Speciale - CIBO

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settembre/ottobre 1998

 

 

BUON APPETITO!

di Dario Destefanis


Eccovi alcune delle impressioni sul cibo, sulla tavola, sui ristoranti e sul modo di mangiare di alcuni comici, giornalisti e uomini di mondo.

Antonio Albanese
Dimmi di te e il cibo.
Io sto all'anoressia come Polifemo sta allo strabismo. Io amo moltissimo mangiare ma per lavoro devo limitarmi moltissimo. Amo la carne, i piatti gustosi e vivendo a Bologna amo i primi. Queste cose piene... ricche, il tortello. Non mi controllo mai abbastanza, amo mangiare, amo i sapori. sono un godereccio.
Cucini?
No.
Perché?

Perché sono molto pigro e non ho un palato fine. Ti so fare la bistecchina triste. So anche fare una cosa strana. Lo spaghetto con le carote. Non ridere però ! (evidentemente la mia faccia era un po' stranita). Le faccio tagliuzzate. Ma cade subito tutto l'entusiasmo perché ci metto la panna, e la panna...
Bene, dimmi allora il piatto preferito dal signor Perego.
Il pollo alla cacciatora.
E quello preferito da Alex Drastico?
I fave spadate!!!

Luciana Littizzetto
Luciana, com'è il tuo rapporto con la tavola? Ti piace mangiare?
Si, molto, anche perché mia nonna aveva una trattoria nel canavese. Quindi c'è una tradizione familiare di grandi cuochi. Insomma... grandissimi no, ma buoni cuochi. Purtroppo questo mestiere ti porta a mangiare schifosissimi cestini in giro nei posti più tristi e sconsolati del mondo. Tempo fa ho mangiato una bistecca precotta e mi sono coperta di macchie verdi che sembravo una salamandra.
E con il bere, come te la cavi?
Una volta ero astemia ma facendo questo mestiere, che a fine spettacolo prevede sempre la cena, ho iniziato a bere.
Perché?
Perché all'inizio della mia carriera andavo alle cene con i colleghi, "grandi personaggi" che ordinavano sempre grandi vini. Ma ho imparato a scoprire col tempo che questi personaggi non erano poi tanto grandi. Infatti alla fine si pagava sempre alla romana!! Quindi, spesso mi toccava pagare uno Champagne senza neanche averlo assaggiato. Ecco la vera ragione per la quale ho iniziato a bere. Figurati che neanche a casa con i miei si beveva anche se mia madre era stata costretta a farlo quando era incinta perché la tradizione diceva che il vino faceva venire il latte!!
Ma la cosa tremenda è che lei vomitava. Un'immagine devastante.
Ti piace leggere di cucina?
Sì, ma non le cose classiche. Piuttosto la letteratura. La Allende, "Come l'acqua per il cioccolato" e altre cose del genere. Cioè quegli autori che attraverso il cibo danno colore. Comunque, alla fine se tu adesso vieni a casa mia e apri il frigo ci trovi Speedy Pizza e ghiaccioli.
E con i cibi esotici, come te la cavi? Bene, perché sono curiosa. Patisco però il giapponese. il pesce crudo che sembra ancora che mi parli mi fa venire l'ansia. Pensa che però mi è capitato a Milano, una sera tardi, di finire nell'unico ristorante aperto che era proprio un giapponese. così mi sono ritrovata a fare la zuppetta con l'aceto del pesce in carpione e ho pensato: "Cavoli, sono veramente messa male!".

David Riondino
Iniziamo con il tuo rapporto con il cibo.
Saltuario purtroppo. Non sono stato educato alla gastronomia. Anche con mia madre si mangiavano solo bracioline e uova. poi ho passato un periodo a sole uova, ma presto sono tornato alle bracioline. Adesso ho imparato a fare delle cose. Il pesce al sale per esempio. Ma non sono di quelli che dicono: "Cosa ti piace nella vita?" Cucinare!. No. Però ho imparato. so fare anche il sugo.
Rosso?
Sì, con la pasta. Ogni tanto metto anche del vino, in qualche cosa...
Le cucine straniere, le frequenti?
Sì, ho mangiato all'indonesiano, al cinese. Ma non ti so dire cosa ho mangiato. Mi piace anche il giapponese.

Lella Costa
Cosa pensi del cibo? Che rapporto hai con la cucina?
Il rapporto con il cibo dovrebbe cambiare con le fasi della vita. Fino ad una certa età si è costretti al cibo, dai genitori. mangi che cresci... e soprattutto mangi quello che c'è. Una delle cose che ricordo con più passione e sgomento andando a vivere da sola è che dovevo occuparmene io. E allora ho imparato a scegliere, a lavare l'insalata ecc.
Quindi oggi ti piace.
Si, Mi piace mangiare. Sono curiosa dei sapori. Se vado in un posto nuovo assaggio tutto. Mi incuriosisce. Bisogna mangiare avendo rispetto del proprio corpo. Non credo che vadano demonizzati gli hamburger o i fast food, ma vadano bilanciati. E poi bisogna mangiare con piacere. L'hamburger con gli amici non ti potrà far del male.
Nel nostro paese si mangiano piatti molto diversi, ne preferisci qualcuno?
C'è una cucina che preferisco. E' quella piemontese, anche perché i miei genitori sono piemontesi. La mamma è di Castiglione d'Asti, poi amo moltissimo quella meridionale perché amo il pesce. Mi piace anche quella ligure perché si inventa i piatti con quel poco che la terra offre.
Fai molti esperimenti?
Si, ho un compagno che cucina bene, ma è laico. Cioè non è rigido. Alle volte si mangiano cose raffinate e alle volte quello che c'è. Mi piace stare a tavola. sono infatti grata all'arcigola. Insegnano il gusto di stare a tavola e salvano pezzi di storia. la cucina è anche un terreno di scambio e di incontro formidabile. Andando verso una mescolanza di razze la cucina è un elemento importantissimo.

