavorare fuori casa non si porta dietro che lo stretto indispensabile (mediamente una trentina di persone), il resto è da trovare sul luogo delle riprese. Le esigenze sono varie, a volte stravaganti, rese più complesse dal muoversi in "terra incognita". Qui vengono in aiuto le conoscenze, l'esperienza e certamente le amministrazioni locali.
Dopo Roma, Bologna, Milano, Terni e Viterbo, anche Torino si è dotata di una commissione per i film, la Film Commission, appunto, al lavoro a pieno regime e sotto questo nome da settembre, con il compito di attirare sul nostro territorio produttori di cinema e televisione. Dovrebbe funzionare come un magnete agevolatore: a chi decide di girare a Torino o in Piemonte, la Film Commission segnala società di servizi e risorse professionali locali, facilita le pratiche per le autorizzazioni, collabora per individuare le location e, in certi casi, concede contributi e incentivi nella fase di avviamento della produzione. Ti serve un mulo dei reggimenti alpini, un cactus a palla, un dipinto di Paolucci? Ti aiutiamo a trovarli. Vuoi usare la macchina da presa in mezzo al traffico delle cinque pomeridiane, in una fabbrica arrugginita, una residenza sabauda chiusa al pubblico, un paese di montagna soffocato dai rovi? Ci facciamo un sopralluogo insieme. Hai bisogno di un anticipo sui costi di produzione? Cercheremo di venirti incontro.
Dal 1996 a oggi dall'Ufficio per il Cinema del Comune, precursore della Film Commission, sono passati una quarantina di progetti tra lungometraggi, sceneggiati e documentari, e troupe esterne da Roma, Milano, Napoli, Bologna e Berlino. I titoli? Tenendo a mente che menzionarne alcuni fa comunque torto agli altri, Così ridevano di Gianni Amelio, Viaggio nella Fiat di Mimmo Calopresti, L'ostaggio di Davide Ferrario, Libero burro di Sergio Castellito, Un amore di Gianluca Tavarelli, Ferdinando e Carolina di Lina Wertmuller, Il partigiano Johnny di Guido Chiesa, Un uomo da nulla di Aldo Colonna…
Il ruolo di ponte tra gente di cinema e territorio non esaurisce le incombenze della Film Commission. Sul fronte esclusivamente interno sarà impegnata a sensibilizzare una città e una regione non avvezze agli inconvenienti che il cinema può creare, e ricordare che la sua maggiore presenza significa ricaduta economica e d'immagine.

La mediateca e l'università
La Mediateca del Cinema Indipendente Italiano è il posto giusto per chi vuole cominciare ma non sa come, sprizza idee ma ha difficoltà a tradurle in pratica. E' un servizio del Settore Gioventù del Comune, l'atmosfera è di giovane affabilità e la consulenza professionale, puntuale e gratuita. Elemento di forza è la banca dati, con oltre quattromila schede. Non meno utili sono le collaborazioni per organizzare seminari (come quello di scrittura cinematografica per cortometraggio, curato da Enrico Cerasuolo), proiezioni (quest'anno, per esempio, al Café Liber), rassegne (anche fuori città, come il Cortorama di Dronero, in provincia di Cuneo), incontri con gli autori (i più recenti: Paolo Rosa e Alessandro Amaducci sulla video arte a Novara), anteprime di film (Il partigiano Johnny di Guido Chiesa con la pubblicazione di un volume). Tra le prossime iniziative, una serie di incontri con i professionisti torinesi (si attendono Gherardo Gossi per la fotografia, Giovanni Gebbia per la steady-cam e altri), ma soprattutto la Mediateca incoraggia l'attività dei giovani critici: all'inizio del prossimo anno usciranno un volume sugli ultimi vent'anni di cinema e video in Piemonte e le migliori tesi di laurea di argomento cinematografico del Dams.

