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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 06/2000 | ||
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CASUAL
MA NON TROPPO Casual, stravagante, tecnico ma soprattutto comodo e il più possibile uguale per tutti. Ecco potremmo usare questi termini per definire ciò che sta accadendo nella moda dedicata ai giovani. Non europei, ma occidentali, ovvero tutti coloro che possono occupare il loro tempo pensando alla moda e non devono lottare per la pagnotta. Il fatto sotto gli occhi di tutti è certamente questo; oggi tutti i ragazzi indossano capi, scarpe, accessori molto informali, e accoppiati in maniera apparentemente casuale. Ciabatte e pantaloni a zampa, scarpe da ginnastica e pantaloni con il risvolto ecc. La tendenza è comunque quella di privilegiare la comodità e l'informale. I tessuti sono nuovissimi e con nomi astrusi e i colori ricercati. Ma tutto ciò ha una storia, non accade per caso ed è un fenomeno che riguarda le nuove generazioni a Torino come a Los Angeles, a Tokio come a Pechino. Un primo aspetto è dato dalla crescente popolarità, direi planetaria, di alcuni sportivi e quindi dei loro valori, del loro mondo e dei loro sponsor .Ronaldo è conosciuto in tutto il pianeta così come Cristina Aguilera o i Back Street Boys. La fama e la visibilità di questi personaggi è formidabile e le aziende lo sanno bene. Trasmettono valori positivi, sembrano sani e almeno in parte riescono ad esprimersi in maniera decente a differenza di alcuni loro predecessori che messi davanti ad una telecamera facevano crollare l'audience salutando la mamma e dicendo: "Sono arrivato uno". Oggi la spesa per l'abbigliamento e accessori vari è aumentata a dismisura e un giovane "under 35" spende più in vestiario (il 7.5 del suo reddito) che in tempo libero, cioè cinema, computer ecc. I negozi dedicati all'abbigliamento sportivo pullulano quasi quanto quelli dedicati alla telefonia cellulare e un'azienda come Kappa ne conta oltre 150 - che espongono i suoi prodotti - nella sola città di Torino e provincia. Anche l'abbigliamento sportivo ha scoperto i grandi magazzini e la vendita nei centri commerciali. L'offerta è certamente enorme e ormai anche su internet si può acquistare di tutto specialmente quei prodotti che magari non sono presenti nei negozi perché pensati per altri mercati. Altro
aspetto non secondario è una velocità di propagazione
delle modo nel mondo occidentale forse mai raggiunta prima. Internet
sta accelerando il processo già iniziato con le televisioni musicali
(MTV), simili se non uguali al di qua ed al di là dell'oceano.
Oggi per molte grandissime aziende il teen agers è una categoria
che travalica frontiere e oceani. Beve la Coca o la Bud, mangia Mc Donald's
o gli yogurt Muller se è salutista, fuma Marlboro e indossa le
scarpe della stessa marca di Ronaldo o la stesso giubbotto di Soldini
oltre a navigare sulla rete con Explorer. Quindi certamente è ancora un po' diverso da un suo omologo su un altro continente ma potrebbe riuscire ad esempio, con questi termini ormai comuni a tutti, a chiacchierarci per un po' senza difficoltà o almeno spiegare i suoi hobby. Allora non si capisce perché la moda non dovrebbe seguire la stessa strada. Infatti è così. Difficilmente troviamo oggi, passeggiare in un qualsiasi centrocittà, ragazzi che non abbiano ai piedi Nike o Adidas. La differenza cominciano a farla delle sottigliezze: i colori, i tessuti e le serigrafie. Basti pensare che il sito www.scarpe.it ne presenta oltre 1.200 tipi con specifiche e particolari di grande dettaglio. Esistono però dei prodotti esemplificativi tipo la t-shirt chiamata Meltin'Pot - che significa miscuglio di razze - con scritte e disegni orientali accattivanti per i giovani di tutte le latitudini. Quindi il miscuglio diventa marchio, definizione di un fatto. Le aziende
italiane di abbigliamento sportivo, che producono in Cina o Tailandia,
dichiarano di avere i loro centri stile ancora qui, ma è come
se fossero dappertutto e contemporaneamente.
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