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BUON APPETITO!
di Dario Destefanis Eccovi alcune delle impressioni sul cibo, sulla tavola,
sui ristoranti e sul modo di mangiare di alcuni comici, giornalisti
e uomini di mondo.
Antonio
Albanese
Dimmi di te e il
cibo.
Io sto all'anoressia come Polifemo sta allo strabismo. Io amo
moltissimo mangiare ma per lavoro devo limitarmi moltissimo.
Amo la carne, i piatti gustosi e vivendo a Bologna amo i primi.
Queste cose piene... ricche, il tortello. Non mi controllo mai
abbastanza, amo mangiare, amo i sapori. sono un godereccio.
Cucini?
No.
Perché?
Perché sono molto pigro e non ho un palato fine. Ti so
fare la bistecchina triste. So anche fare una cosa strana. Lo
spaghetto con le carote. Non ridere però ! (evidentemente
la mia faccia era un po' stranita). Le faccio tagliuzzate. Ma
cade subito tutto l'entusiasmo perché ci metto la panna,
e la panna...
Bene, dimmi allora il piatto preferito dal signor Perego.
Il pollo alla cacciatora.
E quello preferito da Alex Drastico?
I fave spadate!!!
Luciana
Littizzetto
Luciana, com'è
il tuo rapporto con la tavola? Ti piace mangiare?
Si, molto, anche perché mia nonna aveva una trattoria
nel canavese. Quindi c'è una tradizione familiare di grandi
cuochi. Insomma... grandissimi no, ma buoni cuochi. Purtroppo
questo mestiere ti porta a mangiare schifosissimi cestini in
giro nei posti più tristi e sconsolati del mondo. Tempo
fa ho mangiato una bistecca precotta e mi sono coperta di macchie
verdi che sembravo una salamandra.
E con il bere, come te la cavi?
Una volta ero astemia ma facendo questo mestiere, che a fine
spettacolo prevede sempre la cena, ho iniziato a bere.
Perché?
Perché all'inizio della mia carriera andavo alle cene
con i colleghi, "grandi personaggi" che ordinavano
sempre grandi vini. Ma ho imparato a scoprire col tempo che questi
personaggi non erano poi tanto grandi. Infatti alla fine si pagava
sempre alla romana!! Quindi, spesso mi toccava pagare uno Champagne
senza neanche averlo assaggiato. Ecco la vera ragione per la
quale ho iniziato a bere. Figurati che neanche a casa con i miei
si beveva anche se mia madre era stata costretta a farlo quando
era incinta perché la tradizione diceva che il vino faceva
venire il latte!!
Ma la cosa tremenda è che lei vomitava. Un'immagine devastante.
Ti piace leggere di cucina?
Sì, ma non le cose classiche. Piuttosto la letteratura.
La Allende, "Come l'acqua per il cioccolato" e altre
cose del genere. Cioè quegli autori che attraverso il
cibo danno colore. Comunque, alla fine se tu adesso vieni a casa
mia e apri il frigo ci trovi Speedy Pizza e ghiaccioli.
E con i cibi esotici, come te la cavi? Bene, perché sono
curiosa. Patisco però il giapponese. il pesce crudo che
sembra ancora che mi parli mi fa venire l'ansia. Pensa che però
mi è capitato a Milano, una sera tardi, di finire nell'unico
ristorante aperto che era proprio un giapponese. così
mi sono ritrovata a fare la zuppetta con l'aceto del pesce in
carpione e ho pensato: "Cavoli, sono veramente messa male!".
David Riondino
Iniziamo con il
tuo rapporto con il cibo.
Saltuario purtroppo. Non sono stato educato alla gastronomia.
Anche con mia madre si mangiavano solo bracioline e uova. poi
ho passato un periodo a sole uova, ma presto sono tornato alle
bracioline. Adesso ho imparato a fare delle cose. Il pesce al
sale per esempio. Ma non sono di quelli che dicono: "Cosa
ti piace nella vita?" Cucinare!. No. Però ho imparato.
so fare anche il sugo.