Gli archivi, tra Resistenza e videoarte
Mettiamo le mani avanti insieme a Paolo Gobetti. Nel presentare l'Archivio Cinematografico della Resistenza, il critico e regista scriveva che il termine può evocare "carte impolverate, vecchi signori con le mezze maniche e tutto un meraviglioso assortimento di timbri, inventari e ceralacche". Può insomma tenere a distanza, come un luogo esclusivo, riservato agli esperti, o stantio, appannaggio di topi da biblioteca. In realtà, gli archivi custodiscono tesori. E a Torino abbondano. Anzi, fanno perdere la testa. Come le duecento lanterne magiche al Museo Nazionale del Cinema che ci sprofondano ai primordi, a quell'andare a tentoni degli sperimentatori di fine Ottocento, in-consapevoli degli sviluppi che i loro tentativi avrebbero avuto ma ben consci del loro carattere portentoso, da prodigio soprannaturale. Atmosfera che si apprezza anche alla Galleria d'Arte Moderna, con una collezione di opere di videoarte pioniereo re-centi (da Nam June Paik a Pipilotti Rist), da ordinare e godere seduti in poltrona (sebbene la qualità delle riproduzioni possa lasciare a desiderare). Elena Volpato, curatrice della videoteca, ricorda che le radici storiche del cinema sperimentale nostrano sono tanto a Roma quanto a Torino dove "più di trent'anni fa ebbe inizio una nuova stagione del cinema d'artista in seguito alla prima rassegna italiana del New American Cinema presentata da Jonas Mekas".
E torniamo a Gobetti e a quella sua creatura (sebbene Ferruccio Parri ne sia il fondatore) che intreccia passioni per il cinema, la storia e la società civile: un archivio impegnato, quello della Resistenza, che raccoglie pellicole e ne sforna di nuove, sull'antifascismo, certo, ma anche sul movimento operaio, entrambi legati a doppio filo alle vicende torinesi. Gli ultimi titoli, in videocassetta e volume, sono dedicati alla lotta partigiana e al processo di Norimberga: "Tutti disponibili per le scuole", sottolinea la direttrice Paola Olivetti, "come il cd-rom sull'Italia costituente".

La città dei festival
È Torino, si dice. Non sappiamo chi si sia preso la briga di contare i festival nelle altre città della penisola, noi scanseremo la fatica anche per la nostra. Del resto i festival sono la vetrina del cinema, il suo aspetto più manifesto e a portata di mano per i non addetti ai lavori, non fosse altro che per le locandine che con regolarità scandiscono gli spazi d'affissione. E questo è già un merito, perché delle molte opere prodotte poche giungerebbero all'approdo delle sale non esistessero queste carrellate, e carrellate di nicchia, come la maggior parte di quelle torinesi. Così, anziché dilungarci sul Torino Film Festival che sta per partire, ed è anche l'unico ad ampio spettro, e su quelli di più lunga tradizione - il festival a tematiche omosessuali, quello del cinema delle donne e quello del cinema sportivo - volgeremo lo sguardo sugli ultimi nati (mentre per quelli partoriti oltre le mura metropolitane rimandiamo al box degli indirizzi). Ce n'è per tutti i gusti.
È di questi giorni la terza edizione di Cinemambiente, festival non competitivo già di notevole spessore. Accanto a opere parlatissime ma poco proiettate come Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta, propone di volta in volta una sezione tematica. Andarci è un esercizio di responsabilità che quasi equivale ad assumere sulle proprie spalle le tragedie del pianeta intero. Materiale su cui i media spesso brillantemente sorvolano, siano le conseguenze ecologiche della guerra, analizzate nel 1999 nei tre atti del Vietnam, del Golfo e della Jugoslavia, o le biotecnologie di quest'anno.
Giriamo appena la pagina del calendario e novembre lancia il nuovo Sottodiciotto, deciso ad aprire le porte "alla creatività dei ragazzi", come recita il pieghevole di presentazione, "ai film e ai video prodotti da loro e a quelle pellicole che si fanno interpreti delle loro storie, ambizioni e sogni". Gli studenti saranno poi autori del giornale, dei servizi video e fotografici del festival che, nelle intenzioni degli organizzatori dell'Aiace, "non sarà solamente un luogo d'incontro di pellicole ma anche di persone: giovani autori, pubblico, insegnanti, registi" per scambiarsi "idee, esperienze, progetti". Il festival ospiterà di anno in anno i prodotti audiovisivi realizzati dalle scuole, per valorizzare l'attività didattica e di sperimentazione degli allievi; le pellicole che partecipano entrano a formare un archivio. Filo conduttore di questa prima edizione è la paura. Alle scuole dell'infanzia ed elementari vengono proposte fiabe animate sullo schermo; per le medie inferiori ci sono cartoni popolati di mostri e mostriciattoli; per le superiori, un cult dell'horror, commentato da ospiti di rilievo.
Sotto Natale ritorna lo scoppiettante Golem, alla seconda edizione. Il programma è tutto nel nome: si tratta di un festival-ameba che privilegia le connessioni non convenzionali, le zone di margine, i percorsi non narrativi, gli ibridi tra pellicola e computer, arte e scienza, documentario e immaginazione. Lo scheletro classico della suddivisione per generi è l'unica bussola rimasta nel magma di filmati proiettati lo scorso anno e rende conto della sbizzarrita varietà di una manifestazione che si avvale della collaborazione del Centre Européen de Recherches Audiovisuelles di Nizza e della Kunsthochschule für Medien di Colonia. E già che siamo in Germania, ricordiamo le innumerevoli rassegne organizzate dal Goethe Institut (come pure dal Centre Culturel Français per la Francia): vale la pena tenerle d'occhio. Marco Farano, al timone della sezione cultura dell'istituto, non finisce di stupirci con prodotti dell'eterodossia tedesca. Ultime cronologicamente le performance di Jürgen Reble: Alchimia, Sisifo, Centro Galattico. È la fine del cinema e la celebrazione della pellicola come materiale in sé, da frullare all'occorrenza o affogare nella vasca delle alghe o incenerire davanti agli spettatori.

