|
SPECIALE LAVORO | |
|
|
||
| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/1999 | ||
|
|
||
![]()
|
QUALCHE SOLDO
E IDEE CHIARE: DA GRANDE FARÒ L'IMPRENDITORE Nell'epoca del lavoro a tempo determinato, in cui si viene affittati, provati, ma in cui riuscire a firmare un contratto di assunzione appare come una delle realtà più lontane, mettersi in proprio, diventando imprenditori, è un'idea che alletta sempre di più. Un posto sicuro, creato su misura per noi da noi stessi. Un'impresa di possibile realizzazione, con tanto di agevolazioni da parte dello Stato e dell'Unione europea, soprattutto per i giovani. di Guendalina Di Marco Prima di lanciarsi però in un'avventura imprenditoriale è bene non soltanto disporre di qualche risorsa economica, ma conoscere soprattutto se stessi. E' indispensabile cioè avere le idee chiare sulla forma di imprenditoria che si vuole avviare, sulle proprie conoscenze professionali, sui finanziamenti agevolati da sfruttare, su come si avvia l'attività e quali sono le procedure contabili e fiscali da rispettare. Per avere delle delucidazioni a tutti questi quesiti ci si può rivolgere a quei servizi, come l'Eurosportello, la Società per l'imprenditoria giovanile, il Servizio Nuove Imprese, il Bic, che offrono consulenza e assistenza tecnico-burocratica. Ma anche alle camere di commercio, alle associazioni di categoria, agli assessorati regionali, provinciali e comunali, agli uffici informagiovani e alle banche. Non necessariamente diventare imprenditori vuol dire avviare una nuova impresa. Lo si diventa anche acquisendone una già esistente o avviandone una in franchising. Si può dar vita ad un'impresa individuale, familiare, collettiva, a società di capitali o cooperative. Avere un'idea imprenditoriale, in sostanza, vuol dire dare vita ad un sistema che consente di vendere un prodotto o un servizio sul mercato. L'intuizione e la capacità dell'imprenditore sta quindi nel capire se esiste un mercato per il prodotto/servizio che l'azienda intende produrre. Sono diverse le leggi che regolano i provvedimenti mirati a favorire finanziariamente nuove iniziative imprenditoriali: alcune puntano maggiormente ad incoraggiare la nascita di nuove imprese nelle regioni depresse del paese, altre a favorire lo sviluppo dell'imprenditoria al femminile, altre ancora a promuovere l'imprenditoria giovanile. Questi finanziamenti sono destinati non solo alle imprese di classico stampo, ma anche ad imprese nel settore dei servizi per il turismo, i beni culturali, l'ambiente e l'innovazione tecnologica. E' bene sottolineare che ottenere questo denaro non è affatto semplice. Finanziamenti agevolati e contributi servono a superare le difficoltà iniziali, ma per poter vincere la sfida del mercato è necessario saper stare in piedi con le proprie gambe. Vediamo come si fa, quindi, ad avere accesso a questi finanziamenti. Anzitutto è indispensabile pianificare, in forma di documento, l'idea della propria attività imprenditoriale creando il cosiddetto "business plan", uno strumento di presentazione e autovalutazione, voluto espressamente dall'Unione europea nella domanda di richiesta ai finanziamenti. Nello scriverlo è necessario essere chiari e convincenti, perché è il biglietto da visita con il quale ci si presenta. Ognuno è libero di costruirlo come crede, ma è essenziale che lo studio presenti la compagine sociale, approfondisca un'analisi del settore e del mercato di operatività dell'azienda, definisca gli obiettivi e le strategie, descriva gli investimenti e il relativo piano di realizzazione, analizzi la struttura organizzativa, il personale necessario e fornisca previsioni economico-finanziarie. La strada istituzionale per i giovani, in merito ai finanziamenti, è rappresentata dalla legge 95/1995 (ex 44/86) sull'imprenditorialità giovanile. I territori di applicazione della legge sono l'intero sud Italia e buona parte dei territori del centro-nord. I destinatari sono i giovani tra i 18 e i 35 anni. La legge, prima della presentazione del progetto d'impresa, prevede sia servizi di informazione che di orientamento. Dopo l'approvazione, agevolazioni finanziarie per l'investimento sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato nei limiti fissati dall'Unione europea in termini di equivalente sovvenzione, servizi di consulenza tecnica e di formazione imprenditoriale. Per le donne con spirito di iniziativa è stata messa a punto la legge 215/1992 sull'imprenditorialità femminile, che prevede all'incirca agevolazioni analoghe a quelle sull'imprenditorialità giovanile, con l'eccezione che, per richiedere la sovvenzione, bisogna essere chiaramente donne. Se le domande e i progetti che si intendono realizzare non venissero accettati, prima di accantonare i castelli in aria fatti sul proprio futuro da imprenditori, ci sono ancora altre porte a cui bussare. Quella, ad esempio, dei finanziamenti regionali o dei prestiti bancari. |
|
|