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SPECIALE LAVORO | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/1999 | ||
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C'E' POSTO
PER ME? ALLA RICONQUISTA DEL LAVORO Tanto lavoro, ma soprattutto irregolare. L'Informagiovani vuole sfatare un mito, anche se alcuni hanno cominciato a dirlo più o meno sommessamente: non è vero che il lavoro manca. Di lavoro ce n'è quanto se ne vuole. La vera carenza pesa piuttosto sul fronte dei contratti certi, della sicurezza economica, dei salari garantiti di Giovanni Monaco Per semplificare, senza mentire o esagerare, si potrebbe dire che lavorare si può, basta accontentarsi di essere sottopagati, non avere previdenza e vivere con la certezza della precarietà. Mentre le Associazioni degli Industriali sbraitano per ottenere più flessibilità per il mercato del lavoro, questa flessibilità il mercato se l'è presa da solo, abolendo di fatto il posto fisso. Trattiamo, nel nostro speciale, le nuove tendenze del mondo dell'occupazione. E scopriamo che i mestieri più in voga, sono quelli legati al computer e alle nuove tecnologie. Non illudetevi che siano posti fissi: tutti quelli che saranno assunti per risolvere il problema del millennium bug, perderanno il posto dopo il 2000, quando la questione sarà risolta. I disegnatori di siti internet (webmaster) non sono quasi mai assunti dai loro datori di lavoro: si tratta di "consulenze esterne" che si risolvono nella costruzione delle pagine web e - ma non sempre - nel mantenimento delle stesse. Che dire dei lavori "inventati"? Artisti di strada e compilatori di tesi altrui, per l'INPS valgono e contano molto meno di un disoccupato; le professioni "in", quelle che i giovani perseguono come un mito - giornalista, attore, professionista, cantante - sono precarie per natura, specie all'inizio. Esiste, tanto per esemplificare, la categoria dei giornalisti "abusivi" e sono la maggioranza tra quelli che calcano i tasti di computer e macchine da scrivere. Tra le possibilità di lavoro che elenchiamo, ci sono le occupazioni occasionali e i lavori estivi, da farsi nel periodo delle vacanze, per poi tornare sui banchi di scuola o nelle aule universitarie. Contratti rigorosamente a tempo determinato e un'offerta di lavoro enorme. E chi decide di tornare all'antico riscoprendo mestieri artigianali-artistici, difficilmente sarà assunto come lavoratore dipendente, ma dovrà mettersi in proprio, pur con i vantaggi che l'autonomia comporta. Lo sanno bene tutti i giovani che scelgono di fare gli imprenditori sfruttando le agevolazioni e gli aiuti che Stato, Regioni e Comuni offrono loro. Resta il mito del posto statale o pubblico in genere (che, per amor di pace, non abbiamo qui sviscerato). Anche qui "cattive" notizie: i concorsi scarseggiano, i trimestrali e i precari affollano le scrivanie e - spesso - le cattedre. Tutto male, quindi? Non proprio, perché la flessibilità - anche se all'italiana, e quindi selvaggia - un vantaggio ce l'ha. Se è vero che il lavoro è facile perderlo, è altrettanto certo che non è impossibile trovarlo. Gli Stati Uniti, che sempre precorrono i tempi, lo dimostrano. Laggiù la quota di lavoro irregolare, rispetto alla quantità di lavoro totale utilizzata dal sistema produttivo nazionale, è passata, nel periodo 1992-97, dal 13,4% al 15,2 per cento. |
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