GLI INDIRIZZI

 

Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
Via Fabro 6 (011.539274 www.arpnet.it/ancr)
Associazione Italiana Film d'Animazione
Via Cosmo 6 (011.8193309)
Centro Italiano del Cortometraggio
Corso Marconi 4 (011.6687308)
Cinemambiente
Festival Internazionale di Cinema e Cultura Ambientale
Via Vicenza 29 (011.4379086www.arpnet.it/cineambi)
Cortorama
rassegna di cinema indipendente
in formato breve c/o l'associazione Marcovaldo
Via Cappuccini 29, Caraglio (Cn) (0171-618260)
Da Sodoma a Hollywood
Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali
Via Tasso 11 (011.4366855)
Festival Europeo del Documentario
di Bardonecchia c/o l'associazione Fert di Torino
Piazza Carignano 8 (011.532463 www.arpnet.it/fert)
Festival del Cinema Corto
c/o l'Ufficio Manifestazioni del Comune di Bra
Piazza Caduti della Libertà 14, Bra (0172.438324)
Festival del Cinema Sportivo
Corso Marconi 4 (011.6687308)
Festival Internazionale Cinema delle Donne
c/o l'associazione La Mo-Viola
Corso Raffaello 5
(011.6690824 www.members.tripod.it/festivalcinemadonne)
Film Commission
c/o l'Ufficio Cinema della Città di Torino
Via San Francesco da Paola 3 (011.4424769)
Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31 (011.5629911 www.gam.intesa.it)
Goethe Institut
Piazza San Carlo 206 (011.5628810)
Golem Videofestival
c/o l'associazione L'Orsa
Via San Francesco d'Assisi 18 (011.5174409)
Ipotesi Cinema
Postazione per la Memoria
Chiusa Pesio (Cn) (0171.735025)
Mediateca del Cinema Indipendente Italiano
c/o BIG
Via Maria Vittoria 18 (011.4430010)
Museo Nazionale del Cinema
Via Montebello20 (011.8125658)
Sottodiciotto Filmfestival
c/o l'Aiace di Torino
Galleria Subalpina 30 (011.538962 www.arpnet.it.aiaceto)
Torino Film Festival e Anteprima Spazio Torino
Via Monte di Pietà 1 (011.5623309 www.torinofilmfest.org)
Valsusa Filmfest
Via Roma 1/a, 10055 Condove (011.9644707 www.toth.it/filmfest)
 
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