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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2000 | ||
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MOMENTI DI GLORIA di Cristiano Casassa MontNegli ultimi anni il filone sportivo ci ha regalato momenti di grande emozione e divertimento. Come dimenticare infatti Cool runnings (in Italia col titolo Quattro sotto zero), film che narrava l'avventura olimpica della squadra giamaicana di bob o l'indimenticabile Momenti di gloria? Vero è che, specialmente in Italia, il genere soffre di "problemi di botteghino". Mi spiego. A Los Angel prima e a Sidney poi abbiamo imparato che lo sport, quello olimpico almeno, è Altius, Fortius, Citius, il risultato cioè di forza, coraggio, tenacia e lealtà, elementi che appartengono a stereotipi ben lontani dalla violenza della maggior parte delle pellicole oggi in circolazione. Certo si può "farcire" una storia di buoni sentimenti con un po' di elementi contrastanti, difficoltà, malattie o morti, ostacoli di vario genere, ma il passaggio da un film di successo ad un ottimo film-documentario è breve. Ne sa qualcosa una delle ultime fatiche di Oliver Stone Ogni maledetta domenica, che, nonostante le riprese maestrali, gli effetti sonori di eccezionale realismo ed una generale ottima produzione, ha registrato un clamoroso flop certamente in Italia ma, fatto curioso, anche negli States. Troppi "pistolotti" retorici, troppi virtuosismi, troppi esiti scontati. Questo film, in poche parole, per la sua stessa natura, appartiene al genere perbenista dei film sportivi, permeati di persone dai troppi buoni sentimenti, dalle difficoltà che si insinuano tra vita e vittoria, dalla stessa vittoria che arriva all'ultimissimo incredibile istante finale. Troppo scontato il tutto. Anche per il mercato americano. In Italia credo nessuno si sarebbe mai sognato un'opera del genere. Forse anacronistica? No, gli ideali sportivi dovrebbero poter essere gli stessi di sempre. Quello che non fa "cassetta" è il bisogno di spettacolarizzazione: l'onestà minacciata dalla furbizia altrui, la tensione alla vittoria confrontata con gli interessi non propriamente sportivi, la competizione leale o la più corta via della corruzione. E come dar torto al a chi non ne vuole più sapere di tutto ciò?. In Italia, almeno, usiamo lo sport come sfondo per raccontare storie più vere. Pensiamo ad esempio al bellissimo Italia-Germania 4-3 di Andrea Barzini dove, a vent'anni di distanza tre amici e compagni di liceo e di militanza politica si ritrovano per rivedersi in videocassetta le semifinali dei campionati mondiali di calcio del '70. Qui la mitica partita azzurra è "solo" il motivo di fondo della rimpatriata, per raccontare di come le persone, negli anni, siano cambiate. In Palombella rossa di Nanni Moretti, l'incipit del racconto è una partita di pallanuoto durante la quale il protagonista viene colto da amnesia. Il film è una lucida critica dell'idiozia del potere ma, chiaramente, non un film di sport. Ultrà, film di Ricky Tognazzi del 1991, narra l'inquietante fenomeno della violenza negli stadi. Anche qui lo sport, il calcio, è visto come elemento per raccontare una realtà ben diversa dagli ideali sportivi. Così, mentre la produzione di pellicole di sport langue, la stessa situazione non si ha sul fronte dell'interesse che molti sportivi, dopo essersi magari fatti conoscere per i propri risultati, si sono fatti per il grande schermo. Il fatto è che i film in cui degli sportivi hanno interpretato ruoli da sportivi sono un po' pochini. C'è Michel Jordan che intepreta se stesso in Space Jam, Mickey Rourke che fa il pugile, o, ma andiamo nel 1915 Charlie Chaplin, campione di pattinaggio che fa il boxeur in, appunto, Charlot eroe del ring. Più folta la schiera degli sportivi diventati attori ed interpreti non sportivi: tra i più noti all'estero abbiamo Jean Claude Van Damme, Martin Hagler, il pugile Jean Paul Belmondo, l'acrobata circense Burt Lancaster, il lottatore Chris Penn, Arnold Schwarznegger, titolare di ben 13 titoli mondiali tra sollevamento pesi e body-building, Patrick Swayze, ginnasta. In Italia Raul Bova, Bud Spencer e Giuliano Gemma tutti originariamente nuotatori e poi ancora Fabrizio Bentivoglio, calciatore o l'indimenticato Vittorio Gassman, giocatore di pallacanestro. Sono invece numerosissimi gli attori che si sono cimentati nei panni di sportivi: Denzel Washingtn in Hurricane, Paul Newman, Sylvester Stallone, Robert de Niro, Antonio Banderas e anche Madonna, in Ragazze vincenti nel 1992. Ma la schiera degli atleti-attori italiani è destinata a crescere: nel periodo delle Olimpiadi, infatti, molte testate giornalistiche più o meno impegnate, ci hanno offerto scorci più o meno casti sia delle campionesse donne sia dei loro colleghi maschi. Ha iniziato un famoso settimanale qualche mese or sono, poi, visto il significativo aumento di copie vendute, la stessa iniziativa si è diffusa. Da una parte l'interesse del pubblico, dall'altra la difficoltà degli atleti a sottrarsi agli onori degli obiettivi che per ritagliarsi un piccolo spazio di celebrità. Non si sa mai. |
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