CULTURA

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settembre/ottobre 1998

 

 

ACCADEMIA ALBERTINA DI BELLE ARTI E PINACOTECA ALBERTINA

di Cristiano Casassa Mont


Non sono in molti a sapere dove si trovi la Pinacoteca dell’Accademia Albertina, perché manca un’adeguata segnalazione di tipo turistico, ma anche perché per più di un secolo è stata appannaggio dei soli studenti dell’Accademia, essendo stata aperta al pubblico solo nel 1996.
Questo è un invito a scoprire l’ennesimo tesoro della città, troppo avvezza a nasconder ciò di cui dovrebbe esser fiera nel nome di un’inutile quanto dannoso understatement torinese.
L’Accademia Albertina di Belle Arti è una delle più antiche scuole d’arte d’Italia, seconda solamente alla romana Accademia di San Luca, riconosciuta da Gregorio XIII nel 1578.
Nata come "Università dei pittori, scultori e architetti" nel 1652, l’Accademia torinese verrà ufficializzata nel 1678 da Giovanna Battista di Savoia Nemours, vedova di Re Carlo Emanuele II e diverrà "Albertina" nel 1832, grazie alla rifondazione operata da Carlo Alberto che, tra l’altro, doterà la Pinacoteca, da poco trasferita da Palazzo Madama (1837), di 60 cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola.
Nell’austero palazzo di via Accademia Albertina 6 i corsi sono, quanto ad impegno, votazioni e numero di esami, paragonabili a dei corsi di laurea, anche se, giuridicamente, non è proprio così. "Da mesi giace in Senato - spiega il professor Carlo Giuliano, direttore dell’Accademia - una proposta di legge per la riforma, che è attesa da tutte le Accademie d’Italia da quasi 80 anni, giacché solo nel 1918 si tentò di dare una uniformità a queste istituzioni". "La cosa più irritante - continua il direttore - è che dal ‘92 la Repubblica riconosce come equipollenti alle lauree i diplomi delle Accademie europee, ma non di quelle italiane! Questo vuol dire che un diplomato spagnolo, ad esempio, potrà partecipare a tutti i concorsi pubblici italiani, cosa preclusa ai diplomati italiani salvo che, nel frattempo, non si siano anche presi una laurea". Essendo la riforma già stata licenziata dalla Camera dei Deputati, si spera che i senatori riescano a trovar presto una soluzione, così da fugare il dubbio che la “promozione” delle Accademie di Belle Arti possa dar fastidio ad alcuni loro nemici storici, come i corsi del DAMS o quelli di Laurea simili nei contenuti.

All’Albertina è possibile seguire corsi di pittura, scultura, decorazione e scenografia oltre ad altri insegnamenti complementari come ad esempio fotografia, teoria e metodo dei mass-media, tecniche di fonderia, storia dello spettacolo o tecniche della scultura. Il corso libero del nudo è destinato all’acquisizione delle tecniche di disegno e pittura relative alla figura.
Dopo quattro anni di corso, 30 esami e valutazione finale in centodecimi, i diplomati delle accademie difficilmente non troveranno lavoro: "La loro situazione - afferma il professor Giuliano - è sdrammatizzata dal fatto che gli artisti sono “allenati” alla disoccupazione ed alla fame, ed il tutto è facilitato dal fatto che siamo noi a produrre, nel senso che non abbiamo bisogno di grandi strutture aggiuntive e che, all’evenienza, sappiamo adattarci, inventarci o, al limite, cambiare un lavoro. Per questi motivi non siamo preoccupati dalla disoccupazione". Gli allievi dell’Accademia sono mediamente 800, suddivisi nei 4 anni di corsi, ed è la “vocazione” che, all’inizio di ogni anno, fa variare il numero dei nuovi iscritti.
Per dare un’idea delle prospettive di impiego, una volta diplomati, crediamo sia sufficiente parlare di alcuni ex-allievi. Sono infatti moltissimi gli artisti usciti dal portone di via Accademia Albertina: Nespolo per iniziare; tutti i maestri dell’Arte Povera, da Zorio a Penone; dal primo Informale Moremi a Saroni e Ruggeri. Hanno insegnato qui Casorati, Paolucci e Menzio, solo per citare alcuni tra i più famosi.

Quali i problemi. A parte il mancato riconoscimento, è la cronica mancanza di fondi a rendere le cosedifficili se non penose. Se si pensa che la Pinacoteca è nata come strumento didattico, formidabile per la verità anche in quel periodo, oggi le nuove acquisizioni sono possibili solo in seguito alla generosità di eventuali sponsor o degli stessi artisti. La stessa Pinacoteca Albertina, per esempio, è rinata grazie all’interessamento della CONSULTA per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, l’associazione di 23 aziende ed enti nata nel 1987 con lo scopo, sempre egregiamente perseguito, di "fare qualcosa di concreto per i beni culturali di Torino". Il 26 novembre 1996, dopo un intervento costato 2,3 miliardi di lire, la Pinacoteca è stata aperta al pubblico suscitando un grandissimo successo e arricchendo il panorama museale cittadino.
C’è però un “buco” per quanto riguarda l’arte del ‘900. Il direttore Carlo Giuliano ha un progetto particolare per ovviare all’impossibilità di acquistare opere: la costituzione di una Pinacoteca del ‘900, da costituirsi attraverso donazioni degli autori, in particolar modo se usciti dalle aule dell’Accademia: "Un progetto ambizioso, importante, difficile ma possibile” spiega il professor Giuliano.
Le sale della Pinacoteca sono state ristrutturate tenendo conto delle due fondamentali collezioni donate nel 1829 dall’arcivescovo di Casale, Vincenzo Maria Mossi di Morano, e nel 1832 da Carlo Alberto. Così oggi, oltre alla sala dei 60 cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola conservati in teche metalliche che scorrono come quinte teatrali immerse nella penombra ed illuminate solo da fibre ottiche per preservare i cartoni dal deterioramento, è possibile ammirare opere di Cairo, Lippi, Bianchi, Cavarozzi, Trevisani, Seyter, Brenbergh oltre a quelle di maestri o allievi del calibro di Bonzanigo, Spalla, Arienti o dei fratelli Collino. La Pinacoteca è visitabile grazie all’impegno della Regione Piemonte ed i visitatori non mancano, anche se una maggior attenzione da parte degli enti pubblici potrebbe migliorare nettamente la situazione, visto che, in questo caso, i privati si sono prodigati in modo eccellente.
INFORMAZIONI
Grazie all’interessamento di un allievo dell’Accademia ed alla collaborazione di numerosi docenti, è oggi possibile attingere informazioni sulla storia così come sui corsi sul sito http://www.alpcom.it/accademialbertina.torino
Per maggiori informazioni telefonate al numero 011.889020 o rivolgetevi personalmente nella segreteria di via Accademia Albertina n.6 a Torino.


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