LAVORO & SALUTE

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settembre/ottobre 1998

 

 

ATTACCATI DAL VIRUS
I problemi di sicurezza sui luoghi di lavoro

di Fernanda Cinque


I problemi di sicurezza sui luoghi di lavoro sono stati oggetto in questi ultimi anni di grande attenzione poiché l’emanazione del decreto legislativo 626/94 che attuava direttive CEE ha imposto non poche modifiche in campo di prevenzione.
Gli infortuni e le malattie professionali possono riguardare sia eventi lesivi gravi immediatamente riscontrabili, sia malattie ad espansione lenta e subdola che si manifestano anche dopo il cessare dell’attività lavorativa.
Con l’estendersi dell’attività dei servizi, la diffusione di sistemi produttivi robotizzati, l’ingresso dell’informatica in molti settori, i fattori di rischio in ambito lavorativo e i relativi parametri per individuarli sono cambiati.
Il lavoratore che, per almeno quattro ore consecutive al giorno e per tutta la settimana si serve, per lo svolgimento dei suoi compiti, di apparecchi ed attrezzature munite di schermo è tutelato dal decreto del 19/9/94.
I modi e i tempi delle pause sono stabiliti mediante contrattazione collettiva nazionale o aziendale ma, in assenza di precise disposizioni questo decreto stabilisce che il lavoratore ha diritto a sospendere dopo due ore la sua applicazione ai videoterminali per un tempo di quindici minuti.
Questo intervallo di tempo è necessario all’operatore per il riposo della vista, della colonna vertebrale e di tutti i muscoli che sono “impiegati” nell’attività lavorativa.
E’ esclusa la possibilità di concentrare i tempi di pausa all’inizio o alla fine dell’orario di lavoro, così come non sono compresi i tempi di attesa che richiede il sistema elettronico per rispondere ai comandi impartitigli, in quanto il lavoratore non si allontana dalla sua postazione e la sua attenzione rimane concentrata sullo schermo, in attesa di poter inviare nuovi comandi.
Nel lavoro al computer molte sono le variabili da considerare, quelle ambientali in cui l’individuo opera (illuminazione dei locali, spazi disponibili, rumorosità, disposizione degli arredamenti da lavoro, igiene ambientale), e quelle soggettive (posture errate, movimenti ripetitivi, bruciore oculare, dolore a braccia, mani, schiena, tensione al collo, mal di testa ecc.).
Fino a pochi anni fa, soffrivano di questi disturbi dattilografe e operatori di computer, categorie che utilizzavano per il proprio lavoro il videoterminale.
Oggi, con l’uso sempre più diffuso ed intenso di questo cervellone tutto fare, per apprendere, comunicare, lavorare, giocare, questi malesseri sono condivisi da un gran numero di persone che svolgono attività diverse, studenti, giornalisti, avvocati, architetti, contabili, impiegati ed altri ancora.
Il lavoro al computer, obbliga la maggior parte del corpo all’immobilità o ad assumere posizioni scorrette e innaturali.
Queste tensioni muscolari impediscono il normale afflusso di sangue alle cellule e dunque ai tessuti che, non avendo un ricambio di ossigeno sufficiente, possono accumulare sostanze nocive che causano nel tempo tutta una serie di sintomi in grado di portare a lunghi periodi di invalidità.
Secondo l’Istituto Nazionale della Sicurezza e della Salute sul lavoro, la principale causa di elevati livelli di stanchezza, di errori nel lavoro e di giorni di malattia è di tipo oculo-visivo.
L’88% di persone che soffrono di stanchezza alla lettura, visione annebbiata o sdoppiata, mal di testa, lacrimazione e bruciore agli occhi, utilizza il videoterminale per più di tre ore tutti i giorni.
Seguono dolori articolari con indolenzimento, formicolii, tendiniti, artrosi sino ad arrivare ad una delle più comuni lesioni muscolari, la “sindrome da tunnel carpale” cioè l’infiammazione di quella parte della mano che consente i movimenti del polso.
I principali problemi legati all’uso del computer possono essere superati con la scelta di adeguate attrezzature e con l’utilizzo di queste in maniera corretta.

Gli accorgimenti sono molti, scegliere per esempio lo schermo con un fondo chiaro e caratteri scuri, perridurre riflessi e contrasti che affaticherebbero la vista e costringerebbero l’operatore ad assumere posizioni scorrette; regolare l’altezza del sedile per avere le spalle rilassate e gli avambracci ben appoggiati sul tavolo; non pigiare con forza sulla tastiera e non stringere il mouse; spostare ogni tanto gli occhi dallo schermo mettendo a fuoco un punto lontano; sbattere spesso le palpebre per rilassare i muscoli e lubrificare gli occhi; rimuovere la sporcizia che si forma sullo schermo; cambiare frequentemente posizione del busto e delle gambe e fare pause brevi ma frequenti.
Insomma, è necessario ascoltare attentamente il proprio corpo e non trascurarlo ricordandosi che non è una macchina e quindi, a differenza di questa, ogni ritardo o manchevolezza potranno provocare danni sui quali purtroppo non saremo in grado di intervenire.
Un aiuto in materia potrà esserci dato da un medico del lavoro che, insieme ai responsabili di prevenzione e protezione interna incaricati della sicurezza, sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione dell’azienda e sulle situazioni di rischio, attueranno misure cautelative per la tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore.


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