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novembre/dicembre 2000




PALLONI SOLIDALI
"Questo pallone non l'ho cucito io", era la campagna d'informazione - promossa durante i mondiali che si tennero in Francia nel 1998 - contro lo sfruttamento minorile. Ecco alcune delle aziende italiane che distribuiscono e certificano l'importazione dei palloni di calcio e volley:
Coop Italia, via Bruschi 126/128, Sesto Fiorentino (FI), tel. 055.42131
CTM, via Macello 18, Bolzano, tel. 0471.975333
Sport Import, via Priore 5, 21026 Gavirate, tel. 0332.747473
INS Mercato, via Pionca 10, 30030 Cazzago di Pianiga (VE), tel. 041.5136111
Spes - la Tortuga, Riviera Mugnai 8, 35137 Padova, tel. 049.8762480.

 


CASUAL MA NON TROPPO

di Dario Destefanis
Casual, stravagante, tecnico ma soprattutto comodo e il più possibile uguale per tutti. Ecco potremmo usare questi termini per definire ciò che sta accadendo nella moda dedicata ai giovani. Non europei, ma occidentali, ovvero tutti coloro che possono occupare il loro tempo pensando alla moda e non devono lottare per la pagnotta. Il fatto sotto gli occhi di tutti è certamente questo; oggi tutti i ragazzi indossano capi, scarpe, accessori molto informali, e accoppiati in maniera apparentemente casuale. Ciabatte e pantaloni a zampa, scarpe da ginnastica e pantaloni con il risvolto ecc. La tendenza è comunque quella di privilegiare la comodità e l'informale. I tessuti sono nuovissimi e con nomi astrusi e i colori ricercati. Ma tutto ciò ha una storia, non accade per caso ed è un fenomeno che riguarda le nuove generazioni a Torino come a Los Angeles, a Tokio come a Pechino.

Un primo aspetto è dato dalla crescente popolarità, direi planetaria, di alcuni sportivi e quindi dei loro valori, del loro mondo e dei loro sponsor….Ronaldo è conosciuto in tutto il pianeta così come Cristina Aguilera o i Back Street Boys. La fama e la visibilità di questi personaggi è formidabile e le aziende lo sanno bene. Trasmettono valori positivi, sembrano sani e almeno in parte riescono ad esprimersi in maniera decente a differenza di alcuni loro predecessori che messi davanti ad una telecamera facevano crollare l'audience salutando la mamma e dicendo: "Sono arrivato uno".

Oggi la spesa per l'abbigliamento e accessori vari è aumentata a dismisura e un giovane "under 35" spende più in vestiario (il 7.5 del suo reddito) che in tempo libero, cioè cinema, computer ecc. I negozi dedicati all'abbigliamento sportivo pullulano quasi quanto quelli dedicati alla telefonia cellulare e un'azienda come Kappa ne conta oltre 150 - che espongono i suoi prodotti - nella sola città di Torino e provincia. Anche l'abbigliamento sportivo ha scoperto i grandi magazzini e la vendita nei centri commerciali. L'offerta è certamente enorme e ormai anche su internet si può acquistare di tutto specialmente quei prodotti che magari non sono presenti nei negozi perché pensati per altri mercati.

Altro aspetto non secondario è una velocità di propagazione delle modo nel mondo occidentale forse mai raggiunta prima. Internet sta accelerando il processo già iniziato con le televisioni musicali (MTV), simili se non uguali al di qua ed al di là dell'oceano. Oggi per molte grandissime aziende il teen agers è una categoria che travalica frontiere e oceani. Beve la Coca o la Bud, mangia Mc Donald's o gli yogurt Muller se è salutista, fuma Marlboro e indossa le scarpe della stessa marca di Ronaldo o la stesso giubbotto di Soldini oltre a navigare sulla rete con Explorer.
Se poi si diletta con i videogiochi usa Playstation o Sega e per rilassarsi va sui Roller.

Quindi certamente è ancora un po' diverso da un suo omologo su un altro continente ma potrebbe riuscire ad esempio, con questi termini ormai comuni a tutti, a chiacchierarci per un po' senza difficoltà o almeno spiegare i suoi hobby. Allora non si capisce perché la moda non dovrebbe seguire la stessa strada. Infatti è così. Difficilmente troviamo oggi, passeggiare in un qualsiasi centrocittà, ragazzi che non abbiano ai piedi Nike o Adidas. La differenza cominciano a farla delle sottigliezze: i colori, i tessuti e le serigrafie. Basti pensare che il sito www.scarpe.it ne presenta oltre 1.200 tipi con specifiche e particolari di grande dettaglio. Esistono però dei prodotti esemplificativi tipo la t-shirt chiamata Meltin'Pot - che significa miscuglio di razze - con scritte e disegni orientali accattivanti per i giovani di tutte le latitudini. Quindi il miscuglio diventa marchio, definizione di un fatto.

Le aziende italiane di abbigliamento sportivo, che producono in Cina o Tailandia, dichiarano di avere i loro centri stile ancora qui, ma è come se fossero dappertutto e contemporaneamente.
Perché ? Perché i loro creativi per ispirarsi guardano le tv di mezzo mondo (MTV e le TV sportive in testa) e seguono l'onda, che è poi sempre la stessa e dalla quale tutti copiano. Altre aziende dichiarano di far studiare a semiologi (gli studiosi dei segni) le scritte per le strade, sui treni o sulle metro per poi riprodurle sulle magliette, sugli zaini o sulle scarpe.
Insomma lo strano viene studiato, analizzato e reso comune a tutti. L'omologazione tende ad essere quindi planetaria e tutti o un po' più o un po' meno strani. A seconda dei punti di vista.

INFO

 

Modi di dire e di fare
Cosa si può fare senza saperlo…
Ecco come viene definito oggi il tempo libero, o meglio, tutto ciò che si può fare per riempirlo. E per ogni occasione c'è l'abbigliamento giusto, cosa che tende a far dilatare il vostro guardaroba a dismisura.
Innanzi tutto si è new-age e si parla di out-door. C'è l'adventure e il trekking. Si fa fitness e home-fitness, cicloturismo, street hockey, line skate, g.a.g., body sculture, ecc.
Si parla di scuba-suit e fashion-triathlon. In mare, snorkelling, wakeboard, padule skiing (?).
Per concludere vi potete iscrivere ad un raid multidisciplinare noto anche come adventure-race.

Tessuti e altre diavolerie
Anche il tessuti seguono la stessa trasformazione e quindi se una volta c'era, esagerando un po', il cotone, il lino e la lana per l'abbigliamento e la gomma, la para ed il cuoio per le scarpe, oggi invece…
Per la maglia della Nazionale di calcio, agli europei di Francia si è usato un tessuto bielastico in nylon Supplex e Lycra con una cucitura a tre aghi. I calzoncini di un altro capo sono in jersey con banda parlata (?), e c'è la felpa in super terry. Esistono anche le coulisse strategiche e il twill di cotone. La sensitiva microfibra pare si asciughi in fretta e sia molto traspirante.
Alcune case parlano di tessuti antivento, antipioggia, anti UVA e addirittura di tessuti "silenziosi" per favorire la concentrazione nonché termici per adattarsi ai repentini cambi climatici. Non dimentichiamo poi i tessuti stretch o il policotone insieme al nylon delavé. E, per finire, esiste anche il sandalo multifunzionale e la scarpa in canvas con la suola in caucciù naturale bidensità.
Insomma il tecnico impera, l'easy well piace, e i colori sono riposanti e ispirati alla natura che ci circonda.

 
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