Paolo Rossi
Paolo cosa ti viene in mente quando si parla di cibo?
Sai, io sono un attore e per noi valgono poche regole se vogliamo lavorare a lungo. Letti sani e ottimi ristoranti. Altrimenti non duri. Con gli anni facendo le turnée scopri quali sono i ristoranti meno costosi e più sani. Questo è importante per chi vive sempre per strada. Guarda, ci sono due categorie di persone che sanno dove andare. Attori e camionisti.
Spesso mangi con loro?
No, ci dividiamo i posti! Ma quando siamo fuori strada i camionisti vengono da noi e più spesso ancora noi andiamo da loro.
Ti piace quindi la classica "piola"?
Sì, ma anche il ristorante di classe, purché non ti stiano dietro e ti cambino il bicchiere tutte le volte che bevi. Ma mi piace anche il panino se fatto bene.
Sei un frequentatore di ristoranti stranieri?
Sì, mi piacciono molto. Siamo attori e come sai la prima cosa che chiediamo prima di iniziare lo spettacolo è: "Hai già prenotato il ristorante?" E' la fame atavica.

Luciano De Crescenzo - scrittore
Lei, è una buona forchetta?
No, sono una pessima forchetta. Mangio solo per sfamarmi. Punto e basta. Non distinguo il Barolo dalla Coca Cola. Una volta sono stato invitato a mangiare con cuochi sopraffini, Vissani e altri. Bene, non ho capito cosa ho mangiato! Se proprio dovessi esprimermi con delle preferenze andrei sui cibi che mi facevano da ragazzino. Per esempio la frittata di maccheroni. Quando sento parlare di tartufo o di risotto allo champagne non so che cazzo significa. Se dovessi scegliere un solo cibo al mondo sceglierei il pane.
E all'estero come va? Mi trovo male. Già se mi manca il pane casereccio mi sento male.

Giuseppe Culicchia - scrittore
A cosa associ il cibo?
Al sesso. Secondo me si equivalgono. Mi piacciono tutti e due.
Ma non farai mica tanto sesso quanto mangi!
No, non ho mai avuto un ritmo simile neanche da ragazzo quando si è più pimpanti. Bisogna però farlo il meglio e più serenamente possibile.
Sei un cuoco?
No, mi affido alle cucine altrui. Ma se sono solo non muoio di fame.
Fuori dall'Italia, come te la cavi?
Cerco di evitare tutto ciò che mi ricorda l'Italia. sono quindi la croce dei miei amici tedeschi che quando vado in Germania vorrebbero andare con me a mangiare italiano, ma io mi rifiuto e voglio würstel e crauti. Delle cucine estere amo la giapponese con lo zenzero che interrompe un susci e l'altro. la cucina cinese invece non la sopporto perché tutte le volte che esco da un ristorante mi sembra di dover fare la doccia. Mi sento oleato dalla testa ai piedi.
Visto che per te sesso e cibo sono la stessa cosa, c'è qualche piatto che prediligi prima o dopo?
No, per fortuna "prima" non ho ancora bisogno di niente e dopo va bene qualsiasi cosa. Dalla nutella al cus cus.

Gianni Minà - giornalista e scrittore
Come ti consideri a tavola?
Un reduce! Ero una buona forchetta. Adesso, come tutti quelli di una certa età che hanno mangiato troppo sono stato messo a regime da mia moglie. Ogni tanto sfuggo anche se in questo momento sto cercando di perdere dieci chili.
Come fai a sfuggire ? Vai al ristorante o cucini tu?
No, non so neanche fare due uova al tegame. Accetto quindi inviti al ristorante per lavoro e accetto anche il dolce.
Girando il mondo per lavoro c'è qualche paese nel quale preferisci farti una bella mangiata?
No, quel tempo è passato. Mi piacciono però le cucine di pesce, il riso con i fagioli, tanto a Cuba quanto in Brasile. Però come ti ho detto l'epoca in cui tutto ciò era un piacere estremo e senza fine è passata.
Senti, c'è invece qualche piatto che i tuoi genitori ti obbligavano a mangiare e che oggi non sopporti?
La carne, che non ho mai più mangiato.

Paolo Mieli - direttore del Corriere della Sera
Direttore, presta molta attenzione al cibo?
No, non do molta importanza al mangiare e non cucino quasi mai. Le mie specialità sono pasta in bianco con un po' d'olio e carne abbrustolita o pesce con olio e limone. Piatti elementari. C'è un incontro tra la semplicità del cucinare e la bontà.
Ci sono piatti italiani che preferisce?
La pizza napoletana ma la più semplice. La margherita. Ma anche i minestroni toscani. Sono anche un gran frequentatore dei ristoranti giapponesi. A Milano ci sono i migliori ristoranti di questo tipo e sono la mia alternativa ai soliti piatti.

Marino Bartoletti - Quelli che il calcio
Come ti definiresti in rapporto al cibo?
Sono un goloso. Non resisto alle tentazioni. Potenzialmente ho un fisico asciutto ma se mi trovo davanti a un piatto che mi piace, lo sbrano. Soprattutto i dolci.
Cucini bene?
No, ma mi piacevano i piatti che faceva mia mamma. adoro le paste.
E qualche piatto particolarmente stuzzichevole?
Il bollito, che mi dicono non potrei permettermi ma lo mangio lo stesso.
E all'estero come va?
Sono molto mammone. Cerco sempre i piatti italiani.


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