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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2000 | ||
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OLTRE
OGNI LIMITE Probabilmente se vi chiedessimo di pensare ad un atleta citereste il nome di una delle tante superstar dello sport. Alti, belli e ricchissimi. Avreste sicuramente ragione, ma limitereste il significato della parola atleta. È tale chi pratica un'attività sportiva, qualunque essa sia. Atleti sono anche, dunque, quelle persone che, pur essendo disabili, non si rassegnano ai limiti loro imposti dal fisico, ma ci lottano ogni giorno, facendo sport nel senso più elevato dell'espressione. Un mondo sommerso, sconosciuto ai più, a chi, per sua fortuna non ha avuto la necessità di interessarsi all'argomento. Un mondo nascosto, che difficilmente viene promosso dai mezzi di comunicazione. Un mondo comunque vasto, vastissimo in cui non mancano le proposte e le attività. di Sergio Capelli Probabilmente lo sport più noto al grande pubblico è il basket in carrozzella. Una specialità nata ormai da decenni, organizzata in campionati, che vede moltissimi atleti iscritti alla federazione nazionale. Insomma, la punta di un iceberg: le attività sportive organizzate per chi è costretto su di una sedia a rotelle sono molte, moltissime. Un esempio su tutti è l'handybike, ovvero una bicicletta con tre ruote su cui si pedala con le braccia. Sicuramente i più attenti hanno notato gli handybikers gareggiare al fianco di manifestazioni sportive, per lo più podistiche, di livello internazionale. Ma se questi sono fenomeni sportivi che hanno, nonostante tutto una certa visibilità, esistono discipline completamente sconosciute, di cui non si è mai sentito parlare o che mai si sono viste in televisione (e si sa: oggi, l'unica prova dell'esistenza di un fenomeno universalmente accettata è un passaggio televisivo ). È il caso, ad esempio, dell'hockey in carrozzina elettrica, uno sport non eccessivamente praticato, derivato direttamente dall'hockey su prato. O del tennis in carrozzina, del calcio in carrozzina, e di molte altre variazioni degli sport "ufficiali". Insomma, un'amplissima possibilità di scelta che può accontentare tutti. Ma la carrozzina non sempre è indispensabile: esistono sport in cui anche chi ha disabilità motorie può abbandonarla. È il caso, innanzi tutto, del nuoto. Esiste una federazione nazionale (Associazione di Nuoto per Portatori di Handicap, A.N.P.Ha, www.anpha.it) e corsi in ogni città. Nell'ampio panorama delle offerte non mancano poi le possibilità di divertimento per i più spericolati: si va dalle gare di automobilismo per chi è in possesso di patenti speciali alle competizioni di sci acquatico, di cui recentemente si sono svolti i Campionati Europei all'Idropark di Milano. Ma, ovviamente, le disabilità motorie non sono le sole che pregiudicano la partecipazione alle competizioni per normodotati. Così esistono sport dedicati ai non vedenti (si va dall'atletica leggera al calcio, dallo sci al baseball). E proprio i non vedenti, in alcune specialità sportive, hanno prestazioni non molto distanti da quelle dei normodotati, quando non migliori: alle olimpiadi di Sydney abbiamo visto correre, sulla distanza dei 1500 metri, la velocista americana Marla Runyan, non vedente. Insomma: esiste un mondo pressoché invisibile di atleti che ogni giorno sfida i propri limiti fisici cercando di raggiungere risultati sempre migliori e cercando di vincere tutte le competizioni a cui partecipa. Ma pensiamoci bene: in che cosa si differenziano da quel mondo di atleti che quotidianamente popola i nostri schermi TV? Stessi obiettivi, stesse metodologie, solo ed esclusivamente sport differenti.
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