Rosso?
Sì, con la pasta. Ogni tanto metto anche del vino, in
qualche cosa...
Le cucine straniere, le frequenti?
Sì, ho mangiato all'indonesiano, al cinese. Ma non ti
so dire cosa ho mangiato. Mi piace anche il giapponese.
Lella Costa
Cosa pensi del cibo?
Che rapporto hai con la cucina?
Il rapporto con il cibo dovrebbe cambiare con le fasi della vita.
Fino ad una certa età si è costretti al cibo, dai
genitori. mangi che cresci... e soprattutto mangi quello che
c'è. Una delle cose che ricordo con più passione
e sgomento andando a vivere da sola è che dovevo occuparmene
io. E allora ho imparato a scegliere, a lavare l'insalata ecc.
Quindi oggi ti piace.
Si, Mi piace mangiare. Sono curiosa dei sapori. Se vado in un
posto nuovo assaggio tutto. Mi incuriosisce. Bisogna mangiare
avendo rispetto del proprio corpo. Non credo che vadano demonizzati
gli hamburger o i fast food, ma vadano bilanciati. E poi bisogna
mangiare con piacere. L'hamburger con gli amici non ti potrà
far del male.
Nel nostro paese si mangiano piatti molto diversi, ne preferisci
qualcuno?
C'è una cucina che preferisco. E' quella piemontese, anche
perché i miei genitori sono piemontesi. La mamma è
di Castiglione d'Asti, poi amo moltissimo quella meridionale
perché amo il pesce. Mi piace anche quella ligure perché
si inventa i piatti con quel poco che la terra offre.
Fai molti esperimenti?
Si, ho un compagno che cucina bene, ma è laico. Cioè
non è rigido. Alle volte si mangiano cose raffinate e
alle volte quello che c'è. Mi piace stare a tavola. sono
infatti grata all'arcigola. Insegnano il gusto di stare a tavola
e salvano pezzi di storia. la cucina è anche un terreno
di scambio e di incontro formidabile. Andando verso una mescolanza
di razze la cucina è un elemento importantissimo.
Paolo Rossi
Paolo cosa ti viene
in mente quando si parla di cibo?
Sai, io sono un attore e per noi valgono poche regole se vogliamo
lavorare a lungo. Letti sani e ottimi ristoranti. Altrimenti
non duri. Con gli anni facendo le turnée scopri quali
sono i ristoranti meno costosi e più sani. Questo è
importante per chi vive sempre per strada. Guarda, ci sono due
categorie di persone che sanno dove andare. Attori e camionisti.
Spesso mangi con loro?
No, ci dividiamo i posti! Ma quando siamo fuori strada i camionisti
vengono da noi e più spesso ancora noi andiamo da loro.
Ti piace quindi la classica "piola"?
Sì, ma anche il ristorante di classe, purché non
ti stiano dietro e ti cambino il bicchiere tutte le volte che
bevi. Ma mi piace anche il panino se fatto bene.
Sei un frequentatore di ristoranti stranieri?
Sì, mi piacciono molto. Siamo attori e come sai la prima
cosa che chiediamo prima di iniziare lo spettacolo è:
"Hai già prenotato il ristorante?" E' la fame
atavica.
Luciano
De Crescenzo - scrittore
Lei, è una buona forchetta?
No, sono una pessima forchetta. Mangio solo per sfamarmi. Punto
e basta. Non distinguo il Barolo dalla Coca Cola. Una volta sono
stato invitato a mangiare con cuochi sopraffini, Vissani e altri.
Bene, non ho capito cosa ho mangiato! Se proprio dovessi esprimermi
con delle preferenze andrei sui cibi che mi facevano da ragazzino.
Per esempio la frittata di maccheroni. Quando sento parlare di
tartufo o di risotto allo champagne non so che cazzo significa.
