RECENSIONI

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settembre/ottobre 1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONI


Fabrizio Rondolino
Secondo avviso
Einaudi, pp. 150, L. 18000

Che peccato - dopo il bellissimo Un così bel posto - questo secondo libro di Fabrizio Rondolino. Che freddo. Freddo nell'artefatta costruzione, nel calcolo forzato della scrittura, nella clinicità delle abbondanti pagine erotiche. La storia è un gioco del destino, che incrocia le esistenze di quattro personaggi: Davide, un affascinante agente immobiliare dalla scatenata fantasia erotica; Alberto, impacciato catalogatore di oggetti smarriti in un grande aeroporto; Carla, ovvero la Moglie (prima dell'uno poi dell'altro), casalinga paga della propria quotidianità; Beatrice, ovvero l'Amante (anche lei ovviamente dei due), hostess bellissima e donna imprendibile. Succede che Davide e Alberto sposano in tempi diversi Carla e s'innamorano entrambi di Beatrice. In questo caleidoscopio di coincidenze e casi, le loro vite, pur sfiorandosi, non s'incontrano mai. Alla fine sembra trionfare una sorta di ordine superiore che sistema secondo una sua giustizia le cose, determinando (in quattro e quattr'otto) lo svolgersi dei destini: chi perde tutto, chi addirittura la vita, chi trova invece un compromesso di serenità.
Il lettore (aiutato nella ricostruzione degli eventi dalla tabella cronologica al fondo del sottile volume) è costretto a spostarsi continuamente tra i prima e i dopo in quanto l'architettura del testo altera l'ordine dei fatti, spezzettandoli per ricostruirli dai diversi punti di vista. Questo potrebbe costituire il fascino della storia, se non fosse che questa struttura finisce per dare l'idea di un'ossatura senza carne. Ecco perché dicevo peccato, perché quando invece questa sostanza si trova, in alcuni brani particolarmente intensi, viene da dispiacersi che sia così poca.

Annamaria Ferrero

S. Rogliatti, M. Gonella
Non si effettua servizio ai tavoli
Rogliatti Editore, L. 22.000

"Non si effettua servizio ai tavoli". Da qualche anno ci capita di leggerlo nei pub anglo-irlandesi che si sono diffusi in città, e se ci è sembrato quantomeno curioso, adesso è entrato nella normalità. Già, perché veri e propri "pezzi" di Inghilterra e di Irlanda si sono ormai radicati nel nostro tessuto urbano.
Due giovani fotografi, Stefano Rogliatti e Marco Gonella, hanno raccontato le serate torinesi nelle birrerie anglo-irlandesi con un viaggio fotografico alla scoperta di alcuni noti pub della città, esplorati con un reportage nella migliore tradizione del bianco e nero. Si tratta quindi di un libro fotografico che racconta in 60 pagine le serate dei pub torinesi, serate che ci accomunano, in cui è impossibile non riconoscersi, di cui percepiamo senza fatica musica, odori e rumori di fondo. L'atmosfera che si respira miscela in proporzioni variabili la voglia di consumare il rituale della birra, tutta da assaporare, con la voglia di incontrarsi, di scambiare chiacchiere e risate, confidenze o solo sguardi. L'ambiente è un microcosmo accogliente ed informale, dinamico e fluido, ideale perché si incrocino per una serata o per un attimo persone e percorsi anche molto diversi. E l'obiettivo attento ne rappresenta personaggi ed interpreti, atmosfere e scorsi, anche da punti di vista inattesi.
Il libro è in vendita presso la libreria Manzoni Centro di via XX Settembre 20a, a Torino.

Michela Pollone

Franco Monnet
Puroremo
EDT, L. 18.000

"Puroremo" è uno dei titoli d'esordio di "Orme", la nuova collana della casa editrice torinese EDT che traduce e pubblica le ben note guide Lonely Planet. "Orme" nasce per raccogliere e trasmettere testimonianze di viaggiatori contemporanei, perlopiù giovani, per i quali è ancora possibile l'avventura e la scoperta di mondi aldilà delle griglie del turismo di massa. Questo pacchetto non comprende viaggio-più-soggiorno-in-villaggio-tuttocompreso, ma pagine scritte con passione, curiosità e rispetto per altre culture da scrittori non professionisti che hanno conservato il gusto di raccontare. Pagine che ci infondono l'entusiasmo di scoprire il mondo, e la sensazione che questo sia ancora possibile.
In "Puroremo" Franco Monnet, trentasettenne pinerolese, racconta in forma di diario un'impresa eccezionale: la discesa solitaria del Rio delle Amazzoni a bordo di una canoa, 75 giorni di viaggio, settemila chilometri a remi attraverso una natura selvaggia, in condizioni climatiche spesso avverse, senza assistenza a terra e imbarcazioni d'appoggio.
Per quasi tre mesi la casa di Monnet è stata il PeRo, una canoa canadese chiusa, realizzata in base alle sue precise esigenze da un costruttore milanese; coprotagonista e compagna del viaggio da Bogotà a Belem dove, provocando una certa commozione nel lettore, viene venduta.
L'autore annota descrizioni e considerazioni sempre attente alla vita della gente, alla cultura, alle tensioni politiche e sociali e, naturalmente, a quel paesaggio incontaminato e in continuo mutamento, fonte di emozioni contraddittorie; lo stesso riguardo Monnet ce l'ha verso la scrittura, cosa che aggiunge piacere al piacere.
"In questo mercoledì 15 febbraio, alle 12.30, con il termometro a 32°C, mi stacco dal mio passato, dalla vita terrestre. D'ora in poi il Fiume, solo lui, sarà mia madre, la mia amante ma anche il mio incubo e la mia sofferenza. Sarà tutto quello che avevo sognato, e lo sarà senza più bisogno di chiudere gli occhi…"

Maria Abbrescia


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