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ACCADEMIA
ALBERTINA DI BELLE ARTI E PINACOTECA ALBERTINA
di Cristiano Casassa Mont Non sono in molti a sapere dove si trovi la Pinacoteca
dellAccademia Albertina, perché manca unadeguata
segnalazione di tipo turistico, ma anche perché per più
di un secolo è stata appannaggio dei soli studenti dellAccademia,
essendo stata aperta al pubblico solo nel 1996.
Questo è un invito a scoprire lennesimo tesoro della
città, troppo avvezza a nasconder ciò di cui dovrebbe
esser fiera nel nome di uninutile quanto dannoso understatement
torinese.
LAccademia Albertina di Belle Arti è una delle più
antiche scuole darte dItalia, seconda solamente alla
romana Accademia di San Luca, riconosciuta da Gregorio XIII nel
1578.
Nata come "Università dei pittori, scultori e architetti"
nel 1652, lAccademia torinese verrà ufficializzata
nel 1678 da Giovanna Battista di Savoia Nemours, vedova di Re
Carlo Emanuele II e diverrà "Albertina" nel
1832, grazie alla rifondazione operata da Carlo Alberto che,
tra laltro, doterà la Pinacoteca, da poco trasferita
da Palazzo Madama (1837), di 60 cartoni di Gaudenzio Ferrari
e della sua scuola.
Nellaustero palazzo di via Accademia Albertina 6 i corsi
sono, quanto ad impegno, votazioni e numero di esami, paragonabili
a dei corsi di laurea, anche se, giuridicamente, non è
proprio così. "Da mesi giace in Senato - spiega il
professor Carlo Giuliano, direttore dellAccademia - una
proposta di legge per la riforma, che è attesa da tutte
le Accademie dItalia da quasi 80 anni, giacché solo
nel 1918 si tentò di dare una uniformità a queste
istituzioni". "La cosa più irritante - continua
il direttore - è che dal 92 la Repubblica riconosce
come equipollenti alle lauree i diplomi delle Accademie europee,
ma non di quelle italiane! Questo vuol dire che un diplomato
spagnolo, ad esempio, potrà partecipare a tutti i concorsi
pubblici italiani, cosa preclusa ai diplomati italiani salvo
che, nel frattempo, non si siano anche presi una laurea".
Essendo la riforma già stata licenziata dalla Camera dei
Deputati, si spera che i senatori riescano a trovar presto una
soluzione, così da fugare il dubbio che la promozione
delle Accademie di Belle Arti possa dar fastidio ad alcuni loro
nemici storici, come i corsi del DAMS o quelli di Laurea simili
nei contenuti.
AllAlbertina è
possibile seguire corsi di pittura, scultura, decorazione e scenografia
oltre ad altri insegnamenti complementari come ad esempio fotografia,
teoria e metodo dei mass-media, tecniche di fonderia, storia
dello spettacolo o tecniche della scultura. Il corso libero del
nudo è destinato allacquisizione delle tecniche
di disegno e pittura relative alla figura.
Dopo quattro anni di corso, 30 esami e valutazione finale in
centodecimi, i diplomati delle accademie difficilmente non troveranno
lavoro: "La loro situazione - afferma il professor Giuliano
- è sdrammatizzata dal fatto che gli artisti sono allenati
alla disoccupazione ed alla fame, ed il tutto è facilitato
dal fatto che siamo noi a produrre, nel senso che non abbiamo
bisogno di grandi strutture aggiuntive e che, allevenienza,
sappiamo adattarci, inventarci o, al limite, cambiare un lavoro.
Per questi motivi non siamo preoccupati dalla disoccupazione".
Gli allievi dellAccademia sono mediamente 800, suddivisi
nei 4 anni di corsi, ed è la vocazione che,
allinizio di ogni anno, fa variare il numero dei nuovi
iscritti.
Per dare unidea delle prospettive di impiego, una volta
diplomati, crediamo sia sufficiente parlare di alcuni ex-allievi.
Sono infatti moltissimi gli artisti usciti dal portone di via
Accademia Albertina: Nespolo per iniziare; tutti i maestri dellArte
Povera, da Zorio a Penone; dal primo Informale Moremi a Saroni
e Ruggeri. Hanno insegnato qui Casorati, Paolucci e Menzio, solo
per citare alcuni tra i più famosi.
Quali i problemi. A parte il
mancato riconoscimento, è la cronica mancanza di fondi
a rendere le cosedifficili se non penose. Se si pensa che la
Pinacoteca è nata come strumento didattico, formidabile
per la verità anche in quel periodo, oggi le nuove acquisizioni
sono possibili solo in seguito alla generosità di eventuali
sponsor o degli stessi artisti. La stessa Pinacoteca Albertina,
per esempio, è rinata grazie allinteressamento della
CONSULTA per la valorizzazione dei beni artistici e culturali
di Torino, lassociazione di 23 aziende ed enti nata nel
1987 con lo scopo, sempre egregiamente perseguito, di "fare
qualcosa di concreto per i beni culturali di Torino". Il
26 novembre 1996, dopo un intervento costato 2,3 miliardi di
lire, la Pinacoteca è stata aperta al pubblico suscitando
un grandissimo successo e arricchendo il panorama museale cittadino.
Cè però un buco per quanto riguarda
larte del 900. Il direttore Carlo Giuliano ha un
progetto particolare per ovviare allimpossibilità
di acquistare opere: la costituzione di una Pinacoteca del 900,
da costituirsi attraverso donazioni degli autori, in particolar
modo se usciti dalle aule dellAccademia: "Un progetto
ambizioso, importante, difficile ma possibile spiega il
professor Giuliano.
Le sale della Pinacoteca sono state ristrutturate tenendo conto
delle due fondamentali collezioni donate nel 1829 dallarcivescovo
di Casale, Vincenzo Maria Mossi di Morano, e nel 1832 da Carlo
Alberto. Così oggi, oltre alla sala dei 60 cartoni di
Gaudenzio Ferrari e della sua scuola conservati in teche metalliche
che scorrono come quinte teatrali immerse nella penombra ed illuminate
solo da fibre ottiche per preservare i cartoni dal deterioramento,
è possibile ammirare opere di Cairo, Lippi, Bianchi, Cavarozzi,
Trevisani, Seyter, Brenbergh oltre a quelle di maestri o allievi
del calibro di Bonzanigo, Spalla, Arienti o dei fratelli Collino.
La Pinacoteca è visitabile grazie allimpegno della
Regione Piemonte ed i visitatori non mancano, anche se una maggior
attenzione da parte degli enti pubblici potrebbe migliorare nettamente
la situazione, visto che, in questo caso, i privati si sono prodigati
in modo eccellente.
INFORMAZIONI
Grazie allinteressamento di un allievo dellAccademia
ed alla collaborazione di numerosi docenti, è oggi possibile
attingere informazioni sulla storia così come sui corsi
sul sito http://www.alpcom.it/accademialbertina.torino
Per maggiori informazioni telefonate al numero 011.889020 o rivolgetevi
personalmente nella segreteria di via Accademia Albertina n.6
a Torino. |