Se dovessi scegliere un solo cibo al mondo sceglierei il pane.
E all'estero come va? Mi trovo male. Già se mi
manca il pane casereccio mi sento male.
Giuseppe
Culicchia
- scrittore
A cosa associ il cibo?
Al sesso. Secondo me si equivalgono. Mi piacciono tutti e due.
Ma non farai mica tanto sesso quanto mangi!
No, non ho mai avuto un ritmo simile neanche da ragazzo quando
si è più pimpanti. Bisogna però farlo il
meglio e più serenamente possibile.
Sei un cuoco?
No, mi affido alle cucine altrui. Ma se sono solo non muoio di
fame.
Fuori dall'Italia, come te la cavi?
Cerco di evitare tutto ciò che mi ricorda l'Italia. sono
quindi la croce dei miei amici tedeschi che quando vado in Germania
vorrebbero andare con me a mangiare italiano, ma io mi rifiuto
e voglio würstel e crauti. Delle cucine estere amo la giapponese
con lo zenzero che interrompe un susci e l'altro. la cucina cinese
invece non la sopporto perché tutte le volte che esco
da un ristorante mi sembra di dover fare la doccia. Mi sento
oleato dalla testa ai piedi.
Visto che per te sesso e cibo sono la stessa cosa, c'è
qualche piatto che prediligi prima o dopo?
No, per fortuna "prima" non ho ancora bisogno di niente
e dopo va bene qualsiasi cosa. Dalla nutella al cus cus.
Gianni Minà
- giornalista e scrittore
Come ti consideri a tavola?
Un reduce! Ero una buona forchetta. Adesso, come tutti quelli
di una certa età che hanno mangiato troppo sono stato
messo a regime da mia moglie. Ogni tanto sfuggo anche se in questo
momento sto cercando di perdere dieci chili.
Come fai a sfuggire ? Vai al ristorante o cucini tu?
No, non so neanche fare due uova al tegame. Accetto quindi inviti
al ristorante per lavoro e accetto anche il dolce.
Girando il mondo per lavoro c'è qualche paese nel quale
preferisci farti una bella mangiata?
No, quel tempo è passato. Mi piacciono però
le cucine di pesce, il riso con i fagioli, tanto a Cuba quanto
in Brasile. Però come ti ho detto l'epoca in cui tutto
ciò era un piacere estremo e senza fine è passata.
Senti, c'è invece qualche piatto che i tuoi genitori
ti obbligavano a mangiare e che oggi non sopporti?
La carne, che non ho mai più mangiato.
Paolo Mieli - direttore del Corriere della Sera
Direttore, presta molta attenzione al cibo?
No, non do molta importanza al mangiare e non cucino quasi mai.
Le mie specialità sono pasta in bianco con un po' d'olio
e carne abbrustolita o pesce con olio e limone. Piatti elementari.
C'è un incontro tra la semplicità del cucinare
e la bontà.
Ci sono piatti italiani che preferisce?
La pizza napoletana ma la più semplice. La margherita.
Ma anche i minestroni toscani. Sono anche un gran frequentatore
dei ristoranti giapponesi. A Milano ci sono i migliori ristoranti
di questo tipo e sono la mia alternativa ai soliti piatti.
Marino Bartoletti
- Quelli che il calcio
Come ti definiresti in rapporto al cibo?
Sono un goloso. Non resisto alle tentazioni. Potenzialmente ho
un fisico asciutto ma se mi trovo davanti a un piatto che mi
piace, lo sbrano. Soprattutto i dolci.
Cucini bene?
No, ma mi piacevano i piatti che faceva mia mamma. adoro le paste.
E qualche piatto particolarmente stuzzichevole?
Il bollito, che mi dicono non potrei permettermi ma lo mangio
lo stesso.
E all'estero come va?
Sono molto mammone. Cerco sempre i piatti italiani. |