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novembre/dicembre 2000








 

 


ULTRAS
Generalmente sono indicati come l'anima nera dello sport, descritti come brutti, sporchi e cattivi, sociologicamente inquadrati come personaggi disadattati e devianti; in realtà sono spesso persone comuni che la domenica si trasformano in ultras. Un fenomeno vecchio di decenni.

di Sergio Capelli
Innanzitutto sgombriamo il campo da un equivoco: molto spesso i termini ultras ed hooligan passano per sinonimi. A tutti gli effetti non è esattamente così. Il termine Hooligan, infatti, deriva dal nome di una banda attiva nell'Inghilterra della fine dell'800, famosa per la sua aggressività, e connota questi tifosi dunque direttamente come teppisti; il termine ultrà, viceversa è più onnicomprensivo, esso ha una derivazione direttamente politica (i fedeli del re di Francia, i gruppi di sinistra post 68), e si riferisce alla categoria dell'estremismo politico.
Le sottoculture stradaiole legate alla musica rock contribuiscono in Inghilterra, a metà degli anni '60, alla nascita e allo sviluppo del sistema di regole che è alla base dell'hooliganismo calcistico (il forte legame col territorio, le regole di accesso al gruppo molto selettive, la difesa contro gli intrusi, i comportamenti aggressivi ecc.) esse poi si irradiano attraverso canali diversi, negli altri paesi europei. In Italia alcuni di questi stili di vita acquistano spessore proprio negli anni della contestazione giovanile ('68-'69) e vanno ad associarsi ad una militanza "politica". Nascono così i primi gruppi organizzati che associano al tipico atteggiamento di ribellismo giovanile quel senso politico "anti-sistema".
Il primo in assoluto è la Fossa dei Leoni, di fede milanista, che si costituisce nel 1968. Seguono tutti gli altri, spesso con nomi mutuati della politica: Tupamaros, Fedayin e i molti gruppi che si definiscono Brigate in onore delle poco calcistiche Brigate Rosse. La divisione è quella classica: rossi contro neri. Se in una città c'erano due squadre si assisteva ad una vera e propria polarizzazione delle tendenze politiche delle differenti tifoserie.
Cambiano i tempi e con la fine dei '70 si ritagliano uno spazio in curva gruppi di giovani totalmente indipendenti dagli ordini dei capi-tifo fino ad allora consolidati. Sono Ragazzi per lo più interessati allo scontro. I modelli cambiano e con loro i nomi delle formazioni. Che Guevara è sostituito da Alex, il teppista globale di Arancia Meccanica, le brigate dai Drughi.
Oggi nelle curve torna pericolosamente la politica. Si espongono svastiche e croci celtiche, si da degli ebrei agli avversari e si inneggia ai campi di concentramento. Spira un'aria pericolosa: l'ignoranza associata alla stupidità e all'estremismo non può che partorire mostri.
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