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RECENSIONI
Fabrizio Rondolino
Secondo avviso
Einaudi, pp. 150, L. 18000
Che peccato - dopo il bellissimo Un così bel posto
- questo secondo libro di Fabrizio Rondolino. Che freddo. Freddo
nell'artefatta costruzione, nel calcolo forzato della scrittura,
nella clinicità delle abbondanti pagine erotiche. La storia
è un gioco del destino, che incrocia le esistenze di quattro
personaggi: Davide, un affascinante agente immobiliare dalla
scatenata fantasia erotica; Alberto, impacciato catalogatore
di oggetti smarriti in un grande aeroporto; Carla, ovvero la
Moglie (prima dell'uno poi dell'altro), casalinga paga della
propria quotidianità; Beatrice, ovvero l'Amante (anche
lei ovviamente dei due), hostess bellissima e donna imprendibile.
Succede che Davide e Alberto sposano in tempi diversi Carla e
s'innamorano entrambi di Beatrice. In questo caleidoscopio di
coincidenze e casi, le loro vite, pur sfiorandosi, non s'incontrano
mai. Alla fine sembra trionfare una sorta di ordine superiore
che sistema secondo una sua giustizia le cose, determinando (in
quattro e quattr'otto) lo svolgersi dei destini: chi perde tutto,
chi addirittura la vita, chi trova invece un compromesso di serenità.
Il lettore (aiutato nella ricostruzione degli eventi dalla tabella
cronologica al fondo del sottile volume) è costretto a
spostarsi continuamente tra i prima e i dopo in quanto l'architettura
del testo altera l'ordine dei fatti, spezzettandoli per ricostruirli
dai diversi punti di vista. Questo potrebbe costituire il fascino
della storia, se non fosse che questa struttura finisce per dare
l'idea di un'ossatura senza carne. Ecco perché dicevo
peccato, perché quando invece questa sostanza si trova,
in alcuni brani particolarmente intensi, viene da dispiacersi
che sia così poca.
Annamaria Ferrero
S. Rogliatti, M. Gonella
Non si effettua servizio ai tavoli
Rogliatti Editore, L. 22.000
"Non si effettua
servizio ai tavoli". Da qualche anno ci capita di leggerlo
nei pub anglo-irlandesi che si sono diffusi in città,
e se ci è sembrato quantomeno curioso, adesso è
entrato nella normalità. Già, perché veri
e propri "pezzi" di Inghilterra e di Irlanda si sono
ormai radicati nel nostro tessuto urbano.
Due giovani fotografi, Stefano Rogliatti e Marco Gonella, hanno
raccontato le serate torinesi nelle birrerie anglo-irlandesi
con un viaggio fotografico alla scoperta di alcuni noti pub della
città, esplorati con un reportage nella migliore tradizione
del bianco e nero. Si tratta quindi di un libro fotografico che
racconta in 60 pagine le serate dei pub torinesi, serate che
ci accomunano, in cui è impossibile non riconoscersi,
di cui percepiamo senza fatica musica, odori e rumori di fondo.
L'atmosfera che si respira miscela in proporzioni variabili la
voglia di consumare il rituale della birra, tutta da assaporare,
con la voglia di incontrarsi, di scambiare chiacchiere e risate,
confidenze o solo sguardi. L'ambiente è un microcosmo
accogliente ed informale, dinamico e fluido, ideale perché
si incrocino per una serata o per un attimo persone e percorsi
anche molto diversi. E l'obiettivo attento ne rappresenta personaggi
ed interpreti, atmosfere e scorsi, anche da punti di vista inattesi.
Il libro è in vendita presso la libreria Manzoni Centro
di via XX Settembre 20a, a Torino.
Michela Pollone
Franco Monnet
Puroremo
EDT, L. 18.000
"Puroremo"
è uno dei titoli d'esordio di "Orme", la nuova
collana della casa editrice torinese EDT che traduce e pubblica
le ben note guide Lonely Planet. "Orme" nasce per raccogliere
e trasmettere testimonianze di viaggiatori contemporanei, perlopiù
giovani, per i quali è ancora possibile l'avventura e
la scoperta di mondi aldilà delle griglie del turismo
di massa. Questo pacchetto non comprende viaggio-più-soggiorno-in-villaggio-tuttocompreso,
ma pagine scritte con passione, curiosità e rispetto per
altre culture da scrittori non professionisti che hanno conservato
il gusto di raccontare. Pagine che ci infondono l'entusiasmo
di scoprire il mondo, e la sensazione che questo sia ancora possibile.
In "Puroremo" Franco Monnet, trentasettenne pinerolese,
racconta in forma di diario un'impresa eccezionale: la discesa
solitaria del Rio delle Amazzoni a bordo di una canoa, 75 giorni
di viaggio, settemila chilometri a remi attraverso una natura
selvaggia, in condizioni climatiche spesso avverse, senza assistenza
a terra e imbarcazioni d'appoggio.
Per quasi tre mesi la casa di Monnet è stata il PeRo,
una canoa canadese chiusa, realizzata in base alle sue precise
esigenze da un costruttore milanese; coprotagonista e compagna
del viaggio da Bogotà a Belem dove, provocando una certa
commozione nel lettore, viene venduta.
L'autore annota descrizioni e considerazioni sempre attente alla
vita della gente, alla cultura, alle tensioni politiche e sociali
e, naturalmente, a quel paesaggio incontaminato e in continuo
mutamento, fonte di emozioni contraddittorie; lo stesso riguardo
Monnet ce l'ha verso la scrittura, cosa che aggiunge piacere
al piacere.
"In questo mercoledì 15 febbraio, alle 12.30, con
il termometro a 32°C, mi stacco dal mio passato, dalla vita
terrestre. D'ora in poi il Fiume, solo lui, sarà mia madre,
la mia amante ma anche il mio incubo e la mia sofferenza. Sarà
tutto quello che avevo sognato, e lo sarà senza più
bisogno di chiudere gli occhi
"
Maria Abbrescia |