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SPECIALE LAVORO | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/1999 | ||
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NON C'E' LAVORO?
ME LO INVENTO Sono passati più di sessant'anni da quando Charlie Chaplin, in "Tempi Moderni", si improvvisava cantante-cabarettista in un ristorante di Parigi mettendo in scena la famosa gag di "Io cerco la Titina". Alla folle ricerca di un gruzzolo di denaro per vivere felice e contento con la sua compagna, si scrive il testo della canzone sul polsino della manica prima di entrare in sala, polsino che naturalmente perde alla prima mossa con le conseguenze che si possono immaginare. Ma Charlot, che era un personaggio di grande inventiva, non demorde. di Guendalina Di Marco L'occasione di coronare il suo sogno d'amore lo rende forte: non sapendo cantare, e per di più senza neanche conoscere le parole della canzone, si affida all'ingegno, ottenendo un buon successo. E' quasi una lezione di vita quella di Chaplin, o almeno un buon consiglio per tutti i disperati in cerca di un lavoro che non arriva mai. Operaio appiedato alla chiusura delle fabbriche si ritrova, come si suol dire, con il sedere per terra. Ma qualcosa bisogna pur fare per campare. Cosa di meglio, quindi, se non inventarsi un lavoro quando nessuno è disposto a darcelo? La parola chiave per chi costantemente si vede chiudere le porte in faccia è sfoderare l'ingegno e avere fede nelle proprie capacità. "Homo faber fortunae suae" (l'uomo è fautore della propria fortuna) dicevano i latini. Perseguendo questo motto c'è una fetta consistente di giovani e meno giovani, italiani e stranieri che si inventano ogni giorno un nuovo lavoro che gli permetta almeno di barcarmenarsi nella vita di tutti i giorni e di pagare magari anche qualche bolletta a fine mese. Sembra, in sostanza, che a distanza di più di mezzo secolo dal famoso film di Chaplin non sia cambiato niente e che i "tempi moderni" siano tempi severi, in cui, per stare al passo, bisogna essere capaci di arrangiarsi. L'artista improvvisato da strada continua ad essere uno dei tanti modi per guadagnarsi la giornata. Chi è capace a suonare uno strumento, normalmente la chitarra, il violino, ultimamente di gran moda sono anche i tamburi africani, riesce a raccogliere nelle strade della città un discreto gruppetto di uditori che, ad ogni esibizione, lascia un omaggio alla sua bravura. Lo stesso dicasi per i teatranti allo sbaraglio. Per anni tra le strade della città, in tram, nei parchi, un ragazzo dalla faccia impiastricciata di bianco, in frak, la bombetta in testa, manteneva un laconico silenzio mentre si impegnava nella parte di mimo e burattino. A questi si aggiungano quelli che trasformano semplici palloncini colorati in animali di tutti i tipi, proponendosi soprattutto nelle feste private che i genitori organizzano a casa per i figli, così come gli storici madonnari che, a dispetto delle tradizioni di un tempo, non disegnano più sulle mattonelle dei marciapiedi, ma su dei grandi cartoni, che poi vendono come quadri. Un doppio business, quindi. Ma non bisogna essere necessariamente degli artisti per riuscire a raggranellare qualche spiccio con un lavoro inventato. Molti universitari sprovveduti, ad esempio, magari non sanno che alcuni compagni si pagano le uscite notturne scrivendo la tesi a chi non ha tempo di farsela e che, più o meno con due milioni di lire, gliela fanno trovare scritta e rilegata sulla scrivania di casa. Altri, oltre a dare le solite ripetizioni ai figli dei vicini, seguono attentamente le lezioni all'università, non solo per dare il proprio esame, ma per vendere poi gli appunti "precisi e completi" - si legge negli annunci delle bacheche universitarie - a prezzi modici. Nell'era del computer, e soprattutto di internet, non possono certo mancare i fai da te del mondo multimediale. Visto e considerato che il world wide web è di tutti, ognuno è libero di immettersi nella rete creando una propria pagina web per vendere a distanza fumetti o quant'altro. Si diventa così liberi commercianti con una bancarella sparsa in ogni parte del mondo. Ma c'è anche chi, da un'altra parte del mondo, viene nel nostro paese con una piccola macchina da cucire di vecchia data, improvvisandosi sarto per orli e riparazioni veloci in qualche cantuccio del Balôn nelle ore di mercato. Un'idea vecchia come il mondo, ma che ancora funziona. |
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