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LIBRI
E CENTRI DI ADDESTRAMENTO
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Tra
i libri in lingua italiana si possono segnalare:
ANIMALI AMICI DELLA SALUTE - CURARSI CON LA PET THERAPY di Ballarini,
Ed. Xenia;
Pet therapy: aiutarsi con gli animali di Boratti, Lorenzetto,
Zolesi e Meluzzi, Ed. Omega.
Chi volesse visitare un centro di addestramento alla Pet therapy
può rivolgersi a:
Associazione Arcadia, Via Chiesa 35, Robassomero (TO), tel. 011.9235443. |
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PET
TERAPY
E LO STRESS SE NE VA
Il
lavoro monotono, la scuola snervante. L'autobus che si fa aspettare, il
traffico bloccato, il posteggio che non si trova mai. Le scale interminabili,
il vicino insopportabile, le chiavi di casa che si incastrano nei pantaloni.
L'uscio di casa che si apre
e una enorme massa canina che ululando
si avventa contro, ci butta a terra e comincia a leccare ogni centimetro
quadrato di pelle nuda: solo per farsi perdonare di aver masticato le
nostre ciabatte preferite? Può essere, può essere; ma può
anche essere che il coinquilino a quattro zampe ci stia sottoponendo,
a nostra insaputa, ad una seduta di Pet therapy. Pensateci bene: non vi
sembra che lo stress accumulato stia svanendo? Che la pressione stia calando?
Che le tensioni muscolari accumulate si stiano allentando? Non vi sentite
maggiormente in pace con voi stessi e con il mondo? Se la risposta è
si, non ci sono dubbi: benvenuti nella grande famiglia di chi utilizza
la terapia animale.
di
Fabrizio Pezzana
Pet therapy,
ovvero "terapia coadiuvata dagli animali" ovvero una vasta gamma
di programmi terapeutici in campo sanitario, riabilitativo, sociale ed
assistenziale effettuati tramite l'ausilio degli animali d'affezione,
ossia quegli animali domestici, quali il cane ed il gatto, capaci di creare
"correnti emotive" fra sé e l'uomo. Animali e terapia
dunque, due termini che più in contrasto non si può, uno
tutto istinto e spontaneità, l'altro tutto metodo e tecnica; eppure
due termini che indicano non l'ultima moda "made in U.S.A.",
ma la formalizzazione e validazione scientifica del connubio di due concetti
già noti nel tempo antico e che rappresentano la base di pensiero
delle moderne discipline dell'evoluzionismo e della medicina psicosomatica:
e cioè che l'uomo e l'animale sono entità contigue, e che
le emozioni possono guarire.
E proprio contiguità ed emozione portarono, in un lontano giorno
degli anni '60, un cucciolo di cane ed uno d'uomo a giocare assieme; un
gioco ripetuto milioni di volte da milioni di cuccioli; ma caso volle
che il padrone del cane fosse Boris Levinson, neuro-
psichiatra americano che per l'appunto aveva in cura il bambino, affetto
da autismo. La capacità dimostrata dal cane Jingle di coinvolgere
il piccolo paziente incuriosirono Levinson portandolo a pubblicare il
libro "The dog as a cotherapist", testo che rappresenta l'atto
di nascita della Pet therapy.
Da allora
è stato tutto un susseguirsi di ricerche scientifiche condotte
nelle situazioni più differenti, dall'effetto rilassante di un
acquario posto nella sala d'aspetto dei dentisti al minor livello di
stress da esame in studenti universitari proprietari di un animale,
alla diminuzione dei tempi di recupero in persone colpite da infarto
e proprietarie di un animale d'affezione.
Oggigiorno la Pet therapy, affiancandosi alle più tradizionali
tecniche riabilitative ed educative, viene condotta in équipe
composte da varie figure professionali, quali il neuropsichiatra, che
valuta l'opportunità di utilizzare questo strumento terapeutico,
il veterinario, che sceglie l'animale più adatto per il percorso
terapeutico individuato e l'addestratore, che ha la responsabilità
dell'animale stesso; animali a loro volta caratterizzati da aspetto
piacevole, da indole mansueta e stabilità psicologica, sensibili
in misura corretta alle sollecitazioni ambientali e sociali. La Pet
therapy trova applicazione in tre differenti ambiti: psicologico-educativo,
come trattamento dei disturbi comportamentali nei bambini e per la riduzione
della aggressività in situazioni quali manicomi criminali, prigioni,
riformatori; psichiatrico, come trattamento dell'autismo, di sindromi
depressive, e nei casi di ansia e di tensione neuro-psichica; medico,
nei casi di ipertensione, nel recupero delle cardiopatie, nelle malattie
neuromuscolari.
Non sempre, però, è necessario ammalarsi per cercare di
stare meglio: canili e rifugi sono pieni di potenziali terapisti, forse
ancora grezzi, ma sicuramente desiderosi di mettersi all'opera; certo,
la coesistenza con un terapista animale non è semplice, soprattutto
per la sua capacità di dimostrare i propri sentimenti in sincerità
e senza tanti giri di parole; ma forse è proprio questo il bello
della Pet therapy: quello di essere aiutati da un animale a ritrovare
almeno un po' della nostra umanità.
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