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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2000 | ||
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EDUCAZIONE
MOTORIA, FISCIA E SPORTIVA NELLA SCUOLA DELL'AUTONOMIA Tra gli obiettivi della scuola dell'autonomia ritroviamo quello della valorizzare dell'educazione motoria, fisica e sportiva. di Massimiliano Gollin Nel nuovo ordinamento della scuola dell'autonomia l'educazione motoria (nella scuola primaria) e fisica (nella scuola secondaria) deve essere proposta in modo scientifico, fornita dei mezzi necessari e verificata nel tempo. Se la prevalenza dell'educazione fisica è indiscutibile, dall'altro lato non si può azzerare l'interesse della scuola per il fenomeno sportivo: non soltanto nella dimensione agonistica, ma mirato alla costruzione di attività sportive che contribuiscano alla maturazione sociale del giovane e allo sviluppo di specifiche competenze. Il M.P.I. ha introdotto dallo scorso anno scolastico il programma Perseus (1999 - 2002) dove vengono individuate alcune priorità: 1. L'inserimento di attività di educazione fisica mirate allo sviluppo ed al mantenimento delle funzioni motorie in rapporto allo sviluppo dell'intelligenza cognitiva; 2. L'inserimento e l'organizzazione di uno sport scolastico educativo aperto a tutti, meno rigido nei ritmi e nei tempi di attivazione delle iniziative e capace di non esasperare la ricerca della prestazione e del tecnicismo. La finalità principale è quella di favorire la pratica motoria e sportiva a livello ampio e generalizzato che coinvolga il maggior numero di studenti in attività continuative. L'avvio del programma Perseus a consentito all'U.E.F. (Ufficio Educazione Fisica) del Provveditorato di Torino e agli enti che hanno collaborato di coinvolgere circa 30.000 studenti in attività e manifestazioni sia dei Giochi sportivi studenteschi sia a carattere promozionale ed innovativo, tra cui annoveriamo oltre ai classici sport di squadra: orienteering, ciclismo, tennis tavolo, tennis, canoa, tiro con l'arco, arrampicata, sci alpino, sci di fondo, rugby, softball/baseball, hit ball, arrampicata, pallatamburello, attività sportiva per disabili. Con queste iniziative si cerca anche di educare ad uno sport che oggi purtroppo non ha più punti di riferimento etici, perché inquinato dallo sfruttamento economico: falsificazione dei risultati, favoritismi, scommesse clandestine, doping. Pratica sportiva, dunque, che non diventi ossessione, selezione, mancanza di creatività. L'attività sportiva scolastica vuole, e può rappresentare, uno strumento idoneo ad affermare i valori che non riguardano esclusivamente il mondo sportivo ma vuole restituire allo sport la giusta identità nel contesto sociale. L'educazione motoria, fisica e sportiva tenderà a formare individui che grazie alle esperienze scolastiche acquisiscano competenze e conoscenze specifiche che gli permettano di gestire in modo consapevole i contenuti culturali acquisiti. Valorizzazione della nostra organizzazione culturale e sportiva nel rispetto dei diritti e dei doveri di cittadinanza con l'acquisizione di valori sociali di marcata rilevanza. Nella gestione organizzativa è prevista la consulta provinciale degli studenti. Lo sport nella scuola di oggi sarà quindi organizzato e gestito come un'attività democratica dove tutti avranno gli stessi diritti e gli stessi doveri. L'educazione sportiva scolastica mirerà alla possibilità che gli studenti decidano in piena autonomia se partecipare a momenti competitivi. Tra gli enti esterni interessati alla scuola in primo luogo troveremo il CONI, le regioni, le province e i comuni. Inoltre saranno anche interessati gli enti statali che possono concorrere all'educazione sportiva del cittadino. |
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