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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2000 | ||
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UNA VITA DA TIFOSO di Miriam Mimosa MassoneMa il mondo animale sarà poi contento del fatto che tori e zebre sono state scelte dall'uomo per rappresentare scatenate tifoserie avversarie? Chissà se ai tori fa così piacere vedersi dipinti su magliette e gadgets, con un grugno pauroso e quel gigante anello al naso o se alle zebre non dà invece fastidio essere sempre raffigurate come equini rampanti. Il problema è certamente surreale; a queste inconsapevoli icone calcistiche poco importa dell'uso che l'uomo fa della loro immagine purché, aggiungiamo noi, non simboleggi aggressività e violenza. I tifosi sono quanto di più spettacolare possa esserci in uno stadio, sono l'anima del calcio. Con la loro presenza danno colore e calore a una partita. Sono il cuore pulsante di questo sport e i calciatori quasi non possono farne a meno. Gli incitamenti, le esortazioni, i cori sono essenziali per il grande campione così come per il giovane alla sua prima entrata in campo. Con le sciarpe, gli striscioni e le bandiere, torinisti e juventini, ogni domenica tingono di granata e bianconero il Delle Alpi e creano una vera e propria scenografia naturale. Alle volte però, può succedere che tutta questa meraviglia, questa bella mostra di passione ed emozione, si trasformi nello spettacolo più triste che si possa inscenare: la tragedia. Succede quando l'esaltazione per la propria squadra diventa fanatismo e il tifo a favore dei propri campioni si muta in tifo contro i calciatori e la tifoseria avversaria. Allora fioccano insulti e compaiono striscioni razzisti, ineggianti alla violenza, con espliciti richiami al nazismo, come è successo all'Olimpico lo scorso anno. I tifosi imbestialiti arrivano anche a tirarsi seggiolini e oggetti contundenti finché, come è accaduto allo stadio di Genova nel 1995, non ci scappa il morto. Vincenzo, soprannominato Spagna, è stato ucciso a coltellate da un ragazzo del Milan. Questi atti di disumanità e ferocia vengono attribuiti, dal noto giornalista sportivo Michele Plastino, a tifosi militanti di estrema destra. Sono la parte cancerogena di un corpo altrimenti sano. Concentrando l'attenzione sulla nostra città, notiamo con piacere che la maggioranza dei fans club granata e juventini, sono nati unicamente per sostenere, in maniera civile e piacevole, la rispettiva squadra. Lo statuto del "Toro on the net" ad esempio, invita i soci del club alla correttezza comportamentale e sportiva, affinché si crei un clima di simpatica amicizia. Non trapelano intenti aggressivi neppure dal fronte bianconero: le associazioni pro Juve sono molte, ma quasi tutte finalizzate al divertimento e al coordinamento dei numerosi tifosi, sparsi in tutta Italia. Come il club "Black & white", ideato da due tassisti torinesi che vorrebbero unire, almeno virtualmente, tutti i tassisti juventini del nostro paese! O il "Club Montevarchi", nel quale convogliano oltre 400 toscani zebrati, sempre pronti a seguire Del Piero e compagni in ogni trasferta. Per chi poi allo stadio vuole andarci preparato, sapendo alla perfezione le parole dei cori da cantare a squarcia gola, ecco il "Juventus Fan Page" su internet dove è possibile ascoltare tutti gli inni e le canzoni. L'organizzata curva Maratona, detta anche "12° giocatore in campo" per il consistente contributo che col suo tifo dà ai giocatori, si presenta come un altrettanto ricco collage di club, che da anni seguono il Toro. Il club dei "Fedelissimi" è stato creato da un piccolo gruppo di amici, nel 1951. Oggi riunisce così tanti tifosi che è stato diviso in due sessioni: quella degli anziani che curano l'aspetto finanziario e societario e quella dei ragazzi che si preoccupano degli sviluppi della curva e della gestione del materiale (striscioni, magliette, sciarpe ed anche giornali, come "Cuore Granata"). Particolarmente vivaci sono anche le "girls granata", un fans club ufficiale interamente al femminile, che per sede ha la casa di una tifosa. L'importante per entrambe le tifoserie resta comunque la partecipazione: amare una squadra significa seguirla e il tifo si fa allo stadio. Qui infatti avviene il grosso dell'organizzazione di ogni fans club. |
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